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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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Nuove risorse disponibili su @spazioetico

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Carissimi lettori,

In vista della scadenza di gennaio 2018 per la presentazione degli aggiornamenti ai Piani triennali di prevenzione della corruzione, @spazioetico mette a disposizione NUOVE RISORSE sulle materie di maggior interesse.

Si tratta di 6 nuove presentazioni, scaricabili dal profilo SLIDESHARE che abbiamo realizzato (Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini) in quest’ultimo mese, frutto di interminabili chiacchierate tra di noi e di più di un centinaio di incontri con amministrazioni pubbliche nell’arco dell’anno 2017.

Abbiamo, in particolare, notevolmente approfondito un nuovo modello di analisi della corruzione che prende in considerazione tre “dimensioni. A noi sembra che affrontino meglio la complessità di questo fenomeno.

Le tre dimensioni sono: la dimensione organizzativa, quella economica e quella eticaE’ il cosiddetto “triangolo della corruzione”.

triangolo_corruzione

Le presentazioni sono:

Tutte le presentazioni contengono uno o più “casi” o “dilemmi etici“.

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Dialoghi sul conflitto di interessi (Parte sesta). IL RITORNO A CASA

…Leggi la prima parte dei dialoghi
…Leggi la seconda parte dei dialoghi
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…Leggi la quinta parte dei dialoghi

PARTE SESTA

Massimo: Dunque, Andrea, avevamo chiuso la seconda parte del caso con un bel salto di intensità. L’interesse di dall’Osso nei confronti della Gammaraggi s.r.l. “vola”.

Andrea: Sì. E con la contestuale perdita di quasi tutti gli interessi primari di Dall’Osso, una vera sciagura.

Massimo: Sono molto curioso di sapere cosa succede dopo.


Ottobre 2017

Il dottor Dall’Osso effettua le supervisioni concordate.

Ha numerosi contatti con diverse figure professionali della Gammaraggi s.r.l. e, nonostante il fatto che i macchinari continuino a presentare gli stessi problemi di instabilità, ne promuove l’efficacia diagnostica.

Nei colloqui con il rappresentante del settore risorse umane, emerge l’opportunità di ricoprire un ruolo all’interno dell’azienda in qualità di agente per il nord-est, a patto che la Gammaraggi s.r.l. aumenti il suo volume di lavoro con i clienti istituzionali locali.


Massimo: Hai visto Andrea, come si cambia opinione in fretta? La Gammaraggi s.r.l. continua a produrre dei bidoni, ma il buon Dall’Osso sembra più indulgente. Chissà mai perché?

Andrea: La Gammaraggi s.r.l. venderà pure dei bidoni, ma qui si dimostra assai abile a mettere la pulce nell’orecchio a Dall’Osso. Potremmo dire che l’operazione che tenta (e sembra riuscirci) è di “saldare” i suoi interessi con quelli del nostro sfortunato protagonista. Come? Facendo leva su “M” (famigerato!), cioè sull’interesse di Dall’Osso a ricongiungersi con la propria famiglia, che è fortissimo.

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Massimo: Un ruolo strategico in azienda a patto che si realizzi una crescita del business con i clienti istituzionali, cioè con l’ambito sanitario pubblico. I due interessi filano insieme che è una meraviglia. Qui Dall’Osso viene preso per la gola. Chissà se accanto all’interesse verso il ricongiungimento familiare, la Gammaraggi s.r.l. gli abbia solleticato anche un altro interesse, che è rimasto nascosto per tutto questo tempo e che potremmo definire come “l’interesse a contare qualcosa (finalmente)“.

Andrea: Sì, Massimo, ma ricordati che la Gammaraggi s.r.l. è pur sempre una venditrice di bidoni. Questo Dall’Osso lo sa.   


Novembre-Dicembre 2018

Nei mesi successivi, il dott. Dall’Osso svolge solo un paio di interventi di assistenza tecnica su commissione della Gammaraggi s.r.l. e sempre nel Lazio e in Abruzzo.

Il dott. Dall’Osso comincia a sospettare che la Gammaraggi s.r.l. non abbia poi così tanti clienti e, soprattutto, teme che l’azienda non abbia la capacità di acquisire clienti nel nord-est.


Massimo: L’interesse del dott. Dall’Osso per la Gammaraggi s.r.l. inizia a scemare. Qui probabilmente Dall’Osso vive una vera e propria crisi. Ci stava credendo in quell’opportunità.

Andrea: Eh già. Un piccolo rimbalzo nell’intensità degli interessi.

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Massimo: Ma il “vulcanismo” degli altri interessi rimane pericolosamente attivo. Con quell’IP ancora così dannatamente basso e quel “M” che spinge come un treno a vapore.

Andrea: Vedi, potremmo pensare che quello che si è modificato con la prospettiva generata dalla Gammaraggi s.r.l. quando propone a Dall’Osso di diventare agente per il nord-est, sia il suo livello di “attenzione” nei confronti del mondo. Una nuova progettualità verso cui tendere ogni sforzo, che potremmo definire con “cambiare lavoro per tornare a casa” e che si salda con una seconda ambizione, che tu avevi correttamente chiamato “contare (finalmente) qualcosa“. Vediamo come va a finire.


Marzo 2018

Il dottor Dall’Osso riceve una telefonata dall’agente della Gammaraggi s.r.l.

«Dottore come sta? Le avevo detto che vorremmo consolidare il nostro marchio nel nord-est, giusto?

A tal proposito siamo in contatto con un potenziale cliente istituzionale che ci allerta su possibili opportunità di business.

Avremmo bisogno, se per lei non fosse un eccessivo disturbo, di qualche informazione su come redarre un disciplinare che ci metta nella situazione giusta.

Sa’, si aprirebbero percorsi insperabili per entrambi, solo fino a poco tempo fa».


Massimo: Siamo al momento della verità, caro Andrea.

Andrea: sì Massimo. La Gammaraggi s.r.l. con uno stile tipico di chi dice e non dice sta proponendo a Dall’Osso di mettere a disposizione le sue conoscenze, acquisite in ambito pubblico, per determinare un vantaggio competitivo a favore di un soggetto privato. Tra l’altro, in un ambiente che vede il principio di riservatezza delle informazioni già violato (“ci allerta su possibili opportunità di business“) da un altro agente pubblico (“un potenziale cliente istituzionale“). 

Massimo: Già. Il segnale di “pericolo” dovrebbe suonare. E invece, proprio per la particolare convergenza degli interessi che si è creata, Dall’Osso potrebbe vedere solo un’opportunità da cogliere. Se solo avesse conservato un “E” alto! Non esiterebbe a sbattere quel telefono in faccia all’agente della Gammaraggi s.r.l. Ma, invece…

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Andrea: … Invece G diventa massimo, trainato da M. Inoltre gli interessi M e G reagiranno positivamente alla proposta della Gammaraggi s.r.l., senza essere contrastati dall’interesse A. Infatti A (l’unico interesse pubblico rimasto a Dall’Osso) è l’interesse dell’Ospedale di Roma in cui Dall’Osso lavora. Se Dall’Osso favorisce la Gammaraggi in un ospedale diverso dal suo (per esempio a Padova) non rischia di ledere A. Paradossalmente Dall’Osso può compiere un “azzardo morale” senza che G e A entrino in conflitto. Se gli interessi IP ed E fossero ancora attivi, le cose andrebbero diversamente. L’interesse E reagirebbe negativamente alla scelta di dall’Osso di favorire la Gammaraggi s.r.l. a discapito di altri operatori economici. Anche l’interesse IP reagirebbe negativamente alla scelta di dall’Osso di promuovere macchinari scadenti. E il nostro protagonistista vivrebbe un dilemma, perché IP+E=M+G.

Massimo: E invece nessun dilemma per Dall’Osso! Purtroppo, IP ed E sono andati persi. E sappiamo quanto ruolo abbia avuto l’Ospedale in questa perdita. Ma Andrea, secondo te, “fornire informazioni su come redarre un disciplinare” per avvantaggiare un operatore economico privato in un’ipotetica gara pubblica non ancora esperita (ed esterna al proprio Ente), configurerebbe qualche ipotesi di reato?

Andrea: Non saprei dire con esattezza. Ma sicuramente è una condotta idonea ad “aprire la via” ad altri comportamenti. Ora ho davvero paura che sia troppo tardi per il povero Dall’Osso. Mi rimane una speranza, ma dimmi, ti prego, come va a finire.


Marzo 2018

Il dottor dall’Osso ascolta con attenzione.

Al termine della cordiale telefonata con l’agente della Gammaraggi s.r.l., chiama la moglie e le rivela che ci sono novità positive.

«Amore, non resteremo separati a lungo!»


Massimo: Caro Andrea, ho perso di vista Dall’Osso dopo questa telefonata. Più nulla per un po’ di tempo. E poi leggo sui giornali quella notizia. Un vero dramma. Ma non si può dire che non se la sia andata a cercare. Dalle ricostruzioni degli inquirenti saltano fuori diverse circostanze inquietanti.

Effettivamente Dall’Osso, dopo quel primo “azzardo morale”, al tempo in cui ancora lavorava presso l’ospedale pubblico, aveva contribuito alla causa della Gammaraggi s.r.l., mettendo a disposizione tutto il suo rilevante patrimonio di informazioni. Per ripagare gli sforzi di Dall’Osso la società aveva messo a sua volta a disposizione della famiglia una bella casa al centro di Padova; un affitto irrisorio a copertura dello scambio occulto.

Una volta acquisite le commesse negli ospedali, la Gammaraggi s.r.l. aveva proposto a Dall’Osso di far parte a tempo pieno della squadra, non assumendolo direttamente, ma utilizzando la schermatura delle consulenze occasionali per l’azienda stessa e per altri operatori economici collusi, con la finalità di allargare il portafoglio clienti di Dall’Osso. In questo modo Dall’Osso aveva potuto agire come “cacciatore di teste” negli ambienti pubblici e privati presso cui operava.

Infine, la Gammaraggi s.r.l. gli aveva messo a disposizione vari “benefit“, da distribuire ai medici che si mostravano disponibili, tra cui, appunto vacanze a Dubai con famiglia, di cui egli stesso, di tanto in tanto, usufruiva.

Andrea: Massimo, forse ti è sfuggito. Ma la notizia è datata novembre 2018. Forse siamo ancora in tempo per salvare il buon dottor Dall’Osso!

Massimo: E’ vero. Dobbiamo riconsiderare l’intera storia ed identificare i momenti in cui sia Dall’Osso sia il suo ospedale potevano effettivamente modificare le proprie scelte. Forse non tutto è perduto ma lo vedremo nel prossimo post.

 

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Dialoghi sul conflitto di interessi (Parte quinta). LA VIA PER L’INFERNO E’ LASTRICATA DI BUONE INTENZIONI

…Leggi la prima parte dei dialoghi
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…Leggi la quarta parte dei dialoghi

PARTE QUINTA

Massimo: Allora Andrea, sei pronto? Avevamo chiuso la prima parte del nostro caso con un bel salto temporale. Dal 2013 si passa al 2017.

Andrea: Sì, mi avevi detto che per quattro anni l’interesse di Dall’Osso verso la Gammaraggi s.r.l. era rimasto effettivamente inattivo. Pareva quasi “evaporato”. Ma poi…


Giugno 2017

wifeLa moglie del dottor Dall’Osso è un’insegnante. Purtroppo il suo incarico a Roma non viene confermato. Le viene offerto un nuovo incarico in Provincia di Padova.

Il destino dei due coniugi è la separazione, assai dolorosa per il dottor Dall’Osso, visto che anche i suoi due bambini sono costretti a trasferirsi con la madre. La moglie è anche costretta ad assumere una baby-sitter e a pagare un affitto piuttosto cospicuo.


Massimo: Accidenti, un bel guaio. Comincio a provare una sorta di “vicinanza emotiva” con Dall’Osso. Anche io ho due bambini e l’idea di separarmi da loro e dalla mia compagna mi mette i brividi. Posso solo immaginare come cambia l’intensità dei suoi interessi.

Andrea: L’entrata in scena della moglie ci permette di disegnare in modo più preciso la “rete di collegamento” di Dall’Osso. Questa rete include, ovviamente, delle relazioni professionali e delle relazioni familiari.

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Massimo: La rete di collegamento di Dall’Osso supporta anche un nuovo interesse, che tu hai indicato con la lettera M. Immagino sia l’interesse di Dall’Osso a stare con la propria famiglia. “M” potremmo tradurlo con “l’interesse al ricongiungimento familiare“, dal momento che ingloba al suo interno un interesse affettivo assai forte, rivolto alla moglie e ai propri figli, ma anche un interesse economico dal momento che il mantenimento di parte della famiglia in un posto diverso comporta spese ingenti. Perciò un “interesse-guida“, cioè qualcosa che sposta le decisioni. Sono sicuro che M ha avuto un ruolo centrale nel percorso di “corruzione” di Dall’Osso! 

Andrea: Potremmo immaginare questo scenario: prima del trasferimento della moglie, l’interesse M agiva solo nel contesto familiare. Dopo il trasferimento, M è si è rafforzato, ha fatto il suo ingresso anche nel contesto professionale di Dall’Osso e ha cominciato a interferire con gli altri interessi dominanti…

Massimo: Giusto… mi sembra di vederlo, il povero Dall’Osso: prima aveva trovato un equilibrio tra lavoro e famiglia. Adesso invece per vedere la sua famiglia deve prendere un treno ed andare da Roma a Padova. E tutto è più difficile: la semplice assenza di un collega, o una emergenza al pronto soccorso possono impedirgli di salire su quel treno e raggiungere la moglie e i figli.

Andrea: direi che abbiamo abbastanza dati per aggiornare il nostro grafico.

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Massimo: Quindi, nel giugno del 2017, l’interesse M è massimo. Ed equivalente a IP e A. Mentre G ed E continuano ad essere sotto la soglia di attivazione.

Andrea: A, IP e M sono equivalenti possono entrare in conflitto. Quale decisione li può polarizzare?

Massimo: Fammi pensare… forse la decisione di cambiare lavoro! A e IP reagiranno negativamente all’ipotesi che Dall’Osso cambi lavoro (se cambia lavoro non potrà più curare i pazienti e non potrà più contribuire a raggiungere gli obiettivi di performance dell’Ospedale). Invece M reagirà positivamente, perché se Dall’Osso trova un lavoro vicino a Padova, potrà stare vicino alla sua famiglia!

Andrea: Giusto. Ma quando e perché Dall’Osso comincia a valutare l’ipotesi di cambiare lavoro?


Settembre 2017

Giunge una mail all’indirizzo del dottor Dall’Osso. Proviene dalla Gammaraggi s.r.l.

L’azienda chiede al dottor Dall’Osso di fornire assistenza tecnica passiva quale supervisore durante interventi programmati da strutture ospedaliere, prevalentemente site in Nord Italia, al fine precipuo di addestrare altro personale medico nelle tecniche di Radiologia diagnostica.

Il dottor Dall’Osso prende subito il telefono e chiama l’agente della Gammaraggi s.r.l. con cui era in contatto.

null«Ma voi avete forniture presso gli ospedali di Padova o della Provincia?»

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L’agente risponde con un «Stiamo pensando di consolidarci proprio in quell’area» e poi chiede: «E’ disponibile a fare trasferte dottor Dall’Osso?» 

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«In questo momento non faccio altro che salire e scendere dai treni!», risponde Dall’Osso.


 

Massimo: Sai, Andrea, il mondo sanitario è pieno di interessanti professionalità. Una di quelle che a me erano sconosciute fino a poco tempo fa era la figura del “proctor”.

Andrea: Che? Proctor? Che significa?

Massimo: E’ un operatore sanitario, ad esempio un tecnico o anche un chirurgo, che, imparando ad utilizzare un determinato macchinario o padroneggiando una determinata tecnica, è chiamato a “trasferire” la sua conoscenza in altri ambiti, addestrando o supervisionando altri operatori sanitari di altri ospedali. A volte li chiamano anche “specialist”, ma, più o meno, è la stessa cosa. Per un’azienda che vende dispositivi diagnostici come la Gammaraggi s.r.l., avere dei buoni proctor significa promuovere al meglio il proprio prodotto. E Dall’Osso è bravo, veramente bravo con il suo lavoro.

Andrea: Grazie per l’utile informazione sul mondo sanitario; già mi sento un proctor dell’anticorruzione…

Massimo: Ecco, qui abbiamo il secondo evento critico … Dall’Osso comincia a collegare la Gammaraggi s.r.l. con una certa “opportunità” di ricongiungersi con la propria famiglia. 

Andrea: Magari comincia, in cuor suo, a valutare l’ipotesi di cambiare lavoro. E i suoi interessi dominanti (M, IP e A) entrano in conflitto.

Massimo: E l’interesse G, cioè l’interesse di dall’Osso per la Gammaraggi s.r.l. comincia a crescere. Prima era tenuto sotto la soglia di attivazione da IP. Ricordi? Abbiamo chiamato questo fenomeno “effetto gallo nel pollaio”.

Andrea: Hai ragione! Le intensità di G e IP sono correlate: se G “sale” (diventa più intenso), significa che IP “scende” (diventa meno intenso).

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Massimo: IP non può scendere da solo. Qualche altro interesse deve “spingerlo in basso” riducendo la sua intensità. 

Andrea: Questo interesse potrebbe essere M. Dopo la telefonata della Gammaraggi, IP e M entrano in conflitto. Dall’Osso vive un dilemma: ama il lavoro (IP) ed ama la sua famiglia (M). Questo gli impedisce di decidere.  

Massimo: Ma alla fine riesce a decidere: M vince su IP, giusto?

Andrea: Esatto! M ha la stessa intensità di IP e A. Ma potremmo dire che M è più “stabile”: Dall’Osso non lo vuole spostare dalla posizione in cui è. Non vuole che perda di intensità. Quindi, M diventa “gallo nel pollaio” e cerca di sbattere IP sotto la soglia di attivazione. Tuttavia, secondo me, e dimmi se sbaglio, l’intensità di IP non dovrebbe ridursi di molto, perché la “rissa tra galli” coinvolge anche A (che dà manforte a IP). Contemporaneamente l’intensità di G comincia ad aumentare, ma fino a un certo punto, perché IP, per quanto indebolito, continua ad interferire con la sua crescita.

Massimo: Possiamo rappresentare questa situazione (che comincia ad essere abbastanza complessa) con un grafico in cui le intensità degli interessi si distribuiscono su tre livelli: massimo (A ed M), medio (IP e G) e minimo (E):

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Andrea: il tuo grafico rappresenta benissimo il mio ragionamento. Adesso IP e G sono in una specie di “limbo”: IP si è indebolito, ma non è ancora morto del tutto; mentre G si è attivato, ma deve ancora fare molta strada per diventare dominante. Per capire se il nostro scenario è corretto, dobbiamo però vedere come va avanti la storia di Dall’Osso…


Settembre 2017

Il dottor Dall’Osso risponde positivamente all’invito della Gammaraggi s.r.l. e chiede di essere autorizzato dal proprio ospedale.

L’ospedale autorizza il dottor Dall’Osso ad esercitare l’incarico al di fuori dell’orario di servizio, non essendo emersi evidenti elementi di incompatibilità né di conflitto di interessi in esito alla fase istruttoria, a condizione che:

  • l’attività d’istituto allo stesso assegnata non subisca alcun pregiudizio;

  • sia esclusa l’instaurazione di fatto di un rapporto di lavoro dipendente con la ditta che conferisce l’incarico;

  • Il dottor Dall’Osso non entri a far parte di Commissioni di valutazione per i prossimi tre anni.


Massimo: Questo, Andrea, è quello che potresti trovare scritto sulle autorizzazioni che ospedali e ASL pubblici rilasciano ai propri dipendenti per i cosiddetti “incarichi extra-istituzionali”. La valutazione viene effettuata, sulla base di quanto dichiara il proponente e in ottemperanza al Regolamento aziendale che tutte le organizzazioni del Servizio Sanitario Nazionale devono aver adottato, obbligatoriamente.

Andrea: Interessante l’ultima “condizione”, che il Dall’Osso non entri a far parte di Commissioni per tre anni.

Massimo: Si chiama “cooling-off period” o periodo di “raffreddamento”. Se ne parla molto come modalità di gestione del conflitto di interessi. Si tratta, in buona sostanza, di applicare lo stesso principio che c’è nel pantouflage (o “revolving doors”). Per i tre anni successivi all’instaurarsi di un “collegamento di interessi”, in grado di attivare un conflitto di interessi “potenziale”, l’organizzazione stessa determina l’inconferibilità per il soggetto ad assumere incarichi in cui egli possa orientare il processo decisionale, ad esempio, di scelta del contraente. In questo modo si “raffredda” l’interesse e si previene anche una eventuale “escalation” della situazione a rischio.

Andrea: Sicuramente il cooling-off sarà, nella maggior parte dei casi una buona procedura di gestione dei conflitti di interessi. Ma non in questo caso. L’ospedale non ha considerato tutti gli interessi in gioco e non ha valutato bene la loro intensità!

Massimo: Cosa intendi dire?

Andrea: L’ospedale considera solo due interessi: G (l’interesse di Dall’Osso per la Gammaraggi s.r.l.) e A (l’interesse dell’organizzazione a ottenere i migliori risultati, interesse che Dall’Osso deve perseguire, in quanto agente pubblico). E sovrastima l’intensità di G. Probabilmente, l’ospedale teme che G sia già molto elevato e che possa, nel tempo, diventare equivalente ad A, a causa del rapporto di collaborazione di Dall’Osso con la Gammaraggi s.r.l. … Ecco il grafico degli interessi in gioco, secondo l’ospedale:

interessi ospedale

Massimo: L’ospedale pensa che G sia molto intenso. Invece noi sappiamo che G non può diventare molto intenso, perché IP ed A bloccano la sua crescita, giusto?

Andrea: Esatto! L’ospedale, vietando a Dall’Osso di partecipare alle Commissioni di gara, crede di ridurre l’intensità di G… in realtà, riduce l’intensità di IP.

Massimo: Credo di aver capito, Andrea! Prima (nel 2013) l’ospedale obbliga Dall’Osso ad andare in Commissione, facendo leva sull’interesse A. Adesso (nel 2017), sempre in nome dell’interesse A, dice a Dall’Osso che non può più andare in Commissione. 

Andrea: Inoltre, quando l’ospedale impone a Dall’Osso di non andare più in Commissione, crea una polarizzazione tra A e IP, che prima non c’era. Infatti, A reagirà negativamente all’ipotesi che Dall’Osso vada in Commissione, mentre IP reagirà positivamente. Ecco, io trovo questa polarizzazione semplicemente paradossale.

Massimo: E lo è! IP è un di cui di A. Ogni volta che Dall’Osso cura i pazienti con  macchinari migliori (IP), contribuisce a far raggiungere all’ospedale i migliori risultati (A).

Andrea: I due interessi, fino ad ora, erano andati “a braccetto”. Adesso, invece, l’ospedale manda a Dall’Osso un messaggio di questo tipo: “se tu andassi in commissione, sceglieresti il macchinario migliore e quindi contribuiresti a far raggiungere i risultati migliori all’azienda. Tuttavia, per farci raggiungere il risultato migliore, non andare in Commissione”. Capisci? E’ un messaggio privo di logica!  

Massimo: Ma l’ospedale dice una cosa di questo tipo perché teme che Dall’Osso non scelga nel suo interesse, ma in quello della Gammaraggi s.r.l.! Non mi sembra così illogico.

Andrea: Ma dall’Osso non ha alcun interesse a far avere alla Gammaraggi delle forniture nel suo ospedale… non dimentichiamoci che l’altro suo interesse dominante è M: vuole avvicinarsi alla moglie e quindi vorrebbe piuttosto che vincesse degli appalti negli ospedali vicini a Padova, per avvicinarsi alla moglie!

Massimo: Quindi l’ospedale crea una polarizzazione inutile, perché non considera l’interesse M… E Dall’Osso come ne esce?

Andrea: Eliminando IP.  Se, come abbiamo detto, è paradossale che IP e A, che sono interessi così simili, si polarizzino, allora l’unico modo per superare il paradosso è eliminare uno dei due interessi. Il più debole.

Massimo: Quindi è l’ospedale che indice Dall’Osso ad “ammazzare” IP.

Andrea: Sì. E una volta che IP è sotto la soglia di attivazione, G può crescere quanto vuole. Può anche diventare dominante!

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Massimo: Povero Dall’Osso! Arrivati a questo punto, ha perso quasi tutti i suoi interessi primari. Ed è in una classica situazione di conflitto di interessi: G e A hanno la stessa intensità. Ormai è “servo di due padroni”: deve fare gli interessi dell’Ospedale (A), ma contemporaneamente è anche interessato alla Gammaraggi s.r.l.

Andrea: Sai cosa mi stupisce di tutta questa storia, Massimo? Che fino ad ora, tutti hanno agito in buona fede. Dall’Osso si è limitato a reagire in qualche modo a due eventi critici (la famiglia trasferita a Padova e la Gammaraggi s.r.l. che gli propone una collaborazione). E l’Ospedale non voleva certo “uccidere” IP, quando ha vietato a Dall’Osso di andare in Commissione. Eppure tutta questa buona fede a cosa a portato? Ha generato un conflitto di interessi.

Massimo: Caro Andrea, in certi casi purtroppo la via per l’inferno è lastricata d buone intenzioni! Adesso però, sono veramente curioso di sapere come va a finire la storia…

…VAI ALLA SESTA PARTE DEI DIALOGHI…

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Dialoghi sul conflitto di interessi (parte quarta). COME I GALLI IN UN POLLAIO

…Leggi la prima parte dei dialoghi
…Leggi la seconda parte dei dialoghi
…Leggi la terza parte dei dialoghi

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PARTE QUARTA

Massimo: allora Andrea, hai visto la BUFALA, cioè, la fakenews sul profilo Facebook di @spazioetico?

Andrea: Sì, eccola.

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Andrea: Ma chi è questo Bruno Dall’Osso? Nell’articolo leggo che ufficialmente lavora come consulente per la Gammaraggi s.r.l. e per altre aziende, ma, secondo gli inquirenti, è una sorta di cacciatore di teste, che faceva da intermediario tra medici disposti a farsi corrompere e ditte che producono apparecchiature radiografiche di scarsa qualità. Insomma un faccendiere. Un tipo inquietante…

Massimo: E’ un ex radiologo di un ospedale pubblico. Io lo conoscevo. Non era un luminare, intendiamoci, ma era bravo, uno dei tanti che faceva bene il suo lavoro e ci teneva alla salute dei pazienti.

Andrea: Chissà come si sarà andato ad infilare in questo enorme pasticcio. A quanto mi dici sembrava una persona onesta.

Massimo: Più che “sembrava” potrei sbilanciarmi a dire che “era” una persona onesta. Avrei potuto metterci tutte e due le mani sul fuoco. Ma le vicende della vita ci portano a prendere delle decisioni. Te la voglio raccontare questa storia perché mentre ti ascoltavo parlare, nei precedenti dialoghi, mi hai fatto ricordare di questo Dall’Osso. Tutto ha inizio nel 2012.

Andrea: Ok, sono pronto, io seguo il tuo racconto e provo ad infilarmi quando serve per chiarirci meglio le idee.


Ottobre 2012.

Il dottor Dall’Osso presta la sua opera come radiologo presso l’Azienda Ospedaliera Marie Curie di Caciucco, in provincia di Roma.

Il suo ospedale possiede uno strumento di diagnostica per immagini che lui utilizza quotidianamente.

Il macchinario è prodotto dalla «Gammaraggi s.r.l.», una nota azienda, leader nello sviluppo di dispositivi medici poco invasivi per procedure diagnostiche e terapeutiche. L’azienda lavora su tutto il territorio nazionale.

Purtroppo il software è piuttosto instabile e la macchina è spesso costretta a fasi di manutenzione che ne pregiudicano l’operatività.

Il dottor Dall’Osso ha nel tempo consolidato un giudizio assai negativo del macchinario, anche perché il servizio di manutenzione offerto dalla Gammaraggi s.r.l. è davvero scadente, secondo i suoi parametri.

L’incaricato della ditta a volte non si presenta nemmeno agli appuntamenti fissati.


Massimo: In questa prima “scena”, seguendo le istruzioni che hai brillantemente descritto nel precedente dialogo, emerge subito un primo interesse. E’ l’interesse “G’ del nostro protagonista, il dottor Dall’Osso, nei confronti della Gammaraggi s.r.l.. Ed è minimo, anzi diremmo che è un vero e proprio “interesse negativo”, vista la qualità scadente dell’attrezzatura e la inaffidabilità della manutenzione.

Andrea: Per essere più precisi, direi che G è “sotto soglia”, cioè così poco intenso da non orientare le decisioni del nostro protagonista. Un interesse con cui “non si va da nessuna parte”. Ci sono altri interessi?

Massimo: A guardar bene esiste anche un secondo interesse di Dall’Osso, un po’ nascosto. Ed è l’interesse, direi l’attenzione, che egli mostra verso l’utenza. Si può riassumere con questa semplice frase: “per curare bene i pazienti devono essere utilizzati i migliori macchinari”. E’ un interesse che si manifesta attraverso i sentimenti di frustrazione ed impotenza che egli mostra nel constatare la pessima qualità del macchinario e la superficialità della ditta produttrice. Se non ci fosse, Dall’Osso non se ne farebbe un dramma. Ho l’impressione che sia un interesse che rimanda direttamente al principio di “buon andamento” che è scolpito come una pietra sulla nostra Costituzione.

Andrea: Esatto! Siamo di fronte ad un Interesse Primario. Ricordi? Nel primo dialogo abbiamo definito “conflitto di interessi” la situazione in cui l’interesse secondario di un agente tende a interferire con l’Interesse Primario del suo principale.

Indichiamolo con “IP”. Dall’Osso valuta le apparecchiature del suo reparto usando IP come criterio. E IP, ovviamente, diventa negativo, quando si tratta di valutare le apparecchiature della Gammaraggi s.r.l.

2_galli.jpgIP è molto forte e influisce su G: ne riduce l’intensità, lo obbliga a stare sotto la soglia di attivazione. IP e G sono come due galli in un pollaio. IP è più forte e sbatte G fuori dal processo decisionale (perché per un interesse essere sotto soglia equivale a essere fuori gioco del tutto).

Massimo: Quindi potremmo dire che IP è un interesse “dominante” che scaccia via G. Mi piace la tua metafora e ho deciso che d’ora in poi ci riferiremo alle interferenze di questo tipo chiamandole “effetto gallo nel pollaio“!

Andrea: E’ importante definire IP con un certo grado di dettaglio perché è un interesse dominante e influenza pesantemente l’intensità degli altri interessi.

Massimo: E’ vero, è difficile da cogliere questo interesse. A volte in aula faccio fare delle apposite esercitazioni per identificare correttamente un interesse primario. Le persone lo sottovalutano oppure lo identificano in maniera troppo generica, tipo “combattere la fame nel mondo”.

Comunque, ritengo di poter disegnare il mio primo grafico, ho le informazioni che mi servono:

Andrea: Ok. Dal grafico si vede che la differenza di intensità tra IP è G è talmente elevata, che G non può influenzare le scelte di Dall’Osso. Però guardando il grafico non capisco perché lui, a un certo punto, si metterà al servizio della Gammaraggi s.r.l. Devono essere intervenuti degli “eventi critici” …

Massimo: Non correre troppo! Siamo solo all’inizio! Se andiamo avanti con la narrazione del caso, vedrai che di eventi critici ne avrai quanti ne vuoi!


Febbraio 2013

Il contratto di manutenzione con l’azienda termina. Il prodotto è ormai obsolescente e occorre acquistarne uno nuovo.

L’ospedale inserisce il nome del dottor Dall’Osso nella Commissione tecnica che valuterà le offerte provenienti dai diversi operatori economici.

Presumibilmente, anche la Gammaraggi s.r.l. che aveva precedentemente fornito l’apparecchiatura all’ospedale parteciperà alla gara.

Dopo aver appreso la notizia del suo inserimento nella Commissione, il dottor Dall’Osso non può esimersi dal condividere con il Presidente tutti i suoi dubbi sulla capacità della Gammaraggi s.r.l..

Addirittura il dottor Dall’Osso esprime perplessità in merito alla opportunità di far parte della Commissione stessa, visto il pregiudizio che egli nutre nei confronti della azienda fornitrice.

4b.jpgMa il Presidente della Commissione categoricamente respinge i dubbi al mittente: «Tu sei qui proprio perché sei l’unico in grado di giudicare questi macchinari, dal momento che li utilizzi tutti i giorni. A bocce ferme sembrano tutti dei gioielli! Ma non ci possiamo permettere di comprare un bidone una seconda volta!»


Massimo: A Dall’Osso viene il dubbio di poter influenzare il processo di valutazione delle offerte tecniche, visto il suo pregiudizio nei confronti della Gammaraggi s.r.l., ma il suo Presidente individua, proprio nella sua esperienza diretta, il valore aggiunto che giustifica il suo far parte della Commissione. Che ne pensi?

Andrea: Mi sembra di capire che anche l’ospedale abbia degli interessi che interferiscono con gli interessi di Dall’Osso.

Massimo: Dall’Osso tentenna. Potremmo dire che vive un “dilemma”. Perché, secondo te? Prima abbiamo scoperto l’interesse primario IP che abbiamo identificato con la frase: “curare bene i pazienti attraverso l’utilizzo dei migliori macchinari”. Ma forse c’è anche un secondo interesse primario…

Andrea: Sì, secondo me abbiamo un secondo interesse primario di Dall’Osso. Ed è l’interesse all’imparzialità, cioè: “ad essere equidistante dai vari interessi privati, evitando di favorire o ledere un interesse piuttosto che un altro”. Potremmo indicare questo nuovo interesse primario con la lettera “E”.

Massimo: Cioè, avendo consolidato nel tempo un vero e proprio pregiudizio nei confronti della Gammaraggi s.r.l., Dall’Osso teme che la sua presenza in Commissione rischi di influenzare, negativamente per la ditta, anche il processo decisionale degli altri componenti. In realtà non sa come andrà veramente in Commissione, ma lui considera con una certa attenzione tale rischio. Tra l’altro, è l’unico soggetto davvero esperto di macchinari di quel tipo.

Dall’altra parte, ritiene che far parte della Commissione sia una sua precisa responsabilità, a cui è stato chiamato (e richiamato) dalla sua organizzazione.

Per questo mi viene da pensare che l’interesse E deve avere la stessa intensità dell’interesse primario, cioè, di IP (E = IP). E’ questa equivalenza di interessi che genera il dilemma di Dall’Osso!

Andrea: E ti dirò di più. Non c’è solo una equivalenza di interessi: IP reagisce positivamente all’opportunità di partecipare alla Commissione (per garantire ai pazienti i migliori macchinari); mentre E, al contrario, reagisce negativamente, perchè Dall’Osso non sarà mai imparziale, viste le precedenti esperienze negative con la Gammaraggi s.r.l.!

Massimo: IP+=E- ! Gli interessi si polarizzano ed è per questo che lui percepisce la presenza di un conflitto di interessi.

Andrea: Dài, Massimo ora hai tutte le informazioni per disegnare il nostro secondo grafico.

Massimo: Eccolo! Ho anche indicato che IP ed E sono equivalenti:

Massimo: Diavolo, se avesse avuto questo strumento di valutazione la sua intuizione l’avrebbe potuta visualizzare. E come lui, anche la sua organizzazione.

Andrea: Non ti compiacere troppo, Massimo. Ho come l’impressione che nel grafico manchi qualcosa, ma non capisco cosa. Proviamo a vedere come va avanti il caso…


Aprile 2013

La gara viene eseguita e la Gammaraggi s.r.l. perde la commessa.

Non sappiamo quale ruolo abbia avuto Dall’Osso in Commissione e nemmeno ci interessa più di tanto, fatto sta che la Gammaraggi s.r.l. si deve fare da parte.


Massimo: Se dovessi guardare la vicenda dal punto di vista dell’Ospedale, direi che è andato tutto bene: ci siamo liberati della Gammaraggi s.r.l. e dei suoi macchinari inefficienti! Anche il dott. Dall’Osso dovrebbe essere soddisfatto!

Andrea: Sì, ma questo è il punto di vista dell’Ospedale, che riflette l’interesse dell’organizzazione. Chiamiamo “A” questo interesse, cioè l’interesse “a scegliere il miglior fornitore”. Ovviamente, l’Ospedale ha il massimo interesse a scegliere il miglior fornitore… perché lo paga!

Massimo: Adesso capisco! Dobbiamo includere A nel grafico. Dall’Osso chiede consiglio al Presidente della Commissione, per uscire dal dilemma e il Presidente gli dice: «Tu sei qui proprio perché sei l’unico in grado di giudicare …non ci possiamo permettere di comprare un bidone una seconda volta!». E lo convince a partecipare alla Commissione!

Andrea: Esatto! Qui troviamo una somma di interessi. Te ne ho parlato nel precedente dialogo: se ci sono più di due interessi polarizzati, gli interessi con lo stesso segno si sommano. Nel nostro caso tutti gli interessi hanno la stessa intensità (A = IP = E). Tuttavia, A reagisce positivamente alla possibilità che Dall’Osso partecipi alla Commissione, proprio come IP. La somma degli interessi è A+ + IP+ > E-: Dall’Osso deciderà di andare in commissione.

Massimo: Possiamo includere A, l’interesse dell’Ospedale, nel nostro grafico, anche se non si tratta di un interesse di Dall’Osso?

Andrea: Certo che possiamo! L’interesse A è supportato dalla rete di collegamento di Dall’Osso e in particolare è supportato dalla relazione Principale/Agente. Dall’Osso, in quanto Agente è chiamato a fare gli interessi del principale, quindi A è anche un suo interesse:

Massimo: Quindi possiamo includere nel grafico anche l’interesse dell’Ospedale. E già che ci siamo, possiamo anche rappresentare la struttura del processo decisionale che ha “spinto” Dall’Osso in Commissione.

Andrea: Fai bene a usare il verbo “spingere”: secondo me Dall’Osso è stato forzato, contro la sua volontà, ad andare in Commissione. Aveva un dilemma derivante dal conflitto tra due interessi primari, per lui ugualmente importanti: IP ed E. L’Ospedale (nella persona del Presidente) non ha saputo farsi carico di questo conflitto: ha semplicemente ricordato a Dall’Osso che doveva allinearsi agli interessi dell’organizzazione, non considerando E.

Massimo: Non sei un po’ troppo severo nei confronti dell’Ospedale? Del resto, se le amministrazioni pubbliche dovessero farsi carico di ogni dubbio che i componenti delle Commissioni pongono… Entrare a far parte di in una Commissione significa, da una parte, essere percepiti come validi professionisti, sia sotto il profilo tecnico che di affidabilità di giudizio, e questo è un fattore incentivante. Dall’altra parte, responsabilità, investimento in tempo e attenzione rappresentano fattori disincentivanti.

In fin dei conti, è Dall’Osso che deve prendere una decisione: “devo o non devo far parte di Commissioni di valutazione per il mio ospedale”?

Andrea: Non mi tacciare di eccessiva rigidità, ti prego! Ritengo che siamo davanti ad un momento cruciale, che spiegherà alcune delle dinamiche successive. Per ora ci basti sapere che, nel momento in cui Dall’Osso decide di andare in Commissione, la somma A + IP diventa dominante. Sai con quale effetto?

Massimo: Non mi dire! Effetto “gallo nel pollaio”?

Andrea: Hai indovinato. A + IP ha intensità doppia di E e lo mette fuori gioco: E finisce sotto la soglia di attivazione:

Massimo: Bel risultato davvero! Da adesso in poi, l’unico interesse di riferimento del povero Dall’Osso saranno solo IP ed E… E’ questo che intendevi quando mi ha detto di non considerarti troppo rigido con l’Ospedale? La scarsa attenzione verso E promossa dalla stessa organizzazione pubblica, afferma un certo “atteggiamento” che, proprio perché posto in essere dalla leadership, determina la cultura organizzativa, o, se vuoi, il “clima etico” di quel contesto lavorativo pubblico.

Andrea: Forse comincio a capire perché Dall’Osso è finito così male… però non capisco ancora come abbia fatto G ad uscire dal “limbo” dell’inattività: qualcosa, qualche interesse dominante, deve avere fatto aumentare l’intensità di G oltre la soglia di attivazione. Ma questo interesse non può essere stato IP, e nemmeno A, perché la Gammaraggi s.r.l. produceva dei pessimi macchinari…

Massimo: Caro Andrea, tu sei un filosofo… e si sente! Ti piace parlare difficile: “uscire dal limbo”, “interesse dominante”, “soglia di attivazione”… provo a tradurre la tua riflessione per i lettori di @spazioetico: tu ti stai chiedendo perché l’interesse per la Gammaraggi s.r.l. ad un certo punto è cresciuto. Perché Dall’Osso, che ci teneva così tanto a usare i macchinari migliori (e lavorava in un Ospedale in cui si sceglievano solo i migliori fornitori) a un certo punto si è messo al servizio della Gammaraggi s.r.l.? Deve essere intervenuto qualche evento critico…

Andrea: Sì, volevo dire più o meno questo…

Massimo: Adesso Andrea forse lo capirai! Preparati ad un bel salto temporale. Per quattro anni l’interesse di Dall’Osso verso la Gammaraggi s.r.l. è rimasto effettivamente inattivo. Pareva quasi “evaporato”. Nessun contatto, nessuna interlocuzione, se non sporadiche mail e, a Natale del 2013, un’agenda. Ma poi…

Andrea: Poi? Non tenermi sulle spine! Cos’è successo di così rilevante, nel 2017?

Massimo: Credo sia meglio parlarne nel prossimo post. I nostri poveri lettori devono ancora metabolizzare l’effetto “gallo nel pollaio”…

Leggi la QUINTA PARTE dei dialoghi

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