SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

Lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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Le Linee Guida ANCI Lombardia per la prevenzione della corruzione

E’ ora possibile scaricare le Linee Guida ANCI Lombardia per la prevenzione della corruzione.

Si tratta di uno strumento molto raffinato, anche perché gradevole a leggersi, senza i formalismi ed il burocratese a cui siamo oramai abituati in questo campo (che dovrebbe, almeno in teoria, dare spazio alla multidisciplinarità).

Molto utile soprattutto perché propone una metodologia di mappatura dei processi e di analisi del rischio corruttivo più evoluta rispetto al PNA.

Come si legge nella presentazione, “le linee guida sono rivolte ai Piccoli Comuni e alle loro forme associative per cercare di tradurre al livello della loro dimensione organizzativa le norme scritte e pensate, come purtroppo troppo spesse accade nel nostro Paese, per enti di grandi dimensioni.

Le Linee Guida intendono promuovere un approccio permanente e sistematico al problema della prevenzione della corruzione, che coinvolga i dirigenti e i responsabili dei settori a rischio, nonché gli organi di indirizzo politico. Oggi, troppo spesso, nei Comuni la sovrapposizione di norme ed adempimenti rischia di trasformare l’adozione e l’aggiornamento del PTPC in un atto meramente formale”.

Oltre ai Comuni, la metodologia individuata dalle Linee Guida è applicabile anche ad altre tipologie di amministrazioni, comprese quelle del settore sanitario (con le opportune modifiche).

L’evoluzione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, anche grazie a questi strumenti, non può prescindere da una visualizzazione dinamica dei processi e dall’individuazione dei rischi di maladministration (cattiva gestione) che si affiancheranno ai classici rischi corruttivi. Il Piano tenderà, sempre più, a rappresentare e ri-qualificare le aree a rischio prescindendo dalla qualità del rischio (sia esso corruttivo, di maladministration o di perdita di qualità del servizio). Una “teoria unificante” che, tra le altre cose, farà perdere meno tempo a tutti e permetterà di dedicare le esigue risorse, eventualmente, al coinvolgimento di tutti nel rafforzamento dello spazio etico e dell’autonomia nei processi decisionali dei dipendenti pubblici, che è la vera sfida di medio-lungo periodo per combattere la corruzione, la cattiva gestione e l’immobilismo decisionale (altra piaga da non sottovalutare).

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