SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Il “De Profundis” della Trasparenza: chi ha ucciso l’Accesso Civico Generalizzato?

cite

(aggiornamento del 11 giugno 2019 – Il Consiglio di Stato ha stabilito con la sentenza 3780, Consiglio di Stato, Sez. III , 05.06.2019 , n.3780, che è ammesso accesso civico generalizzato per agli atti di esecuzione  del contratto. L’articolo che segue è stato scritto nel pieno del dibattito tra ammissibilità e inammissibilità, con il secondo orientamento giurisprudenziale che sembrava prevalere, ma poi non ha prevalso – per fortuna). 

 


Sarà una Pasqua senza resurrezione per l’accesso civico generalizzato.

Non avremmo mai pensato di dirlo. Proprio noi, che abbiamo seguito con grande interesse la nascita “del diritto che non c’era” (il diritto a conoscere le informazioni detenute dalla Pubblica Amministrazione, per esercitare forme diffuse di controllo). Proprio noi, che gli abbiamo dedicato un libro, un manuale per aiutare gli uffici a gestire correttamente le istanze dei cittadini.

Proprio noi, oggi vi diciamo che l’Accesso Civico Generalizzato (il FOIA de’ noantri) è morto.

Risale a ieri (18/04/2019) l’ennesima sentenza del TAR, questa volta il TAR Toscana, che esclude l’accesso generalizzato ai documenti, ai dati e alle informazioni relativi alla fase di esecuzione di lavori pubblici. L’orientamento, afferma il TAR, si poggia su una serie di “orientamenti non univoci”, che brevemente vi riassumiamo.

In un precedente post avevamo segnalato come almeno tre sentenze stabilissero lo stesso principio:

  • TAR Parma, Sentenza 18 luglio 2018, n. 197. Il TAR ha stabilito che la speciale disciplina contenuta nell’art. 53 del d.lgs. n. 50 del 2016 (Codice degli Appalti) per l’accesso agli atti afferenti alle procedure ad evidenza pubblica deve essere considerata come un caso di esclusione assoluta della disciplina dell’accesso civico
  • T.A.R. Marche, Sez. I, n. 677 del 2018, in cui si nega la possibilità di utilizzare la forma di accesso predetta a causa delle disposizioni normative che considerano l’accesso agli atti negli appalti (ai sensi dell’articolo 53 del codice dei contratti), semplificando, come sistema chiuso considerata “come un caso di esclusione della disciplina dell’accesso civico ai sensi dell’art. 5-bis, comma 3, del d.lgs. n. 33/2013.
  • TAR Roma, 14.01.2019 n. 425, dove si stabilisce che l’accesso agli atti concernenti la procedura di affidamento e la fase di esecuzione dei contratti pubblici è oggetto di una disciplina ad hoc, costituita dalle apposite disposizioni contenute nel Codice dei contratti pubblici e, ove non derogate, da quelle in tema di accesso ordinario recate dalla legge n. 241 del 1990. In tale ambito non trova perciò applicazione l’istituto dell’accesso civico generalizzato, stante la clausola di esclusione contenuta nel richiamato articolo 5-bis, comma 3, del decreto legislativo n. 33 del 2013″.

Mentre, al contrario, i TAR che hanno dichiarato ammissibile il ricorso all’ACG in materia di appalti sono:

  •  TAR Campania (che avevamo, peraltro, inserito nel nostro Manuale come “caso studio”). Nel 2017, la Sesta Sezione del TAR della Campania ha riconosciuto il diritto di una azienda a ricorrere all’ACG per “visionare ed estrarre copia degli atti della Direzione dei lavori e/o del RUP, di estremi e data non conosciuta, da cui possa evincersi se l’appaltatore ha posto in opera i tubi offerti
  • T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. III, n. 218 del 2018, per cui :”L’accesso va garantito anche in relazione al documento comprovante la consegna e l’inizio del servizio, con la precisazione che, onde soddisfare il concreto interesse della ricorrente, l’Amministrazione deve porre a disposizione il documento che la locatrice consegna al locatario per attestare l’avvenuta consegna dei bagni, la loro ubicazione, il loro numero e tipo, nonché la data, ovvero, in subordine, il documento di trasporto.
  • Tar Lombardia, sez. IV, 11 gennaio 2019, n. 45, secondo cui: “L’accesso civico potrà essere in materia di appalti temporalmente vietato, negli stessi limiti in cui ciò avviene per i partecipanti alla gara, e dunque fino a che questa non sarà terminata, ma non escluso definitivamente, se non per quanto stabilito da altre disposizioni, come quella dell’art. 5 comma 2 del D.Lgs. 33/2013″.

Il problema è noto: il dlgs. 33 stabilisce che l’accesso civico generalizzato è escluso  (esclusione assoluta) nei casi di segreto di Stato e negli altri casi di divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge, ivi compresi i casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti, inclusi quelli di cui all’articolo 24, comma 1, della legge n. 241 del 1990.

La disciplina vigente per la contrattualistica pubblica, cioè il codice degli appalti, viene fatta rientrare proprio nelle esclusioni assolute. I TAR stabiliscono, infatti, che la speciale disciplina contenuta nell’art. 53 del d.lgs. n. 50 del 2016 per l’accesso agli atti afferenti alle procedure ad evidenza pubblica deve essere considerata come un caso di esclusione assoluta della disciplina dell’accesso civico. Questa esclusione ricomprende tutta la materia della contrattualistica, dagli atti di pianificazione all’espletamento delle procedure di affidamento, all’esecuzione.

Ora, noi sappiamo bene che la fase di esecuzione è la più critica. Spesso le amministrazioni non riescono ad esercitare un controllo efficace proprio in questa delicatissima fase. E in un paese in cui cadono i ponti, è legittimo pensare che esista un interesse diffuso a controllare. Senza dimenticare poi che la fase di esecuzione è anche una fase a rischio di corruzione e di riciclaggio.

Ed è paradossale avere introdotto un diritto attraverso modalità tali da escludere la trasparenza, laddove ci sarebbe un disperato bisogno di trasparenza.

Non sono i TAR ad avere ucciso L’ACG. avevamo previsto che l’ACG avrebbe generato contenzioso.

Lo ha ucciso l’indifferenza. L’indifferenza della politica, soprattutto. Perché la trasparenza non può essere lasciata in mano ai tribunali, agli uffici della pubblica amministrazione e ai cittadini senza un indirizzo, un progetto, una visione d’insieme che dia un senso agli strumenti attraverso cui si esercita. Sperando che i cittadini e gli uffici si arrangino e i tribunali aiutino tutti quanti a vederci chiaro.

La trasparenza non è un sogno che si avvera. La Trasparenza è un meccanismo, i cui ingranaggi (canali di accesso, obblighi di pubblicazione, modalità di riutilizzo delle informazioni) richiedono un delicato sistema di pesi e contrappesi, per non bloccarsi a contatto con il diritto alla privacy e con gli interessi pubblici e privati. O funziona o non funziona. E se è costruita male, la Trasparenza di solito non funziona.

L’Accesso Civico Generalizzato è stato costruito indubbiamente male. Non è mai stato chiarito il rapporto che intercorre tra accesso documentale ex legge 241/1990 e il decreto 33/2013. L’accesso civico generalizzato (ACG) è un ibrido: un accesso totale ma condizionato, un accesso documentale senza obbligo di motivazione. E’ un paradosso che si sovrappone sistematicamente alla L. 241/1990.

Si è fatto davvero poco, per tenerlo in vita. Una Linea Guida ANAC. Una circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica. Qualche statistica, il Centro Nazionale di Competenza FOIA del DFP che ci dice che “qualcosa non ha funzionato!” (ma dai?)  e che da solo difficilmente riuscirà a “guarire” l’Accesso Civico Generalizzato con formule e discussioni “omeopatiche”. Pensate che nel resoconto finale della giornata dedicata al dialogo con le organizzazioni della società civile, la questione della esclusione assoluta della contrattualistica pubblica non è stata nemmeno menzionata. Per dire, ci si preoccupa se le amministrazioni non rispondono in modo univoco, ma a chi importa se tutta la contrattualistica pubblica è una questione che riguarda solo le parti in causa di una procedura di evidenza pubblica?

La Trasparenza non sembra più essere al centro dell’agenda politica italiana. Se mai lo è stata.

I paladini della Trasparenza sono tutti invitati alle esequie del caro FOIA estinto.

R.I.P … Requiescat in pace… in una bara rigorosamente di vetro…

 

 

 

 

 

La nuova ELEARNING FACTORY di SPAZIOETICO. L’officina di formazione a distanza per le pubbliche amministrazioni

ELEARNING_FACTORY

Spazioetico ha iniziato a produrre ed erogare corsi in modalità ELEARNING.

Il luogo di produzione dei corsi l’abbiamo chiamato ELEARNING FACTORY, perché è davvero un laboratorio di contenuti e creatività, pur mantenendo l’approccio @SPAZIOETICO alla formazione, cioè, cerchiamo prima di tutto di NON ANNOIARCI!

Vai alla ELEARNING FACTORY di SPAZIOETICO!

Abbiamo sviluppato contenuti e metodi che fanno parte del nostro DNA di formatori, mettendo a disposizione delle amministrazioni e delle organizzazioni prodotti e servizi sempre più personalizzati e adattabili alle nuove modalità di fruizione a distanza.

Al termine di numerosi interventi formativi di successo realizzati lo scorso anno ci è stato richiesto come proseguire le attività utili a diffondere maggiore consapevolezza sul rischio di corruzione. Per molte organizzazioni, tuttavia, non è stato possibile realizzare corsi in presenza dal momento che i potenziali beneficiari erano talmente numerosi che una iniziativa estesa di formazione in aula sarebbe risultata insostenibile.

Altre organizzazioni ci hanno invece richiesto espressamente di pianificare e realizzare attività formative fruibili a distanza ed in maniera asincrona, in modo da ridurre i costi di esercizio e offrire maggiori opportunità di partecipazione ad una vasta platea di potenziali beneficiari.

Per questo, all’inizio di questo anno abbiamo dedicato tempo e attenzione nella realizzazione di percorsi formativi che, seppur fruibili su piattaforme e-learning, mantenessero lo spirito e l’approccio che contraddistingue da sempre SPAZIOETICO. 

Abbiamo l’ambizione di consolidare un modello di blended-learning assai più adatto alle organizzazioni moderne ma che non tradisca l’approccio di riferimento di SPAZIOETICO.

In questo momento, siamo in grado di realizzare percorsi formativi in modalità e-learning, con consegna entro 30 giorni dal perfezionamento della commissione. Qui puoi scaricare il CATALOGO 2019:

ELEARNING_FACTORY_CATALOGO_2019

Conoscere le misure di contrasto alla corruzione non basta. Occorre comprendere come i meccanismi che sono alla base delle dinamiche corruttive, e, cioè, le vulnerabilità organizzative, la configurazione degli interessi ed i meccanismi di auto-manipolazione, influenzino l’agire degli agenti pubblici in concreto. L’uso di scenari di vita reale e la formazione attraverso “dilemmi etici” dovrebbe costituire lo standard di riferimento per la formazione in materia di prevenzione della corruzione.

Per SPAZIOETICO la formazione rappresenta la misura di prevenzione della corruzione più rilevante. Essa dovrebbe essere erogata attraverso modalità innovative che favoriscano la partecipazione ed il coinvolgimento non formale degli agenti pubblici. Ad esempio, l’analisi di casi e concreti e l’apprendimento attraverso “dilemmi etici”.

Contattateci (attraverso il modulo qui sotto) per la pianificazione di un corso ELEARNING o per l’acquisto di un corso dal nostro ELEARNING_FACTORY_CATALOGO_2019.

 

 

LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE NELLE SOCIETA’ E NEGLI ENTI CONTROLLATI O PARTECIPATI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING

 

BADGE_SOC_PARTLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE NELLE SOCIETA’ E NEGLI ENTI CONTROLLATI O PARTECIPATI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Corso in modalità ELEARNING che mira a supportare le società e gli enti in controllo pubblico nel difficile percorso di allineamento alla normativa di prevenzione della corruzione. Il corso prevede moduli di tipo teorico, che approfondiscono le dinamiche dei fenomeni corruttivi; e moduli di tipo operativo, che si concentrano sui sistemi di gestione e sugli obblighi di legge.

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

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100 partecipanti massimo Euro 3.500*

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200 partecipanti massimo Euro 6.000*

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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*22% IVA ESCLUSA

** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Perché prevenire la corruzione nelle società e egli enti in controllo pubblico?

La normativa anticorruzione e le Linee Guida ANAC prevedono una applicazione degli obblighi di prevenzione anche nelle società e negli enti in controllo pubblico. Applicazione non facile, se si tiene conto dell’assetto privatistico di tali organizzazione, che in certi casi rende difficoltosa l’introduzione di ruoli e strumenti pensati per le pubbliche amministrazioni.

Tuttavia, la prevenzione della corruzione è un atto necessario di accountability e di responsabilità sociale, per le organizzazioni private finanziate con risorse pubbliche e che erogano servizi di pubblico interesse.

Spesso le società e gli enti partecipati o controllati dalla pubblica amministrazione sono il terminale di dinamiche di corruzione sistemica, che interferiscono con l’autonoma gestione dei processi di supporto (approvvigionamento, consulenze, assunzioni di personale, contabilità e gestione societaria) e danneggiano l’organizzazione, i cittadini e i soci.

Per gestire in modo efficace questo rischio, è necessario tenere in considerazione non solo gli adempimenti richiesti dalla normativa, ma anche le best practices internazionali, proposte dalle norme ISO sui sistemi di gestione del rischio (ISO 31000 e ISO 37001)  

 

A chi è rivolto?

A tutte le società e gli enti controllati o partecipati dalla pubblica amministrazione.

In particolare, il corso è rivolto alle società in house  che gestiscono servizi di pubblico interesse (trasporto pubblico, gestione dei rifiuti, gestione reti, ecc …) e che forniscono beni e servizi alla pubblica amministrazione.

Il corso è anche rivolto alle amministrazioni controllanti, che vogliano identificare chiaramente gli obblighi e le strategie che devono essere adottate dalle proprie società controllate.

 

Tempi di fruizione

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 8 ore

 

Organizzazione del corso

  • La Teoria dell’Agenzia
  • Asimmetrie informative
  • Il conflitto di interessi
  • Corruzione spicciola, amministrativa e sistemica
  • Le Linee Guida ANAC e il Piano Nazionale
  • Modelli 231 e Misure Integrative di Prevenzione
  • Il sistema di prevenzione della corruzione ISO 37001
  • CASI DI STUDIO

 

 

 

 

IL CODICE SORGENTE DELLA CORRUZIONE. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING

 

BADGE_Codice_sorgenteIL CODICE SORGENTE DELLA CORRUZIONE.
Una lettura del fenomeno corruttivo attraverso il modello «evolutivo» proposto da @SPAZIOETICO

Corso in modalità ELEARNING che guida guida agenti pubblici e organizzazioni alla corretta comprensione del “fenomeno corruttivo”.

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

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100 partecipanti massimo Euro 3.500*

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200 partecipanti massimo Euro 6.000*

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Perché c’è bisogno di “un modello evolutivo”?

In Italia la Legge n. 190/2012 e tutti i Piani Nazionali Anticorruzione approvati da ANAC si occupano di prevenire il rischio di corruzione, non di gestire le dinamiche corruttive. E quindi sono orientate in modo prioritario ad introdurre politiche di controllo dell’azione amministrativa  e obblighi di trasparenza.

Sul fronte della repressione del fenomeno, invece, la strategia è introdurre forme sempre più forti di disincentivazione, aumentando le sanzioni penali, le pene accessorie e le sanzioni interdittive per le persone e le aziende riconosciute colpevoli di reati contro la pubblica amministrazione; potenziando il contrasto alla corruzione sul fronte delle indagini penali (agenti sotto copertura e intercettazioni); e infine rendendo più difficile l’accesso alle misure alternative di detenzione, al lavoro all’esterno del carcere e ai permessi premio peri cittadini che scontano una condanna per peculato, concussione, corruzione, induzione indebita. Sono queste, in estrema sintesi, le misure di repressione della corruzione introdotte dalla recente Legge n. 3/2019 (“Legge Spazza-corrotti”).

Nell’ottobre 2012, Jesper Johnsøn, Nils Taxell and Dominik Zaum hanno mostrato in una ricerca che solo in un numero irrilevante di casi le politiche di contrasto alla corruzione messe in campo dagli Stati hanno avuto successo. Nonostante siano state adottate convenzioni internazionali, normative nazionali e tutta una serie di misure, i numeri sono piuttosto sconfortanti.

Perché non funzionano?

La nostra tesi è che le politiche anticorruzione non funzionano, perché si basano su un modello teorico che spiega solo parzialmente il fenomeno corruttivo, ma che le orienta in modo assoluto a privilegiare la dimensione organizzativa della corruzione. Esse, infatti, sono state costruite esclusivamente sulla base del modello Principale-Agente.

Perché le persone si corrompono? Nessuno dei Piani Nazionali Anticorruzione approvati da ANAC cerca di rispondere a questa domanda. Tutto il sistema di prevenzione è orientato a ridurre i fattori di rischio nei processi, per impedire la corruzione. Ma è una lotta contro un nemico invisibile. Dove sono i corrotti contro cui i piani triennali di prevenzione della corruzione innalzano muri di procedure e accendono fari di trasparenza? Non si sa. E quando i reati di corruzione si verificano, ci si accorge che il sistema non era in realtà in grado di prevedere le dinamiche corruttive.

Dove sono i corrotti? Ce lo chiedono spesso le persone che partecipano ai nostri corsi. Persone che si sentono oneste e che vedono attorno a loro persone oneste. E se magari hanno conosciuto, nella loro vita lavorativa, un Agente pubblico disonesto, queste persone si chiedono se tutti abbiamo un prezzo, oppure se i corrotti sono delle “mele marce”, delle anomalie, delle persone nate male.

Perché le persone si corrompono?

Qualsiasi esperto di anticorruzione rimane muto davanti a questa domanda. Il non detto delle strategie di prevenzione della corruzione è che le persone oneste possono diventare disoneste. E tutto l’arsenale di regole, controlli, adempimenti della Legge 190/2012 serve a difendere le amministrazioni e i cittadini da persone che si credono oneste e che diventano corrotte, spesso senza saperlo.

Il non detto delle strategie di prevenzione è al centro del nostro modello di analisi dei fenomeni corruttivi: il “Modello Evolutivo”.

 

A chi è rivolto il corso?

Ai Responsabili della Prevenzione della Corruzione (RPCT) e a tutti gli agenti e le organizzazioni pubbliche

 

Tempi di fruizione

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 8 ore

 

Contenuti del corso

  • Il Modello Principale-Agente
  • Il Modello Evolutivo
  • Corruzione spicciola, amministrativa e sistemica
  • Processi, interessi e valori: il triangolo della corruzione
  • Decisioni critiche, conflitto di interessi e dilemmi etici
  • Lo spazio economico
  • Lo spazio etico
  • Lo spazio delle regole
  • I pattern relazionali
  • Il codice sorgente della corruzione

 

 

 

IL FENOMENO CORRUTTIVO. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING

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IL FENOMENO CORRUTTIVO.
Processi, interessi e valori

Corso in modalità ELEARNING che guida agenti pubblici e organizzazioni alla corretta comprensione dei fenomeni corruttivi. Il corso analizza i diversi tipi di corruzione (spicciola, amministrativa e sistemica) e approfondisce le diverse dimensioni (etica, economica e organizzativa) del fenomeno.

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

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QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Perché studiare i fenomeni corruttivi?

La Legge n. 190/2012 ha introdotto nelle pubbliche amministrazioni e nelle società in controllo pubblico la figura del Responsabile per la prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT), che deve pianificare e attuare idonee misure di prevenzione dei fenomeni corruttivi.

Tuttavia, il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione rischia di diventare un documento formale senza benefici per l’amministrazione, se non tiene in considerazione e non cerca di governare le dinamiche dei fenomeni corruttivi. 

La corruzione ha diverse facce, che saranno ampiamente illustrate nel corso:

  • Corruzione spicciola: agisce sfruttando l’asimmetria informativa tra Agente pubblico (burocrate/funzionario) e Destinatario (utente dei servizi). Vive ai margini dei processi organizzativi e può essere contrastata attraverso controlli esterni e meccanismi di disincentivazione. Assai più efficaci sembrano essere gli interventi di prevenzione e di riaffermazione dell’interesse primario attraverso strumenti educativi e culturali, nonché di selezione dell’agente pubblico. Efficace sembra essere anche la misura del Whistleblowing. Ovviamente, l’efficacia di queste misure è condizionata dalla circostanza che il Principale VUOLE effettivamente e concretamente combattere le condotte corruttive.
  • Corruzione amministrativa: si annida “nelle pieghe” dei procedimenti della pubblica amministrazione e che inquina gli appalti, le autorizzazioni, le concessioni, le attività di controllo e tutte le altre aree a rischio generali e specifiche, identificate dalla L. 190/2012 e dai Piani Nazionali Anticorruzione. Anche questa tipologia di corruzione può essere contrastata attraverso la riduzione dell’asimmetria informativa del Principale e attraverso strumenti educativi, nonché attraverso le segnalazioni. Anche in questo caso, l’efficacia di queste misure è condizionata dalla circostanza che il Principale VUOLE effettivamente e concretamente combattere le condotte corruttive.
  • Corruzione sistemica: non agisce direttamente sui procedimenti amministrativi, ma agisce a monte (nelle stanze dei bottoni) e li governa dall’esterno: le interferenze e le convergenze tra gli interessi pubblici e privati influenzano le priorità della pubblica amministrazione, l’allocazione delle risorse e persino l’adozione delle leggi, nazionali e regionali.

E’ necessario rendere più incisive ed efficaci le strategie di prevenzione: la L. 190/2012 (e i decreti che l’hanno attuata) si concentra esclusivamente sulla corruzione amministrativa, con un numero eccessivo di adempimenti e di controlli formali sull’operato dei dipendenti pubblici e una scarsa attenzione per la gestione dei fattori di rischio. La corruzione sistemica, invece, non viene in alcun modo presa in considerazione dalla normativa.

Il primo passo da fare è prendere atto della complessità del “FENOMENO CORRUTTIVO“.

 

A chi è rivolto il corso?

Agli RPCT e a tutti gli agenti e le organizzazioni pubbliche

 

Tempi di fruizione

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 8 ore

 

Contenuti del corso

  • La Teoria dell’Agenzia
  • Asimmetrie informative
  • Corruzione spicciola, amministrativa e sistemica
  • Processi, interessi e valori: il triangolo della corruzione
  • L’analisi dei processi
  • L’identificazione del rischio di corruzione
  • CASI DI STUDIO

 

 

 

IL CONFLITTO DI INTERESSI IN AMBITO SANITARIO. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING

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IL CONFLITTO DI INTERESSI IN AMBITO SANITARIO

Corso in modalità ELEARNING che guida il professionista clinico in ambito sanitario nella corretta valutazione di un conflitto di interessi in ambito sanitario

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

DISPONIBILE ANCHE CON ACCREDITAMENTO ECM

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO*** CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

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100 partecipanti massimo Euro 3.500*

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200 partecipanti massimo Euro 6.000*

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

*** I costi si riferiscono ad un corso NON ACCREDITATO ECM. 

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Cosa è un conflitto di interessi?

Il conflitto di interessi è una situazione, uno “stato di cose” particolare, che si instaura tra il professionista clinico in ambito sanitario, gli interessi della sua sfera privata e le attività o le decisioni che deve gestire.

Visto da questa prospettiva, il rischio di conflitto di interessi è associato a determinati “scenari” o situazioni e non a comportamenti, perché i comportamenti che il professionista clinico in ambito sanitario potrebbe mettere in atto, per favorire il proprio interesse secondario a discapito dell’interesse primario, rientrano già nella casistica del rischio di corruzione.

 

A chi è rivolto il corso?

A tutti i responsabili della prevenzione della corruzione in ambito sanitario (ASL, Ospedali, ecc…) che vogliono approfondire il conflitto di interessi e le modalità di valutazione, emersione e gestione.

A tutti i professionisti clinici che si trovano, in ambito sanitario pubblico, a dover dichiarare situazioni di assenza o presenza di conflitto di interessi.

 

Tempi di fruizione

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 8 ore

 

Perché un corso sul conflitto di interessi in ambito sanitario?

L’attuale configurazione della gestione del conflitto di interessi nel Sistema Sanitario Nazionale è assai discutibile, tutta centrata su procedure di emersione formali e burocratiche che non prendono in alcuna considerazione né la consapevolezza degli operatori sanitari, né quella delle organizzazioni pubbliche (Ospedali, ASL, ecc.) che dovrebbero gestirli.

C’è molto da fare su questo tema, ma ci dobbiamo chiedere se, oltre la compilazione dei moduli o la firma apposta in calce alla dichiarazione di assenza di conflitto di interessi, si possano trovare soluzioni più mirate ed adeguate al mondo sanitario; se non sia il caso, cioè, di lanciare una “sfida” ai professionisti della sanità pubblica sul piano della consapevolezza e della responsabilità. 

Esiste una generale sottovalutazione del conflitto di interessi oppure una sovrapposizione tra conflitto di interessi e corruzione, con la conseguenza che gli operatori sanitari che prestano la propria attività professionale presso strutture pubbliche o convenzionate hanno paura a far emergere anche le situazioni potenzialmente confliggenti perché pensano che verranno messi sotto accusa dall’organizzazione o dall’opinione.

Il conflitto di interessi è un fattore di rischio perché aumenta il livello di incertezza in merito all’esito delle decisioni di un operatore pubblico. Deriva dalle reti di relazioni delle persone e può degenerare in corruzione se non viene fatto emergere e gestito. A dire il vero, il conflitto di interessi si rapporta ad una situazione che comincia ben prima del verificarsi di un vero e proprio “conflitto”.

In Francia, ad esempio, la recente legislazione ha introdotto il concetto di “lien d’intérêts”, ovverosia «collegamento di interessi».  Sono gli interessi che prendono vita dalla modificazione delle condizioni del contesto di vita personale o professionale di un individuo, dal ricevere incarichi extra-istituzionali, dallo svolgere compiti di formazione, ricerca o sperimentazione per operatori privati, dal ricevere “benefit” da aziende farmaceutiche o produttrici di macchinari. Tali collegamenti non sono situazioni da sanzionare o da mettere al bando, di per sé.

E’ inevitabile, infatti, che i professionisti abbiano interazioni più o meno intense con il mondo degli interessi privati del sistema sanitario. Questa circostanza, peraltro, permette alle organizzazioni del Sistema Sanitario Nazionale di operare potendo contare su expertise informate e competenti. Data la complessità del sistema sanitario, occorre considerare il patrimonio di relazioni ed esperienze come un valore aggiunto della componente clinica di un’organizzazione pubblica.

Pertanto, è sbagliato attribuire ai professionisti che sviluppano o mantengono reti di relazioni e promuovano collegamenti di interessi autonomamente da quelli promossi dall’Azienda pubblica, il marchio di “criminale”.

A patto che tali interessi siano fatti emergere e, nei casi in cui dovessero risultare anche solo potenzialmente confliggenti con l’interesse primario dell’Azienda pubblica o tendano ad influenzare in maniera inappropriata le decisioni, le attività o la reputazione dell’organizzazione, siano gestiti attraverso condotte predeterminate e trasparenti.

Per coloro che, invece, promuovono consapevolmente interessi secondari a scapito degli interessi primari dell’Azienda pubblica non ci deve essere spazio. Un conflitto di interessi non gestito o gestito con una certa indulgenza comunica all’organizzazione un messaggio di disimpegno della leadership o, peggio, di collusione che è, in molti casi, prodromico alla corruzione.  

 

Obiettivi del corso

  • Promuovere una corretta definizione di conflitto di interessi
  • Esplorare relazioni e bisogni che nutrono gli interessi
  • Scoprire la particolare configurazione del conflitto tra interessi primari
  • Eseguire una corretta valutazione del conflitto di interessi
  • Gestire correttamente il conflitto di interessi (dovere di segnalazione, obbligo di astensione).

 

Struttura del corso

MODULO 1. DEFINIRE IL CONFLITTO DI INTERESSI IN AMBITO SANITARIO

1.1. Una definizione di conflitto di interessi

1.2. Conflitto di interessi e incompatibilità

1.3. Il conflitto di interessi in ambito sanitario

1.4. Esercitazioni e valutazione dell’apprendimento

MODULO 2. INDIVIDUARE LE MINACCE TIPICHE E ATIPICHE ALL’IMPARZIALITA’ DELL’AGENTE PUBBLICO

2.1. La percezione dei bisogni

2.2. I “pattern” relazionali

2.3. Le relazioni interpersonali

2.4. Le relazioni di delega

2.5. Le relazioni di scambio

2.6. Costruire una mappa delle relazioni sensibili

MODULO 3. RICONOSCERE UN CONFLITTO DI INTERESSI

3.1. Il quadro normativo

3.2. Intensità assoluta e percepita delle relazioni della sfera privata

3.3. Ambiti di interferenza nel processo organizzativo: attività, decisioni, informazioni

3.4. La valutazione del conflitto di interessi in 3 passi

MODULO 4. GESTIRE IL CONFLITTO DI INTERESSI

4.1. La responsabilità dell’agente pubblico: dovere di segnalazione e obbligo di astensione

4.2. La responsabilità dell’organizzazione: leadership, regole e formazione

 

 

 

IL CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING.

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IL CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI.

 

Corso in modalità ELEARNING che guida i dipendenti pubblici ad esplorare le regole del codice di comportamento nazionale.

100% online
Tempi di fruizione: 12 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

VIDEO DI PRESENTAZIONE DEL CORSO

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

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100 partecipanti massimo Euro 3.500*

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200 partecipanti massimo Euro 6.000*

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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*22% IVA ESCLUSA

** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici

In Blind Spots (2011), Max Bazerman e Ann Tenbrunsel dimostrano in maniera brillante come la rimozione dell’etica nei processi decisionali abbia condotto a scandali, corruzione, addirittura catastrofi, come il disastro dello shuttle Challanger.

La conformità è essenziale in un’organizzazione, dal momento che rende chiari i confini entro cui ci si può muovere; tuttavia, se la formazione si riduce ad essere un mero trasferimento di regole e procedure, si finisce per compromettere l’autonomia decisionale dei dipendenti.

Il campo dell’etica dei comportamenti è ricco di promesse.

Si tratta di capire come le persone decidono quando si trovano a fronteggiare un dilemma etico. C’è molta distanza tra la percezione delle regole in astratto ed il comportamento in concreto delle persone, soprattutto se si considerano i diversi contesti lavorativi in cui siamo immersi.

 

A chi è rivolto?

A tutti i dipendenti pubblici, senza limite alcuno.

 

Tempi di fruizione?

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 12 ore

 

Perché un corso sul codice di comportamento?

La necessità di rafforzare lo “spazio etico” dei dipendenti pubblici, pertanto, è ormai una pratica consolidata a livello internazionale e si costruisce e si realizza attraverso la cosiddetta “formazione valoriale” (o “formazione all’etica, alla legalità, all’integrità”).

Il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), alla sezione 3.1.12., propone anche per l’Italia l’attivazione di questa pratica attraverso una specifica misura obbligatoria “FORMAZIONE”, che deve essere inserita nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.).

In virtù di tale disposizione, le amministrazioni dovranno attivare percorsi formativi su due livelli:

livello specifico, rivolto al responsabile della prevenzione, ai referenti, ai componenti degli organismi di controllo, ai dirigenti e funzionari addetti alle aree a rischio;

livello generale, rivolto a tutti i dipendenti: riguarda l’aggiornamento delle competenze (approccio contenutistico) e le tematiche dell’etica e della legalità (approccio valoriale).

In particolare, il Piano Nazionale Anticorruzione, a proposito di formazione generale con approccio valoriale, riporta: “Le amministrazioni debbono avviare apposite iniziative formative sui temi dell’etica e della legalità: tali iniziative debbono coinvolgere tutti i dipendenti ed i collaboratori a vario titolo dell’amministrazione, debbono riguardare il contenuto dei Codici di comportamento e il Codice disciplinare e devono basarsi prevalentemente sull’esame di casi concreti; deve essere prevista l’organizzazione di appositi focus group, composti da un numero ristretto di dipendenti e guidati da un animatore, nell’ambito dei quali vengono esaminate ed affrontate problematiche di etica calate nel contesto dell’amministrazione al fine di far emergere il principio comportamentale eticamente adeguato nelle diverse situazioni“.

La lettura di queste disposizioni normative ci porta a considerare la cosiddetta “formazione valoriale” come uno strumento di recupero di efficienza ed efficacia, nonché di credibilità complessiva, del settore pubblico in Italia. Il modello contiene tutti gli elementi che, attraverso la formazione valoriale, potranno essere trasferiti ai dipendenti pubblici in questa nuova prospettiva. Per questo crediamo che una naturale evoluzione della Scuola sia proprio nello sviluppo di contenuti e modelli formativi per il settore pubblico che necessità (forse anche più di qualsiasi altro settore) di metodologie innovative in materia di formazione.

 

Organizzazione del corso

  • 1-3 CdC_PA. Introduzione al Codice di Comportamento come misura del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
  • 4 CdC_PA. Il divieto di accettare compensi, regali e utilità; una regola che viene da lontano
  • 5, 6, 7 CdC_PA. Il Conflitto di interessi. Il dovere di segnalazione e l’obbligo di astensione.
  • 8 CdC_PA. Il Whistleblowing e ed il “comportamento di segnalazione”
  • 9 CdC_PA. La pubblicazione dei dati e l’obbligo di tracciabilità del processo decisionale
  • 10 e 11 CdC_PA. Il comportamento nei rapporti con i privati e il comportamento in servizio
  • 12 CdCPA. Il comportamento del dipendente pubblico nei rapporti con il pubblico
  • 13 CdC_PA. Il comportamento del dirigente e la leadership etica

 

 

 

 

 

TRASPARENZA E PRIVACY. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING.

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TRASPARENZA E PRIVACY.
Data governance, bilanciamento tra interessi, soluzioni organizzative.

Corso in modalità ELEARNING che  guida le amministrazioni ed i dipendenti a mettere in campo una corretta politica di DATA GOVERNANCE, che sappia far dialogare trasparenza e privacy.

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

SE92

100 partecipanti massimo Euro 3.500*

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200 partecipanti massimo Euro 6.000*

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500 partecipanti massimo Euro 10.000*

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*22% IVA ESCLUSA

** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Privacy e Trasparenza: quale relazione?

L’accesso generalizzato alle informazioni della pubblica amministrazione (introdotto dal d.lgs. 97/2016) e la tutela della Privacy  sembrano  destinate ad entrare sempre in conflitto, soprattutto dopo l’entratain vigore del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR).

In realtà, Trasparenza e Privacy sono due facce di una stessa medaglia, chiamata DATA GOVERNANCE ed è possibile e possono essere gestite con i medesimi strumenti di risk assessment.

 

A chi è rivolto?

Il corso è rivolto a tutte le pubbliche amministrazioni.

In particolare è rivolto ai responsabili della trasparenza, ai DPO e ai soggetti che devono gestire i dati e le informazioni generate o detenute dalla pubblica amministrazione

 

Tempi di fruizione?

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 12 ore

 

Contenuti del corso

  • Dati, informazioni e documenti
  • I canali di accesso alle informazioni della pubblica amministrazione
  • L’Accesso Civico Generalizzato
  • Il GDPR
  • Il ciclo di vita delle opportunità
  • Supporti, minacce e pregiudizi
  • Rischi e opportunità associate alla divulgazione delle informazioni
  • La trasparenza come : “rischio accettabile” o “opportunità limitata”?

 

 

 

 

 

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