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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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Nuove risorse disponibili su @spazioetico

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Carissimi lettori,

In vista della scadenza di gennaio 2018 per la presentazione degli aggiornamenti ai Piani triennali di prevenzione della corruzione, @spazioetico mette a disposizione NUOVE RISORSE sulle materie di maggior interesse.

Si tratta di 6 nuove presentazioni, scaricabili dal profilo SLIDESHARE che abbiamo realizzato (Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini) in quest’ultimo mese, frutto di interminabili chiacchierate tra di noi e di più di un centinaio di incontri con amministrazioni pubbliche nell’arco dell’anno 2017.

Abbiamo, in particolare, notevolmente approfondito un nuovo modello di analisi della corruzione che prende in considerazione tre “dimensioni. A noi sembra che affrontino meglio la complessità di questo fenomeno.

Le tre dimensioni sono: la dimensione organizzativa, quella economica e quella eticaE’ il cosiddetto “triangolo della corruzione”.

triangolo_corruzione

Le presentazioni sono:

Tutte le presentazioni contengono uno o più “casi” o “dilemmi etici“.

Licenza Creative Commons
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Al via l’analisi del rischio di corruzione nei controlli di Regione Lombardia

Nelle scorse settimane la Regione Lombardia ha avviato la mappatura e la valutazione del rischio di corruzione dei propri processi di controllo. i controlli sono attività particolarmente esposte al rischio di corruzione, che rappresentano un’area di rischio generale, che le amministrazioni devono analizzare e controllare con particolare attenzione.

Le attività di Regione Lombardia saranno supportate da Andrea Ferrarini, collaboratore di @SpazioEtico.

L’analisi del rischio sarà realizzata adottando la metodologia che @Spazioetico ha sviluppato, a partire dalla metodologia di misurazione del rischio proposta nelle Linee guida di ANCI Lombardia (opportunamente adattata alla realtà delle amministrazioni regionali).

Saranno sottoposti ad analisi i diversi controlli gestiti dalla Regione.

  • controlli di primo livello, indirizzati a soggetti esterni alla Regione
  • controlli interni di secondo livello (controllo strategico, controllo di gestione e controllo successivo di regolarità amministrativa
  • controlli interni ed esterni di terzo livello (funzione di audit interno e funzione di audit sui fondi dell’Unione Europea)

I risultati dell’attività di valutazione confluiranno nel PTPC 2018 – 2020 di Regione Lombardia e rappresenteranno una esperienza pilota che @Spazioetico potrà esportare anche in altre Amministrazioni Regionali.

Buon lavoro, Andrea Ferrarini!

Il processo di controllo, un esercizio di visualizzazione

State mappando i processi di controllo nel vostro Ente in vista della elaborazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione?

Allora potrebbe esservi utile questa slide. Si tratta di una rappresentazione grafica del (macro)processo di controllo in un’amministrazione (Ente Locale o del SSN, o altro).

PROESSO_CONTROLLO.jpg

La visualizzazione è il risultato dell’applicazione (personale) della metodologia presentata nelle Linee Guida ANCI Lombardia e degli incontri tenuti presso diversi Enti pubblici nel giro di tre mesi di formazione.

In particolare, vengono evidenziati i “momenti decisionali” che potrebbe presentare il processo, sui quali, successivamente va valutato non solo il rischio corruttivo, ma anche quello di maladministration e/o di cattiva gestione del processo. Ovviamente, i momenti decisionali vengono rappresentati a titolo esemplificativo.

La presentazione completa può essere scaricata al seguente link: http://www.slideshare.net/m_dirienzo/il-processo-di-controllo-un-esercizio-di-visualizzazione

Il Whistleblowing e la democrazia “vibrante”

Aumentare i controlli aumenta i costi che i corrotti devono sostenere per delinquere. Tuttavia, i controlli esterni sono molto dispendiosi e potrebbero non essere efficaci.Per questo, utilizzare le informazioni detenute all’interno dei luoghi del potere per denunciare condotte illecite può fare la differenza.

È il caso del Whistleblowing, una pratica micro-politica in cui soggetti che “abitano” luoghi di potere denunciano comportamenti illeciti o pericolosi di altri soggetti o di chi occupa posti di leadership. Il prezzo che essi pagano è alto dal momento che si trovano in uno stato di vulnerabilità potendo essere sottoposti a ritorsioni anche pesanti.

La pratica del Whistleblowing è stata da autorevoli osservatori (Abraham Mansbach) associata a quella che in antichità era stata denominata “parrhesìa“, ovverosia, una attività verbale fondata sul “dire-il-vero senza paura” (fearless speech).

Alcuni esempi di “parrhesiasta”, (cioè la persona che agisce la parrhesia) possono essere:una persona che rischia di perdere un vero amico criticandone il comportamento; oppure un politico che dà voce ad una verità scomoda e impopolare, rischiando di non essere rieletto.

Michel Foucault descrive la parrhesia così:una attività verbale dove colui che parla ha una relazione specifica con la verità attraverso la franchezza, una certa relazione con la sua vita attraverso il pericolo, una certa relazione con se stesso attraverso il “criticare” (auto-critica o critica verso l’altro) e una specifica relazione con l’etica attraverso la libertà e la responsabilità.

Come l’antico parrhesiasta, il moderno Whistleblower sfida il potere mette a rischio se stesso. Una caratteristica comune ai Whistleblower, infatti, è che gli individui o le organizzazioni le cui condotte illecite vengono segnalate, si trovano in una posizione tale da potergli provocare un danno.

I Whistleblower, dicendo-il-vero senza paura, proteggono la loro comunità, promuovono l’interesse pubblico e consolidano lo stato di diritto.

Ma c’è qualcosa di più. In riferimento alle dinamiche politiche delle società democratiche avanzate, non si può dire che il margine di movimento sia confinato all’azione collettiva.

Ci sono pratiche “non collettive” di controllo del potere dall’interno. Pratiche individuali che sfidano il conformismo delle organizzazioni e delle società ed i comportamenti di subordinazione dell’interesse pubblico a interessi illeciti.

Tali pratiche hanno il vantaggio di non far addormentare le democrazie. La libertà e l’eguaglianza, infatti, si attualizzano solo all’interno di un “tensione” continua che deve essere alimentata quotidianamente dalla critica politica, dai media, dagli organi di controllointernoed esterno. Solo così la democrazia resta “vibrante” e i suoi principi fondanti non diventano delle mere manipolazioni ideologiche.

Karl Popper sosteneva che la democrazia, proprio come una teoria scientifica, non è valida di per sé, ma è fallibile, incerta, piena di errori. Essa può essere “falsificata” da un controllo (interno o esterno). Proprio come in un laboratorio al fine di rafforzare una teoria se ne cercano le falle, in democrazia, per rafforzarne i valori e le istituzioni, è necessario mettere a nudo tutto quello che non funziona o che è migliorabile.

E questa è proprio la responsabilità che si assume il nostro Whistleblower, parrhesiasta del terzo millennio.

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