Categoria: Etica
Come si costruisce un percorso di sviluppo delle competenze per l’integrità insieme a Spazioetico
Una breve guida al modo in cui Spazioetico lavora con le organizzazioni: dall’adozione di policy e codici alla formazione blended, dall’onboarding attraverso l’Integrity Game ai percorsi pluriennali di consolidamento. Un metodo costruito sui processi, sui ruoli e sulle casistiche reali, per trasferire le competenze per l’integrità nel lavoro quotidiano.
L’intuizione del conflitto di interessi tra relazioni, illiceità e utilità: euristiche cognitive e punti ciechi
Una ricerca sperimentale condotta su dipendenti pubblici mostra che non tutti i conflitti di interessi sono ugualmente visibili: la natura delle relazioni incide sulla capacità di riconoscerli e gestirli. I risultati aprono una riflessione importante sul ruolo della formazione, della disclosure preventiva e degli strumenti organizzativi nel rendere più leggibili le situazioni a rischio.
Le zone grigie del farmaceutico non si governano solo con le procedure
Nel settore farmaceutico, molti rischi prendono forma dentro attività e relazioni formalmente legittime. Per riconoscerli servono competenze di decodifica, costruite nel punto d’incontro tra HR e Compliance. L’Analisi dei fabbisogni di competenze per l’integrità aiuta a individuare quali capacità sviluppare nei diversi ruoli.
Cosa dicono di noi (una sfida per il 2026)
All’inizio dell’anno ci è arrivata questa mail: Caro Di Rienzo, caro Ferrarini, la mia sincera stima. Per la pura e semplice intelligenza con cui tutto è detto. Vi ho scoperti, quasi per caso, nella più assoluta (e desolante) autonomia, attraverso un fuori pista dal percorso formativo sull’anticorruzione, canonizzato nel più tipico dei modi dall’ente pubblico […]
INTERFERENZE POLITICHE: la caldera nascosta nella macchina pubblica
Far finta che non esistano le interferenze politiche è davvero grottesco e paradossale. Immaginate di amministrare un Comune alle pendici del Vesuvio o sopra la caldera dei Campi Flegrei e di stabilire che, nei piani di protezione civile, non occorre contemplare il “rischio eruttivo”.
Ecco, ignorare le interferenze politiche nelle mappature dei rischi significa intraprendere un esercizio di autoinganno collettivo. Con la conseguenza che quella che molti chiamano “prevenzione della corruzione”, assomiglia spesso a un rito scaramantico.
DONI, REGALI E ALTRE UTILITA’. Come sequestrare “al volo” un decisore pubblico
Il rischio corruttivo? Roba da manuale. Il conflitto di interessi? Vecchie chiacchiere da RPCT. Oggi parliamo del vero, attualissimo rischio per i decisori pubblici: il dono volante.
LE ROI S’AMUSE. Comportamento in servizio e nei rapporti privati
In questo numero parliamo delle regole di comportamento in servizio e nei rapporti privati, definite negli artt. 10 e 11 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (DPR n. 62/2013). E’ un argomento, a nostro parere, molto interessante, perché ha a che fare sul modo in cui deve essere valutata la qualità dei dipendenti pubblici, ma anche dei rappresentanti politici. Cos’è più rilevante: come scelgono e agiscono nell’esercizio della loro funzione, oppure come agiscono nella loro sfera privata? E’ più importante che siano degni del ruolo pubblico ad essi affidato, oppure che usino degnamente tale ruolo?
L’ARCHITETTURA DELL’INTEGRITA’. L’art. 13 del codice di comportamento e la leadership etica
La leadership etica non coincide con gli standard di comportamento attesi dalla dirigenza, elencati nell’art. 13 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e richiamati in diversi altri articoli del codice. La leadership etica è qualcosa che si pone fuori dalle regole e che, in virtù di questo, può fungere da meccanismo di ancoraggio delle regole.
Quel vecchio ripostiglio chiamato Codice di comportamento
Raramente ci è capitato di essere così allineati alle considerazioni della Sezione Consultiva per gli Atti Normativi del Consiglio di Stato contenute nel Parere espresso nella Adunanza di Sezione del 12 gennaio 2023. Quando è stato pubblicato lo Schema recante modifiche al DPR 16 aprile 2013, n. 62, “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”, avevamo segnalato il fatto che le diposizioni dei nuovi articoli 11 bis e ter presentavano numerosi problemi.
LA DIFFUSIONE DEL DISORDINE. Le ingiunzioni valutative dell’art. 12 del Codice di comportamento
Le dichiarazioni pubbliche dei dipendenti e l’orientamento al privato rientrano a pieno titolo tra i problemi emergenti nell’attuale Società dell’Informazione, ma la loro gestione deve tenere conto dei diritti delle persone (innanzitutto della libertà di espressione) e della necessità di supportare i destinatari, che spesso non hanno tutte le informazioni necessarie per interfacciarsi con il sistema pubblico. In questo articolo affronteremo l’art. 12 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e, in particolare, le regole sulle dichiarazioni pubbliche dei dipendenti e sull’orientamento al privato.
LA CUOCA DI GIULIO CESARE. Gli artt. 6 e 7 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici
Gli articoli 6 e 7 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. n. 62/2013) introducono obblighi di comunicazione e astensione, finalizzati alla gestione del conflitto di interessi, senza tuttavia mai definire chiaramente questo fenomeno. I due articoli contengono lunghi e articolati elenchi di situazioni e relazioni sensibili della sfera privata, che determinano un conflitto di interessi: un po’ come se, in presenza di nuvole nel cielo, le persone aprissero l’ombrello, senza sapere esattamente cos’è la pioggia.
L’INNOCENZA RUBATA. L’adesione o appartenenza del dipendente pubblico ad associazioni od organizzazioni
In questa tappa del nostro viaggio, parleremo dell’art. 5 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici nazionale. Vi condurremo dentro ad un inferno di interferenze, popolato di complici, benefattori, assi nella manica e utili mediatori, che agiscono sotto lo sguardo vigile e severo delle aspettative che si accompagnano ai vincoli associativi e che avvelenano la funzione pubblica.