SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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IL CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING.

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IL CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI.

Corso in modalità ELEARNING che guida i dipendenti pubblici ad esplorare le regole del codice di comportamento nazionale.

100% online
Tempi di fruizione: 12 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

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100 partecipanti massimo Euro 2.500*

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200 partecipanti massimo Euro 6.000*

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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*22% IVA ESCLUSA

** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici

In Blind Spots (2011), Max Bazerman e Ann Tenbrunsel dimostrano in maniera brillante come la rimozione dell’etica nei processi decisionali abbia condotto a scandali, corruzione, addirittura catastrofi, come il disastro dello shuttle Challanger.

La conformità è essenziale in un’organizzazione, dal momento che rende chiari i confini entro cui ci si può muovere; tuttavia, se la formazione si riduce ad essere un mero trasferimento di regole e procedure, si finisce per compromettere l’autonomia decisionale dei dipendenti.

Il campo dell’etica dei comportamenti è ricco di promesse.

Si tratta di capire come le persone decidono quando si trovano a fronteggiare un dilemma etico. C’è molta distanza tra la percezione delle regole in astratto ed il comportamento in concreto delle persone, soprattutto se si considerano i diversi contesti lavorativi in cui siamo immersi.

 

A chi è rivolto?

A tutti i dipendenti pubblici, senza limite alcuno.

 

Tempi di fruizione?

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 12 ore

 

Perché un corso sul codice di comportamento?

La necessità di rafforzare lo “spazio etico” dei dipendenti pubblici, pertanto, è ormai una pratica consolidata a livello internazionale e si costruisce e si realizza attraverso la cosiddetta “formazione valoriale” (o “formazione all’etica, alla legalità, all’integrità”).

Il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), alla sezione 3.1.12., propone anche per l’Italia l’attivazione di questa pratica attraverso una specifica misura obbligatoria “FORMAZIONE”, che deve essere inserita nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.).

In virtù di tale disposizione, le amministrazioni dovranno attivare percorsi formativi su due livelli:

livello specifico, rivolto al responsabile della prevenzione, ai referenti, ai componenti degli organismi di controllo, ai dirigenti e funzionari addetti alle aree a rischio;

livello generale, rivolto a tutti i dipendenti: riguarda l’aggiornamento delle competenze (approccio contenutistico) e le tematiche dell’etica e della legalità (approccio valoriale).

In particolare, il Piano Nazionale Anticorruzione, a proposito di formazione generale con approccio valoriale, riporta: “Le amministrazioni debbono avviare apposite iniziative formative sui temi dell’etica e della legalità: tali iniziative debbono coinvolgere tutti i dipendenti ed i collaboratori a vario titolo dell’amministrazione, debbono riguardare il contenuto dei Codici di comportamento e il Codice disciplinare e devono basarsi prevalentemente sull’esame di casi concreti; deve essere prevista l’organizzazione di appositi focus group, composti da un numero ristretto di dipendenti e guidati da un animatore, nell’ambito dei quali vengono esaminate ed affrontate problematiche di etica calate nel contesto dell’amministrazione al fine di far emergere il principio comportamentale eticamente adeguato nelle diverse situazioni“.

La lettura di queste disposizioni normative ci porta a considerare la cosiddetta “formazione valoriale” come uno strumento di recupero di efficienza ed efficacia, nonché di credibilità complessiva, del settore pubblico in Italia. Il modello contiene tutti gli elementi che, attraverso la formazione valoriale, potranno essere trasferiti ai dipendenti pubblici in questa nuova prospettiva. Per questo crediamo che una naturale evoluzione della Scuola sia proprio nello sviluppo di contenuti e modelli formativi per il settore pubblico che necessità (forse anche più di qualsiasi altro settore) di metodologie innovative in materia di formazione.

 

Organizzazione del corso

  • 1-3 CdC_PA. Introduzione al Codice di Comportamento come misura del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
  • 4 CdC_PA. Il divieto di accettare compensi, regali e utilità; una regola che viene da lontano
  • 5, 6, 7 CdC_PA. Il Conflitto di interessi. Il dovere di segnalazione e l’obbligo di astensione.
  • 8 CdC_PA. Il Whistleblowing e ed il “comportamento di segnalazione”
  • 9 CdC_PA. La pubblicazione dei dati e l’obbligo di tracciabilità del processo decisionale
  • 10 e 11 CdC_PA. Il comportamento nei rapporti con i privati e il comportamento in servizio
  • 12 CdCPA. Il comportamento del dipendente pubblico nei rapporti con il pubblico
  • 13 CdC_PA. Il comportamento del dirigente e la leadership etica

 

 

 

 

 

TRASPARENZA E PRIVACY. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING.

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TRASPARENZA E PRIVACY.
Data governance, bilanciamento tra interessi, soluzioni organizzative.

Corso in modalità ELEARNING che  guida le amministrazioni ed i dipendenti a mettere in campo una corretta politica di DATA GOVERNANCE, che sappia far dialogare trasparenza e privacy.

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

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100 partecipanti massimo Euro 2.500*

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Privacy e Trasparenza: quale relazione?

L’accesso generalizzato alle informazioni della pubblica amministrazione (introdotto dal d.lgs. 97/2016) e la tutela della Privacy  sembrano  destinate ad entrare sempre in conflitto, soprattutto dopo l’entratain vigore del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR).

In realtà, Trasparenza e Privacy sono due facce di una stessa medaglia, chiamata DATA GOVERNANCE ed è possibile e possono essere gestite con i medesimi strumenti di risk assessment.

 

A chi è rivolto?

Il corso è rivolto a tutte le pubbliche amministrazioni.

In particolare è rivolto ai responsabili della trasparenza, ai DPO e ai soggetti che devono gestire i dati e le informazioni generate o detenute dalla pubblica amministrazione

 

Tempi di fruizione?

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 12 ore

 

Contenuti del corso

  • Dati, informazioni e documenti
  • I canali di accesso alle informazioni della pubblica amministrazione
  • L’Accesso Civico Generalizzato
  • Il GDPR
  • Il ciclo di vita delle opportunità
  • Supporti, minacce e pregiudizi
  • Rischi e opportunità associate alla divulgazione delle informazioni
  • La trasparenza come : “rischio accettabile” o “opportunità limitata”?

 

 

 

 

 

Un affare di famiglia: sulle tracce della corruzione

Oggi vi presentiamo un caso (real-case scenario), per raccontarvi in che modo il RPCT di un ente locale potrebbe attivarsi e svolgere una INDAGINE INTERNA, nel caso in cui rilevasse anomalie nella gestione di un procedimento a rischio di corruzione. Le INDAGINI INTERNE  sono strumenti utili per migliorare la capacità delle pubbliche amministrazioni di identificare gli eventi di corruzione, che abbiamo presentato in un precedente post (Valutare la tenuta di un processo: lo STRESS TEST e le INDAGINI INTERNE – Istruzioni per l’uso). Il protagonista del nostro racconto è un po’ burbero e non va molto per il sottile: se ne frega della privacy, se c’è in gioco l’integrità della Pubblica Amministrazione. 


 

AFFARI DI FAMIGLIA

immagine di apertura

  1. Una Anomalia inattesa

L’Unione di Comuni “Alta Val Parenti” si è costituita nel 2016, aggregando circa 10 comuni, di piccole e medie dimensioni, che hanno deciso di gestire in modo associato le proprie funzioni fondamentali. L’Unione, per esempio, gestisce tutto il personale dei Comuni, assicura il servizio di Polizia Locale su tutto il territorio e segue le procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture.

11ir12Se l’Unione funziona così bene è anche merito del suo Segretario Generale, il dott. Tommaso Trivella che è anche il Responsabile della Prevenzione della corruzione. E’ un uomo tutto d’un pezzo, di grande esperienza, ma anche noto per il suo carattere un po’ burbero.

Il Dott. Trivella, nella sua funzione di Responsabile della Prevenzione, tiene costantemente monitorati i processi a rischio di corruzione, con particolare riferimento alle procedure di acquisto. Lo fa soprattutto per precauzione, ma è abbastanza tranquillo, perché la responsabile che gestisce le procedure di affidamento, la dott.ssa Benedetta Briscola, è una funzionaria nota per la propria onestà.
Marta

Benedetta Briscola è tutta casa e lavoro: non ha né marito né figli. Il Codice degli Appalti e le Linee Guida di ANAC sembrano essere la sua unica ragione di vita. Tuttavia Tommaso Trivella, verificando gli affidamenti degli anni 2017 e 2018 (primo semestre) ha rilevato delle anomalie che lo preoccupano abbastanza.

A quanto pare, Benedetta Briscola ha fatto ripetuti affidamenti diretti alla societàlosco srl “LOSCO S.r.l. di Orietta Oscura & C.”, che si occupa di forniture per uffici, musei e biblioteche. In pratica, la dott.ssa Briscola, dovendo provvedere all’acquisto di scrivanie, sedie e scaffali per 5 Comuni aderenti all’Unione, non ha avviato una sola procedura di acquisto, ma 5 diverse procedure: in questo modo, il valore delle singole forniture è risultato essere inferiore a 40.000 Euro, consentendo di fare 4 affidamenti diretti alla “LOSCO Srl”. 

2. Io della privacy me ne infischio (tre scimmiette e un burbero.)

Tommaso Trivella vuole vederci chiaro. Ma non va direttamente a chiedere RETE 1chiarimenti a Benedetta Briscola. Decide prima di fare una piccola INDAGINE INTERNA e chiede alcune informazioni alla responsabile dei Servizi Demografici, alla Responsabile dell’Ufficio Personale e alla responsabile del Settore Tributi. Vuole capire se esiste qualche collegamento di interessi tra Benedetta Briscola e Orietta Oscura, l’intraprendente e affascinante titolare della LOSCO Srl. 

Senza titoloLe tre responsabili inizialmente sono un po’ restie a collaborare. Non sono sicuri che il Segretario possa accedere a tutte le informazioni detenute dal loro ufficio. Ci potrebbero essere problemi legati alla privacy, specialmente dopo l’entrata in vigore del GDPR. 

11ir12“Sapete cosa vi dico? Che io della privacy me ne infischio, se c’è in gioco l’integrità e la reputazione dell’ Unione!!!” tuona Trivella “Se i miei sospetti sono fondati, la vostra collega ha commesso un reato gravissimo. E, se non mi date una mano (oppure se vengo a sapere che e dite che sto indagando su di lei), quando manderò la mia denuncia in Procura dirò che siete state (direttamente o indirettamente) sue complici!

3. Tre Indizi e un particolare poco importante

Noi non condividiamo i toni intimidatori del dottor Trivella. Che sicuramente è una persona abituata ad agire fuori dagli schemi. E che inoltre ha un pessimo carattere. Tuttavia, la sua strategia funziona. Le tre responsabili (forse per paura di passare dei guai) cominciano a collaborare. E a fornire una serie di utili indizi.

MartaIndizio numero 1.  La Responsabile del Personale comunica che Benedetta Briscola ha lo stipendio pignorato, per i debiti contratti con una finanziaria. “Ma come ha fatto a contrarre dei debiti?” si chiede Trivella “se resta in ufficio dal mattino alla sera? Non ha nemmeno l’automobile? Dovrebbe fare debiti … di notte!

businesswoman-147101_640Indizio numero 2. La Responsabile dei Servizi Demografici scopre che Ombretta Oscura, titolare della LOSCO Srl ha avuto una vita sentimentale alquanto travagliata: si è sposata tre volte e per tre volte ha divorziato dai propri mariti. Strano ma vero, tutti e tre i suoi mariti si chiamavano Riccardo. “Questo non è un dettaglio importante, ai fini dell’indagine” pensa Trivella”.

elegant-3176410_640Indizio numero 3. La Responsabile del Settore Tributi scopre che Benedetta Briscola abita in un appartamento in affitto, di proprietà di un certo Riccardo Racchetti che, guarda caso, è anche l’ultimo degli ex mariti di Ombretta Oscura. “Questo è un dettaglio importantissimo” pensa Trivella “Era il tassello mancante!”

Quindi, esiste un collegamento tra la responsabile dell’ufficio appalti e la titolare della LOSCO Srl … E questo collegamento è Riccardo Racchetti!

RETE 2

4. Il baratto

Tommaso Trivella adesso è nel suo ufficio. Ha chiuso la porta e cerca di mettere insieme le idee. Ha un sacco di ipotesi che gli girano per la mente. Cerca gli scenari che le rendono plausibili. Ma i suoi pensieri sono confusi: “… perché Benedetta Briscola si è indebitata? Lei che è sempre così razionale, così equilibrata… quante sono le probabilità di avere, per caso, tre mariti con lo stesso nome? E di assegnare degli appalti alla ex moglie del tuo padrone di casa? Forse anche Benedetta Briscola hai i suoi demoni… ma devono essere demoni potenti, che la perseguitano … la corruzione è sempre uno scambio tra pari? … quante sono le probabilità di vincere giocando d’azzardo? … ci sono due modi per saldare un debito: le rate o il baratto! …” 

11ir12Tommaso Trivella è talmente assorto nei suoi ragionamenti, che non si accorge subito che qualcuno ha bussato alla porta. E’ Benedetta Briscola. E’ stato lui a convocarla nel suo ufficio e comincia subito a parlarle, come se continuasse un discorso già iniziato, da tempo, con lei: “Non sei tu. Vero? Tu non l’avresti fatto mai! Violare il codice dei contratti … Per te è sacro più della Bibbia”.

Marta“Cosa intende dire?” risponde Briscola. Sembra stupita. E non è per nulla spaventata. Forse anche anche lei ha immaginato per molti mesi quel momento. E si è abituata a viverlo. Solo le mani tradiscono un certo nervosismo. Continuano ad accarezzare fascicoli accatastati sulla scrivania di Trivella. Come per salutarli.

11ir12“Intendo dire che l’idea di frazionare gli affidamenti alla LOSCO Srl non è venuta a te. Ma a Roberto Racchetti. Tu i soldi glieli avresti anche ridati. Ma lui ha preferito prestarti i soldi ed avere in cambio la garanzia che l’azienda della moglie vincesse delle gare. Ho ragione? E’ successo così?”

Benedetta Briscola chiude gli occhi e piange. Tommaso Trivella ha un carattere burbero, ma non è completamente insensibile al dolore degli altri. E quindi non la incalza. Non pretende subito una risposta. Apre un fascicolo e comincia a leggere dei documenti. 

MartaDopo qualche minuto Briscola trova le parole: “Qualche anno fa ho cominciato a giocare alle slot machine, in un bar che sta vicino a casa mia e che è ancora aperto quando torno dal lavoro. Poi ho scoperto che si poteva giocare anche online. Mi piace giocare, anche tutta la notte. Ma non vinco quasi mai! Insomma … giocando ho perso un sacco di soldi. Un giorno sono andata dal mio padrone di casa, Roberto Racchetti, e gli ho detto che avevo difficoltà a pagargli l’affitto di quel mese. Lui mi ha chiesto perché. E io gliel’ho spiegato.

11ir12“E lui è stato talmente gentile da prestarti dei soldi. E ovviamente, quando te li ha prestati, sapeva benissimo che lavoro facevi. Che ti occupavi degli appalti di tutti i Comuni dell’Unione …”

 

Marta“Sì, lo sapeva. Per affittare l’appartamento avevo dovuto produrgli le buste paga e poi eravamo in buoni rapporti. Mi chiedeva spesso del mio lavoro … Insomma, mi ha prestato dei soldi. Ed io ho promesso che li avrei restituiti. Ma lui mi ha detto di no. Sapeva che non l’avrei fatto mai. Perché sono una drogata del gioco. E mi ha proposto pagare il mio debito in un altro modo: affidando dei lavori all’azienda della sua ex moglie. Poi ci avrebbe pensato lui a recuperare i soldi dalla LOSCO Srl…”

11ir12“Certamente” tuona Trivella “Ci avrebbe pensato lui! Quei due sono separati da due anni, ma ecco che si riconciliano improvvisamente, quando ci sono di mezzo i soldi! Hanno trasformato gli appalti dell’Unione in un “affare di famiglia”. Ma adesso la loro pacchia è finita… Quello è il telefono. Chiama chi vuoi. Polizia. Carabinieri. Procura della Repubblica. Adesso tu denunci tutti!!! Ti auto-denunci e mandi in galera anche loro. Ho anche pronta, qui, la tua lettera di dimissioni. Non voglio più vederti dentro questo ufficio…”

Benedetta Briscola alza il telefono. E parla… 

5. L’orto

E’ domenica mattina. Tommaso Trivella sta leggendo il giornale sul terrazzo di casa sua. Sua moglie sta preparando il ragù in cucina. Oggi i figli di suo figlio mangiano da loro. Stanno giocando in cortile, insieme agli altri bambini. Il cortile è un fazzoletto di cemento circondato da autorimesse. Ma per i bambini che ci giocano diventa, a seconda dei momenti, un’isola sconosciuta in mezzo al mare, un campo da calcio, una pista da corsa per biciclette e chissà quante altre cose.  Tommaso Trivella, invece, guarda il cortile e vede soltanto bambini che giocano nel cemento. La vita di città lo ha stancato da un pezzo.

Tommaso Trivella adesso chiude il giornale e fa progetti per il futuro. Quando andrà in pensione, affitterà un piccolo terreno per fare un orto. E sarà più felice di adesso. Perché anche in un orto puoi trovare una lumaca che si mangia l’insalata, o qualche altro parassita. Ma non vedrai mai, nemmeno nei più assolati giorni di siccità, una carota mangiare la terra in cui ha messo radici …


 

Per un  esempio di STRESS TEST, cliccare qui sotto:

Per un secondo esempio di STRESS TEST, cliccare qui sotto:

 

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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.

Divagazioni estive (3): tra Privacy e Trasparenza…

di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

In questa terza divagazione estiva (da leggere sotto l’ombrellone oppure in casa, preferibilmente davanti a un ventilatore) abbiamo deciso di rendere omaggio a Italo Calvino e di parlare della relazione tra privacy e trasparenza. Relazione che oggi assume sempre di più la forma di un conflitto insanabile. Ma forse, a ben guardare, privacy e trasparenza sono le due facce di una stessa medaglia: la medaglia della gestione delle informazioni, che genera rischi ed opportunità. Buona lettura.


LE CITTÀ‘ IMPROBABILI (OMAGGIO AD ITALO CALVINO)

Passeggiando nel vasto giardino pensile costruito sul tetto della sua reggia, il Gran Kan guardava in silenzio le ombre lunghe delle cose al tramonto.

“E’ il tramonto che getta le ombre, come reti, sul mondo?” chiese il Gran Kan a Marco Polo “Oppure siamo noi ad essere gettati dentro la luce?”. Marco Polo non rispondeva mai alle prime domande che il Gran Kan gli rivolgeva. Perché sapeva che il Gran Kan gli avrebbe fatto subito una seconda domanda per rispondere alla sua prima domanda e una terza per rispondere alla precedente, fino ad arrivare alla domanda vera.

“E’ meglio la luce o l’ombra?”. Quella era la vera domanda del Gran Kan davanti al tramonto. “Devo cogliere il frutto di questo albicocco, che arrossisce nella luce dell’estate, oppure devo sedermi all’ombra dell’albicocco, per prendere un po’ di frescura?”

“Mio Sire” rispose Marco Polo “durante i miei viaggi ho visto persone che durante il giorno mangiavano albicocche, oppure persone sedute all’ombra degli albicocchi o ancora persone che mangiavano albicocche sedute all’ombra degli alberi. Ma non ho mai visto nessuno mangiare frutta o riposarsi all’ombra durante la notte

Il Gran Kan abbandonò il tramonto e scrutò lo straniero negli occhi. Marco Polo abbassò lo sguardo e continuò a parlare: “Senza la luce non c’è ombra. E non possiamo scegliere la luce senza scegliere anche l’ombra. La luce rimbalza sulle stoffe della tua veste preziosa ed entra nei miei occhi. E nella mia mente questo rimbalzo diventa il colore verde e dorato della tua veste di seta. La luce rimbalza sulla tua veste e il tuo corpo ferma la luce. Anche questo silenzio della luce entra nei miei occhi e questo silenzio diventa un’ombra nella mia mente.”

“Ma è meglio la luce o l’ombra?” chiese ancora il Gran Kan, che quando arrivava alla sua prima domanda, non poteva far altro che ripeterla ogni volta uguale, in attesa di avere una risposta

E Polo: “Ogni nostro sguardo getta nel mondo le ombre inseme alla luce. Il rischio insieme all’opportunità. Per il borseggiatore nascosto nei vicoli tortuosi di una città, la luce è un rischio e l’ombra è una opportunità. Ma per il passante derubato l’ombra del vicolo è stata un rischio e la luce della piazza sarebbe stata un’opportunità”

“Ora ho capito” concluse il Gran Kan “La luce e l’ombra si scambiano le parti di ora in ora, di luogo in luogo. Di persona in persona. E ad ogni sguardo vediamo i rischi e le opportunità ballare abbracciati”.

E quella sera Marco Polo raccontò al Gran Kan di città improbabili, di come sguardi diversi costruiscono diverse città.
Le città e gli sguardi: Privazia

Si dice che gli abitanti di Privazia, un tempo, avessero nomi che li distinguevano. Adesso si chiamano tutti “Omissis” oppure “Ehi-tu!”. Ma questo non è sicuro: gli abitanti di Privazia, infatti, distruggono tutto ciò che contiene dati personali: lettere, libri, fotografie, documenti. Persino le ordinanze e le leggi promulgate dai suoi Governatori vengono distrutte, non appena cessano dalla loro carica. E i giornali del giorno prima vengono raccolti di casa in casa e mandati al macero, sostituiti dai giornali del giorno dopo. La città è stata costruita dai suoi abitanti sul fondo del cratere di un grande vulcano spento.

Così il viandante che arriva a Privazia di prima mattina si lascia il sole alle spalle, mentre scende gli innumerevoli gradini scavati nella lava, che conducono al centro della città. Quando arriva davanti alle mura, il suo passaporto viene bruciato dalle guardie. Perché il viaggio a Privazia è senza ritorno. E i suoi occhi devono abituarsi all’oscurità, allo stridore delle auto senza targa che investono i pedoni, alla gente che si imbuca a caso ai pranzi di matrimonio, perché il nome degli sposi non è mai scritto sulle partecipazioni.

Dopo qualche tempo, anche il viandante non ricorda più il suo nome. Perché Privazia, città che ha deciso di chiudere gli occhi, ruba lo sguardo anche a chi vorrebbe vedere.
Le città e gli sguardi: Trasparenzia

Se fuggi da Privazia e risali di nascosto il cratere, ti basterà percorrere pochi metri e arriverai a Trasparenzia. Non ti accorgerai di essere entrato in città, perché non ci sono mura che la difendono. E vedrai che fuori dalle case ci sono degli enormi citofoni, che ti danno tutte le informazioni riguardo alle persone che ci vivono: il nome del capo famiglia di ogni famiglia, ma anche il nome della moglie, dei figli e dei parenti fino al terzo grado. Oltre all’albero genealogico di ciascuna persona, sul citofono è indicata anche la professione svolta, il reddito annuo e l’orientamento sessuale. I citofoni di Trasparenzia sono davvero enormi e riuscire a trovare il bottone giusto da schiacciare è un bell’affare. Ma tanto i palazzi e gli appartamenti non hanno le porte. E quindi puoi entrare senza suonare.

Le fanciulle di Trasparenzia indossano vesti succinte di stoffa trasparente. E quindi all’inizio ti innamorerai di ciascuna di loro. Ma poi capirai quanto è difficile amarsi a Trasparenzia. La città, infatti, non ha segreti, e quando un uomo incontra una donna non le fa la corte: le fa la disclosure. Le chiede la misura della vita e dei fianchi, la taglia del reggiseno e il nome di tutti i suoi ex fidanzati. E lui deve dichiarare se vuole fare sesso e basta, oppure avere una relazione stabile.

Per le strade le videocamere accese a tutte le ore sono lì per ricordarti che “più attentamente sarai osservato e meglio ti comporterai!”. Un giorno magari ti stuferai di questa città senza segreti e vorrai tornare nel cratere. In molti fanno così: passano la vita a fare avanti e indietro tra Privazia e Trasparenzia. Le due città si scambiano gli abitanti. E gli abitanti buttano via tutto, quando passano da una città all’altra. Un ragazzo e una ragazza vivevano a Trasparenzia. Poi lei emigrò a Privazia. Lui le scrisse mille lettere d’amore, chiedendole “come stai?”. Ma lei bruciava le sue lettere e, per questioni di riservatezza, non forniva dettagli della sua vita a Privazia.

Le due città si stanno avvicinando ogni giorno di più. Trasparenzia non ha mura e si allarga. Un giorno assedierà Privazia, circonderà con le sue case il suo cratere. Le due città allora forse si guarderanno. Ma senza vedersi.

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