Risorsa

Checklist di Spazioetico per la gestione delle istanze di Accesso Civico Generalizzato

La checklist è costituita da 14 “passi”, vale a dire 14 domande cui l’ufficio deve rispondere, man mano che procede nell’istruttoria.

La checklist è costituita da 14 “passi”, vale a dire 14 domande cui l’ufficio deve rispondere, man mano che procede nell’istruttoria. La riproduciamo qui di seguito.

  1. Il richiedente si è correttamente identificato?
  2. Il richiedente ha identificato in modo preciso i dati o i documenti oggetto dell’istanza di accesso?
  3. I dati o i documenti richiesti sono soggetti a pubblicazione (per legge o per scelta dell’amministrazione)? In caso affermativo, sono effettivamente ancora pubblicati?
  4. Esistono esclusioni assolute all’accesso?
  5. La richiesta di accesso impatta su interessi pubblici o privati?
  6. Ci sono dei controinteressati?
  7. È possibile contattare i controinteressati?
  8. Test di pregiudizio: esistono situazioni concrete, in cui la diffusione dei dati o dei documenti potrebbe causare un pregiudizio ad interessi pubblici o privati? In caso affermativo, descrivere queste situazioni.
  9. Test di interesse pubblico: l’accesso ai dati o ai documenti interessa solo al richiedente, oppure potrebbe esserci un interesse diffuso alla conoscenza del dato o del documento in questione? In caso affermativo, definire tale interesse diffuso.
  10. Calcolo dei rischi e delle opportunità: l’interesse pubblico alla trasparenza è superiore alla tutela di altri interessi pubblici o privati (art. 5-bis cc. 1 e 2, d.lgs. 33/2013?
  11. È possibile autorizzare totalmente l’accesso ai dati o ai documenti?
  12. È necessario differire l’accesso?
  13. È possibile autorizzare parzialmente l’accesso?
  14. È necessario negare l’accesso?

L’efficacia delle politiche sul conflitto di interessi negli Stati membri dell’UE. Uno studio comparativo commissionato dal Parlamento europeo

Lo studio comparativo, commissionato dal dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali del Parlamento europeo, analizza l'efficacia delle pertinenti norme, politiche e pratiche adottate negli Stati membri in materia di conflitto di interessi per quanto riguarda le nomine politiche ad alto livello (capo del governo, ministri e altri funzionari di livello elevato).
La ricerca mette in risalto gli aspetti teorici e pratici della nozione di conflitto di interessi, fornendo alcune raccomandazioni strategiche al riguardo.

Lo studio comparativo, commissionato dal dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali del Parlamento europeo, analizza l’efficacia delle pertinenti norme, politiche e pratiche adottate negli Stati membri in materia di conflitto di interessi per quanto riguarda le nomine politiche ad alto livello (capo del governo, ministri e altri funzionari di livello elevato).
La ricerca mette in risalto gli aspetti teorici e pratici della nozione di conflitto di interessi, fornendo alcune raccomandazioni strategiche al riguardo.

Collusione

Termine del glossario di Spazioetico

Il termine collusione negli appalti pubblici (per il quale si utilizza spesso anche la locuzione «turbativa d’asta») si riferisce ad accordi illegali tra operatori economici volti a falsare la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione degli appalti. Tali accordi di collusione tra operatori economici possono assumere varie forme, come la definizione anticipata del contenuto delle loro offerte (in particolare il prezzo) al fine di influenzare l’esito della procedura, la rinuncia alla presentazione di un’offerta, la ripartizione del mercato su base geografica o sulla base dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’oggetto dell’appalto, o l’istituzione di sistemi di rotazione per una serie di procedure. L’obiettivo di tutte queste pratiche è quello di consentire a un offerente predeterminato di ottenere l’aggiudicazione di un appalto creando nel contempo l’impressione che la procedura sia realmente competitiva.

Fonte: Comunicazione sugli strumenti per combattere la collusione negli appalti pubblici e sugli orientamenti riguardanti le modalità di applicazione del relativo motivo di esclusione (2021/C 91/01) – Commissione europea.

Conflitto di interessi “APPARENTE”

Termine del GLOSSARIO di Spazioetico

Se assumiamo il punto di vista del Principale Delegante abbiamo il conflitto di interessi “APPARENTE” (o conflitto di interessi del CHUPACABRA). Si definisce APPARENTE non perché non esista, ma perché dipende dalle aspettative del Principale Delegante che, di norma, ha una aspettativa di imparzialità nei confronti degli Agenti e dei Principali Delegati.

Conflitto di interessi “ENDOGENO”

Termine del GLOSSARIO di Spazioetico

Se assumiamo il punto di vista del Principale Delegante o del Principale Delegato), avremo il conflitto di interessi ENDOGENO (o conflitto di interessi di Antigone). E’ il conflitto tra interessi primari che viene innescato quando l’Agente o il Principale Delegato agisce, decide o gestisce le informazioni in modo tale da non riuscire più a salvaguardare tutti gli interessi primari in gioco. Endogeno deriva dal greco ἐνδογενής (pn. endoghenés) che significa “nato in casa, indigeno”.

Conflitto di interessi “INERENTE”

Termine del GLOSSARIO di Spazioetico

Se assumiamo il punto di vista del Destinatario, abbiamo il conflitto di interessi INERENTE (o conflitto di interessi di Martin Lutero). È il conflitto di interessi tra il Principale e il Destinatario, tra Imparzialità e Parzialità. L’aggettivo Inerente deriva dal latino inhaerens, che significa “aderente” ed indica un legame di appartenenza essenziale, immediato e indissolubile. Gli interessi secondari di un Destinatario tendono a entrare in conflitto con gli interessi primari del Principale. L’Agente deve arginare questa tendenza. Se non lo fa il Destinatario può sviluppare una ASPETTATIVA DI PARZIALITA’.

Conflitto di interessi “ESOGENO”

Termine del GLOSSARIO di Spazioetico

Se assumiamo il punto di vista dell’Agente, avremo il conflitto di interessi ESOGENO. È la tipologia di conflitto di interessi più nota, che dipende dagli interessi dell’Agente. Lo definiamo esogeno, perché dipende da interessi secondari che sono esterni all’insieme degli interessi primari, che rappresentano l’ossatura della sfera pubblica. Nel conflitto esogeno uno o più interessi secondari (strutturali o non strutturali) dell’Agente entra in conflitto con gli interessi primari.

Tossificazione di una relazione

Termine del GLOSSARIO di Spazioetico

La tossificazione agisce dall’interno e modifica la meccanica, il peso dei nodi, le regole di ingaggio, insomma modifica il funzionamento di una relazione.

Strumentalizzazione di una relazione

Termine del GLOSSARIO di Spazioetico

L’uso strumentale di una relazione agisce dall’esterno, finalizzando la relazione al soddisfacimento di bisogni o alla promozione di interessi che non erano in gioco quando la relazione si è instaurata.

Corruzione (definizioni del PNA)

Termine del GLOSSARIO di Spazioetico

Dal 2012 ad oggi, nei PNA abbiamo trovato diverse definizioni, dirette o indirette, di corruzione. Tutte queste definizioni hanno una sola caratteristica in comune: non si riferiscono a condotte penalmente rilevanti.

  • PNA 2013: corruzione = “situazione in cui, nel corso dell’attività amministrativa, si riscontra l’abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati” [situazione, abuso di potere, vantaggi privati]
  • PNA 2015: corruzione = “maladministration” = “assunzione di decisioni devianti dalla cura dell’interesse generale a causa del condizionamento improprio da parte di interessi particolari” [decisione, deviazione, interessi particolari]
  • PNA 2016: il PTPC deve:
    • ridurre ogni spazio possibile “all’azione di interessi particolari volti all’improprio condizionamento delle decisioni pubbliche” [decisione, condizionamento improprio, interessi particolari]
    • garantire la posizione di imparzialità del funzionario pubblico che partecipa ad una decisione amministrativa” [decisione, caduta dell’imparzialità]
  • PNA 2017:  corruzione = assunzione di decisioni devianti dalla cura dell’interesse generale a causa di condizionamenti impropri” [decisione, deviazione, interessi impropri]
  • PNA 2019: Finalità del PTPCT è quella di identificare le misure organizzative volte a contenere il rischio di assunzione di decisioni non imparziali. [decisioni, caduta dell’imparzialità]

Scheda corso – LA VALUTAZIONE QUALITATIVA DEL RISCHIO DI CORRUZIONE (corso online a fruizione individuale)

Nel PNA 2019 ANAC ha raccomandato alle amministrazioni di rivedere la propria valutazione del rischio in un’ottica qualitativa, per superare i limiti di una valutazione “meccanica” e “quantitativa” (come quella proposta dall’allegato 5 al PNA 2013), coinvolgere maggiormente gli uffici e motivare le stime di probabilità e impatto del rischio. Tuttavia, ANAC non ha proposto una vera e propria metodologia, limitandosi a fornire alcune indicazioni e un numero limitato di indicatori di rischio /fattori abilitanti. Il corso mira a sviluppare una maggiore conoscenza delle dinamiche di rischio corruttivo e propone indicatori e strumenti di analisi che possono consentire al RPCT e al personale degli uffici di collaborare allo sviluppo di una analisi qualitativa del rischio corruttivo, in linea con gli indirizzi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

NUOVO CORSO DI FORMAZIONE A DISTANZA. LA VALUTAZIONE QUALITATIVA DEL RISCHIO DI CORRUZIONE

DESTINATARI: Aperto a tutte le organizzazioni pubbliche (amministrazioni centrali, Enti Locali, amministrazioni del SSN, Enti pubblici, società controllate e/o partecipate)

IL CORSO DI FORMAZIONE IN MODALITA’ ELEARNING E’ ANCHE FRUIBILE SULLA PIATTAFORMA “SPAZIOETICO ACADEMY“.

Chi vuole ricevere maggiori informazioni in merito al corso può scrivere a: info@spazioetico.com

DISPONIBILITA’: 30 giorni dall’acquisto

La valutazione del rischio non è un adempimento: la corruzione esiste davvero ed è fondamentale che le pubbliche amministrazioni capiscano quanto sono vulnerabili alla corruzione. E una adeguata valutazione del rischio dovrebbe anche tenere in considerazione le caratteristiche specifiche del rischio di corruzione e le dinamiche di sviluppo dei fenomeni corruttivi.

Il corso promuove un approccio consapevole e dinamico al rischio di corruzione, proponendo indicatori di rischio riconducibili alle tre dimensioni che la corruzione attraversa nel suo percorso di sviluppo:

  • Dimensione relazionale
  • Dimensione etica
  • Dimensione organizzativa

La metodologia di identificazione dei rischi non si concentra esclusivamente sulla “maladministration”, ma privilegia una analisi delle “esternalità positive” degli eventi corruttivi, identificando come a rischio quei comportamenti che minacciano l’imparzialità ma sembrano promuovere un gran numero di interessi in gioco. La probabilità che questi comportamenti a rischio siano messi in atto dipende dal grado di integrità dell’amministrazione. 

Spazioetico ha sviluppato un metodo di valutazione che identifica 7 “qualità” che, se adeguatamente sviluppate, garantiscono l’integrità di una amministrazione o di un sistema pubblico. Se queste qualità sono carenti, il rischio di corruzione aumenta. 

Le 7 qualità sono, quindi, anche degli indici di stima del rischio di corruzione e sono le seguenti:

  1. “Roleability”: le persone che prendono decisioni hanno chiaro il proprio ruolo, le proprie responsabilità e gli interessi primari che devono essere perseguiti;
  2. “Surfability”: capacità di includere, metabolizzare, mediare e gestire la pressione degli interessi ed i conflitti di interessi;
  3. “Leaderability”: esemplarità dei comportamenti della leadership, capacità di gestione dei comportamenti organizzativi, ethos organizzativo;
  4. “Discussability”: clima inclusivo, condivisione, benessere organizzativo
  5. Visibility“: Le scelte compiute nel corso del processo sono sufficientemente visibili e documentate. I flussi informativi sono trasparenti
  6. “Promptability”: Tutti i diversi ruoli e le funzioni intervengono adeguatamente nelle attività: (es. risorse e competenze adeguate, procedure idonee)
  7. “Accountability”: responsabilità sociale, capacità dell’organizzazione di identificare e sanzionare i comportamenti non corretti o illeciti

Scheda corso – VALUTARE E GESTIRE IL CONFLITTO DI INTERESSI IN 5 PASSI (corso online a fruizione individuale)

Una solida valutazione delle situazioni di conflitto di interessi si costruisce attraverso un’indagine approfondita sulla minaccia all’imparzialità, in termini di probabilità, e sulla minaccia alla percezione di imparzialità, in termini di impatto. Il consolidamento di siffatti meccanismi di valutazione che promuovono la cultura della gestione del rischio permetterebbero di superare le questioni di certezza del diritto e di operare in uno schema di piena consapevolezza degli Agenti così come dei valutatori interni (RPCT, dirigenti, ecc…).

Il corso mira a trasferire un “metodo di valutazione e di gestione” delle situazioni di conflitto di interessi in ogni processo organizzativo pubblico.

NUOVO CORSO. VALUTARE E GESTIRE IL CONFLITTO DI INTERESSI IN 5 PASSI.

DESTINATARI: Aperto a tutte le organizzazioni pubbliche (amministrazioni centrali, Enti Locali, amministrazioni del SSN, Enti pubblici, società controllate e/o partecipate).

Il corso è disponibile per una fruizione individuale.

IL CORSO DI FORMAZIONE IN MODALITA’ ELEARNING E’ ANCHE FRUIBILE SULLA PIATTAFORMA “SPAZIOETICO ACADEMY“.

Chi vuole ricevere maggiori informazioni in merito al corso può scrivere a: info@spazioetico.com

DISPONIBILITA’: 10/15 giorni dall’acquisto

Una solida valutazione delle situazioni di conflitto di interessi si costruisce attraverso un’indagine approfondita sulla minaccia all’imparzialità, in termini di probabilità, e sulla minaccia alla percezione di imparzialità, in termini di impatto. Il consolidamento di siffatti meccanismi di valutazione che promuovono la cultura della gestione del rischio permetterebbero di superare le questioni di certezza del diritto e di operare in uno schema di piena consapevolezza degli Agenti così come dei valutatori interni (RPCT, dirigenti, ecc…).

Il corso mira a trasferire un “metodo di valutazione e di gestione” delle situazioni di conflitto di interessi in ogni processo organizzativo pubblico.

La conformazione testuale dell’articolo 42 del Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 – Codice dei contratti pubblici – permette, per la prima volta, di costruire un “metodo di valutazione”. Le Linee Guida ANAC n. 15/2019 «Individuazione e gestione dei conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici», inoltre, forniscono un chiaro orientamento alle stazioni appaltanti, le quali devono individuare preventivamente possibili situazioni di rischio che possano far emergere, nelle varie fasi della procedura, conflitti di interesse non dichiarati o non comunicati. Il rischio che si intende evitare può essere, ai sensi dell’art. 6-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e dell’art. 53 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, soltanto potenziale e viene valutato ex ante rispetto all’azione amministrativa.

Spazioetico ha sviluppato un metodo di valutazione “per scenari“. L’uso degli scenari nella valutazione dei conflitti di interessi si rivela un’arma molto utile per non cadere vittime della complessità di questo fenomeno.

Il nostro obiettivo è di trasferire questo “metodo di valutazione” e permettere ai partecipanti di indagare la prevedibilità di scenari in cui i vari elementi di un conflitto di interessi interagiscono in maniera tale da generare un’interferenza (e la caduta di un interesse primario). 

L’attività di valutazione mira a valutare se un conflitto di interessi si è manifestato nella realtà, così come farebbe un giudice amministrativo e, conseguentemente, annullare un provvedimento finale. Oppure come farebbe il Presidente di una commissione di gara che si trova a valutare l’astensione di un commissario o se escludere o meno un concorrente (ex art. 80  comma 5, lett. d del Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50). 

Questo metodo di valutazione, peraltro, potrebbe essere adottato anche nella situazione in cui un Agente pubblico sta valutando se dichiarare di essere in conflitto di interessi e proporre di astenersi. Così come potrebbe essere il metodo di valutazione del superiore gerarchico o del RPCT che si trova a valutare l’astensione del dichiarante. 

La valutazione si compone di 5 STEP:

  1. Chi è il Soggetto in Valutazione (SIV)?
  2. Quale è la sua potenzialità di influenzamento?
  3. Ha interessi nella vicenda? Quanto sono intensi?
  4. Questo scenario minaccia l’imparzialità della procedura? (PROBABILITA’)
  5. Questo scenario può rappresentare una minaccia alla percezione di imparzialità? (IMPATTO)

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