Le zone grigie del farmaceutico non si governano solo con le procedure

Mi rivolgo a chi, nelle imprese farmaceutiche, si occupa di sviluppo delle persone e di governo dei rischi: HR, Learning & Development, Compliance, Business Integrity, Legal e Internal Audit.

Nel settore farmaceutico, la conoscenza del codice etico, delle procedure e delle policy aziendali è certo indispensabile. Ma non sempre basta per riconoscere ciò che sta accadendo dentro una interazione relazionale con un soggetto esterno, nella gestione di informazioni riservate o nella gestione di aspettative legate a interferenze gerarchiche.

Il problema emerge soprattutto nelle situazioni formalmente legittime, nelle quali il rischio non è ancora evidente e deve essere decodificato.

Un professionista sanitario può essere selezionato per un advisory board sulla base di competenze scientifiche effettive e criteri correttamente documentati. La lettura della situazione richiede però di considerare anche la frequenza degli incarichi, il loro valore economico, la continuità della relazione, le aspettative reciproche e gli altri ruoli esercitati dal professionista.

Il sostegno a un’associazione di pazienti può perseguire finalità pienamente legittime. Ma occorre anche interrogarsi sull’autonomia dell’organizzazione, sulla dipendenza dalle risorse ricevute, sulla capacità del finanziamento di orientarne priorità e posizioni e sulla trasparenza con cui vengono rappresentati gli interessi.

La selezione di un centro per una sperimentazione clinica può fondarsi su criteri tecnici. La situazione diventa più complessa quando entrano in gioco relazioni pregresse, pressioni sui tempi, obiettivi di reclutamento, disponibilità dei dati e aspettative collegate a future collaborazioni.

La scelta di un consulente, di un intermediario o di un fornitore può rispettare le procedure interne. Questo non chiarisce automaticamente quali relazioni il soggetto sia in grado di attivare, quale funzione eserciti realmente e quale capacità abbia di influenzare interlocutori interni o esterni.

Anche le relazioni con amministrazioni centrali, Regioni, aziende sanitarie, ospedali, centrali di acquisto, autorità regolatorie e altre organizzazioni pubbliche sono necessarie e legittime. Il punto è comprendere quando l’asimmetria informativa, la continuità della relazione o la dipendenza dall’expertise dell’impresa possano produrre una concreta potenzialità di influenzamento.

In tutte queste situazioni, la domanda è:

Che cosa devono saper osservare le persone per comprendere la situazione prima che il rischio diventi una violazione, un danno reputazionale o un caso conclamato?

Decodificare significa:

  • ricostruire gli interessi in gioco;
  • riconoscere le relazioni sensibili;
  • leggere asimmetrie informative e aspettative reciproche;
  • distinguere finalità scientifiche, commerciali e istituzionali;
  • valutare le potenzialità di influenzamento;
  • identificare le responsabilità connesse al ruolo.

Tutte queste capacità esprimono un fabbisogni di competenza all’interno di un’organizzazione farmceutica che opera nella complessità.

Ed è qui che HR e Compliance devono incontrarsi.

La Compliance conosce i rischi, gli standard, i presidi e le responsabilità.
HR conosce i ruoli, le popolazioni professionali, i comportamenti attesi e i processi di sviluppo.

Il loro punto di incontro consiste nel tradurre i rischi per l’integrità in competenze osservabili e allenabili per Medical Affairs, Market Access, Public Affairs, Clinical Operations, informazione scientifica, Procurement, funzioni commerciali e altri ruoli esposti a relazioni e decisioni sensibili.

Prima di progettare un nuovo corso, quindi, può essere utile chiedersi:

Quale competenza deve essere sviluppata, in quali ruoli e rispetto a quali situazioni concrete?

L’Analisi dei fabbisogni di competenze per l’integrità che Spazioetico ha messo a punto gratuitamente sul suo sito è uno strumento che aiuta le organizzazioni pubbliche e private a esplorare quali competenze sia necessario sviluppare per riconoscere, decodificare e gestire fenomeni come conflitti di interessi, frodi, riciclaggio, violazioni degli standard etici, interferenze e sequestro del decisore.

La compilazione richiede circa 6–10 minuti e restituisce un report orientativo sul quadro delle competenze e sui possibili passaggi di sviluppo.