@spazioetico

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

IL CONTRASTO AL RICICLAGGIO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Etica della segnalazione, strumenti di segnalazione, esercitazioni su casi

FORMAZIONE GENERALE CON APPROCCIO CONTENUTISTICO E VALORIALEattraverso il modello SPAZIOETICO

Durata: 1 giornata da 5 ore

Formatori: 1 formatore (Massimo Di Rienzo CODICE MEPA SEMDR5 o Andrea Ferrarini CODICE MEPA SEAF5)

Costo: 1.200 euro (+22%iva + 4%inps)

Destinatari: ENTI LOCALI, AMMINISTRAZIONI DEL SERVIZIO SANITARIO  (ogni altro Ente coinvolto nell’applicazione della legge 190/2012)

Obiettivo del percorso formativo. ALFABETIZZAZIONE su:

  • ANTIRICICLAGGIO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

Il decreto ministeriale 25 settembre 2015 (Allegato 1) ha declinato degli specifici indicatori di anomalia, raggruppati per tipologia di indicatore:

  • gli indicatori connessi con l’identità o il comportamento del soggetto cui è riferita l’operazione;
  • gli indicatori connessi con le modalità di richiesta o esecuzione delle operazioni;
  • gli indicatori specifici per settore di attività.

Come si usano gli indicatori?

 

CONTENUTI DEL CORSO:

  • Il sistema antiriciclaggio
  • Il ruolo delle pubbliche amministrazioni
  • Etica delle segnalazioni
  • Strumenti per le segnalazioni
  • La collaborazione attiva
  • Analisi di casi

 

Il modello di formazione proposto

@SPAZIOETICO privilegia una formazione basata sull’esame di “casi concreti”, con riferimento a situazioni, fatti e vicende che
i dipendenti vivono e osservano nello svolgimento della loro quotidiana attività professionale. Per questo, nella giornata inseriremo dei “case-history”, cioè dei “casi concreti” nei quali un personaggio di nostra invenzione affronta il suo percorso di approfondimento della materia a seguito dell’emersione di un dilemma etico.

La didattica, prevalentemente proposta con modalità residenziale, si caratterizza per una metodologia socio-costruttivista in quanto tiene in considerazione il punto di vista di chi osserva, di chi esamina, considerera il sapere come qualcosa che non può essere ricevuto in modo passivo (come affezione del mondo esterno) da un soggetto, ma che risulta dalla relazione fra un soggetto attivo e la realtà. La realtà, in quanto oggetto della conoscenza, viene dunque ri-creata in sede di formazione attraverso un continuo “fare esperienza” di essa. Si determina dal modo, dai mezzi, dalla disposizione nell’osservarla, conoscerla e comunicarla. Si forma nei processi d’interazione ed attraverso l’attribuzione di significati all’esperienza. In questi processi il linguaggio ha certamente un ruolo fondamentale. La “costruzione” si poggia quindi su mappe cognitive che servono agli individui per orientarsi e costruire le proprie interpretazioni.

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