@spazioetico

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Lo strano caso della Fondazione Musei Civici della Val Ladra. Prevenire la corruzione nelle società e enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A.

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di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Sempre più spesso @spazioetico viene chiamato a realizzare percorsi formativi sulla prevenzione della corruzione nelle società e enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A..

Ci viene espressamente richiesto di sviluppare scenari e casi (dilemmi etici, real-case scenario) che riguardano processi organizzativi e relazioni che si strutturano, si sviluppano e “tossificano” all’interno oppure “intorno” a queste complesse organizzazioni.

In questo post vi presentiamo un caso che abbiamo ideato per un webinar IFEL dal titolo: Anticorruzione applicata alle società e agli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A.“.

Come vedrete, questo caso mostra con una certa evidenza i limiti di un approccio esclusivamente orientato alla mappatura dei processi e all’analisi dei rischi; da qualche tempo @spazioetico si interroga sull’opportunità di mettere al centro della prevenzione della corruzione le “RELAZIONI” delle varie componenti che giocano un ruolo all’interno delle organizzazioni pubbliche e private controllate e partecipate.

 

  1. INTRODUZIONE

Da dove si genera il rischio di corruzione nelle controllate/partecipate?

  • Davvero si genera sempre e solo dalla condotta degli AGENTI, cioè dei dipendenti, volta a determinare un vantaggio per un privato (legge 190/2012)?
  • Davvero si genera sempre e solo dalla condotta degli AGENTI, cioè dei dipendenti, volta a determinare un vantaggio per l’Ente (legge 231/2001)?

Assai spesso, il rischio che si genera è, invece, di sistema (corruzione sistemica).

Talvolta, le complesse dinamiche della gestione del consenso politico possono trasformare l’Ente da strumento per la promozione degli interessi della collettività a valvola di compensazione di interessi privati.

In questo caso, il rischio si scarica su tutti i processi della società.

Bisogna osservare il fenomeno… occorre identificare i soggetti a rischio (organi di indirizzo dei Comuni) ed i processi su cui essi possono maggiormente interferire.

Infatti, teoricamente l’organizzazione è guidata dal CdA, sostanzialmente, invece, potrebbero verificarsi forti interferenze prodotte dai vertici delle amministrazioni (PRINCIPALE).
2. IL CASO

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Derubo di Sopra, Frego di Sotto e Intasco Piano sono tre Comuni della Val Ladra, in provincia di Malavita.

Il loro territorio è ricco di storia.

Tra il XV e il XVIII secolo, infatti, gli abitanti di Derubo, Frego e Intasco hanno intrattenuto fiorenti attività commerciali con le Americhe e con l’Egitto.

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Le ricche famiglie valladrine, di ritorno da quelle terre lontane, hanno portato numerose opere d’arte, oggi custodite nei tre principali musei della Val Ladra:

  • Il museo egizio di Derubo di Sopra,
  • Il museo delle civiltà Pre-Colombiane di Intasco Piano,
  • Il museo della Pirateria di Frego di Sotto.

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Per gestire e valorizzare questo straordinario patrimonio artistico, i tre Comuni, nel 2001 hanno costituito la Fondazione M.C.V.L. (Fondazione Musei Civici della Val Ladra), interamente controllata dalla Pubblica Amministrazione.

La Fondazione ha, quale scopo statutario la gestione dei tre musei e la promozione di attività culturali.

La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione, composto da tre membri (uno per ciascuno dei comuni controllanti).

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Il dott. Onofrio Onesti, direttore generale della Fondazione, dal 2017 è anche RPCT (Responsabile della prevenzione della corruzione). La Fondazione MCVL, infatti, è tenuta ad adeguarsi alla normativa anticorruzione della L. 190/2012.

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Il dott. Onesti inizia ad elaborare un PTPC, contenente le misure integrative per la prevenzione della corruzione, in collaborazione con l’avvocato Alfio Arraffo, che è OdV (Organismo di Vigilanza) della Fondazione.

La MCVL infatti ha adottato anche un Modello Organizzativo, ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Onesti e Arraffo analizzano il contesto esterno e interno della Fondazione, mappano i processi e definiscono adeguate misure di controllo.

In particolare, l’ODV e il RPCT hanno coordinato le misure previste dal Modello 231 e dal PTPC, secondo questa logica:

  • Il Modello 231 contiene misure di prevenzione della corruzione attiva (un esponente della Fondazione MCVL offre denaro o altre utilità ad un soggetto pubblico, per procurare un vantaggio alla Fondazione),
  • Il PTPC contiene misure di prevenzione della corruzione passiva (un esponente della Fondazione MCVL chiede o riceve denaro o altre utilità ad un soggetto privato).

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Il dottor Onesti e l’avv. Arraffo sono molto soddisfatti del loro lavoro. Il PTPC e il Modello 231 sono perfettamente coordinati e gestiscono completamente il rischio di corruzione attiva e passiva della Fondazione MCVL.

Il CdA della Fondazione approva il PTPC e le modifiche al Modello 231, che vengono trasmessi via e-mail anche ai Direttori dei 3 musei gestiti dalla Fondazione.

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Lucio Lestofanti, direttore del museo della Pirateria di Frego di Sotto, legge l’e-mail del Direttore Generale della Fondazione e si preoccupa.

Prende il telefono e chiama qualcuno:

«Sindaco, abbiamo un problema! La Fondazione ha appena approvato un PTPC e ha aggiornato il proprio Modello 231.

Hanno introdotto dei nuovi controlli, per la prevenzione della corruzione negli enti in controllo pubblico! Deve essere roba tosta! Fatta seguendo le linee guida di ANAC!

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Dobbiamo stare attenti e non fare passi falsi… se ci scoprono è un casino…».

Lestofanti sta parlando al telefono con Domenico De Predo, Sindaco di Frego di Sotto, che lo ha contattato qualche mese prima, per chiedergli un grosso favore.

«E’ un cosa molto riservata, Lestofanti…

Ne parlo a te, perché so che sei un uomo di fiducia…

Ho un “debito” con il presidente di ASSO LADRA (l’associazione degli industriali della Val Ladra), l’ing. Ignazio Inquino.

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L’ing. Inquino si è molto adoperato, per sostenere la mia campagna elettorale.

Adesso che sono stato eletto, l’ing. Inquino mi ha detto che suo figlio, Ignavo Inquino, cerca lavoro e gli piacerebbe lavorare in un museo.

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«…Ovviamente, caro il mio Lestofanti, non è una operazione priva di rischi.

La Fondazione MCVL non deve accorgersi di nulla.

E se tutto va a buon fine, ti assicuro che mi farò valere presso il CdA della Fondazione MCVL, per farti diventare Direttore Generale, al posto di quel rompiscatole di Onofrio Onesti!»

Non è che puoi chiedere alla Fondazione di bandire un concorso, per assumerlo al “nostro” Museo della Pirateria?

Servirebbe solo dargli una “spintarella».

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Ora, però, quel rompiscatole di Onofrio Onesti sembra aver messo i bastoni tra le ruote a Lestofante e De Predo.

Il suo sistema “integrato” di prevenzione della corruzione attiva e passiva (PTPC e Modello 231) riuscirà a fermare quei due farabutti?

Analizziamo meglio la situazione.

L’accordo tra De Predo e Lestofanti coinvolge 4 “protagonisti”, che hanno ruoli diversi e agiscono in vario modo, per inseguire vantaggi personali di diverso tipo. La situazione è riassunta nella tabella seguente:

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Siamo di fronte ad una vera e propria rete di corruzione sistemica, che coinvolge numerosi soggetti, che si scambiano favori (MUNUS) e perseguono interessi politici e personali.

L’interferenza nei processi della Fondazione MCVL non soddisfa gli interessi di un singolo protagonista, ma gli interessi “diffusi” e supportati nella rete.

Il rapporto 1-a-1 tra corrotto e corruttore “salta”.

Il direttore del museo favorirà il figlio del presidente di ASSO LADRA, ma non chiederà denaro o utilità al figlio del presidente: ci penserà il sindaco a farlo diventare Direttore Generale.

Il direttore del museo, inoltre, commetterà un reato, favorendo il figlio del presidente di ASSO LADRA, ma lo scambio occulto che genera questa condotta illecita è tra il sindaco e il presidente di ASSO LADRA, che sono i veri “registi” della dinamica collusiva.

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Lucio Lestofanti, il Direttore del Museo della Pirateria, si prende alcuni giorni per leggere i protocolli e le misure di prevenzione previste dal PTPC e dal Modello 231 per la gestione dei concorsi pubblici, per l’assunzione di personale presso i Musei della Fondazione MCVL.

Leggiamoli anche noi.

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Lucio Lestofanti, dopo aver letto attentamente il PTPC e il Modello 231, telefona felice a Domenico De Predo: «Nessun problema, signor sindaco! Possiamo favorire l’assunzione del figlio del presidente di ASSO LADRA.

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Nessuno se ne accorgerà!»

Perché Lestofanti è così sicuro di sé e già pregusta la futura nomina a Direttore Generale della Fondazione?

La risposta è semplice: la partecipazione di Ignavo Inquino, figlio del presidente di ASSO LADRA non apparirà anomala, alla luce dei controlli previsti dal sistema di prevenzione messo in piedi dal RPCT e dall’ODV. Infatti:

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Il figlio del presidente di ASSO LADRA vince il concorso e comincia a lavorare presso il Museo dei Pirati di Frego di Sotto.

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Il Sindaco è molto soddisfatto e mette in atto la seconda parte del suo piano.

Comincia a scrivere al CdA della Fondazione, lamentando presunte inefficienze nella promozione del patrimonio museale di Frego di Sotto.

In particolare, lamenta le scarse doti manageriali e la scarsa preparazione culturale del Direttore Generale, Onesto Onofri.

Dopo alcuni mesi, non ricevendo risposta dal CdA, si rivolge agli altri due Comuni, minacciando di uscire dalla Fondazione e gestire in modo autonomo il Museo della Pirateria.

Questa “mossa” innesca una serie di interlocuzioni incrociate tra Comuni e CdA, che si concludono con il seguente accordo tra Comuni e CdA:

  • Il Comune di Frego di Sotto non uscirà dalla Fondazione MCVL,
  • Il Comune di Frego di Sotto potrà mettere un uomo di propria fiducia come Direttore Generale della Fondazione.p6

Ovviamente, l’uomo di fiducia è Lucio Lestofanti.

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Onofrio Onesti viene rimosso dal suo incarico, mantenendo però il ruolo di RPCT, alle dirette dipendenze del nuovo Direttore Generale.

… Una storia triste.

Che dimostra quanto sia difficile prevenire davvero la corruzione.

PER FORTUNA, CERTE COSE SUCCEDONO SOLO IN VAL LADRA (PROVINCIA DI MALAVITA) IN TUTTO IL RESTO D’ITALIA LE COSE VANNO MOLTO, MOLTO MEGLIO!

… SPERIAMO!!!!!
3. CONCLUSIONI

Come si può affrontare la sfida della complessità del fenomeno corruttivo, in riferimento alle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici?

In realtà, sono le amministrazioni “controllanti” a cui spetta il ruolo di esercitare, per l’appunto, un controllo. Guardate come potrebbe andare a finire l’intera vicenda…

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Il dottor Rossi è Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Derubo di Sopra. Tra i suoi compiti, egli effettua il monitoraggio annuale sui dati economico-gestionali degli Enti controllati e partecipati.
Mentre sta svolgendo alcuni controlli di routine sulla Fondazione M.C.V.L. (Fondazione Musei Civici della Val Ladra), controllata del suo Comune e di altri 2 Comuni della Provincia di Malavita, si accorge che la stessa sta predisponendo un incarico di collaborazione professionale per una attività di marketing e comunicazione che la Fondazione avrebbe messo in campo nel secondo semestre di quell’anno.
Facendo dei controlli incrociati, il dottor Rossi si accorge che tale attività di comunicazione non appare nella tabella dei costi annui preventivati e nell’organigramma della Fondazione la funzione che viene specificamente richiesta risulta già presente.
Inoltre, recentemente il Comune ha fissato stringenti obiettivi di contenimento della spesa a carico dell’Ente controllato.
Verificando meglio, si accorge che l’Organismo di Vigilanza della Fondazione non ha comunicato alcuna anomalia al responsabile della struttura competente nella sua attività di controllo.
Il dottor Rossi decide di…


 

Decidete voi il finale, come in un Black Mirror Bandersnatch qualsiasi… In Bandersnatch, è lo spettatore che prende le decisioni per il protagonista.

Sarà questa la nuova frontiera della formazione attraverso casi e dilemmi etici?

 


Licenza Creative Commons

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Cfr. “L’azzardo morale del Principale”. Prevenire la corruzione nelle società e negli enti privati controllati dalla pubblica amministrazione. di Andrea Ferrarini @spazioetico

Cfr. WEBINAR IFEL del 9 maggio 2017, «Anticorruzione: l’applicazione alle società ed agli enti di diritto privato in base allo schema di linee guida ANAC»

Su MEPA il nuovo catalogo 2019 dell’offerta formativa di @spazioetico

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Carissimi lettori di @spazioetico. Ogni tanto anche noi ci facciamo un po’ di pubblicità. Abbiamo pubblicato il nuovo CATALOGO 2019 dell’offerta formativa presente su MEPA.

Per accedere al catalogo occorre essere registrati in MEPA. Poi, occorre cercare @spazioetico sulla sezione “CERCA IMPRESA“, inserendo la ragione sociale: “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”, oppure inserendo la partita IVA: “10495360967”.

Quando appare la tabella con il risultato della ricerca, occorre cliccare sui “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE“.

A questo punto si aprirà (speriamo) la pagina dell’impresa “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In basso a destra occorre cliccare su “VAI AL CATALOGO“.

Per facilitarvi la vita, abbiamo pensato di pubblicare il catalogo anche qui su @spazioetico:

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Le novità di quest’anno sono molte. In particolare:

6AECOLOGIA (o ETICA) DELLE RELAZIONI DELL’AGENTE PUBBLICO. Relazioni asimmetriche, relazioni di scambio e conflitti di interessi: come riconoscerle e gestirle.

Questo nuovo corso è disponibile sia nel formato con un unico formatore (Massimo Di Rienzo o Andrea Ferrarini), sia in quello con due formatori (Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini).

Un aspetto fondamentale, che dovrebbe essere messo al centro dei PTPC è l’etica delle relazioni. Oggi i codici di comportamento si concentrano quasi esclusivamente sui comportamenti dei singoli. Invece, sarebbe opportuno che le amministrazioni orientino i dipendenti ad esplorare la dimensione “relazionale” della propria professione.

In ambito pubblico, infatti, la sovrapposizione tra sfera professionale (pubblica) e sfera personale (privata) può determinare interferenze se non adeguatamente gestita. La sfera personale è l’ambito nel quale si generano gli “interessi secondari” dell’agente pubblico e, quindi, gli inneschi degli eventi corruttivi.

Dal momento che gli interessi secondari corrono sulle relazioni, occorre che i dipendenti pubblici imparino a ricostruire una “MAPPA delle relazioni «sensibili“, cioè di tutte quei «rapporti che siano intercorsi o che intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all’ufficio, limitatamente alle pratiche affidate». E’ così che il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (articoli 4, 5, 6 e 7) definisce le «relazioni sensibili».

 

TrasparenzaTRASPARENZA E PRIVACY. Data governance, bilanciamento tra interessi, soluzioni organizzative.

Anche questo corso è disponibile sia nel formato con un unico formatore (Massimo Di Rienzo o Andrea Ferrarini), sia in quello con due formatori (Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini).

Abbiamo deciso, anche a seguito dell’intensa attività di formazione dello scorso anno in materia di Accesso Civico Generalizzato, di offrire un nuovo percorso dedicato al rapporto, spesso controverso, tra trasparenza e privacy, anche a seguito dell’entrata in vigore del novo Regolamento europeo.

Per qualsiasi informazione sui nostri prodotti e per costruire insieme percorsi personalizzati, non esitate a contattarci:

ACCEDI QUI ALLA PAGINA DEDICATA ALL’OFFERTA FORMATIVA DI @SPAZIOETICO.

Il maxiemendamento SPAZZA-SPAZZACORROTTI, ovvero come ti ammazzo un interesse primario

di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Ha fatto molto discutere la recente approvazione di una misura contenuta nel maxiemendamento alla legge di bilancio. Per il 2019, nelle more di una complessiva revisione del codice degli appalti, la PA potrà affidare lavori senza gara d’appalto nelle opere di un importo compreso tra i 40.000 e i 150.000 euro. Unica condizione, la consultazione di tre operatori economici, cioè tre preventivi, selezionati in assoluta libertà.

Qualche anno addietro gli stessi estensori di questa regola si scagliarono pesantemente contro un decreto chiamato “sblocca-Italia” che era stato predisposto proprio per accelerare i tempi di aggiudicazione ed esecuzione degli appalti pubblici. All’epoca parlavano dell’approvazione di tale decreto come di un “biglietto di sola andata per la Grecia“, che, peraltro, è un posto bellissimo da visitare.

Interessante dietrofront che ci fa capire come dovremmo considerare in maniera più razionale e approfondita una dinamica non troppo studiata, ma che noi di @spazioetico abbiamo più volte messo sotto la lente. Si tratta del “conflitto tra interessi PRIMARI“.

Esatto, non è il “conflitto di interessi” che conosciamo, in cui l’interesse SECONDARIO dell’agente tende ad interferire con l’interesse PRIMARIO del principale pubblico. E’ il meccanismo per cui la promozione di un interesse primario (pubblico) determina il pregiudizio di un altro interesse primario (pubblico).

 

  1. Il fumo uccide ma vendere fumo salva

Vi siete mai chiesti come possano andare in conflitto due INTERESSI PRIMARI? A volte la risposta è più semplice di quello che pensiamo… Guardate l’immagine qui sotto.

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Quali interessi primari vanno in conflitto?

Ora, se vostro figlio vi dovesse mai chiedere perché lo Stato permette di vendere le sigarette nonostante “uccidano” le persone, fate un sospiro di sollievo. Infatti, non ha (ancora) colto l’aspetto più intrigante e controverso della questione. Mio figlio, ad esempio, mi ha fatto questa seconda domanda: “ma perché mai, caro babbino, lo Stato vende le sigarette che ‘uccidono’ le persone?” In questo secondo caso confesso di aver tralasciato di fornire una risposta, dato che una spiegazione seria avrebbe richiesto tempo e una buona dose di cinismo.

L’unico modo per cavarsela è rispondere con la spiegazione più logica, e, cioè, che vanno in conflitto due INTERESSI PRIMARI. In questo caso è piuttosto facile distinguerli:

  • interesse alla tutela della salute (“il fumo uccide”), promosso dalla scritta in bella evidenza sul pacchetto;
  • interesse al buon andamento dei servizi pubblici. Non lo troverete scritto da nessuna parte, ma i servizi ed il funzionamento stesso di uno Stato vengono garantiti (anche) dalle entrate fiscali delle vendite delle sigarette (“vendere fumo salva”).

Questi due interessi primari interagiscono sullo stesso prodotto ed entrano in conflitto producendo un vero e proprio paradosso. Si potrebbe pensare che lo Stato finanzi con una rilevante somma di denaro prelevata dalla vendita di sigarette, le spese di assistenza sanitaria che verranno generate dalle malattie causate dal fumo della (stesse) sigarette. Geniale!!! E non è l’unico caso. Pensate al gioco d’azzardo, ad esempio.

Cosa c’entra tutto questo con il maxiemendamento?

Ebbene, sembra proprio che siamo dentro alla stessa dinamica. Il provvedimento, infatti, viene promosso solo pochi giorni dopo l’adozione di una nuova normativa anticorruzione, il cosiddetto Spazzacorrotti“.

Da una parte, dunque, una norma che viene introdotta (un po’ enfaticamente) per promuovere l’interesse primario ad AZZERARE i costi economici e sociali del fenomeno corruttivo. Sacrosanto!

Dall’altra un provvedimento (il maxiemendamento) che dovrebbe servire a rendere meno onerose le procedure per gli appalti pubblici e rimettere così in moto l’economia italiana. Sacrosanto!

Le procedure ad evidenza pubblica, che sono onerose e dispendiose in termini di tempi, promuovono lo stesso interesse primario dello “Spazzacorrotti”, cioè, ostacolare il fenomeno corruttivo attraverso una maggiore trasparenza degli appalti pubblici. Con la conseguenza che una riduzione delle procedure ad evidenza pubblica si trasformerebbe in un ampliamento delle asimmetrie informative a favore di operatori pubblici e privati che ne potrebbero abusare attraverso comportamenti di azzardo morale. Anche Raffaele Cantone teme che questo possa succedere.

Il problema, pertanto, è che i due interessi primari (sacrosanti) interagiscono tra loro. Cioè, la promozione dell’interesse primario a sbloccare gli appalti pubblici attraverso la riduzione delle asimmetrie informative (procedure ad evidenza pubblica) determina un pregiudizio all’interesse primario a ridurre comportamenti corruttivi che si nutrono proprio di tali asimmetrie informative.

 

2. Che gelida manina

Con una mano (una “gelida manina” direbbe Rodolfo nella Boheme pucciniana) si fa e con l’altra mano si disfa, si direbbe. 

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E che c’è di strano, dirà qualcuno? Non si è fatto sempre così, forse? Vero. 

Di tenore simile, infatti, sono tutti i provvedimenti che da molto tempo oramai tutti i Governi italiani di coloritura diversa adottano per promuovere l’interesse primario a recuperare risorse economiche nell’immediato. I famosi “condoni” fiscali che alternativamente i vari governi chiamano “pace fiscale” o “rottamazione delle cartelle” sempre nel tentativo di confondere le acque agli elettori. Essi nascondono sempre lo stesso conflitto che viene risolte nel modo peggiore, tuttavia. 

Sì, perché l’effetto perverso che si determina nello scegliere l’interesse primario di brevissimo periodo è molto peggio di quello che normalmente si pensa.

 

3. E’ tempo per il “free-rider party time

Un colpo al cerchio e uno alla botte“, così recita un vecchio proverbio. Per non scontentare nessuno. E, in effetti, oramai i provvedimenti legislativi assomigliano più a comunicazioni più o meno esplicite ai propri sostenitori, a segnali di fumo che vengono inviati e che gli individui percepiscono come conferme (avalli) informali al fine di adottare o non adottare un determinato comportamento. 

Prendete un corruttore ed un corrotto. Che idea si saranno fatti delle reali intenzioni dell’attuale esecutivo di combattere la corruzione? Non abbiamo modo di saperlo, ma di certo avranno avuto una sensazione di sollievo nel constatare, a seguito dell’adozione del maxiemendamento, che sotto i loro piedi si sarebbero aperte autostrade di asimmetria informativa. Per un po’, dopo lo Spazzacorrotti, hanno anche creduto che il Governo stavolta avrebbe fatto davvero sul serio, ma poi, si sono dati una pacca sulla spalla e si sono ripromessi di non cadere mai più in un simile tranello.

Tali “segnali di fumo” sono tutt’altro che sconosciuti alla scienza che studia i fenomeni corruttivi. Servono ad orientare il comportamento degli agenti che, come è noto, è tutt’altro che razionale. La corruzione, secondo la “teoria dell’azione collettiva“, sarebbe un problema che riguarda non la razionalità di un singolo individuo, bensì, il modo attraverso cui gli individui prendono le decisioni influenzati dalle dinamiche di gruppo e dalle percezioniSe la corruzione non viene esattamente categorizzata ed è considerata una prassi consolidata dal gruppo di riferimento (nella corruzione sistemica spesso lo è), allora gli individui saranno meno inclini ad astenersi da tali condotte.

Ed è proprio questo il problema. Se il Principale (inteso come Governo di uno Stato) invia messaggi incoerenti, cioè, prima adotta un provvedimento apertamente ostile ai comportamenti corruttivi e dopo brevissimo tempo ne adotta uno apertamente favorevole (anche se al fine di promuovere l’interesse primario a far funzionare la macchina amministrativa e a sbloccare le opere pubbliche), ebbene l’Agente non categorizzerà la condotta corruttiva come “stigmatizzabile” dal gruppo sociale di appartenenza e sarà meno incline ad astenersi da tali comportamenti. Così come un evasore non ritiene esecrabile la propria condotta dal momento che i Governi sono sempre disponibili a varare un condono fiscale al fine di recuperare in fretta risorse economiche. 

Ne abbiamo già parlato in un precedente post, ma forse occorre approfondire ancora un poco. L’Agente in attesa di istruzioni, diremmo, viene anche chiamato “free-rider“, ovvero “cavallo pazzo” perché non risponde a regole condivise ma a comportamenti opportunistici che vengono avallati o addirittura promossi dalla condotta del Principale. Il free-rider non ha una propria dimensione etica, ma segue l’etica del gruppo ed interpreta i segnali che provengono dal principale per adottare o non adottare un comportamento opportunistico. E’ tipico del corruttore-corrotto, così come dell’evasore fiscale, o di chi sta decidendo di costruire una casa abusiva nell’alveo di un fiume, ecc… E’ tipico anche degli individui che soffrono forme di dipendenza come il giocatore d’azzardo patologico che non si sente poi così fuori dal mondo se il gioco d’azzardo viene pubblicizzato e addirittura gestito dal Governo del suo Paese.

Ci sono Paesi nel mondo in cui i cittadini non hanno alcun dubbio sulla posizione del proprio Principale (Governo) in merito alla lotta alla corruzione. Ad esempio, a Singapore esiste un’Autorità, la Corrupt Practices Investigation Bureau che dal 1952 ha mandato diretto ed esclusivo ad occuparsi del contrasto e della prevenzione della corruzione. Non è il caso di fare paragoni con l’Autorità italiana e proprio questo è un altro indizio che il free-rider può starsene tranquillo in Italia. 

Ora, domanda delle domande, secondo voi il free-rider a chi darà retta? All’estatico Ministro della Giustizia che, anche in “buona fede” e con una buona dose di ingenuità scende in piazza a festeggiare il provvedimento che distruggerà per sempre la corruzione in Italia, oppure alle implicite rassicurazioni di chi inserisce una norma che facilita le transazioni opache?

Esatto, avete risposto correttamente.

 

 

Alla fermata Einstein della Linea 4 del tram di Palermo…

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Alla fermata Einstein della Linea 4 del tram di Palermo ho sempre la speranza che un giorno entri un anziano signore, dallo sguardo vispo e dai capelli arruffati e grigi, con dei bei baffi ed un bizzarro vestito. Il gentile signore si siede accanto a me incomincia a raccontarmi di un sogno che ha fatto a sedici anni e che ancora gli torna in mente: “mi trovo a cavalcare un raggio di luce e mi accorgo che la luce è immobile sotto di me, mentre il mondo non è più quello che conosco ma un flusso incontrollato di eventi!”.

Ma poi esco dal tram e non è venuto nessuno.

Sarebbe bello che tutti coloro che hanno contato qualcosa nella tua vita, che non hai mai conosciuto ma che avresti sempre voluto conoscere, te li trovassi un giorno a spiegarti le loro teorie, a raccontarti la loro vita e le loro passioni…

Nella prevenzione della corruzione oppure nella trasparenza, ma più in generale nella politica, nell’economia abbiamo molti “campioni” da cui abbiamo preso e continueremo a prendere molto. @spazioetico ha dedicato un piccolo spazio ai propri “numi tutelari” nella parte bassa a destra della pagina.

bentham.jpgImmagino Jeremy Bentham lavorare sui progetti architettonici del Panopticon con l’idea che gli frullava in testa e che ripeteva: “Più attentamente saremo osservati, meglio ci comporteremo”.

bentham_autoicon.jpgIn realtà, con Bentham siamo andati vicini a farcela raccontare da lui stesso questa storia. Decise, infatti, di auto-mummificarsi. Nel 1832 ordinò al suo allievo Thomas Southwood Smith di imbalsamarlo. Chiamò questa particolare opera “Auto-icon” proprio per aiutare i posteri a immaginare il vero Bentham intento a riflettere.

Chydenius.jpgCome non pensare ad Anders Chydenius! Ancora oggi, a distanza di 250 anni, molti cosiddetti “esperti” faticano ad associare la libertà di stampa alla libertà di accesso a dati e documenti della pubblica amministrazione. Essere avanti di secoli non deve essere stato facile, ma far passare la sua idea rivoluzionaria in un ambiente pre-moderno è davvero qualcosa di eccezionale. Avrei voluto essere lì quando affermava che “una libertà frammentata non è libertà, mentre una costrizione, anche se frammentata, è una costrizione assoluta”.

Scienziati, pensatori, filosofi, giuristi hanno illuminato con il loro pensiero a volte provocatorio e scomodo. Nel nostro angusto mondo fatto di piccole leggi e riforme falsamente definite “epocali”, se raffrontate al lavoro di questi colossi, dobbiamo sforzarci per aprire le frontiere (locuzione fuori-moda) a ciò che non è del nostro mondo. La multidisciplinarietà non è una minaccia ma una necessità. Economia, politica, filosofia, antropologia, psicologia e sociologia, ma anche sperimentazione (musicale e culturale). Essere nel cosiddetto mainstream ti può dare l’illusoria soddisfazione dell’essere citato o chiamato a ricoprire ruoli istituzionali, ma attraversare il Mar Rosso per la prima volta dà i brividi per davvero.

Mentre mi perdo in cotali considerazioni, entro nel museo di storia naturale e mi accorgo dell’allestimento di una nuova esposizione. L’”Evoluzione del cavallo”, c’è scritto su un grande cartello. Davanti a me due scheletri: il primo è quello di un cavallo attuale, dalle giuste proporzioni, alto quasi due metri e lungo almeno tre. Vicino, lo scheletro di un essere assai più piccolo e quasi irriconoscibile. Si tratta dell’Eohippus, l’antenato del cavallo, assai diverso per forma e dimensioni. Al posto degli zoccoli un piede con dita simili a quelle umane, mentre il muso corto e piccoli denti; nulla a che fare con la possente dentatura dell’attuale animale.

bateson.jpgMi si avvicina un distinto signore dalle movenze un tantino “hippy”, che osserva i due animali e poi sentenzia: “Il titolo è sbagliato!” Di fronte alla mia reazione sorpresa il signor Gregory Bateson mi spiega: “Orbene, in verità questa, sapete, non è la storia dell’evoluzione del cavallo, e non è il cavallo la cosa che si è evoluta. Quella che si è evoluta in effetti è stata una relazione tra cavallo ed erba”.

Nonostante abbia sentito questa storia già moltissime volte, non posso fare a meno di rimanere folgorato da tale intuizione.

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