Autore: Massimo Di Rienzo
INTEGRITY GAME. Quando apprendere l’etica pubblica diventa un gioco serio
È ora di dirlo chiaro e tondo: le persone hanno smesso di imparare. Non perché siano diventate improvvisamente meno intelligenti o meno curiose, ma perché la realtà è diventata troppo complessa e, diciamolo, la formazione è diventata noiosa. Infinitamente noiosa.
Videolezioni monotone, slide asettiche, test a risposta multipla che sembrano creati per mettere alla prova la pazienza più che le competenze. Un tripudio di piattaforme FAD (Formazione A Distanza) dove l’unica azione richiesta è cliccare “avanti”. Davvero pensiamo che questo basti a far crescere la consapevolezza sull’integrità pubblica o a prevenire la corruzione?
La TAC, la gatta e l’intuizione di valore che fece cilecca
Immaginate la scena: un radiologo d’ospedale, un professionista serio e rispettato, si aggira per i corridoi del nosocomio con un’aria lievemente preoccupata. Non è l’ennesimo esame urgente, non è un paziente critico, no. È Athena, la sua gatta, che è appena caduta dal sesto piano. La povera creatura, nonostante sia in fin di vita, non ha perduto il suo aristocratico sguardo da imperatrice e lo ha fissato con gli occhi profondi di chi sa di avere il controllo della situazione. E lui, col cuore in subbuglio, ha deciso di fare quello che ogni padrone di felino con accesso illimitato a una TAC avrebbe fatto: una rapida indagine diagnostica con le apparecchiature dell’ospedale.
Forse incostituzionale, certamente tossico: il TRAFFICO DI INFLUENZE ILLECITE tra lobbying e corruzione
Il recente rinvio alla Corte Costituzionale del reato di traffico di influenze illecite da parte del GUP di Roma accende un nuovo faro sulle fragilità della riforma Nordio e sulle ambiguità di una norma che, fin dalla sua introduzione, ha navigato in acque torbide. La decisione di investire la Consulta pone interrogativi di non poco conto sulla tenuta dell’articolo 346-bis del Codice Penale, così come modificato dal recente intervento legislativo.
🔴 CONOSCERE E GESTIRE IL CONFLITTO DI INTERESSI: UNA NUOVA POLICY PER LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE 🔴
Quando un conflitto di interessi è davvero un problema? E quando invece è solo una “caccia alle streghe” burocratica? Per anni, le amministrazioni pubbliche hanno navigato a vista tra autocertificazioni di circostanza e regole di astensione applicate con il metro dell’incertezza. Ma finalmente qualcosa sta cambiando.
Gli indicatori OCSE sull’integrità pubblica: la cartina di tornasole dell’utopia burocratica?
L’OECD Public Integrity Indicators è un ambizioso tentativo di fornire una misurazione standardizzata della capacità dei governi di promuovere l’integrità pubblica. Indicatori, punteggi, benchmark: tutto perfettamente in linea con il culto della evidence-based policy che, a parole, dovrebbe salvarci dalla doxa e dalla politicizzazione della lotta alla corruzione. Ma funziona davvero?
La Biblioteca delle ombre. Relazioni, interferenze e il difficile equilibrio dell’integrità pubblica
La richiesta di arresti domiciliari per Stefano Boeri, Cino Zucchi e Pier Paolo Tamburelli, avanzata dalla Procura di Milano con l’accusa di turbativa d’asta nel concorso per la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic), non è solo un fatto giudiziario di rilievo. È un’occasione per analizzare come le relazioni personali e professionali possano, se non gestite con trasparenza, trasformarsi in interferenze che minacciano l’integrità. Va sottolineato che questa vicenda è ancora in fase istruttoria: non è stata pronunciata alcuna sentenza, e i protagonisti godono della presunzione di innocenza.