@spazioetico

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Archivi delle etichette: ethics training

Corso di alta formazione sui dilemmi etici

A tutte le Università ed i Centri di ricerca e di formazione pubblici e privati!

@spazioetico cerca un partner istituzionale per la promozione di un CORSO DI ALTA FORMAZIONE in 

ETHICS TRAINER SSN

(FORMATORE/PROGETTISTA IN MATERIA DI ETICA E INTEGRITA’)

 

L’ETHICS TRAINER SSN è colui che, nell’ambito delle organizzazioni del Servizio Sanitario Nazionale, PIANIFICA ED ATTUA LA FORMAZIONE ALL’ETICA E ALL’INTEGRITA’ (formazione generale con approccio valoriale) ATTRAVERSO L’UTILIZZO DEI DILEMMI ETICI E DI SCENARI DI VITA REALI (REAL-CASE SCENARIOS).

1

In numerose occasioni in cui @spazioetico è stato chiamato a formare dipendenti e responsabili della prevenzione della corruzione ci è stata manifestata la volontà di costituire gruppi di formatori interni alle amministrazioni che siano in grado di pianificare e gestire la formazione all’etica e all’integrità così come indicato nel Piano Nazionale Anticorruzione del 2013.

@spazioetico ha acquisito nel tempo tutta l’expertise scientifica necessaria per sviluppare e gestire un  percorso formativo di alta specializzazione. 

Quello che cerchiamo è un PARTNER ISTITUZIONALE (Università, Centro di ricerca o formazione, ecc…) che abbia l’infrastruttura necessaria per la promozione, l’organizzazione e la co-gestione del percorso formativo.

Il Piano Nazionale Anticorruzione, alla sezione 3.1.12., obbliga le amministrazioni a dotarsi di una specifica misura  “FORMAZIONE”, che deve essere inserita nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.). In virtù di tale disposizione, le amministrazioni devono pianificare (Piano Formativo – allegato al PTPC) e gestire percorsi formativi su due livelli:

  • livello specifico, rivolto al responsabile della prevenzione, ai referenti, ai componenti degli organismi di controllo, ai dirigenti e funzionari addetti alle aree a rischio;
  • livello generale, rivolto a tutti i dipendenti: riguarda l’aggiornamento delle competenze (approccio contenutistico) e le tematiche dell’etica e della legalità (approccio valoriale).

In particolare, il Piano Nazionale Anticorruzione, a proposito di formazione generale con approccio valoriale, riporta: “Le amministrazioni debbono avviare apposite iniziative formative sui temi dell’etica e della legalità: tali iniziative debbono coinvolgere tutti i dipendenti ed i collaboratori a vario titolo dell’amministrazione, debbono riguardare il contenuto dei Codici di comportamento e il Codice disciplinare e devono basarsi prevalentemente sull’esame di casi concreti; deve essere prevista l’organizzazione di appositi focus group, composti da un numero ristretto di dipendenti e guidati da un animatore, nell’ambito dei quali vengono esaminate ed affrontate problematiche di etica calate nel contesto dell’amministrazione al fine di far emergere il principio comportamentale eticamente adeguato nelle diverse situazioni“.

La lettura di queste disposizioni ci porta a considerare la cosiddetta “formazione generale con approccio valoriale” (formazione valoriale) come una delle misure più importanti e poco esplorate dell’architettura della prevenzione della corruzione in Italia. 

Il CORSO DI ALTA FORMAZIONE ha lo scopo di rafforzare le competenze dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza e gli operatori della formazione in ambito sanitario pubblico, formatori professionali, esperti, trasferendo competenze e conoscenze al fine di introdurre nelle organizzazioni del SSN la figura dell’ethics trainer, un formatore/progettista della formazione che sa pianificare e gestire un processo di formazione generale con approccio valoriale attraverso l’utilizzo di casi concreti, con particolare riferimento ai “dilemmi etici”.

Il corso di alta formazione intende rafforzare le competenze dei soggetti preposti alla gestione dell’integrità trasferendo un approccio formativo del tutto originale in Italia, ma applicato a larga scala nei Paesi OCSE. Si tratta dell’uso dei dilemmi eticiLa formazione attraverso i dilemmi etici è un settore in  espansione anche in Italia, grazie a @spazioetico, la comunità di professionisti della formazione che promuove il corso di alta formazione e che adotta tale approccio in molti dei suoi percorsi formativi. 

@spazioetico ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento dal Policy paper del progetto Curiamo la corruzione dal titolo “Indicazioni orientative ai fini dell’elaborazione e attuazione di politiche pubbliche e pubblico-private per contrastare in modo efficace e realistico i fenomeni e i rischi di corruzione nel sistema sanitario nazionale italiano“.

 

MODULI FORMATIVI*

  MODULI**
1 Introduzione al corso di alta formazione e all’uso dei dilemmi etici per la formazione generale con approccio valoriale nel SSN:

  • Introduzione alla formazione generale con approccio valoriale
  • Il triangolo della corruzione: dimensione organizzativa, economica e etica
  • Meccanismi di base del fenomeno corruttivo: asimmetria informativa (primaria e secondaria), asimmetria relazionale, conflitto di interessi, azzardo morale.
  • Il processo di scrittura dei dilemmi etici (real-case scenario)
  • Elaborazione del primo dilemma etico
2 Il conflitto di interessi:

  • Introduzione al conflitto di interessi: definizioni di interesse, reti di collegamento, relazione di agenzia,  interessi primari e interessi secondari, collegamenti di interessi, interessi-guida
  • La specificità del conflitto di interessi in ambito sanitario
  • Il comportamento di astensione ex articolo 7 Codice di Comportamento PA,
  • Il comportamento di segnalazione dei collegamenti di interessi ex articolo 5 e 6 Codice di Comportamento PA
  • L’accettazione o la richiesta di doni, regali o altre utilità (articolo 4 Codice di Comportamento PA)
  • Presentazione di dilemmi etici sul conflitto di interessi in ambito sanitario
  • Elaborazione del secondo dilemma etico
4 Il whistleblowing ed il dilemma della segnalazione:

  • Il comportamento di segnalazione ex articolo 8 Codice di Comportamento PA
  • Cultura della segnalazione
  • Gli standard di protezione individuati dalla proposta di Direttiva europea
  • Elaborazione del terzo dilemma etico
5 Il comportamento nei rapporti con l’utenza:

  • Il comportamento del dipendente pubblico nel rapporto con l’utenza ex articolo 12 Codice di Comportamento PA
  • Presa in carico dell’utenza, identificabilità, divieto di orientamento al privato
  • Gestione delle informazioni
  • Gestione delle dichiarazioni
  • Elaborazione del quarto dilemma etico
6 Il comportamento in servizio:

  • Il comportamento del dipendente pubblico in servizio ex articolo 11 Codice di Comportamento PA
  • Gestione dei permessi
  • Gestione dei materiali e delle risorse
  • Responsabilità verso il gruppo di lavoro
  • Elaborazione del quinto dilemma etico
7 I dilemmi etici nelle aree generali e specifiche (cfr. PNA 2015).  Laboratorio di scrittura di dilemmi etici sulle aree:

  • “acquisti in sanità”, “attività libero professionale e liste di attesa”, “rapporti contrattuali con privati accreditati”, “farmaceutica, dispositivi e altre tecnologie”, ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni”, “attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero”, “gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, “controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni (prevenzione)”, “incarichi e nomine”, “affari legali e contenzioso”, ecc…
  •  Elaborazione del sesto dilemma etico
8 La leadership etica:

  • Il comportamento del dirigente ex articolo 13 Codice di Comportamento PA
  • La qualità della funzione dirigenziale
  • Elaborazione del settimo dilemma etico
9 Chiusura del corso di alta formazione e realizzazione di un piano di formazione

*  Ogni modulo è composto da 24 ore di lezione+attività laboratoriale per un totale di 216 ore.

** Tale composizione è del tutto esemplificativa. I moduli possono essere adattati a specifiche esigenze del partner.

 

I FORMATORI
MASSIMO DI RIENZO: Fondatore di @spazioetico. Formatore e consulente per la pubblica amministrazione.

Appassionato di trasparenza ed integrità ha avuto la fortuna di incrociare Andrea Ferrarini che lo ha aiutato a costruire solide teorie e ad applicare una logica ferrea alle sue intuizioni.

ANDREA FERRARINI. Fondatore di @spazioetico. Filosofo “prestato” alla consulenza, si occupa prevalentemente di prevenzione della corruzione e trasparenza presso Regioni ed Enti Locali.
Appassionato di grafici, processi, tabelle e fattori di rischio, ha fortunatamente incrociato Massimo Di Rienzo, che gli ha fornito dei “casi concreti” a cui applicarli.

Per approfondimenti, scaricare il documento: ETHICS_TRAINER_SSN

L’apprendimento attraverso i dilemmi etici nella prevenzione della corruzione è paragonabile all’apprendimento della storia e della filosofia nella scuola. Conoscere le misure di contrasto alla corruzione non basta, così come non basta apprendere il funzionamento di un dispositivo elettronico. Occorre comprendere come i meccanismi che sono alla base delle dinamiche corruttive, e, cioè, le vulnerabilità organizzative, la configurazione degli interessi ed i meccanismi di automanipolazione, influenzino l’agire degli agenti pubblici in concreto. Per questo noi di spazioetico costruiamo scenari di vita reale.

 

 

Verso una formazione “COMPL-ETICA”

ethical_legal.jpg

La promozione di sempre maggiori standard di legalità nelle organizzazioni pubbliche e private non sembra arrestare il verificarsi di scandali di corruzione e di situazioni di ampia e diffusa illegalità. E’ un problema di falsa percezione o ci sono delle ragioni più profonde? Ad esempio, quanto conta la formazione? E quanto conta come si fa formazione in questo settore?

Quando si tratta di promuovere l’integrità attraverso la formazione, le organizzazioni pubbliche e private fronteggiano lo stesso dilemma: privilegiare la diffusione tra i dipendenti delle procedure adottate in risposta ai rischi e delle norme che si applicano ad un determinato ambito, oppure promuovere l’autonomia decisionale e la capacità dei dipendenti di categorizzare correttamente un evento?

La formazione alla conformità (o compliance aziendale”) in ambito privato e la cosiddetta “formazione specialistica” in ambito pubblico si concentrano su quello che un dipendente non dovrebbe fare. Pensiamo al tema delle incompatibilità nel pubblico oppure alle politiche di gestione dei doni e altre utilità in ambito privato.

L’ethics training in ambito privato o la “formazione valoriale” in ambito pubblico, invece, si concentrano su quello che i dipendenti dovrebbero fare in termini di corretta identificazione di un evento critico e di gestione dell’evento stesso. Questa tipologia di formazione raggiunge la massima utilità se affrontata attraverso i “dilemmi etici” che pongono i dipendenti di fronte a situazioni reali e che “allenano” allo sviluppo e alla manutenzione dello spazio etico.

Per molto tempo i due approcci sono stati totalmente alternativi. Anche a causa della difficoltà di reperire specialisti che possedessero uno spettro di competenze tali da assorbire entrambi i campi.

In realtà molti osservatori ritengono che una combinazione dei due approcci sia la soluzione migliore, se si pensa che le attuali piattaforme tecnologiche per la formazione consentono di svolgere la formazione alla conformità aziendale a distanza, mentre la formazione valoriale garantisce i risultati migliori se fatta in presenza.

Facciamo un esempio. Sia in ambito pubblico che privato il conflitto di interessi è un tema centrale. La formazione alla conformità definisce i confini normativi e procedurali delle varie incompatibilità che si generano dal conflitto di interessi. La conformità, inoltre, illustra il quadro procedurale all’interno di cui i dipendenti si devono muovere (segnalazione e astensione). Questo tipo di formazione, pertanto, potrebbe essere utilmente svolta online perché, dopotutto, si tratta di fornire informazioni.

Ma sappiamo bene che il conflitto di interessi è piuttosto sfuggente. Ancor prima di saper cosa fare, i dipendenti devono saper “categorizzare” esattamente gli eventi che minacciano la loro imparzialità o che mettono in discussione l’imparzialità dell’organizzazione agli occhi di un osservatore interno o esterno. Questa è la vera sfida. Per “costruire” delle lenti di osservazione appropriate i dipendenti devono essere inseriti in una formazione che privilegi l’utilizzo di “scenari reali”. Hanno anche bisogno di un gruppo che li aiuti ad elaborare i rischi che alcuni eventi possono generare. Per questo, la formazione valoriale deve essere realizzata in presenza. I casi o i dilemmi che vengono utilizzati devono essere appropriati per la realtà in cui si sta operando e necessitano, pertanto, di revisioni costanti e di un dialogo approfondito con chi gestisce, all’interno dell’azienda o dell’amministrazione pubblica, la strategia di promozione dell’integrità.

Immaginiamo un caso, anche piuttosto semplice.

Il dottor Bianchi è un medico specialista di di nefrologia pediatrica. Lavora all’Unità Operativa Dipartimentale di un’Azienda Ospedaliera pubblica.

Un giorno il dottor Bianchi viene invitato a entrare a far parte del CdA di un’associazione di pazienti dializzati. L’invito proviene dal signor Verdi, padre di un bambino dializzato, mirabilmente curato anni prima dallo stesso dottor Bianchi.

Il signor Verdi spera che, grazie all’inserimento del dottor Bianchi nel CdA, l’associazione potrà consolidarsi più stabilmente all’interno della U.O. La competenza del dottor Bianchi, in effetti, è largamente riconosciuta, tanto da essere un punto di riferimento per molte decisioni che vengono prese dall’Ospedale.

Il dottor Bianchi deve decidere se accettare o meno.

  • Come categorizza questo evento (l’invito ricevuto) il medico specialista? 
  • Come categorizza questo evento l’Azienda Ospedaliera? 
  • Come categorizza questo evento il contesto sociale di riferimento? 

I problemi nascono, infatti, se le tre componenti non sono allineate nella esatta categorizzazione di un evento come questo. Il medico specialista potrebbe non identificare alcun rischio, oppure considerare il sentimento di amicizia e vicinanza con il padre del bambino prevalente rispetto alle regole aziendali, salvo poi vedere messa in discussione la propria imparzialità e quella dell’Azienda, quando sarà chiamato a svolgere un’attività o ad assumere decisioni in cui potrebbe essere coinvolta l’associazione.

Capire quale comportamento ci si aspetta che tenga un medico specialista in simili circostanze è un problema importante e per questo diffondere le informazioni sulla corretta procedura di gestione di un conflitto di interessi è cruciale. Tuttavia, se il medico specialista non sa categorizzare esattamente l’evento e non sa riconoscere i rischi rispetto al processo in cui opera, la formazione potrebbe essere inutile. 

In Blind Spots (2011), Max Bazerman e Ann Tenbrunsel dimostrano in maniera brillante come la rimozione dell’etica nei processi decisionali abbia condotto a scandali, corruzione, addirittura catastrofi, come il disastro dello shuttle Challanger. La conformità è essenziale in un’organizzazione, dal momento che rende chiari i confini entro cui ci si può muovere; tuttavia, se la formazione si riduce ad essere un mero trasferimento di regole e procedure, si finisce per compromettere l’autonomia decisionale dei dipendenti.

Il campo dell’etica dei comportamenti (behavioutal ethics) è ricco di promesse. Si tratta di capire come le persone decidono quando si trovano a fronteggiare un dilemma etico. C’è molta distanza tra la percezione delle regole in astratto ed il comportamento in concreto delle persone, soprattutto se si considerano i diversi contesti lavorativi in cui siamo immersi.

Il valore aggiunto di realizzare in presenza la formazione valoriale risiede anche nel coinvolgimento delle leadership dell’organizzazione. Conosciamo l’importanza dell’impegno o del disimpegno della dirigenza, con particolare riferimento al settore pubblico. Solo attraverso la formazione in presenza saremo in grado di esaltare la centralità del ruolo dirigenziale, sempre che i casi siano ben costruiti.

La combinazione di formazione alla conformità e all’etica (COMPL-ETICA) richiede tempo, denaro e capacità di pianificazione e gestione. Richiede passione da parte dei responsabili aziendali e di quelli pubblici, nonché impegno da parte dei vertici aziendali o della componente politica delle amministrazioni pubbliche.

Ma, d’altra parte, siamo sicuri che, alternativamente, una formazione spot sulla normativa o sulle procedure sia in grado di determinare alcun cambiamento?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: