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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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Lo strano caso della Fondazione Musei Civici della Val Ladra. Prevenire la corruzione nelle società e enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A.

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di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Sempre più spesso @spazioetico viene chiamato a realizzare percorsi formativi sulla prevenzione della corruzione nelle società e enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A..

Ci viene espressamente richiesto di sviluppare scenari e casi (dilemmi etici, real-case scenario) che riguardano processi organizzativi e relazioni che si strutturano, si sviluppano e “tossificano” all’interno oppure “intorno” a queste complesse organizzazioni.

In questo post vi presentiamo un caso che abbiamo ideato per un webinar IFEL dal titolo: Anticorruzione applicata alle società e agli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A.“.

Come vedrete, questo caso mostra con una certa evidenza i limiti di un approccio esclusivamente orientato alla mappatura dei processi e all’analisi dei rischi; da qualche tempo @spazioetico si interroga sull’opportunità di mettere al centro della prevenzione della corruzione le “RELAZIONI” delle varie componenti che giocano un ruolo all’interno delle organizzazioni pubbliche e private controllate e partecipate.

 

  1. INTRODUZIONE

Da dove si genera il rischio di corruzione nelle controllate/partecipate?

  • Davvero si genera sempre e solo dalla condotta degli AGENTI, cioè dei dipendenti, volta a determinare un vantaggio per un privato (legge 190/2012)?
  • Davvero si genera sempre e solo dalla condotta degli AGENTI, cioè dei dipendenti, volta a determinare un vantaggio per l’Ente (legge 231/2001)?

Assai spesso, il rischio che si genera è, invece, di sistema (corruzione sistemica).

Talvolta, le complesse dinamiche della gestione del consenso politico possono trasformare l’Ente da strumento per la promozione degli interessi della collettività a valvola di compensazione di interessi privati.

In questo caso, il rischio si scarica su tutti i processi della società.

Bisogna osservare il fenomeno… occorre identificare i soggetti a rischio (organi di indirizzo dei Comuni) ed i processi su cui essi possono maggiormente interferire.

Infatti, teoricamente l’organizzazione è guidata dal CdA, sostanzialmente, invece, potrebbero verificarsi forti interferenze prodotte dai vertici delle amministrazioni (PRINCIPALE).
2. IL CASO

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Derubo di Sopra, Frego di Sotto e Intasco Piano sono tre Comuni della Val Ladra, in provincia di Malavita.

Il loro territorio è ricco di storia.

Tra il XV e il XVIII secolo, infatti, gli abitanti di Derubo, Frego e Intasco hanno intrattenuto fiorenti attività commerciali con le Americhe e con l’Egitto.

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Le ricche famiglie valladrine, di ritorno da quelle terre lontane, hanno portato numerose opere d’arte, oggi custodite nei tre principali musei della Val Ladra:

  • Il museo egizio di Derubo di Sopra,
  • Il museo delle civiltà Pre-Colombiane di Intasco Piano,
  • Il museo della Pirateria di Frego di Sotto.

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Per gestire e valorizzare questo straordinario patrimonio artistico, i tre Comuni, nel 2001 hanno costituito la Fondazione M.C.V.L. (Fondazione Musei Civici della Val Ladra), interamente controllata dalla Pubblica Amministrazione.

La Fondazione ha, quale scopo statutario la gestione dei tre musei e la promozione di attività culturali.

La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione, composto da tre membri (uno per ciascuno dei comuni controllanti).

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Il dott. Onofrio Onesti, direttore generale della Fondazione, dal 2017 è anche RPCT (Responsabile della prevenzione della corruzione). La Fondazione MCVL, infatti, è tenuta ad adeguarsi alla normativa anticorruzione della L. 190/2012.

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Il dott. Onesti inizia ad elaborare un PTPC, contenente le misure integrative per la prevenzione della corruzione, in collaborazione con l’avvocato Alfio Arraffo, che è OdV (Organismo di Vigilanza) della Fondazione.

La MCVL infatti ha adottato anche un Modello Organizzativo, ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Onesti e Arraffo analizzano il contesto esterno e interno della Fondazione, mappano i processi e definiscono adeguate misure di controllo.

In particolare, l’ODV e il RPCT hanno coordinato le misure previste dal Modello 231 e dal PTPC, secondo questa logica:

  • Il Modello 231 contiene misure di prevenzione della corruzione attiva (un esponente della Fondazione MCVL offre denaro o altre utilità ad un soggetto pubblico, per procurare un vantaggio alla Fondazione),
  • Il PTPC contiene misure di prevenzione della corruzione passiva (un esponente della Fondazione MCVL chiede o riceve denaro o altre utilità ad un soggetto privato).

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Il dottor Onesti e l’avv. Arraffo sono molto soddisfatti del loro lavoro. Il PTPC e il Modello 231 sono perfettamente coordinati e gestiscono completamente il rischio di corruzione attiva e passiva della Fondazione MCVL.

Il CdA della Fondazione approva il PTPC e le modifiche al Modello 231, che vengono trasmessi via e-mail anche ai Direttori dei 3 musei gestiti dalla Fondazione.

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Lucio Lestofanti, direttore del museo della Pirateria di Frego di Sotto, legge l’e-mail del Direttore Generale della Fondazione e si preoccupa.

Prende il telefono e chiama qualcuno:

«Sindaco, abbiamo un problema! La Fondazione ha appena approvato un PTPC e ha aggiornato il proprio Modello 231.

Hanno introdotto dei nuovi controlli, per la prevenzione della corruzione negli enti in controllo pubblico! Deve essere roba tosta! Fatta seguendo le linee guida di ANAC!

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Dobbiamo stare attenti e non fare passi falsi… se ci scoprono è un casino…».

Lestofanti sta parlando al telefono con Domenico De Predo, Sindaco di Frego di Sotto, che lo ha contattato qualche mese prima, per chiedergli un grosso favore.

«E’ un cosa molto riservata, Lestofanti…

Ne parlo a te, perché so che sei un uomo di fiducia…

Ho un “debito” con il presidente di ASSO LADRA (l’associazione degli industriali della Val Ladra), l’ing. Ignazio Inquino.

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L’ing. Inquino si è molto adoperato, per sostenere la mia campagna elettorale.

Adesso che sono stato eletto, l’ing. Inquino mi ha detto che suo figlio, Ignavo Inquino, cerca lavoro e gli piacerebbe lavorare in un museo.

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«…Ovviamente, caro il mio Lestofanti, non è una operazione priva di rischi.

La Fondazione MCVL non deve accorgersi di nulla.

E se tutto va a buon fine, ti assicuro che mi farò valere presso il CdA della Fondazione MCVL, per farti diventare Direttore Generale, al posto di quel rompiscatole di Onofrio Onesti!»

Non è che puoi chiedere alla Fondazione di bandire un concorso, per assumerlo al “nostro” Museo della Pirateria?

Servirebbe solo dargli una “spintarella».

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Ora, però, quel rompiscatole di Onofrio Onesti sembra aver messo i bastoni tra le ruote a Lestofante e De Predo.

Il suo sistema “integrato” di prevenzione della corruzione attiva e passiva (PTPC e Modello 231) riuscirà a fermare quei due farabutti?

Analizziamo meglio la situazione.

L’accordo tra De Predo e Lestofanti coinvolge 4 “protagonisti”, che hanno ruoli diversi e agiscono in vario modo, per inseguire vantaggi personali di diverso tipo. La situazione è riassunta nella tabella seguente:

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Siamo di fronte ad una vera e propria rete di corruzione sistemica, che coinvolge numerosi soggetti, che si scambiano favori (MUNUS) e perseguono interessi politici e personali.

L’interferenza nei processi della Fondazione MCVL non soddisfa gli interessi di un singolo protagonista, ma gli interessi “diffusi” e supportati nella rete.

Il rapporto 1-a-1 tra corrotto e corruttore “salta”.

Il direttore del museo favorirà il figlio del presidente di ASSO LADRA, ma non chiederà denaro o utilità al figlio del presidente: ci penserà il sindaco a farlo diventare Direttore Generale.

Il direttore del museo, inoltre, commetterà un reato, favorendo il figlio del presidente di ASSO LADRA, ma lo scambio occulto che genera questa condotta illecita è tra il sindaco e il presidente di ASSO LADRA, che sono i veri “registi” della dinamica collusiva.

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Lucio Lestofanti, il Direttore del Museo della Pirateria, si prende alcuni giorni per leggere i protocolli e le misure di prevenzione previste dal PTPC e dal Modello 231 per la gestione dei concorsi pubblici, per l’assunzione di personale presso i Musei della Fondazione MCVL.

Leggiamoli anche noi.

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Lucio Lestofanti, dopo aver letto attentamente il PTPC e il Modello 231, telefona felice a Domenico De Predo: «Nessun problema, signor sindaco! Possiamo favorire l’assunzione del figlio del presidente di ASSO LADRA.

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Nessuno se ne accorgerà!»

Perché Lestofanti è così sicuro di sé e già pregusta la futura nomina a Direttore Generale della Fondazione?

La risposta è semplice: la partecipazione di Ignavo Inquino, figlio del presidente di ASSO LADRA non apparirà anomala, alla luce dei controlli previsti dal sistema di prevenzione messo in piedi dal RPCT e dall’ODV. Infatti:

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Il figlio del presidente di ASSO LADRA vince il concorso e comincia a lavorare presso il Museo dei Pirati di Frego di Sotto.

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Il Sindaco è molto soddisfatto e mette in atto la seconda parte del suo piano.

Comincia a scrivere al CdA della Fondazione, lamentando presunte inefficienze nella promozione del patrimonio museale di Frego di Sotto.

In particolare, lamenta le scarse doti manageriali e la scarsa preparazione culturale del Direttore Generale, Onesto Onofri.

Dopo alcuni mesi, non ricevendo risposta dal CdA, si rivolge agli altri due Comuni, minacciando di uscire dalla Fondazione e gestire in modo autonomo il Museo della Pirateria.

Questa “mossa” innesca una serie di interlocuzioni incrociate tra Comuni e CdA, che si concludono con il seguente accordo tra Comuni e CdA:

  • Il Comune di Frego di Sotto non uscirà dalla Fondazione MCVL,
  • Il Comune di Frego di Sotto potrà mettere un uomo di propria fiducia come Direttore Generale della Fondazione.p6

Ovviamente, l’uomo di fiducia è Lucio Lestofanti.

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Onofrio Onesti viene rimosso dal suo incarico, mantenendo però il ruolo di RPCT, alle dirette dipendenze del nuovo Direttore Generale.

… Una storia triste.

Che dimostra quanto sia difficile prevenire davvero la corruzione.

PER FORTUNA, CERTE COSE SUCCEDONO SOLO IN VAL LADRA (PROVINCIA DI MALAVITA) IN TUTTO IL RESTO D’ITALIA LE COSE VANNO MOLTO, MOLTO MEGLIO!

… SPERIAMO!!!!!
3. CONCLUSIONI

Come si può affrontare la sfida della complessità del fenomeno corruttivo, in riferimento alle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici?

In realtà, sono le amministrazioni “controllanti” a cui spetta il ruolo di esercitare, per l’appunto, un controllo. Guardate come potrebbe andare a finire l’intera vicenda…

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Il dottor Rossi è Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Derubo di Sopra. Tra i suoi compiti, egli effettua il monitoraggio annuale sui dati economico-gestionali degli Enti controllati e partecipati.
Mentre sta svolgendo alcuni controlli di routine sulla Fondazione M.C.V.L. (Fondazione Musei Civici della Val Ladra), controllata del suo Comune e di altri 2 Comuni della Provincia di Malavita, si accorge che la stessa sta predisponendo un incarico di collaborazione professionale per una attività di marketing e comunicazione che la Fondazione avrebbe messo in campo nel secondo semestre di quell’anno.
Facendo dei controlli incrociati, il dottor Rossi si accorge che tale attività di comunicazione non appare nella tabella dei costi annui preventivati e nell’organigramma della Fondazione la funzione che viene specificamente richiesta risulta già presente.
Inoltre, recentemente il Comune ha fissato stringenti obiettivi di contenimento della spesa a carico dell’Ente controllato.
Verificando meglio, si accorge che l’Organismo di Vigilanza della Fondazione non ha comunicato alcuna anomalia al responsabile della struttura competente nella sua attività di controllo.
Il dottor Rossi decide di…


 

Decidete voi il finale, come in un Black Mirror Bandersnatch qualsiasi… In Bandersnatch, è lo spettatore che prende le decisioni per il protagonista.

Sarà questa la nuova frontiera della formazione attraverso casi e dilemmi etici?

 


Licenza Creative Commons

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.


Cfr. “L’azzardo morale del Principale”. Prevenire la corruzione nelle società e negli enti privati controllati dalla pubblica amministrazione. di Andrea Ferrarini @spazioetico

Cfr. WEBINAR IFEL del 9 maggio 2017, «Anticorruzione: l’applicazione alle società ed agli enti di diritto privato in base allo schema di linee guida ANAC»

Su MEPA il nuovo catalogo 2019 dell’offerta formativa di @spazioetico

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Carissimi lettori di @spazioetico. Ogni tanto anche noi ci facciamo un po’ di pubblicità. Abbiamo pubblicato il nuovo CATALOGO 2019 dell’offerta formativa presente su MEPA.

Per accedere al catalogo occorre essere registrati in MEPA. Poi, occorre cercare @spazioetico sulla sezione “CERCA IMPRESA“, inserendo la ragione sociale: “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”, oppure inserendo la partita IVA: “10495360967”.

Quando appare la tabella con il risultato della ricerca, occorre cliccare sui “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE“.

A questo punto si aprirà (speriamo) la pagina dell’impresa “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In basso a destra occorre cliccare su “VAI AL CATALOGO“.

Per facilitarvi la vita, abbiamo pensato di pubblicare il catalogo anche qui su @spazioetico:

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Le novità di quest’anno sono molte. In particolare:

6AECOLOGIA (o ETICA) DELLE RELAZIONI DELL’AGENTE PUBBLICO. Relazioni asimmetriche, relazioni di scambio e conflitti di interessi: come riconoscerle e gestirle.

Questo nuovo corso è disponibile sia nel formato con un unico formatore (Massimo Di Rienzo o Andrea Ferrarini), sia in quello con due formatori (Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini).

Un aspetto fondamentale, che dovrebbe essere messo al centro dei PTPC è l’etica delle relazioni. Oggi i codici di comportamento si concentrano quasi esclusivamente sui comportamenti dei singoli. Invece, sarebbe opportuno che le amministrazioni orientino i dipendenti ad esplorare la dimensione “relazionale” della propria professione.

In ambito pubblico, infatti, la sovrapposizione tra sfera professionale (pubblica) e sfera personale (privata) può determinare interferenze se non adeguatamente gestita. La sfera personale è l’ambito nel quale si generano gli “interessi secondari” dell’agente pubblico e, quindi, gli inneschi degli eventi corruttivi.

Dal momento che gli interessi secondari corrono sulle relazioni, occorre che i dipendenti pubblici imparino a ricostruire una “MAPPA delle relazioni «sensibili“, cioè di tutte quei «rapporti che siano intercorsi o che intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all’ufficio, limitatamente alle pratiche affidate». E’ così che il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (articoli 4, 5, 6 e 7) definisce le «relazioni sensibili».

 

TrasparenzaTRASPARENZA E PRIVACY. Data governance, bilanciamento tra interessi, soluzioni organizzative.

Anche questo corso è disponibile sia nel formato con un unico formatore (Massimo Di Rienzo o Andrea Ferrarini), sia in quello con due formatori (Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini).

Abbiamo deciso, anche a seguito dell’intensa attività di formazione dello scorso anno in materia di Accesso Civico Generalizzato, di offrire un nuovo percorso dedicato al rapporto, spesso controverso, tra trasparenza e privacy, anche a seguito dell’entrata in vigore del novo Regolamento europeo.

Per qualsiasi informazione sui nostri prodotti e per costruire insieme percorsi personalizzati, non esitate a contattarci:

ACCEDI QUI ALLA PAGINA DEDICATA ALL’OFFERTA FORMATIVA DI @SPAZIOETICO.

Il conflitto di interessi nei Gruppi di Azione Locale (GAL). Un nuovo percorso formativo curato da @spazioetico per la Rete Rurale Nazionale

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  1. CONFLITTO DI INTERESSI IN LEADER. PERCHE’ CE NE OCCUPIAMO

L.E.A.D.E.R. è l’acronimo di Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rural (collegamento tra le azioni di sviluppo dell’economia rurale). 
Dal 1989 è uno degli strumenti delle politiche europee per promuovere l’innovazione nelle aree rurali italiane attraverso la creazione di GAL – Gruppi di azione locale che hanno il compito di elaborare e realizzare una strategia di sviluppo locale sostenibile e progetti di cooperazione fra i territori.

Nel 2010 la Corte dei Conti europea evidenziò una “questione conflitto di interessi” nei Gruppi di Azione Locale. L’aver preso consapevolezza dell’inefficacia dei meccanismi di emersione e gestione del conflitto di interessi guidò, successivamente la Commissione europea a stabilire nuove regole per il susseguente ciclo di programmazione (2013-2020).

Il tema del “conflitto di interessi” in riferimento allo sviluppo rurale e a LEADER, è stato approfondito per una serie di motivi:

  • la corretta gestione dei conflitti di interessi è funzionale ai principi della corretta gestione delle risorse pubbliche e, soprattutto, della concorrenza;
  • è opinione ormai condivisa che la presenza di conflitti di interessi è alla base della gran parte dei fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni, ma anche nei soggetti che gestiscono risorse pubbliche;
  • le modalità con cui vengono assunte le decisioni sono determinanti ai fini dell’immagine con cui il Gal viene riconosciuto dai terzi (siano essi appartenenti alla comunità locale di riferimento o le Autorità pubbliche responsabili dell’attuazione del Programma) e della reputazione delle persone che in esso operano.

A livello generale, in Italia, esiste una generale sottovalutazione del conflitto di interessi. Oppure, una sovrapposizione tra conflitto di interessi e corruzione, che è uno dei sintomi della scarsa consapevolezza del fenomeno da parte degli individui, delle organizzazioni e dei cittadini.

Senza una riflessione sulla capacità dei conflitti di interesse di allontanare le decisioni dal bene comune, è difficile per chi gestisce risorse pubbliche di perseguire l’obiettivo e per gli osservatori (cittadini, utenti, osservatori qualificati, ecc.) di fidarsi di loro.

 

  1. OBIETTIVI DEL PERCORSO FORMATIVO

La Rete Rurale Nazionale offre un percorso formativo integrato che, attraverso l’uso di Videolezioni, Learning Object e casi concreti (scenari), mira a:

  • costruire una conoscenza di base dei meccanismi che sono alla base del conflitto di interessi e del fenomeno corruttivo,
  • offrire ai partecipanti strumenti di auto-valutazione sulla presenza e sull’intensità di propri e altrui conflitti di interessi,
  • offrire alle organizzazioni (GAL) strumenti per l’emersione e la gestione dei conflitti di interessi nell’ambito delle attività e delle decisioni di propria competenza.

 

  1. PERCORSO FORMATIVO SUL CONFLITTO DI INTERESSI: ISTRUZIONI PER L’USO

Il percorso formativo si caratterizza per l’utilizzo di strumenti e metodologie innovative. La piattaforma di erogazione della formazione è interamente online. La formazione è “blended”, cioè vengono utilizzati diversi strumenti (la Videolezione, il Learning Object, il caso concreto o SCENARIO).

Il percorso formativo è suddiviso in 6 MODULI, che dovranno essere consultati in ordine progressivo (dal n.1 al n.6). I primi due moduli contengono anche un “caso concreto” (SCENARIO) con l’obiettivo di calare le tematiche di carattere generale all’interno di situazioni concrete. Ogni modulo contiene:

  • Una videolezione rappresenta l’unità di apprendimento che introduce il modulo formativo e focalizza alcuni aspetti di carattere generale e specifico.
  • Un Learning Object (LO) costituisce un particolare tipo di risorsa di apprendimento autoconsistente, dotato di modularità, reperibilità, riusabilità e interoperabilità, che ne consente la possibilità di impiego in contesti diversi. Attraverso il LO, le tematiche emerse con la videolezione vengono approfondite e apprese.
  • In alcuni moduli (1 e 2) un “caso concreto” o SCENARIO, che mira a collegare i concetti appresi attraverso il LO, con la realtà quotidiana che i partecipanti si troveranno ad affrontare.

 

I MODULI FORMATIVI

  • MODULO 1 – Verso una definizione di “conflitto di interessi”
  • MODULO 2 – Il conflitto di interessi in LEADER
  • MODULO 3 – Conflitto di interessi, un quadro normativo
  • MODULO 4 – La valutazione del conflitto di interessi
  • MODULO 5 – Il conflitto di interessi nelle attività e nei processi del GAL
  • MODULO 6 – Conflitto di interessi e GAL, come organizzarsi

 

  1. CREDITS

Il percorso formativo sul conflitto di interessi è stato realizzato da Massimo Di Rienzo, fondatore di @SPAZIOETICO. La realizzazione tecnica delle videolezioni, l’impaginazione e l’assistenza tecnica è a cura di Alberto Marchi @Rete Rurale Nazionale. Il coordinamento generale è di Raffaella Di Napoli @Rete Rurale Nazionale.

Cliccare qui per accedere al percorso formativo.

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Divagazioni estive (3): tra Privacy e Trasparenza…

di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

In questa terza divagazione estiva (da leggere sotto l’ombrellone oppure in casa, preferibilmente davanti a un ventilatore) abbiamo deciso di rendere omaggio a Italo Calvino e di parlare della relazione tra privacy e trasparenza. Relazione che oggi assume sempre di più la forma di un conflitto insanabile. Ma forse, a ben guardare, privacy e trasparenza sono le due facce di una stessa medaglia: la medaglia della gestione delle informazioni, che genera rischi ed opportunità. Buona lettura.


LE CITTÀ‘ IMPROBABILI (OMAGGIO AD ITALO CALVINO)

Passeggiando nel vasto giardino pensile costruito sul tetto della sua reggia, il Gran Kan guardava in silenzio le ombre lunghe delle cose al tramonto.

“E’ il tramonto che getta le ombre, come reti, sul mondo?” chiese il Gran Kan a Marco Polo “Oppure siamo noi ad essere gettati dentro la luce?”. Marco Polo non rispondeva mai alle prime domande che il Gran Kan gli rivolgeva. Perché sapeva che il Gran Kan gli avrebbe fatto subito una seconda domanda per rispondere alla sua prima domanda e una terza per rispondere alla precedente, fino ad arrivare alla domanda vera.

“E’ meglio la luce o l’ombra?”. Quella era la vera domanda del Gran Kan davanti al tramonto. “Devo cogliere il frutto di questo albicocco, che arrossisce nella luce dell’estate, oppure devo sedermi all’ombra dell’albicocco, per prendere un po’ di frescura?”

“Mio Sire” rispose Marco Polo “durante i miei viaggi ho visto persone che durante il giorno mangiavano albicocche, oppure persone sedute all’ombra degli albicocchi o ancora persone che mangiavano albicocche sedute all’ombra degli alberi. Ma non ho mai visto nessuno mangiare frutta o riposarsi all’ombra durante la notte

Il Gran Kan abbandonò il tramonto e scrutò lo straniero negli occhi. Marco Polo abbassò lo sguardo e continuò a parlare: “Senza la luce non c’è ombra. E non possiamo scegliere la luce senza scegliere anche l’ombra. La luce rimbalza sulle stoffe della tua veste preziosa ed entra nei miei occhi. E nella mia mente questo rimbalzo diventa il colore verde e dorato della tua veste di seta. La luce rimbalza sulla tua veste e il tuo corpo ferma la luce. Anche questo silenzio della luce entra nei miei occhi e questo silenzio diventa un’ombra nella mia mente.”

“Ma è meglio la luce o l’ombra?” chiese ancora il Gran Kan, che quando arrivava alla sua prima domanda, non poteva far altro che ripeterla ogni volta uguale, in attesa di avere una risposta

E Polo: “Ogni nostro sguardo getta nel mondo le ombre inseme alla luce. Il rischio insieme all’opportunità. Per il borseggiatore nascosto nei vicoli tortuosi di una città, la luce è un rischio e l’ombra è una opportunità. Ma per il passante derubato l’ombra del vicolo è stata un rischio e la luce della piazza sarebbe stata un’opportunità”

“Ora ho capito” concluse il Gran Kan “La luce e l’ombra si scambiano le parti di ora in ora, di luogo in luogo. Di persona in persona. E ad ogni sguardo vediamo i rischi e le opportunità ballare abbracciati”.

E quella sera Marco Polo raccontò al Gran Kan di città improbabili, di come sguardi diversi costruiscono diverse città.
Le città e gli sguardi: Privazia

Si dice che gli abitanti di Privazia, un tempo, avessero nomi che li distinguevano. Adesso si chiamano tutti “Omissis” oppure “Ehi-tu!”. Ma questo non è sicuro: gli abitanti di Privazia, infatti, distruggono tutto ciò che contiene dati personali: lettere, libri, fotografie, documenti. Persino le ordinanze e le leggi promulgate dai suoi Governatori vengono distrutte, non appena cessano dalla loro carica. E i giornali del giorno prima vengono raccolti di casa in casa e mandati al macero, sostituiti dai giornali del giorno dopo. La città è stata costruita dai suoi abitanti sul fondo del cratere di un grande vulcano spento.

Così il viandante che arriva a Privazia di prima mattina si lascia il sole alle spalle, mentre scende gli innumerevoli gradini scavati nella lava, che conducono al centro della città. Quando arriva davanti alle mura, il suo passaporto viene bruciato dalle guardie. Perché il viaggio a Privazia è senza ritorno. E i suoi occhi devono abituarsi all’oscurità, allo stridore delle auto senza targa che investono i pedoni, alla gente che si imbuca a caso ai pranzi di matrimonio, perché il nome degli sposi non è mai scritto sulle partecipazioni.

Dopo qualche tempo, anche il viandante non ricorda più il suo nome. Perché Privazia, città che ha deciso di chiudere gli occhi, ruba lo sguardo anche a chi vorrebbe vedere.
Le città e gli sguardi: Trasparenzia

Se fuggi da Privazia e risali di nascosto il cratere, ti basterà percorrere pochi metri e arriverai a Trasparenzia. Non ti accorgerai di essere entrato in città, perché non ci sono mura che la difendono. E vedrai che fuori dalle case ci sono degli enormi citofoni, che ti danno tutte le informazioni riguardo alle persone che ci vivono: il nome del capo famiglia di ogni famiglia, ma anche il nome della moglie, dei figli e dei parenti fino al terzo grado. Oltre all’albero genealogico di ciascuna persona, sul citofono è indicata anche la professione svolta, il reddito annuo e l’orientamento sessuale. I citofoni di Trasparenzia sono davvero enormi e riuscire a trovare il bottone giusto da schiacciare è un bell’affare. Ma tanto i palazzi e gli appartamenti non hanno le porte. E quindi puoi entrare senza suonare.

Le fanciulle di Trasparenzia indossano vesti succinte di stoffa trasparente. E quindi all’inizio ti innamorerai di ciascuna di loro. Ma poi capirai quanto è difficile amarsi a Trasparenzia. La città, infatti, non ha segreti, e quando un uomo incontra una donna non le fa la corte: le fa la disclosure. Le chiede la misura della vita e dei fianchi, la taglia del reggiseno e il nome di tutti i suoi ex fidanzati. E lui deve dichiarare se vuole fare sesso e basta, oppure avere una relazione stabile.

Per le strade le videocamere accese a tutte le ore sono lì per ricordarti che “più attentamente sarai osservato e meglio ti comporterai!”. Un giorno magari ti stuferai di questa città senza segreti e vorrai tornare nel cratere. In molti fanno così: passano la vita a fare avanti e indietro tra Privazia e Trasparenzia. Le due città si scambiano gli abitanti. E gli abitanti buttano via tutto, quando passano da una città all’altra. Un ragazzo e una ragazza vivevano a Trasparenzia. Poi lei emigrò a Privazia. Lui le scrisse mille lettere d’amore, chiedendole “come stai?”. Ma lei bruciava le sue lettere e, per questioni di riservatezza, non forniva dettagli della sua vita a Privazia.

Le due città si stanno avvicinando ogni giorno di più. Trasparenzia non ha mura e si allarga. Un giorno assedierà Privazia, circonderà con le sue case il suo cratere. Le due città allora forse si guarderanno. Ma senza vedersi.

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