Chi siamo

Spazioetico costruisce competenze per l’integrità.

Spazioetico è l’associazione professionale fondata da Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini. Lavoriamo con Pubbliche Amministrazioni, società ed enti a controllo pubblico e organizzazioni private sui temi dell’integrità, della prevenzione della corruzione e dei sistemi di Compliance.

Progettiamo formazione, laboratori, strumenti e percorsi di accompagnamento dedicati, in particolare, al conflitto di interessi, ai Codici di comportamento e ai Codici etici, all’analisi dei rischi, all’antiriciclaggio, al whistleblowing e alla gestione delle relazioni sensibili.

Il nostro lavoro parte dai processi, dai ruoli e dalle situazioni che le persone incontrano realmente. Costruiamo casi, facciamo emergere interessi, relazioni, informazioni, aspettative e interferenze, e aiutiamo le organizzazioni a sviluppare le capacità necessarie per riconoscere, decodificare, valutare e gestire ciò che può mettere a rischio l’integrità di una decisione, di un processo o di una relazione.

Non pensiamo che la formazione debba limitarsi a spiegare alle persone il contenuto di una procedura. Le persone sanno leggere. Il problema è riuscire a capire quando quella procedura deve essere utilizzata, quale fenomeno cerca di governare e quale valore è stata costruita per proteggere.

Per noi, infatti, una procedura è una mappa: può essere precisa, aggiornata e dettagliata, ma serve a poco quando chi la utilizza non riesce a riconoscere il territorio nel quale si trova.

È in questa distanza, tra una regola e il suo significato, tra una procedura e la situazione reale, tra un controllo e il rischio che dovrebbe ridurre, che collochiamo le competenze per l’integrità.

Non meno Compliance. Migliore Compliance.
Sistemi capaci di funzionare perché incontrano persone che sanno osservare le situazioni, attribuire significato a ciò che accade e scegliere modalità di gestione proporzionate.

Massimo Di Rienzo

Ha una formazione giuridica, ma da tempo ha smesso di credere che le norme riescano a spiegare, da sole, ciò che accade nelle organizzazioni.

Pragmatico, ironico e moderatamente allergico alle liturgie dell’adempimento, lavora soprattutto sulle persone, sulle relazioni e sui meccanismi che orientano le decisioni. Si occupa di conflitto di interessi, etica pubblica, integrità delle relazioni e sviluppo delle competenze necessarie per riconoscere ciò che, nelle situazioni reali, non si presenta mai con un’etichetta già pronta.

Costruisce casi, dilemmi e strumenti di apprendimento nei quali interessi, aspettative, informazioni e ruoli entrano progressivamente in relazione. In aula preferisce domandare «Che cosa avete notato?» prima di spiegare che cosa prevede una procedura.

Ha attraversato l’Italia portando nei percorsi formativi storie improbabili, personaggi dai nomi parlanti e qualche cappotto non sempre sobrio. Dietro l’ironia, però, rimane una convinzione molto seria: l’integrità non si costruisce trattando le persone come destinatarie passive di regole, ma rendendole capaci di comprendere e governare le situazioni nelle quali esercitano il proprio ruolo.

Andrea Ferrarini

Si è laureato in filosofia, scelta notoriamente poco raccomandata a chi cerca sicurezza economica, e ha trasformato quella formazione in uno strumento per osservare i fenomeni organizzativi senza accontentarsi delle spiegazioni più immediate.

Analitico, curioso e incline a cercare strutture anche dove gli altri vedono soltanto confusione, lavora sui processi, sui sistemi di prevenzione e sui modelli attraverso i quali le organizzazioni provano a governare i rischi. Si occupa di prevenzione della corruzione, analisi del rischio, antiriciclaggio, conflitto di interessi, Codici di comportamento e sistemi organizzativi per l’integrità.

Quando una situazione appare opaca, Andrea la scompone: individua i soggetti, ricostruisce le relazioni, distribuisce le informazioni, distingue gli interessi e prova a capire quali decisioni potrebbero essere influenzate. È quello che, mentre Massimo accende il dilemma, cerca la grammatica che consenta di leggerlo.

Da bambino voleva occuparsi di meteorologia e continua, in fondo, a osservare le organizzazioni come sistemi atmosferici: ambienti nei quali condizioni diverse possono combinarsi, generare perturbazioni e produrre effetti difficili da prevedere. Con una differenza importante: nelle organizzazioni non basta prevedere il temporale. Bisogna costruire competenze e strumenti per attraversarlo.