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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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@spazioetico. Tutti i numeri del 2017

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Come ogni anno, a @spazioetico si tirano le somme. 

Parliamo dell’anno che si è appena concluso, il 2017.  In totale, nel 2017 @spazioetico ha erogato circa 80 giornate formative.

I temi su cui abbiamo lavorato (in ordine di rilevanza) sono: Conflitto di interessi, Accesso civico generalizzato, Mappatura dei processi, Analisi e valutazione del rischio di corruzione, Clima etico, Whistleblowing, Codice di comportamento, Monitoraggio civico.

Le amministrazioni che ci hanno affidato uno o più percorsi formativi sono amministrazioni del Servizio Sanitario Nazionale (ASL e Ospedali) e Enti Locali (Comuni e Province), per un totale di 34 amministrazioni pubbliche.

Ma la novità di quest’anno è che abbiamo acquisito la professionalità e la capacità di Andrea Ferrarini.

Il “CHI SONO” è finalmente diventato “CHI SIAMO” e insieme  al prezioso contributo di Andrea e a comuni intuizioni, abbiamo sviluppato un modello di analisi della corruzione che prende in considerazione tre DIMENSIONI, che spiegano la complessità di questo fenomeno: la dimensione organizzativa, quella etica e quella economica. Ne parleremo in uno dei prossimi post.

Il nostro 2017 è stato l’anno del “CONFLITTO DI INTERESSI“. Molti nuovi casi, sia per la sanità che per gli Enti Locali e nuove scoperte per noi, ad esempio, abbiamo osservato come siano pericolose le “CONVERGENZE” di interessi ancor più che il conflitto. Inoltre, abbiamo capito che il conflitto di interessi c’è anche e soprattutto tra INTERESSI PRIMARI. Abbiamo inventato uno strumento per la COMPARAZIONE DELL’INTENSITA’ DEGLI INTERESSI, che sembra assai promettente. Abbiamo promosso l’idea degli INTERESSI-GUIDA, cioè di interessi che “attraggono” altri interessi e che determinano le scelte delle persone. Il caso del dottor Dall’Osso è diventato virale. Infine, abbiamo introdotto il termine “COLLEGAMENTO” di interessi in luogo del conflitto di interessi potenziale.

Per il 2018 contiamo di mettere a punto anche uno strumento di analisi e valutazione del conflitto di interessi per le amministrazioni. Ci siamo vicini ma la complessità dell’argomento merita un ulteriore approfondimento.

Per quanto riguarda lo spazio etico abbiamo realizzato un “QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DEL CLIMA ETICO” che è stato adottato già da alcune amministrazioni per rafforzare l’analisi del contesto interno dei Piani triennali di prevenzione della corruzione.

Abbiamo pubblicato numerose NUOVE RISORSE utili per le amministrazioni sia in fase di elaborazione del Piano triennale, sia in fase di formazione.

Parlando di trasparenza, il 2017 è stato l’anno dell’ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO. Oltre a tanta formazione erogata, abbiamo prodotto uno strumento che si è dimostrato assai efficace per una corretta gestione delle istanze da parte delle amministrazioni. Si tratta della “CHECK-LIST” che offre una sequenza logica di attività, entro cui leggere in modo sistematico (e coerente con i principi di trasparenza enunciati nel d.lgs. 3372013) le linee guida di ANAC la circolare del DFP e gli orientamenti del Garante della Privacy. 

Oltre alla check-list abbiamo commentato attraverso casi alcuni dei Pareri del Garante della Privacy, vero e proprio dominatore della scena. Abbiamo anche promosso una modalità di “valutazione dell’interesse a conoscere” basata sulla rilevanza e attualità dell’interesse stesso, il cosiddetto TEST DELL’INTERESSE PUBBLICO.

Ed ora i numeri del blog @spazioetico. Abbiamo più che raddoppiato gli accessi, ricevendo 21.494 visite alle nostre pagine, con circa 12.000 visitatori; una media giornaliera di 65 visite. 

Abbiamo molte altre cose in preparazione. Restate sintonizzati!

 

 

 

Sondaggio, miglioriamo insieme @spazioetico!

Vorremmo raccogliere opinioni, critiche, suggerimenti in merito al nostro blog. Potrai aiutarci a capire come migliorarlo.

Ti chiediamo di rispondere a poche, semplici domande. Vogliamo capire quali sono le esigenze dei nostri vecchi e nuovi lettori (che crescono costantemente di numero).

RICORDATI DI PREMERE “VOTE” PER OGNUNA DELLE DOMANDE!!!

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Infine, se vuoi, puoi aggiungere qui sotto un tuo commento generale e proposte di miglioramento (il pulsante “invia” non si riferisce all’intero questionario, ma al solo commento. I voti sono già stati registrati attraverso il pulsante “vote”).

GRAZIE!!!

 

Contributo di @spazioetico alla Consultazione sulle Linee Guida per l’adozione dei Codici di Comportamento negli enti del Servizio Sanitario Nazionale

Oggetto: Linee Guida per l’adozione dei Codici di comportamento negli enti del Servizio Sanitario Nazionale- contributo Spazio Etico

In riferimento alla consultazione di cui in oggetto, nel complimentarci per l’iniziativa,  esprimiamo, in un’ottica migliorativa, le seguenti osservazioni  generali sul documento e, in particolare, sulla metodologia di adozione delle Linee Guida ANAC sui Codici di comportamento.

Un documento di orientamento sui Codici di comportamento dovrebbe avere una sezione dedicata alla modalità di elaborazione e implementazione delle disposizioni riportate. E’ abbastanza noto (anche in letteratura internazionale – vedi Kaptein e altri) che l’adozione di regole di comportamento di per se non incide sulla qualità dei comportamenti. Assai più importante delle specifiche regole è la modalità di costruzione delle regole stesse e la diffusione verso la comunità di operatori interni che poi le devono rispettare.

In merito al primo punto (elaborazione delle regole), sarebbe auspicabile che in un documento come le Linee Guida venissero fornite metodologie e strumenti di coinvolgimento della componente professionale, con particolare riferimento alla complessità del mondo sanitario pubblico. Esistono molti approcci di tipo partecipativo che andrebbero promossi e finalmente attuati.

In merito al secondo punto (diffusione tra gli operatori), le Linee Guida dovrebbero contenere metodologie e strumenti di diffusione assai più sofisticati della mera formazione/aggiornamento di tipo normativo/giuridico. Nella prima pubblicazione del Piano Nazionale Anticorruzione (versione 2013) apprezzammo lo sforzo di includere diversi approcci formativi, con particolare riferimento alla modalità “formazione contenutistica con approccio valoriale” che indicava la strada per trasferire contenuti complessi come le regole del codice di comportamento. Ci sono esperienze rilevanti sul territorio nazionale di applicazione di tali metodologie che, come abbiamo avuto più volte occasione di verificare, fanno la differenza rispetto al coinvolgimento degli operatori interni. Pensiamo che un documento di orientamento come le Linee Guida dovrebbe, in maniera prevalente, illustrare queste buone pratiche e rinviare ad una specifica sezione on line del sito dell’Anac.

Si suggerisce  di richiamare la UNI/PdR 21:2016 ad oggetto “Sviluppo della cultura dell’integrità dei professionisti – Indirizzi applicativi”

Un ultimo appunto riguarda una pericolosa tendenza (peraltro in atto da sempre nel nostro Paese) e che registriamo anche in queste Linee Guida. Si tratta dell’illusoria quanto ingenua illusione che quante più regole possono essere inserite in un Codice, tanto più efficace sarà la misura. E’ stato ampiamente dimostrato da vari studi internazionali (su tutti, citiamo gli esperimenti di KATZ-NAVON T., “Safety climate in health care organizations. A multidimensional approach” (2005), proprio in ambito sanitario) che le persone hanno un limite di tollerabilità alle regole e che introdurre nuove disposizione finisce per immobilizzare la capacità decisionale delle persone (ipengiofobia). E’ un processo difficilmente arrestabile perché auto-rinforzante. Per le amministrazioni, la sfida è trovare il giusto equilibrio tra regole e responsabilità personale.

La nostra idea, pertanto, è di semplificare codici e regole, adottarne solo se strettamente necessarie e coinvolgere le persone in attività formative che permettano loro di applicare le regole di fronte a degli eventi critici, come nel caso dei “dilemmi etici”.

Si suggerisce, da un punto di vista generale, di integrare il testo delle linee guida con specifici articoli sulle pari opportunità, discriminazioni e molestie sul posto di lavoro con relativa previsione di un raccordo con il Comitato Unico di Garanzia e la consigliera di fiducia interna, sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e sulle violazioni in materia di protezione dei dati personali, sulla trasparenza e tracciabilità alla luce delle novità introdotte dalle modifiche al D.Lgs. n. 33 del 2013, sulle aziende ospedaliere universitarie, Si suggerisce:

  • sotto il profilo dell’ambito oggettivo di applicazione (punto 4.2) di modificare il termine “figure” in uffici e direzioni al fine di non sovraesporre le singole figure e di una maggiore efficacia dell’azione di prevenzione della corruzione e di  prevedere degli specifici audit indipendenti in materia;
  • sotto il profilo dell’ambito soggettivo di applicazione (punto 4,3, lett. b ), prevedere anche le figure degli specializzandi, tesisti, volontari servizio civile, volontari (in quanto operanti nei reparti delle strutture sanitarie e in quanto svolgono importanti attività a favore dei pazienti e degli utenti);
  • integrare il punto 4.2. lett. i) “i collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni/ o servizi che realizzano opere in favore dell’amministrazione” con la previsione anche di imprese che forniscono servizi a favore o in sinergia con l’azienda o di supporto alle finalità istituzionali dell’azienda o servizi agli utenti dell’azienda (in questo modo si amplia, nell’ottica di condivisione della cultura dell’etica e dell’integrità, l’ambito di applicazione);

In riferimento alla previsione della presa di atto (punto 4.2 ultimo comma), si suggerisce di non limitarla ai nuovi assunti (anche in considerazione del blocco delle assunzioni) ma di prevederla per tutti i dipendenti e di prevedere la trasmissione del testo via posta elettronica.

In riferimento alla previsione di un’adeguata attività di formazione dei soggetti destinatari, protesa al diffondersi della cultura dell’etica e dell’integrità, si suggerisce di prevedere: formazione di base; formazione/informazione, aggiornamento inerente a novità normative od organizzative, formazione su temi specifici, informazione/confronto con altre realtà e situazioni.

Si suggerisce la previsione di una procedura di revisione periodica del codice di comportamento con la partecipazione anche degli stakeholder e la pubblicazione on line di una relazione illustrativa delle modifiche apportate alla luce di eventuali innovazioni normative o contrattuali apportate, ovvero degli esiti dei monitoraggi e valutazione delle specifiche aree di rischio nonché sulla base delle segnalazioni delle condotte illecite.

Massimo Di Rienzo, Mauro Alovisio, Andrea Ferrarini

https://spazioetico.com

Licenza Creative Commons
Contributo di @spazioetico alla Consultazione sulle Linee Guida per l’adozione dei Codici di Comportamento negli enti del Servizio Sanitario Nazionale diMassimo Di Rienzo, Mauro Alovisio, Andrea Ferrarini è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://spazioetico.com/2016/11/21/contributo-di-spazioetico-alla-consultazione-sulle-linee-guida-per-ladozione-dei-codici-di-comportamento-negli-enti-del-servizio-sanitario-nazionale/.

Su MEPA arriva il laboratorio per la scrittura del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione secondo il modello @spazioetico

IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Da adempimento burocratico a strumento di riqualificazione dell’amministrazione

FORMAZIONE SPECIALISTICA

attraverso il modello SPAZIOETICO

SU MEPA: 02SPAZIOETICO

Lo scopo è di realizzare iniziative formative volte al miglioramento della comprensione della strategia di prevenzione della corruzione e della trasparenza in qualsiasi tipologia di  Amministrazione/Ente attraverso l’elaborazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, utilizzando un approccio partecipativo, coinvolgente e metodologicamente rilevante.

DESTINATARI: QUALSIASI TIPOLOGIA DI AMMINISTRAZIONE O ENTE TENUTO ALLA REDAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Beneficiari diretti: Responsabile della Prevenzione della Corruzione e gruppo di referenti individuati dall’amministraizone/ente per l’elaborazione e l’attuazione del Piano.

MODULI FORMATIVI LABORATORIALI

  1. Il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) e il coinvolgimento degli attori interni
  • Il dilemma del dottor Rossi e la strategia di prevenzione della corruzione
  • Il PTPC come strumento di miglioramento della componente umana/professionale, della componente organizzativa/gestionale e della cultura sociale di riferimento
  • La costituzione di un “Integrity Bureau”, cioè di un ufficio per la promozione dell’integrità nell’Amministrazione/Ente
  • Le diverse componenti di un PTPC e la combinazione tra approccio centrato sulle regole e approccio centrato sui valori
  1. L’analisi del contesto interno ed esterno e la mappatura dei processi
  • Il dilemma di Marta (dipendente pubblico) e la rappresentazione del contesto interno
  • Elementi di rischiosità derivanti dal contesto esterno
  • Differenza tra procedimenti e processi
  • Analisi di un processo attraverso un caso
  • Catalogazione dei processi dell’amministrazione
  1. La valutazione del rischio
  • Il percorso di Marta (utente) e la centralità dell’analisi del rischio
  • Metodologie di analisi del rischio
  • Analisi dei rischi connessi ad un processo attraverso un caso
  • Catalogazione dei rischi dell’amministrazione
  1. La programmazione delle misure di mitigazione del rischio
  • Il dilemma del dottor Bianchi e la centralità delle misure di prevenzione
  • Misure obbligatorie e misure organizzative
  • Programmazione delle misure e collegamento con il Piano della Performance

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Il modello

Con la scadenza del 31 gennaio 2014 e poi nel 2015 e 2016 (la prossima scadenza è prevista per gennaio 2017) tutte le amministrazioni pubbliche italiane hanno dato il via ad un’azione di prevenzione della corruzione per molti versi carica di aspettative e di questioni ancora tutt’altro che definite, in attuazione della legge 6 novembre 2012, n. 190, “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione“. Le strategie si sono consolidate nei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, documenti di programmazione contenenti varie misure obbligatorie che, nello spirito del legislatore, dovrebbero raggiungere obiettivi a breve e a medio-lungo periodo di riduzione del fenomeno della corruzione e di promozione della cultura dell’integrità all’interno del settore pubblico.

Il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), alla sezione 3.1.12., propone una specifica misura obbligatoria “FORMAZIONE“, che deve essere inserita nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.).

In virtù di tale disposizione, le amministrazioni dovranno attivare percorsi formativi su due livelli:

  • livello specifico, rivolto al responsabile della prevenzione, ai referenti, ai componenti degli organismi di controllo, ai dirigenti e funzionari addetti alle aree a rischio;
  • livello generale, rivolto a tutti i dipendenti: riguarda l’aggiornamento delle competenze (approccio contenutistico) e le tematiche dell’etica e della legalità (approccio valoriale).

L’aggiornamento al Piano Nazionale Anticorruzione del 28 ottobre 2015 riafferma con forza la centralità della formazione come misura obbligatoria nella strategia di prevenzione della corruzione. L’aggiornamento indica alcune linee di indirizzo sulle modalità di erogazione della formazione a seguito delle esperienze riportate in due anni di attuazione.

…Occorre una formazione più mirata, in primo luogo, relativamente alla individuazione delle categorie di destinatari, che peraltro, non può prescindere da una responsabilizzazione delle amministrazioni e degli enti sulla scelta dei soggetti da formare e su cui investire prioritariamente; in secondo luogo, in relazione ai contenuti.

Sotto il primo profilo la formazione deve riguardare, con approcci differenziati, tutti i soggetti che partecipano, a vario titolo, alla formazione e attuazione delle misure: RPC, referenti, organi di indirizzo, titolari di uffici di diretta collaborazione e di incarichi amministrativi di vertice, responsabili degli uffici, dipendenti. La formazione, poi, dovrà essere differenziata in rapporto alla diversa natura dei soggetti (pubbliche amministrazioni, enti pubblici, enti di diritto privato in controllo pubblico e meramente partecipati) tenuti all’adozione di misure di prevenzione e di trasparenza e ai diversi contenuti delle funzioni attribuite (enti territoriali generali, enti di settore, enti di regolazione e enti di erogazione di servizi).

Sotto il secondo profilo, la formazione deve riguardare, anche in modo specialistico, tutte le diverse fasi: l’analisi di contesto, esterno e interno; la mappatura dei processi; l’individuazione e la valutazione del rischio; l’identificazione delle misure; i profili relativi alle diverse tipologie di misure (ad es. come si illustrerà di seguito, controlli, semplificazioni procedimentali, riorganizzazioni degli uffici, trasparenza)“.

Quale approccio verrà utilizzato?

Il Piano 
Nazionale Anticorruzione privilegia
 una formazione basata sull’esame di “casi concreti”, con riferimento a situazioni, fatti e vicende che
 i dipendenti vivono e osservano nello svolgimento della loro quotidiana attività professionale. Per questo, nel percorso laboratoriale inseriremo dei “real-life scenarios”, cioè dei “casi concreti” nei quali un personaggio di nostra invenzione affronta il suo percorso di approfondimento della materia a seguito dell’emersione di un dilemma etico.

La didattica, prevalentemente proposta con modalità residenziale, si caratterizza per una metodologia socio-costruttivista in quanto tiene in considerazione il punto di vista di chi osserva, di chi esamina; considerera il sapere come qualcosa che non può essere ricevuto in modo passivo (come affezione del mondo esterno) da un soggetto, ma che risulta dalla relazione fra un soggetto attivo e la realtà. La realtà, in quanto oggetto della conoscenza, viene dunque ri-creata in sede di formazione attraverso un continuo “fare esperienza” di essa. Si determina dal modo, dai mezzi, dalla disposizione nell’osservarla, conoscerla e comunicarla. Si forma nei processi d’interazione ed attraverso l’attribuzione di significati all’esperienza. In questi processi il linguaggio ha certamente un ruolo fondamentale. La “costruzione” si poggia quindi su “storie” (real-life scenarios) che servono agli individui per orientarsi e costruire le proprie interpretazioni.

Unità di misura del prodotto

Il prodotto utilizza come unità di misura la “giornata” di formazione laboratoriale. Nel corso della giornata vengono proposti diversi “dilemmi etici” alla platea di partecipanti con il fine di calare la prevenzione della corruzione all’interno di dinamiche reali e produrre un coinvolgimento effettivo.

Sono previste 4 giornate di formazione laboratoriale.

Il modello di intervento di supporto alle pubbliche amministrazioni può essere esaustivamente trovato a questo indirizzo: https://spazioetico.com/2016/01/05/spazioetico-una-scuola-di-etica-e-di-integrita/

Per ogni ulteriore informazione: spazioeticomail@gmail.com

Come trovare il prodotto su MEPA?

Nome commerciale: IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Da adempimento burocratico a strumento di riqualificazione dell’amministrazione
Descrizione tecnica: Tipo di corso: Collettivo; Fruizione: In aula; % in aula: 100; Durata totale del corso (fasce) [ore]: 21-40
Tipo di corso: Collettivo
Data inizio: 01/12/2016
Data fine: 31/12/2025
Data corso (dal – al): 01/12/2016 – 31/12/2025
Sede di erogazione del corso: Presso l’amministrazione
Partecipanti (min): 10
Partecipanti (max): 100
Partecipanti (min/max): 10 / 100
Frequenza obbligatoria [%/partecipante]: 100
Prova finale di verifica: SI
Certificazioni di processo: Nessuna certificazione
Durata totale del corso (fasce) [ore]: 21-40
Fruizione: In aula; % in aula: 100
Fruizione – Tipo: In aula
Fruizione – online [%]: 0
Fruizione – in aula [%]: 100
Riconoscimenti da organismi di terza parte: no
Prezzo: 3600
Unità di misura: Corso
Tempo di avvio delle attività: 30 giorni lavorativi
Tempo di consegna (solo numero): 30
Tempo di avvio delle attività – Unità di misura: giorni lavorativi
Disponibilità minima garantita [corso di formazione/anno] : 30
Area di consegna: Tutta Italia
Condizioni di pagamento: 30 GG DF
Tipo contratto: Acquisto
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