SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

Lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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IL CONFLITTO DI INTERESSI CHE NON C’ERA. 4 DIRETTE FACEBOOK DAL 9 GIUGNO ALLE 16.00

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https://www.facebook.com/events/554455425259393/

Dal 9 giugno non perdete le Dirette Facebook di Spazioetico! Si parlerà di CONFLITTO DI INTERESSI come non ne avete mai sentito parlare! Tutto quello che vorreste sapere sul più importante “precursore” della corruzione e molto altro ancora!

9 giugno 2020: IL CONFLITTO DI INTERESSI DI ABRAMO

16 giugno 2020: IL CONFLITTO DI INTERESSI DI LUTERO

23 giugno 2020: IL CONFLITTO DI INTERESSI DI ANTIGONE

30 giugno 2020: IL CONFLITTO DI INTERESSI DEL CHUPACABRA

Su Azienditalia 5/2020 un nuovo articolo di Spazioetico: “LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI CORRUZIONE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS. FENOMENI, ANALISI E NUOVE STRATEGIE DI PREVENZIONE”

 

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Per accedere all’articolo:
https://shop.wki.it/servizi-on-line/azienditalia-enti-locali-s13049/

ABSTRACT
Esiste una diffusa percezione che, una volta che l’emergenza coronavirus sarà parzialmente rientrata, l’attuale architettura di obblighi e adempimenti che porta il nome di “prevenzione della corruzione” non sarà più sostenibile e sostenuta dalle amministrazioni che vivono l’anticorruzione come asfissiante e per molti versi ostacolante.

È davvero l’occasione per un deciso cambio di approccio e di prospettiva. L’articolo propone una nuova modalità di gestione della valutazione del rischio di corruzione, un’attività centrale per la costruzione della strategia di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche e che viene espressamente richiesta dalla Legge n. 190/2012 e successivamente richiamata dal Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) e dai suoi aggiornamenti.
Il risk assessment non dovrebbe focalizzarsi più di tanto sui processi a rischio, ma esplorare la dimensione relazionale. In pratica, dobbiamo imparare a prevedere le possibili situazioni di conflitto di interessi e le reti di relazioni su cui corrono gli interessi che entrano in conflitto.

L’etica delle relazioni dell’Agente pubblico. Video di presentazione dell’ebook di Spazioetico

L’etica delle relazioni dell’Agente pubblico. Diretta Facebook di presentazione del nuovo ebook di Spazioetico

Il 5 maggio 2020 Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini, fondatori di Spazioetico, presentano il nuovo ebook “L’etica delle relazioni dell’Agente pubblico“.

Ecco il video della Diretta Facebook.

L’ebook può essere acquistato a questo indirizzo: https://shop.wki.it/libri/ebook-etica-delle-relazioni-dell-agente-pubblico-s720632/


 

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CONFLITTO DI INTERESSI: una firma in calce ad una modulo è sufficiente a gestire il vero fattore abilitante della corruzione?

Il CONFLITTO DI INTERESSI è il più importante “precursore” della corruzione. Pensiamo davvero di affrontarlo seriamente con le dichiarazioni di assenza e presenza attualmente richieste dalla normativa?

In questo video proviamo a sgombrare il campo da alcune false impostazioni che spesso avvolgono il tema del conflitto di interessi.

La nostra tesi è che il conflitto di interessi è il vero fattore abilitante delle dinamiche corruttive e come tale dovrebbe essere al centro delle politiche e delle strategie di prevenzione della corruzione.

L’attuale configurazione della gestione del conflitto di interessi in Italia è assai discutibile, tutta centrata su procedure di emersione formali e burocratiche che non prendono in alcuna considerazione né la consapevolezza degli agenti pubblici, né quella delle amministrazioni che dovrebbero gestirli.

C’è molto da fare su questo tema, ma ci dobbiamo chiedere se, oltre la compilazione dei moduli, o la firma apposta in calce alla dichiarazione di assenza di conflitto di interessi, si possano trovare soluzioni più mirate ed adeguate; se non sia il caso, cioè, di lanciare una “sfida” agli agenti pubblici sul piano della consapevolezza e della responsabilità. 

Esiste una generale sottovalutazione del conflitto di interessi da parte degli agenti pubblici e delle amministrazioni. Oppure, una sovrapposizione tra conflitto di interessi e corruzione, che è uno dei sintomi della scarsa consapevolezza del fenomeno.

La conseguenza è che le persone hanno paura a far emergere gli eventi critici che modificano le relazioni e le reti di collegamento, generando nuovi interessi o intensificando vecchi interessi, perché pensano che verranno messi sotto accusa dall’organizzazione e dall’opinione pubblica.

Perciò, le situazioni emergono solo quando il “conflitto” esplode, o non emergono affatto.

D’altra parte un’affermazione come la seguente: «Le persone oneste non temono il conflitto di interessi», sebbene rassicurante per molti quanto a trasparenza e indipendenza di giudizio, tuttavia non è una affermazione corretta, dal punto di vista del rischio di corruzione.

In effetti, un dipendente pubblico, anche in buona fede, può trovarsi direttamente o indirettamente al centro di un conflitto di interessi che non ha nemmeno lontanamente percepito. 

In altri Paesi il conflitto di interessi si rapporta ad una situazione che comincia ben prima dell’emersione di un conflitto. In Italia, anche tali eventi anticipatori sono considerati, a volte, dei comportamenti illeciti.

Pertanto, è sbagliato attribuire agli operatori pubblici che sviluppano o mantengono reti di relazioni e promuovano collegamenti di interessi autonomamente da quelli promossi dalla pubblica amministrazione, il marchio di “criminale”.

A patto che tali interessi siano fatti emergere e, nei casi in cui dovessero influenzare in maniera inappropriata le decisioni, le attività o la reputazione dell’organizzazione pubblica, siano gestiti attraverso condotte predeterminate e trasparenti.

Per coloro che, invece, promuovono consapevolmente interessi secondari a scapito degli interessi primari non ci deve essere spazio.

Un conflitto di interessi non gestito o gestito con una certa indulgenza comunica all’organizzazione un messaggio di disimpegno della leadership o, peggio, di collusione che è, in molti casi, prodromico alla corruzione.  

Spazioetico ha approfondito il tema del conflitto di interessi, di cosa c’è prima, di come il conflitto di interessi orienti i comportamenti e di come sia centrale il ruolo della RELAZIONI. Nell’e-book “L’etica delle relazioni dell’Agente pubblico” descriviamo almeno 4 diverse tipologie di conflitti di interessi e suggeriamo che la prevenzione della corruzione si occupi, prevalentemente, di questo importante precursore della corruzione.

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La FASE 2 dell’anticorruzione italiana. Diretta Facebook di Spazioetico con Luca Uguccioni

Il 28 aprile 2020 Luca Uguccioni, Segretario Generale e RPCT del Comune di Rimini, è stato ospite della Diretta Facebook di Spazioetico, dal titolo “La FASE 2 dell’anticorruzione italiana“.

Ecco la sintesi della Diretta Facebook.


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Diamo ossigeno al SSN. Diretta Facebook di Spazioetico con Massimo Brunetti

Il 21 aprile 2020 Massimo Brunetti, RPCT della AUSL di Modena e Vicepresidente di AIIF, è stato ospite della Diretta Facebook di Spazioetico, dal titolo “Diamo ossigeno al SSN“.

Ecco il video dell’evento.

#stateacasa con SPAZIOETICO #13

13. LE PERSONE NON NASCONO DISONESTE

di Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini

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slide finale

In #stateacasa con Spazioetico speriamo di avervi dato alcuni strumenti non troppo convenzionali per comprendere meglio un fenomeno davvero complesso come la corruzione.

Speriamo davvero di aver fatto chiarezza su alcuni elementi che spesso sono fonte di equivoco. Ad esempio:

La corruzione NON E’ UN’EMERGENZA. Essa esiste e, purtroppo, esisterà sempre dal momento che rappresenta il costo strutturale di una relazione di agenzia. Fintanto che esisterà il rischio che un agente immobiliare commetta un azzardo morale facendovi acquistare un immobile diroccato, avendo omesso di informarvi delle cattive condizioni e della relazione di familiarità con il vecchio proprietario, allora esisterà anche il rischio che un agente della sanità pubblica commetta un azzardo morale facendo acquistare ad un paziente un medicinale di cui non ha bisogno, omettendo di informarlo sulle reali condizioni di salute e sulle qualità del farmaco, nonché sulla particolare relazione di frequentazione abituale con il venditore del farmaco stesso o sui rapporti economici con l’azienda che lo produce.

La corruzione NON E’ un reato, o almeno non è solo un reato. E’ una “condotta” le cui motivazioni vanno cercate nella sfera privata dei principali delegati e degli agenti pubblici e nella particolare dinamica che subiscono gli interessi primari (caduta di interessi primari).

Non esiste LA CORRUZIONE. Esistono fenomeni tra loro assai diversi che vengono tutti ricondotti nella sfera della corruzione. C’è grande differenza tra la corruzione spicciola, amministrativa e sistemica così come sono diverse le misure per arginare tali fenomeni.

La CORRUZIONE in SANITA’ è del tutto peculiare in riferimento agli interessi coinvolti, alla pluralità e complessità degli attori e alla “qualità” degli interessi primari che la sanità pubblica promuove.

Ripartiamo dalla prima domanda che ci siamo posti, e, cioè, se le condotte corruttive sono “mala in se”, oppure se sono “mala quia prohibita”.

Tanto tuonò che piovve”, disse un giorno Socrate rivolgendosi ad un suo studente dopo che Santippe, sua moglie, gli gettò una brocca d’acqua addosso alla fine di un memorabile alterco. In effetti, dopo che abbiamo speso molte parole a definire, individuare, mettere in relazione concetti, eventi e azioni umane, la contrapposizione tra “mala in se” e “mala quia prohibita” ci sembra ora un falso problema.

Le azioni che consideriamo “cattive di per sé” (mala in se) fanno riferimento a valori personali e collettivi e sono storicamente determinate, mentre le cose “cattive perché proibite” sono tali perché lo Stato, cioè chi detiene il potere delegato dalla collettività, definisce delle regole che introducono vincoli ulteriori, superando la percezione basata sui valori individuali e collettivi.

Osservando le reazioni, al di là del sottile velo di ipocrisia che circonda l’ambito politico e quello sanitario, sembra proprio che le condotte corruttive siano un “male perché proibite” da leggi che spesso vengono interpretate come ostacoli all’economia.

Questo succede perché gli attori del complesso sistema della sanità pubblica hanno sempre una percezione “parziale” delle relazioni di delega (cfr. Modello di Agenzia Esteso) e dei ruoli (Principale delegato e Agente) che all’interno di tale relazione essi giocano. Soprattutto, gli attori non percepiscono o percepiscono in maniera assai debole i danni prodotti agli interessi primari in gioco, in particolare, il diritto alla salute e la salvaguardia dei meccanismi di concorrenzialità dei mercati.

La corruzione, infatti, è uno strano fenomeno. Per chi è all’interno del “patto” si generano esclusivamente esternalità positive, cioè vantaggi. Mentre nell’omicidio, colui chi commette tale reato, così come chi osserva è immediatamente a contatto con il danno che viene procurato, cioè con il corpo della vittima, nella corruzione la percezione del danno non è immediatamente osservabile. Come è noto è assai complesso calcolare lo spreco di risorse pubbliche che la corruzione determina. Ed è ancora di più complesso determinare il costo per gli interessi primari della collettività di un singolo evento di corruzione. Inoltre, i pregiudizi ai meccanismi di concorrenzialità dei mercati che prendono vita a seguito di eventi corruttivi, cioè le posizioni di monopolio o i cartelli che emergono nel mercato, emergono nel medio-lungo periodo e difficilmente gli attori in campo attribuiscono alle condotte corruttive la causa di tali fenomeni.

Se non si percepiscono nell’immediato i danni agli interessi primari che vengono prodotti dalle condotte corruttive, allora ci sarà bisogno di un “legislatore illuminato” che adotti regole, proibizioni, sanzioni  rispetto a tali comportamenti (e sarà sempre osteggiato).

Quindi non sono le azioni ad essere cattive di per sé o buone, ma occorre considerare i limiti degli individui nella percezione delle implicazioni di tali azioni. Le proibizioni sono filtri che intervengono e si sostituiscono a questo gap di percezione.

Inoltre non si può valutare la corruzione esclusivamente con categorie etiche (il bene o il male) perché la corruzione contribuisce a definire quelle categorie, cioè, è interna al processo di definizione delle regole di comportamento e, quindi, al di sopra delle categorie etiche.

Forse solo la “corruzione spicciola”, soprattutto nei casi di concussione e peculato, viene considerata un male di per sé, perché, non esistendo un patto che distribuisce esternalità positive agli attori in gioco e, contestualmente, essendo presenti delle “vittime”, se ne percepisce immediatamente la pericolosità sociale. Per la corruzione amministrativa e, ancor di più, per la corruzione sistemica dovremmo coniare un terzo concetto: “mala in oculis iudicantibus”, ovvero, un’azione è “cattiva” se così è negli occhi di chi osserva e giudica.

Un brevissimo esempio, tratto da una delle situazioni che si verificano più di frequente negli ospedali pubblici, dimostrerà quanto stiamo dicendo.

Marta è un’operatrice sanitaria che da poco lavora presso il dipartimento di chirurgia generale dell’Ospedale di XY. In questa prima fase si è trovata a gestire le procedure di ricovero programmato occupandosi, in particolare, dell’agenda del dipartimento.

Il suo lavoro è a contatto con il pubblico che è composto, per lo più, da persone che si trovano nella spiacevole situazione di doversi sottoporre a un intervento chirurgico.

Un giorno Marta si trova ad avere a che fare con una paziente, Francesca, che da tempo si prepara per essere operata.

Marta nota che il medico chirurgo di Francesca le ha richiesto una serie di prestazioni ambulatoriali da svolgersi in tempi rapidi e comunque prima dell’operazione.

Una di queste prestazioni è particolarmente complessa e Francesca, che è già avvezza a questo tipo di analisi, confessa a Marta che probabilmente non riuscirà a trovare spazio negli ambulatori convenzionati con l’Ospedale.

Francesca: CONOSCI QUALCHE AMBULATORIO PRIVATO DOVE POTREI ANDARE? IO NON SO DOVE ANDARE…

Marta: MMMH….

Marta non ha quell’informazione.

Chiedendo a uno specialista del dipartimento, il dottor Lupi, Marta viene a sapere che uno dei tanti poliambulatori presenti nel quartiere gli ha messo a disposizione dei biglietti da visita da consegnare ai richiedenti, nel caso si trovassero a dover produrre questo tipo di analisi che è notoriamente complessa da ottenere dal servizio pubblico. Gli ha assicurato che i propri operatori sono in grado di produrre la prestazione in tempi brevissimi a un costo relativamente contenuto.

Il titolare del poliambulatorio ha un accordo con il dottor Lupi. Gli riconoscerà il 30% delle entrate economiche relative ai pazienti che accederanno all’ambulatorio grazie alla sua indicazione.

A Marta viene in mente di consigliare a Francesca quel poliambulatorio, consegnandole uno di quei biglietti da visita.

In questo scenario sono assai visibili i limiti percettivi degli attori in gioco.

Dunque, se consideriamo solo le «implicazioni» di breve periodo, notiamo che l’effetto della consegna del biglietto da visita sarà, presumibilmente, la soddisfazione dell’utente.

Valutiamo ora, quali sono i vantaggi di ogni singolo “attore”:

  • Cittadini/utenti. Fronteggiare una necessità risolvendo il problema della scarsità o assenza di informazioni.
  • Operatore economico. Ha il vantaggio di ridurre l’incertezza ed il rischio di impresa, consolidando o espandendo quote di mercato.
  • Agente pubblico (dottor Lupi). Ottenere vantaggi per sé o per terzi da una posizione di potere.
  • Agente pubblico (Marta). Soddisfare un fabbisogno informativo della paziente.

Nessuno degli attori in gioco è in grado di percepire il danno agli interessi primari del Principale. In effetti, probabilmente, né gli agenti pubblici né, tantomeno, il cittadino/utente è in grado di comprendere chi sia veramente il suo Principale e quali interessi primari esso esprima.

Se ci limitiamo al Principale Delegato, cioè all’ospedale pubblico, in effetti, la percezione del danno è piuttosto limitata: dopotutto, quale problema potrebbe mai arrecare all’ospedale quell’indicazione, che, anzi, serve proprio a risolvere un problema organizzativo?

Se impariamo a riconoscere l’esistenza e la centralità del Principale Delegante, cioè della collettività che è fatta di cittadini titolari di diritti e di mercati, allora le cose cambiano.

UN AGENTE PUBBLICO, il dottor Lupi, MODIFICA LE CONDIZIONI DI CONCORRENZIALITA’ DI UNA PARTE DEL SETTORE PRIVATO LOCALE, per determinare un vantaggio di un soggetto o di un gruppo di soggetti. Questa dinamica PROVOCA UNA SELEZIONE DEI CONCORRENTI, alcuni dei quali si troveranno in una posizione di vantaggio rispetto agli altri. Questa dinamica, che abbiamo imparato a chiamare “SELEZIONE AVVERSA”, è SFAVOREVOLE PER LA PARTE PUBBLICA, in quanto resteranno in piedi solo i concorrenti che possono vantare relazioni preferenziali all’interno dell’ospedale pubblico. Questo disinnesca le condizioni di concorrenzialità del mercato che, di norma, sono la qualità del servizio ed il prezzo. Inoltre, in condizioni di monopolio, il monopolista non sarà più interessato a fornire servizi di qualità, né, tantomeno, a ridurre il costo di tali sevizi in quanto si trova ad operare in assenza di competizione.

Pertanto, se consideriamo le «implicazioni» di medio-lungo periodo, l’effetto della consegna del biglietto da visita sarà, presumibilmente, la modificazione delle condizioni del mercato di prestazioni sanitarie con estrema insoddisfazione da parte di tutto gli altri competitor. I quali, tra le altre cose, o scompariranno oppure si adegueranno alle nuove regole di concorrenzialità e cercheranno anch’essi sponsor interni all’amministrazione.

Questa implicazione di medio-lungo periodo non viene quasi mai percepita dagli attori in campo che, viceversa, sperimenteranno con soddisfazione il buon esito della transazione relazionale. E’ proprio questa incapacità o impossibilità di percepire i danni agli interessi primari del Principale la ragione per cui le condotte corruttive non vengono catalogate come “mala in se”. Ed è questo il motivo per cui il grande sforzo a cui deve tendere la prevenzione della corruzione è proprio di aumentare la qualità degli agenti pubblici nel decodificare correttamente il proprio ruolo, le proprie condotte e le implicazioni REALI che tali condotte generano.

 


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