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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

TRASPARENZA E ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO. Origini storico-culturali, uso della checklist per la gestione delle istanze, esercitazione su casi

FORMAZIONE GENERALE CON APPROCCIO CONTENUTISTICO E VALORIALEattraverso il modello SPAZIOETICO

Durata: 1 giornata da 5 ore

Formatori: 1 formatore (Massimo Di Rienzo CODICE MEPA SEMDR3 o Andrea Ferrarini CODICE MEPA SEAF3)

Costo: 1.200 euro (+22%iva + 4%inps)

Destinatari: ENTI LOCALI, AMMINISTRAZIONI DEL SERVIZIO SANITARIO  (ogni altro Ente coinvolto nell’applicazione della legge 190/2012)

Obiettivo del percorso formativo. ALFABETIZZAZIONE su:

  • ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO

Il d.lgs 97/2016 ha introdotto l’istituto dell’accesso civico generalizzato. Si tratta di una modalità di accesso a dati e informazioni prodotte o detenute dalle pubbliche amministrazioni molto più ampio rispetto al passato. L’accesso civico generalizzato riconosce a chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, l’accesso ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati, e salvi i casi di segreto o di divieto di divulgazione previsti dall’ordinamento.

Per le pubbliche amministrazioni italiane il nuovo accesso civico generalizzato rappresenta sia un’opportunità che una sfida.

Un’opportunità perché esso apre la strada all’instaurarsi di una nuova modalità di relazione che avvicina l’amministrazione ai cittadini/utenti e agli osservatori qualificati, migliorando la qualità dei processi partecipativi ed il controllo sull’operato e sui risultati della PA.

Una sfida perché il senso profondo del nuovo accesso civico generalizzato non risiede tanto nella disponibilità di un’amministrazione di “pubblicare” un’informazione o un dato o un documento, quanto piuttosto nella sua capacità di “mettersi al servizio” di chi richiede le informazioni con un atteggiamento di massima apertura.

Per accettare la sfida della trasparenza, le amministrazioni devono adottare adeguate soluzioni organizzative, quali, ad esempio, valorizzare risorse interne che dialogano con gli uffici che detengono i dati richiesti, raccogliere le richieste di accesso pervenute nel cosiddetto “registro degli accessi”, imparare a dialogare con i cittadini che richiedono dati e informazioni attraverso una cooperazione attiva, catalogare dati, informazioni e documenti per rispondere efficacemente alle richieste senza appesantire il lavoro degli uffici.

Risulterà, inoltre, cruciale gestire le istanze di accesso con un atteggiamento diverso dal passato, dal momento che l’istituto viene introdotto all’interno di un contesto normativo che contempla altri meccanismi di accesso. L’accesso documentale (o “accesso agli atti”) introdotto nel 1990 con la legge 241 prevede un meccanismo analogo, mentre l’accesso civico “semplice”, introdotto con il d.lgs 33/2013 introduce un meccanismo di controllo sull’attuazione degli obblighi di pubblicazione per le pubbliche amministrazioni.

 

Il corso mira a illustrare le seguenti tematiche:

  1. Elementi di base che costituiscono il nuovo diritto di accesso civico generalizzato ed il rapporto con le altre tipologie di accesso.
  2. Illustrazione di casi concreti: il formatore guida i partecipanti nel complesso processo di gestione di un’istanza di accesso civico generalizzato. Viene introdotta la check-list per la gestione delle istanze.
  3. Illustrazione di strumenti per effettuare correttamente il cosiddetto “bilanciamento degli interessi”. La norma, infatti, prescrive che occorre valutare la prevalenza, da una parte, dell’“interesse pubblico a conoscere”, dall’altra degli interessi pubblici o privati a tenere riservati dati e informazioni, se e in quanto la loro apertura è idonea a determinare un pregiudizio concreto, in conformità con la disciplina legislativa in materia.
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