SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

Lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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IL CONFLITTO DI INTERESSI NEI CONTRATTI PUBBLICI. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING.

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IL CONFLITTO DI INTERESSI NEI CONTRATTI PUBBLICI.
LE LINEE GUIDA ANAC PER L’INDIVIDUAZIONE E LA GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSI NEI CONTRATTI PUBBLICI

Corso in modalità ELEARNING che guida gli agenti pubblici nella corretta valutazione di un conflitto di interessi nell’ambito delle procedure di affidamento dei contratti pubblici

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

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** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Cosa è un conflitto di interessi

Il conflitto di interessi è una situazione, uno “stato di cose” particolare, che si instaura tra l’agente pubblico, gli interessi della sua sfera privata e le attività o le decisioni che l’agente pubblico deve gestire nell’interesse della stazione appaltante.

Visto da questa prospettiva, il rischio di conflitto di interessi è associato a determinati “scenari” o situazioni e non a comportamenti, perché i comportamenti che l’agente pubblico potrebbe mettere in atto, per favorire il proprio interesse secondario a discapito dell’interesse primario, rientrano già nella casistica del rischio di corruzione.

 

Il Conflitto di interessi nell’ambito specifico delle procedure di affidamento dei contratti pubblici

Il 19 ottobre 2018 ANAC ha pubblicato uno schema di linee guida, per la gestione dei conflitti di interessi nelle procedure di affidamento di contratti pubblici. Ma valutare ex ante il rischio di conflitto di interessi è senza dubbio un compito non facile. E che non può essere svolto dal personale, senza il supporto dell’organizzazione.

 

  1. Le stazioni appaltanti prevedono misure adeguate per contrastare le frodi e la corruzione nonché per individuare, prevenire e risolvere in modo efficace ogni ipotesi di conflitto di interesse nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni, in modo da evitare qualsiasi distorsione della concorrenza e garantire la parità di trattamento di tutti gli operatori economici.
  2. Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per conto della stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione. In particolare, costituiscono situazione di conflitto di interesse quelle che determinano l’obbligo di astensione previste dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, 62.

 

A chi è rivolto il corso?

A tutti gli agenti pubblici che si trovano a dover dichiarare situazioni di assenza o presenza di conflitto di interessi nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

Ai responsabili della prevenzione della corruzione che vogliono approfondire il conflitto di interessi e le modalità di valutazione, emersione e gestione nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

 

Tempi di fruizione

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 12 ore

 

Perché un corso sul conflitto di interessi nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici?

Valutare ex ante il rischio di conflitto di interessi è senza dubbio un compito non facile.

In certi casi potrebbe non essere possibile rilevare un conflitto di interessi, ma solo la presenza di determinati pattern relazionali, che potrebbe generare dei conflitti.

E in questi casi la formazione del personale ha un ruolo centrale, perché è il personale coinvolto nelle relazioni a rischio che deve impegnarsi ad adottare comportamenti che possono far emergere il conflitto di interessi.

Alcuni di questi pattern relazionali sono già messi sotto osservazione dall’ordinamento, ad esempio all’interno della lista di situazioni e relazioni contenute negli artt. 6 e 7 del codice di comportamento dei dipendenti pubblici (l’art. 7 è espressamente richiamato dall’art. 42 del Codice degli appalti). Altri pattern, come ad esempio, alcuni pattern di scambio (debito/credito relazionale) non sono del tutto “tipizzati” o “tipizzabili”.

Individuare, prevenire e risolvere. Il conflitto di interessi non è esclusivamente un problema individuale degli agenti pubblici coinvolti nelle procedure di gara che saranno chiamati ad eseguire valutazioni più consapevoli e complesse, ma anche una responsabilità dell’organizzazione, che sarà chiamata, a sua volta, a pianificare ed applicare misure di emersione e gestione dei conflitti di interessi lungo tutto il ciclo di vita del processo organizzativo.

 

Obiettivi del corso

  • Promuovere una corretta definizione di conflitto di interessi nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici
  • Esplorare relazioni e bisogni che nutrono gli interessi
  • Scoprire la particolare configurazione del conflitto tra interessi primari
  • Eseguire una corretta valutazione del conflitto di interessi nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici
  • Gestire correttamente il conflitto di interessi (dovere di segnalazione, obbligo di astensione) nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

 

 

 

IL CONFLITTO DI INTERESSI NEGLI ENTI LOCALI. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING.

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IL CONFLITTO DI INTERESSI NEGLI ENTI LOCALI

Corso in modalità ELEARNING che guida gli agenti pubblici nella corretta valutazione di un conflitto di interessi negli Enti Locali.

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

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QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

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** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Cosa è un conflitto di interessi

Il conflitto di interessi è una situazione, uno “stato di cose” particolare, che si instaura tra l’agente pubblico, gli interessi della sua sfera privata e le attività o le decisioni che l’agente pubblico deve gestire nell’interesse della stazione appaltante.

Visto da questa prospettiva, il rischio di conflitto di interessi è associato a determinati “scenari” o situazioni e non a comportamenti, perché i comportamenti che l’agente pubblico potrebbe mettere in atto, per favorire il proprio interesse secondario a discapito dell’interesse primario, rientrano già nella casistica del rischio di corruzione.

 

A chi è rivolto il corso?

A tutti gli agenti pubblici che prestano la propria opera all’interno di Enti Locali e che si trovano a dover dichiarare situazioni di assenza o presenza di conflitto di interessi nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

Ai responsabili della prevenzione della corruzione che vogliono approfondire il conflitto di interessi e le modalità di valutazione, emersione e gestione nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

 

Tempi di fruizione

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 12 ore

 

Perché un corso sul conflitto di interessi nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici?

Valutare ex ante il rischio di conflitto di interessi è senza dubbio un compito non facile.

In certi casi potrebbe non essere possibile rilevare un conflitto di interessi, ma solo la presenza di determinati pattern relazionali, che potrebbe generare dei conflitti.

E in questi casi la formazione del personale ha un ruolo centrale, perché è il personale coinvolto nelle relazioni a rischio che deve impegnarsi ad adottare comportamenti che possono far emergere il conflitto di interessi.

Alcuni di questi pattern relazionali sono già messi sotto osservazione dall’ordinamento, ad esempio all’interno della lista di situazioni e relazioni contenute negli artt. 6 e 7 del codice di comportamento dei dipendenti pubblici (l’art. 7 è espressamente richiamato dall’art. 42 del Codice degli appalti). Altri pattern, come ad esempio, alcuni pattern di scambio (debito/credito relazionale) non sono del tutto “tipizzati” o “tipizzabili”.

Individuare, prevenire e risolvere. Il conflitto di interessi non è esclusivamente un problema individuale degli agenti pubblici coinvolti nelle procedure di gara che saranno chiamati ad eseguire valutazioni più consapevoli e complesse, ma anche una responsabilità dell’organizzazione, che sarà chiamata, a sua volta, a pianificare ed applicare misure di emersione e gestione dei conflitti di interessi lungo tutto il ciclo di vita del processo organizzativo.

 

Obiettivi del corso

  • Promuovere una corretta definizione di conflitto di interessi
  • Esplorare relazioni e bisogni che nutrono gli interessi
  • Scoprire la particolare configurazione del conflitto tra interessi primari
  • Eseguire una corretta valutazione del conflitto di interessi
  • Gestire correttamente il conflitto di interessi (dovere di segnalazione, obbligo di astensione).

 

 

 

IL CONFLITTO DI INTERESSI. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING.

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IL CONFLITTO DI INTERESSI.
UN CALEIDOSCOPIO DI SITUAZIONI A RISCHIO

Corso in modalità ELEARNING che guida agenti e organizzazioni pubbliche aguida gli agenti pubblici nella corretta valutazione di un conflitto di interessi.

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IL CORSO

Cosa è un conflitto di interessi

Il conflitto di interessi è una situazione, uno “stato di cose” particolare, che si instaura tra l’agente pubblico, gli interessi della sua sfera privata e le attività o le decisioni che l’agente pubblico deve gestire nell’interesse della stazione appaltante.

Visto da questa prospettiva, il rischio di conflitto di interessi è associato a determinati “scenari” o situazioni e non a comportamenti, perché i comportamenti che l’agente pubblico potrebbe mettere in atto, per favorire il proprio interesse secondario a discapito dell’interesse primario, rientrano già nella casistica del rischio di corruzione.

 

A chi è rivolto il corso?

A tutti i responsabili della prevenzione della corruzione che vogliono approfondire il conflitto di interessi e le modalità di valutazione, emersione e gestione.

A tutti gli agenti pubblici che si trovano a dover dichiarare situazioni di assenza o presenza di conflitto di interessi.

 

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Perché corso sul conflitto di interessi?

Valutare ex ante il rischio di conflitto di interessi è senza dubbio un compito non facile.

In certi casi potrebbe non essere possibile rilevare un conflitto di interessi, ma solo la presenza di determinati pattern relazionali , che potrebbe generare dei conflitti.

E in questi casi la formazione del personale ha un ruolo centrale, perché è il personale coinvolto nelle relazioni a rischio che deve impegnarsi ad adottare comportamenti che possono far emergere il conflitto di interessi.

Alcuni di questi pattern relazionali sono già messi sotto osservazione dall’ordinamento, ad esempio all’interno della lista di situazioni e relazioni contenute negli artt. 6 e 7 del codice di comportamento dei dipendenti pubblici (l’art. 7 è espressamente richiamato dall’art. 42 del Codice degli appalti). Altri pattern, come ad esempio, alcuni pattern di scambio (debito/credito relazionale) non sono del tutto “tipizzati” o “tipizzabili”.

Individuare, prevenire e risolvere. Il conflitto di interessi non è esclusivamente un problema individuale degli agenti pubblici coinvolti nelle procedure di gara che saranno chiamati ad eseguire valutazioni più consapevoli e complesse, ma anche una responsabilità dell’organizzazione, che sarà chiamata, a sua volta, a pianificare ed applicare misure di emersione e gestione dei conflitti di interessi lungo tutto il ciclo di vita del processo organizzativo.

 

Obiettivi del corso

  • Promuovere una corretta definizione di conflitto di interessi
  • Esplorare relazioni e bisogni che nutrono gli interessi
  • Scoprire la particolare configurazione del conflitto tra interessi primari
  • Eseguire una corretta valutazione del conflitto di interessi
  • Gestire correttamente il conflitto di interessi (dovere di segnalazione, obbligo di astensione).

 

 

 

Il dilemma dell’INPS – parte 1: Lo strano caso del Comune di Miracolato

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di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Carissimi lettori di @spazioetico. Molti di voi saranno saltati sulle sedie quando hanno letto la notizia dei premi ai medici INPS che negano l’invalidità. Ne ha parlato la stampa nazionale. Si tratta di un’iniziativa che rientra nel Piano della performance dell’INPS, al centro di roventi polemiche, soprattutto da parte dell’Ordine dei Medici.

Come spesso accade in Italia, sulla questione si è acceso un rovente dibattito, con prese di posizione anche da parte del Ministero della Sanità. Un dibattito tanto acceso, quanto superficiale, in cui ciascuna parte non comprende le ragioni dell’altro e vuole dividere il mondo in “buoni” e “cattivi”. Ma da cui emerge un conflitto profondo (che è più generale e trascende il dibattito in corso) tra l’interesse primario alla riduzione delle spese pubbliche e quindi del debito pubblico (interesse molto rilevante in questi tempi di spread alle stelle!) e il diritto dei cittadini alla salute e all’integrazione sociale ed economica (diritti che hanno un rilievo costituzionale).

Abbiamo deciso di analizzare questa vicenda (e gli interrogativi che essa suscita) usando gli strumenti sviluppati da Spazioetico nel corso di questi anni. Il riconoscimento dell’invalidità civile è un procedimento complesso, che coinvolge molti soggetti (medico di base, medici specialisti, ASL, INPS) e che è sicuramente esposto a rischio di corruzione e azzardo morale. Per questo crediamo di avere qualcosa da dire su questo tema, soprattutto per fornire degli argomenti e delle riflessioni che possono contribuire ad un approccio meno superficiale a questi temi.

Cominciamo oggi, raccontandovi un caso, liberamente ispirato a questa vicenda.


… Andrea: Caro Massimo, non vedo l’ora di raccontarti “Lo strano caso del Comune di Miracolato”, una storia che ho scritto ispirandomi alle recenti polemiche innescate dalla scelta dell’INPS di premiare i medici che negano l’invalidità! L’ho ambientato nella Penisola Ditaliana…

Massimo: Anche io sono abbastanza curioso … nella Penisola Ditaliana accadono sempre cose incredibili!


penisola ditaliana

La nostra storia si svolge nel cuore della penisola ditaliana, una buffa penisola a forma di mano che si allunga nel Mar Mediterribile e sembra fare il solletico alle sue acque. La Repubblica Ditaliana, essendo molto piccola, è suddivisa in sole due regioni: La RUBERIA, il cui capoluogo è Porto Brigante; e la FREGOZIA, il cui capoluogo è Barattopoli. I fatti narrati in questa storia sono pura opera di fantasia e quindi ogni riferimento a cose, persone, città o enti previdenziali è (provvidenzialmente) casuale.

IDPS logo

I Ditaliani sono un popolo semplice, che non ama le complicazioni. E quindi hanno un unico Ente pubblico, l’IDPS (Istituto Ditaliano Pensioni e Sostegni), che eroga ogni tipo di prestazione sociale: pensione di vecchiaia, pensione di invalidità, cassa integrazione, mobilità, indennità di disoccupazione, fondo di garanzia TFR e crediti da lavoro, Bonus Bebè, ecc … L’IDPS deve sborsare un sacco di soldi, ma ha pochissime entrate, a causa della scarsa propensione dei ditaliani verso il pagamento delle tasse e dei contributi.

penisola ditaliana particolare

Una delle principali voci di spesa dell’IDPS sono le pensioni di invalidità, per via del fatto che i Ditaliani hanno una sfortuna incredibile e contraggono un sacco di malattie invalidanti. In alcune zone del paese questa sfortuna si concentra in modo crudele. Nel paese di Miracolato, ad esempio (situato a nord-ovest della penisola ditaliana, nella regione Ruberia), il 30% della popolazione è cieca assoluta, oppure è priva di tutti e quattro gli arti.

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L’elevato numero di invalidi a Miracolato attira la curiosità di Fulvio Ficcanaso, un giornalista che lavora per il noto quotidiano Gazzetta di Porto Brigante. Ficcanaso si reca nel paese e realizza un reportage fotografico, intitolato “Il Paese dei Miracolato – indagine sui falsi invalidi”. Il giornalista è rimasto a Miracolato per una intera settimana, senza riuscire a trovare alcuna persona priva di vista o priva di tutti e quattro gli arti.

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Anzi! Gli abitanti di Miracolato amano molto lo sport all’aria aperta e vanno in gran numero a correre nei parchi!

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Fulvio Ficcanaso, nel suo reportage intervista anche Ausonio Astuti, di professione oculista. Che dichiara: “qualche anno fa ho deciso di spostare a Miracolato il mio studio… Le statistiche dicevano che c’erano un sacco di ciechi e ipovedenti. E invece non ho neanche un cliente! Anche mia moglie che gestisce un negozio di ottica vende solo occhiali da sole!

Il reportage si conclude con una nota di ironia: “Non vogliamo assolutamente affermare che a Miracolato non ci siano mai stati invalidi!” scrive il giornalista “probabilmente, questo paese è miracolato di nome e di fatto: un intervento sovrannaturale oppure una fortunata congiunzione astrale, ha ridato la vista, le gambe e le braccia ai suoi abitanti. Ci auguriamo che l’autore di tale miracolo si palesi e riceva il giusto riconoscimento per gli atti miracolosi compiuti!”

La magistratura apre un’inchiesta e scopre che a Miracolato la maggior parte delle pensioni di invalidità sono state concesse a persone sane, che avevano prodotto certificati medici falsi e corrotto le commissioni di valutazione. Metà del paese finisce agli arresti domiciliari.

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Gli inquirenti, grazie alle dichiarazioni alcuni falsi invalidi pentiti, riescono anche a risalire alla “mente” di questa clamorosa truffa ai danni delle casse dell’IDPS: è Nazareno Jesulli, un truffatore di Porto Brigante, un povero cristo già noto alla giustizia per aver commercializzato vino prodotto con l’acqua dell’acquedotto cittadino e grossi quantitativi di pani e di pesci di provenienza ignota. L’uomo, secondo i giudici, garantiva il riconoscimento dell’invalidità alle persone sane, in cambio di denaro, che in parte teneva per sé e in parte usava per corrompere i Medici dell’IDPS e gli altri componenti delle commissioni di valutazione.

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L’opinione pubblica reagisce con indignazione ai risultati delle indagini: diverse associazioni di disabili prendono posizione contro l’IDPS e ARSS Ruberia (L’azienda Regionale per i Servizi Sanitari), che gestiscono le commissioni incaricate di riconoscere le situazioni di invalidità civile: secondo le associazioni, le commissioni sono fuori controllo e ci sono rischi per i diritti delle persone. Un sistema “impazzito”, che riconosce invalidità inesistenti, può fare anche il contrario: non riconoscere l’invalidità a chi ne avrebbe diritto.

Anche il Governo Ditaliano prende posizione, accusando l’IDPS si spendere un sacco di soldi per pagare pensioni di invalidità non dovute, aggravando il già grave deficit delle casse dello Stato.

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Claudio Contabile, il Presidente dell’IDPS, dapprima non rilascia dichiarazioni o si limita a dire che l’Istituto ha piena fiducia nell’operato della magistratura e che la gestione dei processi, nonostante la presenza di qualche mela marcia, garantisce i più alti standard di legalità. Ma poi, vedendosi attaccato da tutte le parti, decide di mettere in atto una strategia che, a suo dire, consentirà di ridurre il numero delle irregolarità commesse dai Medici IDPS. La strategia viene esposta dal Presidente Contabile al responsabile del personale, dott. Pino Presenze.

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“Tutti pensano che quello dei falsi invalidi sia un problema etico. E invece è un problema economico! I medici IDPS trovano conveniente rilasciare false invalidità, in cambio di tangenti e intanto l’IDPS si svena per versare soldi a chi non li merita!

Il nostro interesse primario è anche ridurre ridurre l’indebitamento dell’Istituto. E per farlo daremo dei soldi ai nostri medici… L’Idea è semplice! Li premieremo quando negano l’invalidità, così a loro non converrà più chiedere soldi illegalmente per riconoscere invalidità inesistenti… Visto che ci siamo noi che, legalmente, li paghiamo per togliere le invalidità!”

IDPS logo

L’idea del Presidente viene recepita nel Piano della Performance IDPS 2018 – 2020: al fine di contribuire alla riduzione del debito pubblico ditaliano, il Piano infatti assegna ai medici, quale obiettivo di performance, la revoca delle prestazioni di invalidità civile.

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Purtroppo, l’opinione pubblica e il Governo non reagiscono bene alle scelte operate dall’IDPS! Le associazioni dei disabili gridano allo scandalo: l’IDPS premia i medici che negano alle persone il loro diritto al riconoscimento dell’invalidità civile! Il Governo, da parte sua, ribadisce l’impegno, per garantire l’inclusione sociale e lavorativa dei disabili.

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Questa volta, anche l’Ordine Ditaliano dei Medici prende posizione, dicendo che i medici non si comprano e che i diritti delle persone (specialmente quando hanno a che fare con la salute) vengono prima di qualunque altra cosa. Gli obiettivi di Performance dell’IDPS, insomma, entrano in conflitto con la deontologia professionale!

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Claudio Contabile, come al solito, non si scompone. Ma proprio non capisce dove stia il problema. La gente non è mai contenta pensa tra sé “si lamenta se l’IDPS riconosce troppe invalidità, a volte inesistenti. Ma si lamenta anche se l’IDPS cerca di ridurre il numero delle invalidità riconosciute!”

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Nel frattempo, gira voce che Nazareno Jesulli sia evaso dal Carcere di Porto Brigante ed abbia ricominciato a fare affari. Adesso però non va più dalle persone sane, facendosi pagare per garantire il riconoscimento di una invalidità non dovuta. Adesso va da chi avrebbe davvero diritto all’invalidità, ma ha paura di perderla, a causa degli obiettivi di performance decisi dal dottor Contabile, presidente dell’IDPS, l’Istituto per le Pensioni e i Sostegni della sfortunata Repubblica Ditaliana!


 

Massimo: …Andrea, mi sa che la storia ti ha un po’preso la mano e hai descritto una situazione un po’ diversa da quella reale …

Andrea: In effetti, hai ragione. Diciamo che ho semplificato un po’ i termini della questione, anche per divertire i nostri lettori. Credo però che questa storia aiuti a capire come si muovono gli interessi in gioco e gli errori che potrebbero essere stati commessi dall’INPS.

Massimo: In effetti, sì! La storia sembra suggerire che l’IDPS ha considerato solo l’interesse primario alla riduzione della spesa pubblica, senza tenere in alcun conto altri interessi primari del Principale Delegante (i cittadini): il diritto all’integrazione sociale e lavorativa e il diritto alla tutela della salute.

Andrea: Esatto! A questo punto abbiamo tutte le informazioni per analizzare gli interessi in gioco ed identificare eventuali dilemmi e rischi di corruzione.

VAI ALLA SECONDA PARTE. 

Il dilemma INPS – parte 2: il catalogo degli interessi in gioco

 

 

 

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Il conflitto di interessi nei Gruppi di Azione Locale (GAL). Un nuovo percorso formativo curato da @spazioetico per la Rete Rurale Nazionale

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  1. CONFLITTO DI INTERESSI IN LEADER. PERCHE’ CE NE OCCUPIAMO

L.E.A.D.E.R. è l’acronimo di Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rural (collegamento tra le azioni di sviluppo dell’economia rurale). 
Dal 1989 è uno degli strumenti delle politiche europee per promuovere l’innovazione nelle aree rurali italiane attraverso la creazione di GAL – Gruppi di azione locale che hanno il compito di elaborare e realizzare una strategia di sviluppo locale sostenibile e progetti di cooperazione fra i territori.

Nel 2010 la Corte dei Conti europea evidenziò una “questione conflitto di interessi” nei Gruppi di Azione Locale. L’aver preso consapevolezza dell’inefficacia dei meccanismi di emersione e gestione del conflitto di interessi guidò, successivamente la Commissione europea a stabilire nuove regole per il susseguente ciclo di programmazione (2013-2020).

Il tema del “conflitto di interessi” in riferimento allo sviluppo rurale e a LEADER, è stato approfondito per una serie di motivi:

  • la corretta gestione dei conflitti di interessi è funzionale ai principi della corretta gestione delle risorse pubbliche e, soprattutto, della concorrenza;
  • è opinione ormai condivisa che la presenza di conflitti di interessi è alla base della gran parte dei fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni, ma anche nei soggetti che gestiscono risorse pubbliche;
  • le modalità con cui vengono assunte le decisioni sono determinanti ai fini dell’immagine con cui il Gal viene riconosciuto dai terzi (siano essi appartenenti alla comunità locale di riferimento o le Autorità pubbliche responsabili dell’attuazione del Programma) e della reputazione delle persone che in esso operano.

A livello generale, in Italia, esiste una generale sottovalutazione del conflitto di interessi. Oppure, una sovrapposizione tra conflitto di interessi e corruzione, che è uno dei sintomi della scarsa consapevolezza del fenomeno da parte degli individui, delle organizzazioni e dei cittadini.

Senza una riflessione sulla capacità dei conflitti di interesse di allontanare le decisioni dal bene comune, è difficile per chi gestisce risorse pubbliche di perseguire l’obiettivo e per gli osservatori (cittadini, utenti, osservatori qualificati, ecc.) di fidarsi di loro.

 

  1. OBIETTIVI DEL PERCORSO FORMATIVO

La Rete Rurale Nazionale offre un percorso formativo integrato che, attraverso l’uso di Videolezioni, Learning Object e casi concreti (scenari), mira a:

  • costruire una conoscenza di base dei meccanismi che sono alla base del conflitto di interessi e del fenomeno corruttivo,
  • offrire ai partecipanti strumenti di auto-valutazione sulla presenza e sull’intensità di propri e altrui conflitti di interessi,
  • offrire alle organizzazioni (GAL) strumenti per l’emersione e la gestione dei conflitti di interessi nell’ambito delle attività e delle decisioni di propria competenza.

 

  1. PERCORSO FORMATIVO SUL CONFLITTO DI INTERESSI: ISTRUZIONI PER L’USO

Il percorso formativo si caratterizza per l’utilizzo di strumenti e metodologie innovative. La piattaforma di erogazione della formazione è interamente online. La formazione è “blended”, cioè vengono utilizzati diversi strumenti (la Videolezione, il Learning Object, il caso concreto o SCENARIO).

Il percorso formativo è suddiviso in 6 MODULI, che dovranno essere consultati in ordine progressivo (dal n.1 al n.6). I primi due moduli contengono anche un “caso concreto” (SCENARIO) con l’obiettivo di calare le tematiche di carattere generale all’interno di situazioni concrete. Ogni modulo contiene:

  • Una videolezione rappresenta l’unità di apprendimento che introduce il modulo formativo e focalizza alcuni aspetti di carattere generale e specifico.
  • Un Learning Object (LO) costituisce un particolare tipo di risorsa di apprendimento autoconsistente, dotato di modularità, reperibilità, riusabilità e interoperabilità, che ne consente la possibilità di impiego in contesti diversi. Attraverso il LO, le tematiche emerse con la videolezione vengono approfondite e apprese.
  • In alcuni moduli (1 e 2) un “caso concreto” o SCENARIO, che mira a collegare i concetti appresi attraverso il LO, con la realtà quotidiana che i partecipanti si troveranno ad affrontare.

 

I MODULI FORMATIVI

  • MODULO 1 – Verso una definizione di “conflitto di interessi”
  • MODULO 2 – Il conflitto di interessi in LEADER
  • MODULO 3 – Conflitto di interessi, un quadro normativo
  • MODULO 4 – La valutazione del conflitto di interessi
  • MODULO 5 – Il conflitto di interessi nelle attività e nei processi del GAL
  • MODULO 6 – Conflitto di interessi e GAL, come organizzarsi

 

  1. CREDITS

Il percorso formativo sul conflitto di interessi è stato realizzato da Massimo Di Rienzo, fondatore di @SPAZIOETICO. La realizzazione tecnica delle videolezioni, l’impaginazione e l’assistenza tecnica è a cura di Alberto Marchi @Rete Rurale Nazionale. Il coordinamento generale è di Raffaella Di Napoli @Rete Rurale Nazionale.

Cliccare qui per accedere al percorso formativo.

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