Autore: Andrea Ferrarini
Il silenzio delle organizzazioni non è mai neutrale. Il whistleblowing serve solo per la corruzione?
In un grande ospedale del nord Italia è stato recentemente arrestato un primario. Le accuse sono gravissime: avrebbe compiuto sistematicamente abusi sessuali su dottoresse e infermiere del suo reparto. Le indagini hanno messo in luce un clima di omertà e complicità maschile, in cui le sue condotte erano ampiamente note e, in alcuni casi, persino […]
Il parere di ANAC sul conflitto di interessi: l’ennesimo specchio per le allodole?
C’è un curioso paradosso nella prevenzione della corruzione italiana: più se ne parla, meno la si capisce. Più si affinano le norme, più si rende difficile la loro applicazione concreta. È un po’ come quelle istruzioni di montaggio che accompagnano i mobili svedesi: sulla carta tutto sembra lineare, ma alla fine restano sempre un paio […]
Dare spazio alla luce: è ora di ripensare l’anticorruzione?
Gennaio è il mese della prevenzione… e degli adempimenti, che vede gli RPCT impegnati a scrivere relazioni e ad aggiornare i contenuti dei PIAO e dei PTPCT. E’ anche un mese di vicende che sembrano uscite da un romanzo di satira sulla burocrazia italiana, vicende che hanno meritato un posto in prima fila sulle pagine […]
IL “TU-SAI-CHI” DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE. Il ruolo dell’interferenza della politica e della dirigenza pubblica nella genesi del rischio di corruzione
La corruzione non fa distinzione tra uffici amministrativi e organi di indirizzo politico. Tuttavia, il legislatore italiano, anche dopo l’approvazione della Legge n. 190/2012, ha deciso di intervenire esclusivamente sulla corruzione amministrativa, promuovendo sistemi di contrasto alla maladministration che non ha consentito di arginare le interferenze della politica nell’attività degli uffici della pubblica Amministrazione. Si tratta, di fenomeni molto diffusi, ma di cui non si parla mai, creando una sorta di cono d’ombra dove la corruzione politica può mettere radici; può crescere indisturbata dentro organizzazioni pubbliche sature di adempimenti, procedure, regole, controlli e fari puntati esclusivamente sull’attività dei dipendenti pubblici.
IL WHISTLEBLOWER NELLA CASA DEGLI SPECCHI. Intuizioni di valore, ethos organizzativo e sistemi di gestione del rischio
L’art. 8 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici non è stato più aggiornato dopo il 2013 (data di entrata in vigore del D.P.R. n. 62) e risulta, di conseguenza, disallineato rispetto alla vigente normativa di tutela del whistleblowing. Questa svista del legislatore ha impedito, per diversi anni, di definire dei doveri minimi di comportamento, validi per tutto il settore pubblico, in grado di incentivare le segnalazioni e di tutelare i segnalanti. E questa lacuna è stata colmata, in modo non omogeneo, dalle singole pubbliche Amministrazioni.
DIVAGAZIONI ESTIVE: «Le parole sono importanti»
Cosa è possibile segnalare, dopo l’entrata in vigore della nuova normativa di tutela del whistleblowing?
Si possono segnalare solo le violazioni, o anche le situazioni a rischio?