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L’Isola di Rogna. Un esercizio di analisi delle relazioni sensibili

penisola ditaliana

di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Cari lettori di @spazioetico, oggi abbiamo deciso di ritornare nella fantastica Penisola Ditaliana. La buffa penisola a forma di mano che si affaccia sul Mar Mediterribile e in cui, come ricorderete, abbiamo ambientato “Lo strano caso del paese di Miracolato”. Vi anticipiamo che si tratta di un caso “rognoso”.

isola di rogna

In verità, in quel caso non ne avevamo disegnato con precisione la mappa: ci eravamo dimenticati di un’isola quasi rotonda, che appartiene alla regione Ruberia e che si trova tra “il pollice” e “l’indice” della penisola Ditaliana, cioè nel golfo di Porto Brigante: l’Isola di Rogna. In quest’isola abbiamo deciso di ambientare la storia di oggi, che parla del modo in cui le persone usano (e manipolano) le proprie relazioni.

isola di rogna zoom

L’isola di Rogna è baciata dal mare, ma non dalla buona sorte: un tempo era densamente abitata, ma dopo una serie di cataclismi (terremoti, eruzioni vulcaniche e traffici illeciti di rifiuti tossici) sull’isola sono rimaste solo due città: Jellau e Jatturu

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La dottoressa Orietta Ocau è responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Jellau.

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Suo cognato, Gianni Giardinu, lavorava come giardiniere presso una impresa privata, ma ha di recente perso il lavoro ed ora è in gravi difficoltà economiche. Ma lei non può farlo assumere nel suo Comune: sarebbe in palese conflitto di interessi! La dottoressa Ocau ha quindi consigliato al cognato di rivolgersi a un suo collega che lavora ai Servizi Sociali del Comune di Jellau, per chiedere un contributo economico.

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Come avrete capito, tutti gli abitanti dell’Isola di Rogna hanno il cognome che finisce con la lettera “U“: e infatti il collega della dottoressa Ocau si chiama Primo Soccorsu.


Proviamo a rappresentare le relazioni che intercorrono tra i personaggi della nostra storia:

Orietta Ocau e Primo Soccorsu sono due dipendenti pubblici: tra loro e il Comune di Jellau intercorre una relazione Principale/Agente (che rappresenteremo con delle frecce rosse)

grafo 1

Ocau e Soccorsu sono colleghi e sono legati da una relazione di “co-agenzia” (sono agenti dello stesso principale) che indicheremo con una riga nera:

grafo 2

Orietta Ocau e Gianni Giardinu sono parenti: per rappresentare questa relazione useremo una riga rossa.

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Infine, Gianni Giardinu è un utente dei Servizi Sociali e tra lui e Primo Soccorsu intercorre una relazione Agente/Utente, che rappresenteremo con una freccia nera.

grafo 4

Quello che otteniamo è un grafo, che consente di rappresentare insiemi di relazioni. Le relazioni del grafo non sono tutte uguali: la relazione tra Ocau e suo cognato è una relazione interpersonale che appartiene alla sua sfera privata. Invece tutte le altre relazioni (Principale/Agente, Agente/utente e co-agenzia) appartengono alla sfera professionale di Ocau e Soccorsu.
Il Signor Giardinu, quindi, è contemporaneamente nella sfera privata di sua cognata e nella sfera professionale del dottor Soccorsu.

Ma torniamo alla nostra storia…


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Dopo alcune settimane, Orietta Ocau chiede a Primo Soccorsu un aggiornamento sulla situazione di suo cognato: POSSIAMO FARE QUALCOSA PER LUI?“. Ma l’assistente sociale non le dà buone notizie: “Purtroppo tuo cognato è proprietario di una casa e non ha figli a carico… le risorse del Comune sono poche e non so se potremo dargli un contributo…ci sono casi più urgenti prima di lui!”


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Orietta Ocau sta manipolando (magari involontariamente) la sua relazione con Primo Soccorsu: sta chiedendo a un suo collega di rendere conto del proprio lavoro. Sta interferendo con il lavoro del suo collega. Sta cercando di diventare il Principale di Primo Soccorsu.

Orietta Ocau non sta agendo in cattiva fede: vuole solo che suo cognato riceva un aiuto, perché è senza lavoro. Tuttavia, la sua relazione di parentela con Giardinu la sta spingendo a modificare le sue relazioni professionali. Per questa ragione, possiamo dire che la relazione di parentela è una relazione “sensibile”, cioè una relazione che può innescare dei conflitti di interessi.

Dobbiamo quindi aggiornare il nostro schema, per rappresentare il modo in cui Orietta Ocau sta cercando di modificare la relazione con il suo collega: vuole essere il Principale di Primo Soccorsu e quindi dobbiamo aggiungere una freccia rossa tra Ocau e Soccorsu. In questo modo tra Ocau e Soccorsu intercorrono adesso due relazioni.

grafo 5

Primo Soccorsu, dal canto suo, anticipa a Orietta Ocau che la richiesta di contributo del cognato non sarà accettata. Perché lo fa?


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Primo Soccorsu ha sempre avuto un debole per Orietta Ocau. I due erano stati compagni di classe al Liceo di Jellau. E lui la trova ancora molto simpatica e molto bella. Negli anni Primo Soccorsu ha sviluppato verso di lei (che è felicemente sposata) un forte sentimento di amicizia e qualche volta sono anche usciti a cena insieme.

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Primo Soccorsu non vuole assolutamente deludere le aspettative della sua collega e chiama suo fratello, Giuda Soccorsu, che gestisce una cooperativa sociale che cura la manutenzione del verde pubblico per conto del Comune di Jatturu, l’altro Comune dell’Isola di Rogna: “Giuda, devi farmi un grosso favore. Il genero di una mia carissima amica cerca lavoro. Ha fatto il giardiniere ed adesso è disoccupato. Lo potresti aiutare?”

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Vedrò cosa posso fare” risponde Giuda Soccorsu “Di solito assumiamo solo lavoratori segnalati dal Comune di Jatturu … Ma se è per una tua carissima amica potrei fare un’eccezione”.

Dopo alcuni giorni, Giuda Soccorsu chiama Gianni Giardinu per un colloquio e lo assume presso la sua cooperativa.


Dobbiamo aggiornare il nostro grafo delle relazioni:

  • Primo Soccorsu, per aiutare Orietta Ocau, ha attivato una propria relazione interpersonale (ha chiamato suo fratello Giuda).
  • Gianni Giardinu non è più utente di Primo Soccorsu, ma è dipendente di suo fratello Giuda (chiameremo questa relazione “Agenzia privata”).

grafo 6

La relazione di Agenzia privata tra Giardinu e Giuda Soccorsu è un ponte tra le sfere private dei due dipendenti del Comune di Jellau: il cognato di Orietta Ocau adesso lavora per il fratello di Primo Soccorsu!blonde-woman-md8498386678516493524.png

La relazione di co-agenzia tra Primo Soccorsu e Orietta Ocau adesso è diventata ancora più ambigua. E questa ambiguità non dipende solo dal fatto che Orietta Ocau ha cercato di diventare la Principale di Soccorsu. C’è qualcosa in più. E questo qualcosa in più sono i bisogni che Primo Soccorsu vuole soddisfare attraverso a relazione di co-agenzia. Per lui Orietta Ocau non è semplicemente una collega: è una amica attraente! Gli abitanti dell’Isola di Rogna hanno qualche difficoltà ad esprimere i loro sentimenti (forse a causa delle calamità naturali che perseguitano la loro isola), ma sono molto romantici. Noi di @spazioetico li conosciamo bene e possiamo rivelarvi (qualora non lo abbiate ancora capito) che Primo Soccorsu è innamorato di Orietta Ocau!


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Dopo essere stato assunto ed avere ricevuto il primo stipendio, Gianni Giardinu, per sdebitarsi, invita a cena Orietta Ocau e Primo Soccorsu: “Conosco un ristorante in cui si mangia uno stufato rognoso (piatto tipico dell’Isola di Rogna) buonissimo e si beve anche dell’ottimo vino!”

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Primo Soccorsu, inizialmente non sa se accettare o meno l’invito … Sa bene che Giardinu gli pagherà la cena ed il Codice di Comportamento Ditaliano vieta ai dipendenti pubblici (art.4, comma 2) di chiedere per se’ o per altri, regali o altre utilità’, neanche di modico valore, a titolo di corrispettivo per compiere o per aver compiuto un atto del proprio ufficio. Ma poi accetta l’invito, perché (ragiona tra sé) quello che ha fatto per Giardinu non lo ha fatto in quanto assistente sociale: è stato un favore di carattere personale, che ha fatto a Orietta Ocau.

Ovviamente, Primo Soccorsu non ha le idee tanto chiare in merito a ciò che può fare o a ciò che non può fare … E come potrebbe? Ormai la sua sfera professionale si è irrimediabilmente confusa e sovrapposta alla la sua sfera personale e, soprattutto con la sfera personale di Orietta Ocau.

E non è l’unico ad avere le idee poco chiare …

Durante la cena, Primo Soccorsu e Orietta Ocau parlano a lungo e bevono molto. Purtroppo gli abitanti dell’Isola di Rogna (come la maggior parte dei Ditaliani) non reggono l’alcool e quando bevono fanno cose di cui potrebbero pentirsi …

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Quando arriva il momento di pagare il conto, Gianni Giardinu (ovviamente) offre la cena a tutti e primo Soccorsu si offre di accompagnare a casa la sua collega.

Durante il tragitto dice molte cose, che però Orietta Ocau ascolta a malapena. Perché è assorta in altri pensieri: si sente in debito con Primo Soccorsu. Vorrebbe anche lei sdebitarsi. Ha anche capito quanto lui le voglia bene e le sembra di essere sempre stata ingrata nei suoi confronti. Orietta Ocau riemerge dai suoi pensieri giusto in tempo per sentire quello che Primo Soccorsu ha da dire sulla fedeltà: “la fedeltà è un’avventura ostinata, è l’istinto di dare senza chiedere nulla in cambio“.

Orietta Ocau è assalita da un dubbio: “Io non lo so se sono una persona fedele

“Forse no” dice Primo Soccorsu “ma potresti ugualmente essere l’oggetto di una fedeltà”.

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Sono le parole giuste dette al momento giusto. “Sei davvero sicuro di volermi portare subito a casa?” chiede Orietta Ocau. Primo Soccorsu non risponde né sì né no. Inchioda e cambia direzione … e la direzione è il suo appartamento…


 

Sicuramente i nostri lettori saranno curiosi di conoscere tutti i particolari di questo romanzo rosa della Repubblica Ditaliana. Ma anche i protagonisti dei casi di @spazioetico hanno diritto alla loro privacy! Anche perché nella nostra storia è successo qualcosa che è molto più interessante dell’infedeltà di Orietta Ocau: è entrato in scena il MUNUS.

Un MUNUS è un dono che apre un credito relazionale. E che genera un debito relazionale. Cioè qualcosa di completamente diverso da un debito economico. Un debito economico si salda versando al creditore una somma di denaro, di norma pattuita in precedenza. Un debito relazionale invece si contrae nel momento in cui qualcuno agisce per favorire i nostri bisogni o i nostri interessi. Senza chiarire cosa vorrà in cambio. E la relazione tra debitore e creditore permane (come sospesa) fino a quando il creditore ci dirà come dobbiamo agire per sdebitarci.

Nella nostra storia il MUNUS è rappresentato dal nuovo lavoro di Gianni Giardinu. E questo MUNUS genera un gran numero di crediti e debiti relazionali (che indicheremo con una freccia tratteggiata, che origina dal creditore e “punta” verso il debitore):

crediti relazionali

  • Gianni Giardinu è in debito con Orietta Ocau e Primo Soccorsu (che si sono adoperati per trovargli un nuovo lavoro)
  • Orietta Ocau è in debito con Primo Soccorsu (che ha chiesto a suo fratello di assumere Gianni Giardinu) e ovviamente ha un credito aperto nei confronti di Gianni Giardinu;
  • Gianni Giardinu ha un credito aperto con Orietta Ocau (ha fatto assumere Gianni Giardinu) e ha un debito con suo fratello Giuda (che ha assunto Gianni Giardinu)
  • Giuda Soccorsu non ha debiti con nessuno, ma solo crediti aperti con Primo Soccorsu e Orietta Ocau.

Per semplicità, possiamo anche rappresentare i debiti e i crediti relazionali usando delle tabelle:

tabella 1

Usando le tabelle è anche possibile rappresentare la chiusura delle diverse relazioni di credito/debito relazionale. Gianni Giardinu, per esempio, pagando la cena si sdebita nei confronti di Orietta Ocau e Primo Soccorsu:

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Se Primo Soccorsu e Orietta Ocau passeranno una bella nottata nell’appartamento di Primo Soccorsu, allora lui avrà la sensazione di avere “riscosso” il proprio credito relazionale:

tabella 3

L’unico che ha certamente dei crediti relazionali ancora aperti è Giuda Soccorsu. Cosa farà Giuda? Per scoprirlo, vediamo come va a finire la nostra storia …


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Orietta Ocau e Primo Soccorsu passano la notte insieme. E cominciano a frequentarsi. Diventano amanti. Tuttavia, sappiamo che ai Ditaliani non piace definire in modo troppo esplicito le relazioni affettive e quindi (per non urtare la loro sensibilità) diremo che tra Primo Soccorsu e Orietta Ocau si stabilisce una relazione di “partnership”.

cervo

Orietta Ocau non ha grandi difficoltà a nascondere a suo marito, Cervo Giardinu, la sua relazione extra-coniugale (pardon, di partnership!). Lui è spesso via per lavoro e non ha alcun dubbio sulla fedeltà di sua moglie. Anche per questo, Orietta Ocau non lo vuole lasciare, nonostante Primo Soccorsu le chieda con insistenza di venire a vivere con lui: “dovremmo vivere il nostro amore alla luce del sole!!”


E’interessante analizzare la dinamica della relazione tra Orietta Ocau e Primo Soccorsu, cioè il modo in cui tale relazione si è modificata nel corso della nostra storia: da semplici colleghi a … coinvolti in una intensa relazione di partnership!

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giuda soccorsu

Primo Soccorsu confida a suo fratello Giuda di avere una relazione con Orietta Ocau. E Giuda decide di approfittare della situazione… Dopo qualche mese telefona a Primo Soccorsu: “Io ti ho dato una mano. Ed ora tocca a te aiutare me,come accade nelle migliori famiglie! Quel Gianni Giardinu che mi hai fatto assumere mi costa un sacco di soldi e non lavora nemmeno tanto bene. Per “ammortizzare” questo inutile costo, mi farebbe comodo stipulare una convenzione con il Comune di Jellau, per il taglio dell’erba nei parchi. Potrei fare dei prezzi migliori, rispetto alla cooperativa che avete adesso. Ma devo convincere quelli dell’ufficio tecnico, che da anni rinnovano la convenzione sempre alla stessa cooperativa. Tu mi hai detto che frequenti la responsabile dell’ufficio tecnico, la dott.ssa Ocau. Potresti mettere una buona parola per me?”

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Gianni Giardinu non se la sente di dirgli di no. Sono fratelli! E poi ha anche paura che Giuda riveli a Gianni Giardinu che lui ha una relazione con Orietta Ocau e che Giardinu lo dica al marito di Orietta! Va da lei, nel suo ufficio, e le propone di cambiare cooperativa.”E perché mai dovremmo cambiare cooperativa?” esclama Orietta Ocau stupita “quella che abbiamo adesso lavora benissimo”

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“Magari lavorano bene” risponde Primo Soccorsu “ma sicuramente non hanno assunto tuo cognato. Orietta, cerca di essere ragionevole: mio fratello ti ha fatto un grosso favore. E non è il caso di chiudergli la porta in faccia. Anche perché … finché non decidi di lasciare tuo marito, dobbiamo essere molto cauti. Giuda sa della nostra relazione e potrebbe parlarne a tuo cognato …”
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“Per l’amor del cielo!” esclama Orietta Ocau “non ci avevo pensato! Se mio cognato viene a sapere che tradisco suo fratello, glielo andrà subito a dire … lui e mio marito Cervo non hanno segreti!”

“Io ti o dato solo un consiglio. Ma sei tu la responsabile dell’ufficio tecnico… e devi decidere tu” conclude Primo Soccorsu uscendo dalla stanza.

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Orietta Ocau rimane da sola. Chiude la porta. Si siede alla scrivania. Non sa cosa fare.

L’assessore ha sempre voluto rinnovare la convenzione per il taglio dell’erba alla stessa cooperativa e lei più volte gli ha detto che era necessario applicare il principio di rotazione. Quindi, almeno sotto il profilo formale, convenzionarsi con la cooperativa di Giuda Soccorsu potrebbe essere la scelta migliore.

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D’altro canto, Orietta Ocau non può decidere di stipulare una convenzione con la cooperativa di Giuda Soccorsu, perché si trova in una situazione di conflitto di interessi: in quella cooperativa lavora suo cognato! Dovrebbe astenersi, far decidere qualcun altro, ma chi?

Forse dovrebbe lasciare suo marito, per non essere più sotto ricatto. Oppure lasciare Primo Soccorsu. Ma non vuole fare nessuna delle due cose. Spesso le persone non sanno rinunciare a quello che hanno. E riempiono le loro case di oggetti inutili, oppure tengono in piedi relazioni in conflitto tra loro. E Orietta Ocau ormai è intrappolata dentro la propria rete di relazioni!

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Orietta Ocau non sa cosa fare: “Ci penserò domani”.

Gli abitanti dell’Isola di Rogna si illudono sempre che ci sia un domani, perché vivono ignorando i grandi pericoli che incombono su di loro … o sotto di loro. Nelle viscere dell’isola di Rogna, infatti, è tutto un gran ribollire di lava. Il Vulcano Sciaguru, che sorge nel centro dell’Isola e che tutti credevano ormai estinto, ha deciso che vuole “fare il botto”.

L’eruzione vulcanica comincia durante la notte. L’isola per molti giorni è colpita da lapilli, incendi e terremoti… Alla fine, quasi tutti gli abitanti (inclusi i personaggi della nostra storia) sono morti. I pochi superstiti si aggirano per l’Isola di Rogna, avendo come unico rifugio le tende messe a disposizione dalla Protezione Civile Ditaliana.

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Aggiornamento: mentre stavamo scrivendo la nostra storia Transparency International ha pubblicato il CPI (Indice di Percezione della Corruzione) 2018.

Leggendolo abbiamo appreso che la Repubblica Ditaliana (per colpa dei casi di @spazioetico) è in fondo alle classifiche … Non come l’Italia che, grazie alla Legge 190/2012 e alla Legge 3/2019 (Spazza-corrotti) ormai “scala agilmente” la classifica ed è al 53° posto nel mondo su 180 Paesi, con un punteggio di 52 su 100! Se tutto va bene, un giorno arriverà al 57° posto in classifica, facendo meglio del Rwanda e della Namibia.

Ma non tutto è perduto: se trasferiamo il modello 190 che stiamo attuando in Italia verso la Repubblica Ditaliana, la situazione migliorerà certamente. E con una bella legge Spazza-corrotti i Ditaliani potrebbero ambire ai primi posti in classifica, insieme a Danimarca, Nuova Zelanda e Finlandia!

Dio salvi la Rogna!

 

Licenza Creative Commons

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.

Lo strano caso della Fondazione Musei Civici della Val Ladra. Prevenire la corruzione nelle società e enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A.

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di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Sempre più spesso @spazioetico viene chiamato a realizzare percorsi formativi sulla prevenzione della corruzione nelle società e enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A..

Ci viene espressamente richiesto di sviluppare scenari e casi (dilemmi etici, real-case scenario) che riguardano processi organizzativi e relazioni che si strutturano, si sviluppano e “tossificano” all’interno oppure “intorno” a queste complesse organizzazioni.

In questo post vi presentiamo un caso che abbiamo ideato per un webinar IFEL dal titolo: Anticorruzione applicata alle società e agli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A.“.

Come vedrete, questo caso mostra con una certa evidenza i limiti di un approccio esclusivamente orientato alla mappatura dei processi e all’analisi dei rischi; da qualche tempo @spazioetico si interroga sull’opportunità di mettere al centro della prevenzione della corruzione le “RELAZIONI” delle varie componenti che giocano un ruolo all’interno delle organizzazioni pubbliche e private controllate e partecipate.

 

  1. INTRODUZIONE

Da dove si genera il rischio di corruzione nelle controllate/partecipate?

  • Davvero si genera sempre e solo dalla condotta degli AGENTI, cioè dei dipendenti, volta a determinare un vantaggio per un privato (legge 190/2012)?
  • Davvero si genera sempre e solo dalla condotta degli AGENTI, cioè dei dipendenti, volta a determinare un vantaggio per l’Ente (legge 231/2001)?

Assai spesso, il rischio che si genera è, invece, di sistema (corruzione sistemica).

Talvolta, le complesse dinamiche della gestione del consenso politico possono trasformare l’Ente da strumento per la promozione degli interessi della collettività a valvola di compensazione di interessi privati.

In questo caso, il rischio si scarica su tutti i processi della società.

Bisogna osservare il fenomeno… occorre identificare i soggetti a rischio (organi di indirizzo dei Comuni) ed i processi su cui essi possono maggiormente interferire.

Infatti, teoricamente l’organizzazione è guidata dal CdA, sostanzialmente, invece, potrebbero verificarsi forti interferenze prodotte dai vertici delle amministrazioni (PRINCIPALE).
2. IL CASO

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Derubo di Sopra, Frego di Sotto e Intasco Piano sono tre Comuni della Val Ladra, in provincia di Malavita.

Il loro territorio è ricco di storia.

Tra il XV e il XVIII secolo, infatti, gli abitanti di Derubo, Frego e Intasco hanno intrattenuto fiorenti attività commerciali con le Americhe e con l’Egitto.

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Le ricche famiglie valladrine, di ritorno da quelle terre lontane, hanno portato numerose opere d’arte, oggi custodite nei tre principali musei della Val Ladra:

  • Il museo egizio di Derubo di Sopra,
  • Il museo delle civiltà Pre-Colombiane di Intasco Piano,
  • Il museo della Pirateria di Frego di Sotto.

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Per gestire e valorizzare questo straordinario patrimonio artistico, i tre Comuni, nel 2001 hanno costituito la Fondazione M.C.V.L. (Fondazione Musei Civici della Val Ladra), interamente controllata dalla Pubblica Amministrazione.

La Fondazione ha, quale scopo statutario la gestione dei tre musei e la promozione di attività culturali.

La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione, composto da tre membri (uno per ciascuno dei comuni controllanti).

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Il dott. Onofrio Onesti, direttore generale della Fondazione, dal 2017 è anche RPCT (Responsabile della prevenzione della corruzione). La Fondazione MCVL, infatti, è tenuta ad adeguarsi alla normativa anticorruzione della L. 190/2012.

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Il dott. Onesti inizia ad elaborare un PTPC, contenente le misure integrative per la prevenzione della corruzione, in collaborazione con l’avvocato Alfio Arraffo, che è OdV (Organismo di Vigilanza) della Fondazione.

La MCVL infatti ha adottato anche un Modello Organizzativo, ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Onesti e Arraffo analizzano il contesto esterno e interno della Fondazione, mappano i processi e definiscono adeguate misure di controllo.

In particolare, l’ODV e il RPCT hanno coordinato le misure previste dal Modello 231 e dal PTPC, secondo questa logica:

  • Il Modello 231 contiene misure di prevenzione della corruzione attiva (un esponente della Fondazione MCVL offre denaro o altre utilità ad un soggetto pubblico, per procurare un vantaggio alla Fondazione),
  • Il PTPC contiene misure di prevenzione della corruzione passiva (un esponente della Fondazione MCVL chiede o riceve denaro o altre utilità ad un soggetto privato).

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Il dottor Onesti e l’avv. Arraffo sono molto soddisfatti del loro lavoro. Il PTPC e il Modello 231 sono perfettamente coordinati e gestiscono completamente il rischio di corruzione attiva e passiva della Fondazione MCVL.

Il CdA della Fondazione approva il PTPC e le modifiche al Modello 231, che vengono trasmessi via e-mail anche ai Direttori dei 3 musei gestiti dalla Fondazione.

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Lucio Lestofanti, direttore del museo della Pirateria di Frego di Sotto, legge l’e-mail del Direttore Generale della Fondazione e si preoccupa.

Prende il telefono e chiama qualcuno:

«Sindaco, abbiamo un problema! La Fondazione ha appena approvato un PTPC e ha aggiornato il proprio Modello 231.

Hanno introdotto dei nuovi controlli, per la prevenzione della corruzione negli enti in controllo pubblico! Deve essere roba tosta! Fatta seguendo le linee guida di ANAC!

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Dobbiamo stare attenti e non fare passi falsi… se ci scoprono è un casino…».

Lestofanti sta parlando al telefono con Domenico De Predo, Sindaco di Frego di Sotto, che lo ha contattato qualche mese prima, per chiedergli un grosso favore.

«E’ un cosa molto riservata, Lestofanti…

Ne parlo a te, perché so che sei un uomo di fiducia…

Ho un “debito” con il presidente di ASSO LADRA (l’associazione degli industriali della Val Ladra), l’ing. Ignazio Inquino.

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L’ing. Inquino si è molto adoperato, per sostenere la mia campagna elettorale.

Adesso che sono stato eletto, l’ing. Inquino mi ha detto che suo figlio, Ignavo Inquino, cerca lavoro e gli piacerebbe lavorare in un museo.

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«…Ovviamente, caro il mio Lestofanti, non è una operazione priva di rischi.

La Fondazione MCVL non deve accorgersi di nulla.

E se tutto va a buon fine, ti assicuro che mi farò valere presso il CdA della Fondazione MCVL, per farti diventare Direttore Generale, al posto di quel rompiscatole di Onofrio Onesti!»

Non è che puoi chiedere alla Fondazione di bandire un concorso, per assumerlo al “nostro” Museo della Pirateria?

Servirebbe solo dargli una “spintarella».

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Ora, però, quel rompiscatole di Onofrio Onesti sembra aver messo i bastoni tra le ruote a Lestofante e De Predo.

Il suo sistema “integrato” di prevenzione della corruzione attiva e passiva (PTPC e Modello 231) riuscirà a fermare quei due farabutti?

Analizziamo meglio la situazione.

L’accordo tra De Predo e Lestofanti coinvolge 4 “protagonisti”, che hanno ruoli diversi e agiscono in vario modo, per inseguire vantaggi personali di diverso tipo. La situazione è riassunta nella tabella seguente:

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Siamo di fronte ad una vera e propria rete di corruzione sistemica, che coinvolge numerosi soggetti, che si scambiano favori (MUNUS) e perseguono interessi politici e personali.

L’interferenza nei processi della Fondazione MCVL non soddisfa gli interessi di un singolo protagonista, ma gli interessi “diffusi” e supportati nella rete.

Il rapporto 1-a-1 tra corrotto e corruttore “salta”.

Il direttore del museo favorirà il figlio del presidente di ASSO LADRA, ma non chiederà denaro o utilità al figlio del presidente: ci penserà il sindaco a farlo diventare Direttore Generale.

Il direttore del museo, inoltre, commetterà un reato, favorendo il figlio del presidente di ASSO LADRA, ma lo scambio occulto che genera questa condotta illecita è tra il sindaco e il presidente di ASSO LADRA, che sono i veri “registi” della dinamica collusiva.

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Lucio Lestofanti, il Direttore del Museo della Pirateria, si prende alcuni giorni per leggere i protocolli e le misure di prevenzione previste dal PTPC e dal Modello 231 per la gestione dei concorsi pubblici, per l’assunzione di personale presso i Musei della Fondazione MCVL.

Leggiamoli anche noi.

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Lucio Lestofanti, dopo aver letto attentamente il PTPC e il Modello 231, telefona felice a Domenico De Predo: «Nessun problema, signor sindaco! Possiamo favorire l’assunzione del figlio del presidente di ASSO LADRA.

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Nessuno se ne accorgerà!»

Perché Lestofanti è così sicuro di sé e già pregusta la futura nomina a Direttore Generale della Fondazione?

La risposta è semplice: la partecipazione di Ignavo Inquino, figlio del presidente di ASSO LADRA non apparirà anomala, alla luce dei controlli previsti dal sistema di prevenzione messo in piedi dal RPCT e dall’ODV. Infatti:

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Il figlio del presidente di ASSO LADRA vince il concorso e comincia a lavorare presso il Museo dei Pirati di Frego di Sotto.

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Il Sindaco è molto soddisfatto e mette in atto la seconda parte del suo piano.

Comincia a scrivere al CdA della Fondazione, lamentando presunte inefficienze nella promozione del patrimonio museale di Frego di Sotto.

In particolare, lamenta le scarse doti manageriali e la scarsa preparazione culturale del Direttore Generale, Onesto Onofri.

Dopo alcuni mesi, non ricevendo risposta dal CdA, si rivolge agli altri due Comuni, minacciando di uscire dalla Fondazione e gestire in modo autonomo il Museo della Pirateria.

Questa “mossa” innesca una serie di interlocuzioni incrociate tra Comuni e CdA, che si concludono con il seguente accordo tra Comuni e CdA:

  • Il Comune di Frego di Sotto non uscirà dalla Fondazione MCVL,
  • Il Comune di Frego di Sotto potrà mettere un uomo di propria fiducia come Direttore Generale della Fondazione.p6

Ovviamente, l’uomo di fiducia è Lucio Lestofanti.

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Onofrio Onesti viene rimosso dal suo incarico, mantenendo però il ruolo di RPCT, alle dirette dipendenze del nuovo Direttore Generale.

… Una storia triste.

Che dimostra quanto sia difficile prevenire davvero la corruzione.

PER FORTUNA, CERTE COSE SUCCEDONO SOLO IN VAL LADRA (PROVINCIA DI MALAVITA) IN TUTTO IL RESTO D’ITALIA LE COSE VANNO MOLTO, MOLTO MEGLIO!

… SPERIAMO!!!!!
3. CONCLUSIONI

Come si può affrontare la sfida della complessità del fenomeno corruttivo, in riferimento alle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici?

In realtà, sono le amministrazioni “controllanti” a cui spetta il ruolo di esercitare, per l’appunto, un controllo. Guardate come potrebbe andare a finire l’intera vicenda…

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Il dottor Rossi è Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Derubo di Sopra. Tra i suoi compiti, egli effettua il monitoraggio annuale sui dati economico-gestionali degli Enti controllati e partecipati.
Mentre sta svolgendo alcuni controlli di routine sulla Fondazione M.C.V.L. (Fondazione Musei Civici della Val Ladra), controllata del suo Comune e di altri 2 Comuni della Provincia di Malavita, si accorge che la stessa sta predisponendo un incarico di collaborazione professionale per una attività di marketing e comunicazione che la Fondazione avrebbe messo in campo nel secondo semestre di quell’anno.
Facendo dei controlli incrociati, il dottor Rossi si accorge che tale attività di comunicazione non appare nella tabella dei costi annui preventivati e nell’organigramma della Fondazione la funzione che viene specificamente richiesta risulta già presente.
Inoltre, recentemente il Comune ha fissato stringenti obiettivi di contenimento della spesa a carico dell’Ente controllato.
Verificando meglio, si accorge che l’Organismo di Vigilanza della Fondazione non ha comunicato alcuna anomalia al responsabile della struttura competente nella sua attività di controllo.
Il dottor Rossi decide di…


 

Decidete voi il finale, come in un Black Mirror Bandersnatch qualsiasi… In Bandersnatch, è lo spettatore che prende le decisioni per il protagonista.

Sarà questa la nuova frontiera della formazione attraverso casi e dilemmi etici?

 


Licenza Creative Commons

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.


Cfr. “L’azzardo morale del Principale”. Prevenire la corruzione nelle società e negli enti privati controllati dalla pubblica amministrazione. di Andrea Ferrarini @spazioetico

Cfr. WEBINAR IFEL del 9 maggio 2017, «Anticorruzione: l’applicazione alle società ed agli enti di diritto privato in base allo schema di linee guida ANAC»

Su MEPA il nuovo catalogo 2019 dell’offerta formativa di @spazioetico

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Carissimi lettori di @spazioetico. Ogni tanto anche noi ci facciamo un po’ di pubblicità. Abbiamo pubblicato il nuovo CATALOGO 2019 dell’offerta formativa presente su MEPA.

Per accedere al catalogo occorre essere registrati in MEPA. Poi, occorre cercare @spazioetico sulla sezione “CERCA IMPRESA“, inserendo la ragione sociale: “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”, oppure inserendo la partita IVA: “10495360967”.

Quando appare la tabella con il risultato della ricerca, occorre cliccare sui “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE“.

A questo punto si aprirà (speriamo) la pagina dell’impresa “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In basso a destra occorre cliccare su “VAI AL CATALOGO“.

Per facilitarvi la vita, abbiamo pensato di pubblicare il catalogo anche qui su @spazioetico:

Catalogo_MEPA@spazioetico

 

Le novità di quest’anno sono molte. In particolare:

6AECOLOGIA (o ETICA) DELLE RELAZIONI DELL’AGENTE PUBBLICO. Relazioni asimmetriche, relazioni di scambio e conflitti di interessi: come riconoscerle e gestirle.

Questo nuovo corso è disponibile sia nel formato con un unico formatore (Massimo Di Rienzo o Andrea Ferrarini), sia in quello con due formatori (Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini).

Un aspetto fondamentale, che dovrebbe essere messo al centro dei PTPC è l’etica delle relazioni. Oggi i codici di comportamento si concentrano quasi esclusivamente sui comportamenti dei singoli. Invece, sarebbe opportuno che le amministrazioni orientino i dipendenti ad esplorare la dimensione “relazionale” della propria professione.

In ambito pubblico, infatti, la sovrapposizione tra sfera professionale (pubblica) e sfera personale (privata) può determinare interferenze se non adeguatamente gestita. La sfera personale è l’ambito nel quale si generano gli “interessi secondari” dell’agente pubblico e, quindi, gli inneschi degli eventi corruttivi.

Dal momento che gli interessi secondari corrono sulle relazioni, occorre che i dipendenti pubblici imparino a ricostruire una “MAPPA delle relazioni «sensibili“, cioè di tutte quei «rapporti che siano intercorsi o che intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all’ufficio, limitatamente alle pratiche affidate». E’ così che il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (articoli 4, 5, 6 e 7) definisce le «relazioni sensibili».

 

TrasparenzaTRASPARENZA E PRIVACY. Data governance, bilanciamento tra interessi, soluzioni organizzative.

Anche questo corso è disponibile sia nel formato con un unico formatore (Massimo Di Rienzo o Andrea Ferrarini), sia in quello con due formatori (Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini).

Abbiamo deciso, anche a seguito dell’intensa attività di formazione dello scorso anno in materia di Accesso Civico Generalizzato, di offrire un nuovo percorso dedicato al rapporto, spesso controverso, tra trasparenza e privacy, anche a seguito dell’entrata in vigore del novo Regolamento europeo.

Per qualsiasi informazione sui nostri prodotti e per costruire insieme percorsi personalizzati, non esitate a contattarci:

ACCEDI QUI ALLA PAGINA DEDICATA ALL’OFFERTA FORMATIVA DI @SPAZIOETICO.

C’E’ VITA OLTRE LA MAPPATURA DEI PROCESSI? La prevenzione della corruzione secondo @spazioetico

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di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Carissimi lettori di @spazioetico, benvenuti nel 2019! Un anno in cui, certamente, non assisteremo all’estinzione della corruzione (come auspicato da illustri esponenti ministeriali), ma in cui non verrà meno l’impegno di tutti noi, per garantire l’integrità delle scelte pubbliche.

Gennaio è tempo di bilanci, più che di progetti: come è stato per voi il 2018? Noi siamo stati molto impegnati a scrivere il nostro Manuale sull’accesso civico generalizzato, a fare corsi di formazione e a costituirci in Associazione Professionale. E per noi l’anno è volato via in fretta!

4 stagioni

Sembra ieri che scrivevamo le divagazioni estive e le escursioni d’autunno … ed invece è già passato anche Capodanno! ANAC ha pubblicato il suo nuovo PNA e le pubbliche amministrazioni stanno finendo di aggiornare i PTPC per il triennio 2019 – 2021. E sì! L’aggiornamento annuale del PTPC, croce e delizia dei responsabili della prevenzione della corruzione. Non hai nemmeno tempo di attuarlo, il Piano Triennale, che già lo devi aggiornare!
Perché mai se il piano è triennale, deve essere aggiornato ogni anno? Forse questo garantisce una maggiore efficacia dell’anticorruzione? Lo dubitiamo. Chiunque conosca un minimo il funzionamento delle organizzazioni, sa quanto sia difficile “rompere” le prassi, modificare le procedure, diffondere i valori. Ci vogliono tempi lunghi e un forte investimento da parte della dirigenza.

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Ma dobbiamo tenerci i nostri dubbi e adeguarci alla volontà di ANAC (Comunicato del Presidente ANAC del 16/03/2018): “la necessaria integrazione degli obiettivi di trasparenza con il piano della performance necessita di una loro previsione annuale nell’ambito della programmazione su base triennale. Si richiama, pertanto, l’attenzione delle Amministrazioni sull’obbligatorietà dell’adozione, ciascun anno, alla scadenza prevista dalla legge del 31 gennaio, di un nuovo completo Piano Triennale, valido per il successivo triennio (ad esempio, per l’anno in corso, il PTPC 2018-2020). È, altresì, necessario che ad ogni Piano siano allegate le mappature dei processi.

Ma cosa dovranno scrivere i RPCT nell’aggiornamento dei PTPC? Il nuovo PNA non ci aiuta a trovare una risposta a questa domanda: la sua “Parte Generale”, infatti, non propone strategie di sviluppo dei sistemi di prevenzione, ma si limita a tornare su tematiche già trattate nei precedenti PNA (ambito di applicazione della L.190/2012, aggiornamento dei PTPC, Ruolo e poteri, requisiti e revoca del RPCT, rapporti fra ANAC e il RPCT, trasparenza e privacy, codici di comportamento, pantouflage e rotazione del personale). Molto più interessanti sono gli approfondimenti della “Parte Speciale” del PNA, in cui viene analizzato il rischio associato ad attività che hanno un forte impatto sui cittadini e che sono trasversali a diverse pubbliche amministrazioni: la gestione dei rifiuti e la gestione dei fondi strutturali.

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Ma la Parte Speciale, per quanto ben fatta, non può compensare la carenza di indicazioni di carattere generale. Nel PNA 2015 ANAC ha auspicato un “cambio di rotta” nella strategia di prevenzione ed ha indirizzato le pubbliche amministrazioni a mappare (cioè analizzare) i propri processi, per migliorare la qualità dei PTPC. In questi anni molte amministrazioni hanno effettivamente mappato i processi (chi più, chi meno, chi meglio, chi peggio, in assenza di indicazioni metodologiche da parte di ANAC) e adesso forse sarebbe il caso di dare loro delle indicazioni per il futuro. Sarebbe il caso di spiegare (non solo agli RPCT, ma anche agli altri dipendenti pubblici che lavorano nella P.A. e ai cittadini che dalla P.A. ricevono servizi) in che direzione sta andando (o in che direzione si vuole che vada) l’anticorruzione italiana, dopo il cambio di rotta dell’ormai lontano 2015.

Eh sì, perché un cambio di rotta senza una direzione potrebbe far naufragare la nave dell’anticorruzione, oppure farla tornare indietro. Fuor di metafora: l’analisi del rischio potrebbe ridursi ad una attività fine a se stessa o diventare un mero adempimento burocratico.

 

1. Un A.N.A.C.OLUTO: il PNA 2018 e l’anticorruzione sospesa

Il PNA 2018 sembra insomma un “anacoluto”, cioè un costrutto sintattico in cui il primo elemento, la Parte Generale, appare campato in aria e messo in rilievo, rispetto alle successive Parti Speciali.

Più in generale, l’anticorruzione pare essere sospesa tra il passato (mappatura dei processi) e un futuro incerto, galleggiando in un presente in cui il legislatore stesso, con l’approvazione della “Legge Spazzacorrotti”, intende privilegiare la repressione e non tenere in alcun conto la prevenzione. In questo scenario, quali dubbi sorgeranno nella testa degli RPCT, intenti ad aggiornare i propri piani triennali? Proviamo a descriverli, con l’aiuto di quattro improbabili amici RPCT!

narciso
Narciso Vanesi è RPCT del Comune di Gray (AO). Negli ultimi anni ha mappato tutti i processi del Comune ed è molto soddisfatto del suo lavoro. Così soddisfatto, che ha stampato tutti documenti che descrivono la mappatura dei processi, li ha incorniciati e li ha appesi alle pareti del suo ufficio! Ogni volta che guarda un processo incorniciato, si sente rassicurato. Ha come la sensazione di avere tutto sotto controllo. Ma è veramente tutto sotto controllo? Narciso Vanesi ogni tanto (non molto spesso però) ha qualche dubbio. Forse dovrebbe stampare i processi e appenderli in tutti gli uffici del Comune? O forse dovrebbe chiedere agli uffici del Comune se le sue analisi (che ha fatto da solo, chiuso nel suo ufficio) sono corrette?

dubbio
Valentina Del Dubbio è RPCT dell’Azienda Sanitaria Locale di Amleto (BO). Valentina del Dubbio ha un grandissimo dubbio. Ha una domanda che la assilla e che va ripetendo a tutti quelli che incontra: “Adesso che ho mappato tutti i processi dell’Azienda, cosa farò nel triennio 2019 – 2021?”. Nessuno sa darle una risposta. A dire il vero i suoi colleghi della Psichiatria avrebbero una soluzione ai suoi problemi: un ansiolitico … Dopo molte insonni, finalmente una risposta balena nella sua mente: “Nel prossimo triennio… li rimappo tutti!”

ignara
La Dott.ssa Mia Insaputa, è responsabile dell’ ufficio Risk Management di una Agenzia Ministeriale. Negli ultimi anni ha messo in piedi un sistema integrato di gestione del rischio che analizza i dati di processo per identificare gli eventi critici. Nel suo sistema di risk management ha incluso anche i rischi associati ai reati contro la pubblica amministrazione, che potrebbero essere commessi dai dipendenti dell’Agenzia. E adesso si sta chiedendo se sia il caso di includere i rischi derivanti dalla gestione delle informazioni e dalla violazione del diritto alla privacy. Mia Insaputa è una RPCT che lavora molto bene … peccato che non sa di esserlo!

A cartoon illustration of a doctor looking confused.
Errico Fordini, RPCT dell’Azienda Ospedaliera “Santi Presto e Bene” è molto stupito! Negli ultimi anni ha fatto di tutto per rendere più efficienti i processi della sua Azienda, per soddisfare gli stakeholder e per standardizzare i comportamenti organizzativi. Alcuni giorni fa si sono presentati dei signori eleganti, nel suo ufficio. Errico Fordini pensava fossero degli ispettori di ANAC, venuti a complimentarsi con lui, per il suo modo non burocratico di fare anticorruzione… Invece erano gli auditor di una società di consulenza, venuti a certificare ISO 9001 il suo Ospedale!

 

2. I limiti della prevenzione

Cosa ci suggeriscono i nostri amici RPCT? In primo luogo ci suggeriscono che è necessario andare oltre la mappatura dei processi, e migliorare la capacità delle pubbliche amministrazioni di monitorare gli eventi corruttivi. La mappatura dei processi, infatti, è un esercizio di valutazione del rischio, che non serve a capire come la corruzione si genera, ma dove si genera. La mappatura dei processi, infatti, identifica i processi che sono maggiormente vulnerabili alla corruzione e lo fa legando il rischio di corruzione alla “mala-gestio“, cioè al cattivo funzionamento della “macchina amministrativa”.

Valutare e gestire il rischio (cioè diminuire la probabilità che la corruzione abbia luogo) è senza dubbio fondamentale. Ma è una attività che si realizza introducendo controlli sui processi e standard di comportamento (procedure, regole di condotta) per le persone. E purtroppo esiste un limite alla possibilità di introdurre regole e controlli all’interno delle organizzazioni:

  • troppi controlli rallentano l’esecuzione dei processi ed incidono negativamente sulla performance organizzativa,
  • troppe regole finiscono per immobilizzare la capacità decisionale delle persone (ipengiofobia).

Di conseguenza, non esiste il sistema di prevenzione perfetto (cioè in grado di azzerare il rischio). Anche se disponessimo di strumenti di valutazione affidabili (di cui non disponiamo, visto che l’unico strumento di misurazione del rischio di corruzione elaborato da ANAC, l’allegato 5 del PNA 2013,non è affidabile), anche se avessimo a disposizione misure di prevenzione efficaci e attuabili al 100%; il controllo totale delle persone e dei processi finirebbe per annientare le persone e l’organizzazione.

Purtroppo è così: i PTPC non possono escludere che la corruzione abbia luogo e gestiscono solo parzialmente i fattori di rischio che rendono vulnerabili i processi. Perché “the show must go on”: le P.A. devono garantire la gestione dei procedimenti e l’erogazione dei servizi, anche assumendosi il rischio della corruzione.

Diventa quindi necessario capire come si genera la corruzione, per identificare tempestivamente gli eventi corruttivi che si verificano nonostante l’esistenza di un sistema di prevenzione.

 

3. L’innesco della corruzione

I fattori che incrementano il rischio di corruzione (scarsa chiarezza delle regole, carenza di personale, mancanza di procedure, assenza di rotazione, frazionabilità, rilevanza economica, complessità delle operazioni da svolgere, ecc…), rendono vulnerabili i processi, ma non innescano la corruzione.

La corruzione, infatti, viene innescata dall’azzardo morale dell’agente pubblico, che agisce in una situazione di conflitto di interessi, cioè in una situazione in cui degli interessi secondari (dell’agente o di soggetti terzi) entrano in conflitto con gli interessi primari del Principale, cioè della Pubblica Amministrazione.

La valutazione del rischio, come la qualità, si concentra sui processi. L’analisi degli inneschi si concentra sugli interessi in gioco, interni ed esterni alla pubblica amministrazione e sulle relazioni che “supportano” tali interessi.

Di seguito alcuni obiettivi e alcune attività che le pubbliche amministrazioni potrebbero inserire nei loro PTPC, da realizzare nel prossimo … decennio. Tenetevi forte! Stiamo cercando di raccontarvi l’anticorruzione del futuro!

 

4. Fuori dal tunnel! C’è vita oltre la mappatura dei processi! 

a) La Mappatura degli interessi. Visto che gli eventi corruttivi sono innescati dai conflitti di interessi (o meglio, dall’azzardo morale che risolve tali conflitti, favorendo degli interessi secondari), allora mappare gli interessi è la prima cosa da fare. La mappatura degli interessi può essere vista come una evoluzione della mappatura dei processi, perché associa a ciascun processo a rischio:

  • gli stakeholder (esterni ed interni) coinvolti nel processo,
  • gli interessi primari, che il processo intende promuovere,
  • gli interessi secondari degli stakeholder.

Gli stakeholder esterni sono gli utenti, le imprese e qualunque altra persona fisica o giuridica che entra in relazione con l’amministrazione e può essere influenzata o influenzare il processo.

Gli stakeholder interni, invece, sono tutti i soggetti che operano per conto dell’amministrazione: dipendenti, dirigenti, organi di indirizzo, concessionari, ecc… Anche gli stakeholder interni possono influenzare il processo o esserne influenzati.
Gli stakeholder, sia interni che esterni sono portatori di interessi secondari, cioè interessi riferibili alla loro sfera personale, professionale, sociale od economica.

Gli interessi primari, invece, sono gli interessi che guidano l’organizzazione e i suoi processi. Nel caso della pubblica amministrazione, sono interessi primari:

  • i diritti dei cittadini, che l’amministrazione deve promuovere,
  • l’interesse al buon uso delle risorse pubbliche, riferibile al “cittadino contribuente”,
  • l’interesse alla legalità e all’imparzialità dell’azione amministrativa, riferibile al “cittadino elettore”,
  • l’interesse dell’organizzazione al raggiungimento di una serie di obiettivi strategici (riduzione delle spese, assunzione e aggiornamento del personale, ecc…),
  • l’interesse degli organi politici alla realizzazione del programma di mandato.

La mappatura degli interessi può essere riassunta in una tabella (ve ne proponiamo una):

scheda

 

Tuttavia, il modo migliore per “visualizzare” gli interessi è costruire un grafo (cioè una rete) che associa ad ogni processo gli interessi primari, gli stakeholder e gli interessi secondari.

grafo degli interessi

 

b) Analisi dei conflitti e delle convergenze di interessi. Gli interessi primari e secondari associati ad un medesimo processo interagiscono tra loro. Infatti, le decisioni e le attività previste dal processo potrebbero:

  • favorire determinati interessi primari e secondari (convergenza di interessi),
  • favorire un interesse secondario a discapito di un interesse primario (conflitto di interessi),oppure favorire un interesse primario a discapito di un altro interesse primario (conflitto tra interessi primari).

In pratica, la gestione dei processi di una pubblica amministrazione innesca conflitti e convergenze tra interessi e queste interazione possono innescare gli eventi corruttivi, se non sono gestite correttamente. Semplificando al massimo, potremmo dire che la corruzione è una strategia non corretta di gestire le interazioni tra gli interessi. Le principali dinamiche che generano corruzione sono due:

  • l’azzardo morale: uno stakeholder interno (un agente pubblico) favorisce uno o più interessi secondari convergenti (propri e/o di terzi) in conflitto con un interesse primario dell’organizzazione;
  • la caduta di interessi primari: l’organizzazione decide di favorire un interesse primario A* (convergente con un interesse secondario B) in conflitto con un interesse primario C*.

Le due definizioni possono sembrare un po’ difficili. E’ più facile visualizzarle con degli schemi:

azzardo morale e caduta di interessi primari

In entrambi i casi, il risultato è il medesimo: il processo favorisce uno o più interessi secondari a discapito di uno o più interessi primari. E se ci pensate, questa è la definizione di corruzione proposta nei PNA.

Le pubbliche amministrazioni dovrebbero effettuare una analisi a priori dei conflitti e delle convergenze tra interessi primari e secondari, e definire delle strategie di gestione di tali interazioni, per ridurre il rischio di azzardo morale o di caduta di interessi primari. Il conflitto di interessi, in pratica, non deve più essere considerato solo come un problema dei dipendenti (che i dipendenti devono segnalare puntualmente), ma anche come un elemento (un innesco) di cui deve farsi carico l’organizzazione. Anche perché solo l’organizzazione può gestire i conflitti tra interessi primari.

c) Ecologia delle relazioni. Un altro aspetto fondamentale, che dovrebbe essere messo al centro dei PTPC, è l’ecologia delle relazioni. Oggi i codici di comportamento si concentrano quasi esclusivamente sui comportamenti. Invece, sarebbe opportuno che le amministrazioni orientino i dipendenti ad esplorare la dimensione “relazionale” della propria professione.

In ambito pubblico, infatti, la sovrapposizione tra sfera professionale (pubblica) e sfera personale (privata) può determinare interferenze, se non adeguatamente gestita. La sfera personale è l’ambito nel quale si generano gli “interessi secondari” dell’agente pubblico e, quindi, gli inneschi dei comportamenti corruttivi.

Dal momento che gli interessi secondari corrono sulle relazioni, occorre che i dipendenti pubblici imparino a ricostruire una “MAPPA delle relazioni «sensibili“, cioè di tutte quei «rapporti che siano intercorsi o che intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all’ufficio, limitatamente alle pratiche affidate». E’ così che il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (articoli 4, 5, 6 e 7) definisce le «relazioni sensibili».

Non tutte le relazioni, quindi, ma quelle che potrebbero generare interferenze nelle attività o nelle decisioni della funzione pubblica (per «ufficio» si intende, infatti la «funzione», non il luogo di svolgimento dell’attività). Di seguito, una lista delle relazioni sensibili che il Codice di Comportamento mette sotto osservazione.

  1. Relazioni interpersonali, come le relazioni di parentela, di commensalità e frequentazione abituale, le relazioni conflittuali (grave inimicizia e causa pendente) o di appartenenza (ad associazioni o organizzazioni)
  2. Relazioni di delega, come i rapporti di collaborazione professionale attuali o passate, le relazioni di rappresentanza, le relazioni finanziarie e le relazioni che possono generare interferenze (superiori gerarchici, politici e sindacalisti)
  3. Relazioni di scambio, le più intriganti, come, ad esempio, le relazioni di debito/credito economico e quelle di debito/credito relazionali (che noi chiamiamo “MUNUS-REMUNERATIO”).

Di seguito la visualizzazione di una ipotetica MAPPA delle relazioni sensibili del dottor Verdi, professionista clinico, che lavora presso l’Ospedale di Caciucco.

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A volte le relazioni umane e professionali nelle quali siamo coinvolti sembra ci possano appagare pienamente per quelle che sono. Altre volte le consideriamo, anche inconsciamente, un mezzo per arrivare a soddisfare bisogni più profondi.
L’ecologia delle relazioni è il processo attraverso il quale il dipendente pubblico impara a riconoscere e a categorizzare correttamente le proprie relazioni personali (private o professionali, attuali e non attuali) in funzione del ruolo che egli assume in ambito pubblico e ad utilizzare gli strumenti che l’ordinamento gli mette a disposizione per ridurre il rischio di sovrapposizione tra sfera professionale pubblica e sfera privata.

La “formazione valoriale” è la misura certamente più idonea a promuovere tale processo. @Spazioetico ha già sperimentato laboratori di mappatura delle relazioni sensibili finalizzati a promuovere l’ecologia delle relazioni in ambito pubblico.

Le attività di mappatura delle relazioni sensibili non devono essere confuse con le dichiarazioni di interessi che attualmente vengono adottate dalle amministrazioni (soprattutto in campo sanitario). Tali misure hanno creato non pochi problemi sia da un punto di vista della compilazione sia dal punto di vista dell’utilizzo concreto di tali strumenti. Inoltre, hanno il difetto (grave) di essere calate dall’alto senza alcun coinvolgimento degli stessi attori. Purtroppo questo è un difetto che rileviamo anche nella proposta di legge cosiddetta “Sunshine Act” all’italiana. Si prevede di istituire un Registro presso il Ministero della Salute contenente tutte le erogazioni in denaro o in beni-servizi-utilities a favore di soggetti operanti nel settore salute. Come per le “dichiarazioni di interessi”, anche questa legge si concentra sulle “tracce” delle relazioni, non sulle relazioni e pertanto non aumenta in nessun modo la capacità degli operatori di osservare, categorizzare e far emergere le “relazioni sensibili” idonee a produrre interessi secondari potenzialmente confliggenti.

Ricordiamo a tutti che la prevenzione della corruzione non è destinata a soggetti ed organizzazioni che hanno già sviluppato capacità delinquenziale (per quello ci dovrebbe essere la Magistratura), ma ad operatori pubblici ed organizzazioni che hanno l’occasione di osservarsi e di provare a costruire delle misure sostenibili ed efficaci.

Speriamo che in un futuro prossimo (ma non troppo) le amministrazioni sviluppino sistemi di emersione assai più raffinati ed efficienti (come, appunto, le Mappe delle relazioni sensibili) e che, soprattutto, non si parta dal presupposto che i professionisti pubblici abbiano sempre qualcosa da nascondere, ma che siano “parti” del processo di prevenzione, coinvolti alla stregua di “attori responsabili”, come anche il PNA 2013 giustamente aveva indicato.

 

4. Buon anno e buon lavoro

Abbiamo scritto questo articolo per suggerirvi alcune direttrici su cui sviluppare le attività previste dai PTPC e le future ricerche sui fenomeni corruttivi: le relazioni (interpersonali, di scambio e di delega), gli interessi (primari e secondari) e le interazioni (convergenze e conflitti) tra interessi. Non si tratta di argomenti nuovi, ma è nuovo il punto di vista da cui questi argomenti devono essere trattati.

Mappando i processi si assume il punto di vista dell’organizzazione: si presuppone che le persone siano oneste, ma che i processi in cui le persone sono coinvolte siano vulnerabili alla corruzione. Questo punto di vista organizzativo, questo approfondire la vulnerabilità dei processi è il nocciolo del fondamentale cambio di rotta proposto da ANAC nel 2015. Ecco, nel 2019 noi auspichiamo che si realizzi un secondo cambio di rotta: che si ritorni a parlare delle persone. Delle persone che spesso vivono in modo tossico le proprie relazioni, oppure non sanno gestire correttamente le interazioni tra interessi primari e interessi secondari. Delle persone fragili, che innescano la corruzione. 

Si tratta di un cambio di rotta ancora tutto da realizzare. Certamente, alcuni punti della nostra proposta meriterebbero un maggiore approfondimento. E infatti torneremo a parlarvi di questi argomenti nei prossimi mesi, proponendo casi, analisi e strumenti. 

BUON ANNO E BUON LAVORO!

 

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