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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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Nuove risorse disponibili su @spazioetico

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Carissimi lettori,

In vista della scadenza di gennaio 2018 per la presentazione degli aggiornamenti ai Piani triennali di prevenzione della corruzione, @spazioetico mette a disposizione NUOVE RISORSE sulle materie di maggior interesse.

Si tratta di 6 nuove presentazioni, scaricabili dal profilo SLIDESHARE che abbiamo realizzato (Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini) in quest’ultimo mese, frutto di interminabili chiacchierate tra di noi e di più di un centinaio di incontri con amministrazioni pubbliche nell’arco dell’anno 2017.

Abbiamo, in particolare, notevolmente approfondito un nuovo modello di analisi della corruzione che prende in considerazione tre “dimensioni. A noi sembra che affrontino meglio la complessità di questo fenomeno.

Le tre dimensioni sono: la dimensione organizzativa, quella economica e quella eticaE’ il cosiddetto “triangolo della corruzione”.

triangolo_corruzione

Le presentazioni sono:

Tutte le presentazioni contengono uno o più “casi” o “dilemmi etici“.

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La corruzione è un “meme” (prima parte)

MASSIMO: Caro Andrea, che ne dici? Ci prendiamo una piccola pausa dal conflitto di interessi? “ALLEGGERIAMO” un po’?

ANDREA: Ma sì, dài. Che mi proponi?

MASSIMO: Un caso sulla “gestione del post-mortem” in ambito ospedaliero pubblico! Uno dei processi più esposti a rischio di corruzione, secondo un po’ tutti.

ANDREA: Alla faccia dell’”ALLEGGERIMENTO”! Va bene, allora immaginiamo un Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPCT) alle prese con questo processo. Cosa direbbe? Cosa farebbe?

 


Il dott. Mario Illuminati, RPCT dell’Azienda Ospedaliera di Caciucco, sta aggiornando l’analisi dei rischi del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione. Un lavoro molto impegnativo! Specialmente se lo si fa da soli, senza coinvolgere i dirigenti e il personale (amministrativi e sanitari), che gestiscono le diverse attività della ASL!

Il dott. Illuminati, quest’anno, vuole aggiornare il Piano inserendo misure specifiche in grado di gestire e azzerare il rischio di corruzione!

1aIl rischio di corruzione legato al post-mortem dipende dal fatto che ancora troppe persone muoiono in ospedale. Se le persone morissero in casa loro, questo rischio non ci sarebbe più.

Sta analizzando il processo di gestione del post-mortem (che il PNA 2015 include tra quelli “tipicamente” a rischio di corruzione) e si ricorda un passaggio del PNA, in cui si legge che “in Italia la maggior parte dei decessi avviene in ambito ospedaliero”. Il dott. Illuminati si ricorda di aver letto un articolo, in cui si diceva che nel Regno Unito, in Canada e negli USA stanno aumentando le persone che muoiono a casa loro … ed ha un idea che a suo parere è geniale.

1a“L’ospedalizzazione della morte” non è un dato di fatto indiscutibile, ma piuttosto (come scriveva Ivan Illich già nel 1976) è il prodotto di una iatrogenesi culturale, che ha ridotto il dolore (e la morte) a problema tecnico e lo ha privato del suo significato personale”.

Il dott. Illuminati, quindi, vorrebbe inserire nel PTPC un obiettivo “sfidante”: ridurre, entro il 2020, il numero dei decessi in ospedale, facendo crescere, attraverso corrette campagne di comunicazione e responsabilizzazione, il numero di famiglie che sceglieranno di portare a casa il proprio congiunto, nell’imminenza della sua morte.


 

MASSIMO: Accidenti Andrea, che strana idea! Per ridurre il rischio di corruzione nell’ospedale … si mettono i malati fuori dall’ospedale!

ANDREA: E’ vero Massimo! Sarebbe come se un’azienda licenziasse tutti i suoi operai, per ridurre il rischio che abbiano degli infortuni!

MASSIMO: Povero dott. Illuminati. Lo dovremmo avvertire che sta prendendo un bel granchio. Che ne dici di inventarci un caso divertente, da pubblicare su @spazioetico, per farlo ragionare …

ANDREA: D’accordo …  anche se con il post-mortem, come ti dicevo, c’è poco da divertirsi…

 


GEMELLI DIVERSI. UGUALI DI FRONTE ALLA MORTE… 

SEMPRONIOIl signor Sempronio Eutanasi è stato ricoverato nell’Ospedale di Caciucco, a seguito delle complicanze di una malattia oncologica.

Purtroppo, i medici, che lo hanno in cura dagli esordi della malattia, hanno decretato che non è più possibile fare nulla …

11-12-aIl signor Eutanasi ha un figlio, che si chiama Tizio, che vive a Caciucco e che è stato vicino al padre per tutta la malattia, insieme alla sua famiglia.

 

PRIMA PARTE: L’AVVICINAMENTO A TIZIO

5b.jpgDopo aver ricevuto la triste notizia, Tizio viene avvicinato da un infermiere del reparto, famoso per la gentilezza e l’umanità con cui tratta i pazienti ricoverati. “Mi dispiace molto per suo padre” gli dice “era un uomo forte, ma purtroppo non siamo riusciti a fare il miracolo …”.

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Lo so” dice Tizio “siete stati tutti molto umani e professionali. Sinceramente mi spiace per mio padre. Ma se è venuta la sua ora, è giusto non accanirsi con le cure. Tra l’altro per me e mia moglie è sempre più difficile conciliare il lavoro, i figli e le presenze qui in ospedale … non voglio neanche pensare quanto tempo dovremo perdere, io e mia moglie, per organizzare la camera ardente e il funerale”. 

5b.jpgLo capisco” dice l’infermiere “un padre non muore tutti i giorni. Per fortuna, ormai, qui in ospedale pensiamo a tutto noi, insieme alle pompe funebri”.

Veramente?” chiede Tizio, stupito. 11-12-a

5b.jpgCertamente! Se vuole, Le posso indicare il nome di una ditta di fiducia, che si occupa di queste cose e farle avere un preventivo. Ma non oggi … oggi suo padre è ancora tra noi! Le lascio il mio numero di telefono. Così mi può chiamare anche se non sono di turno”.

 

 

SECONDA PARTE: L’AVVICINAMENTO A CAIO

11-12-aTizio ha un fratello, gemello, che si chiama Caio. Tizio e Caio non si parlano da anni dopo aver litigato durante un pranzo domenicale in famiglia.

11ir12.jpgCaio da anni non vive più in Italia: si è trasferito in Canada da molti anni. Tuttavia, quando ha saputo delle gravi condizioni del padre, ha preso il primo volo ed è tornato a Caciucco.

Tizio e Caio, per evitare di incontrarsi (perché si odiano) vanno in ospedale in momenti diversi della giornata: Tizio durante la pausa pranzo e Caio all’ora di cena. Visto che sono uguali come due gocce d’acqua, tutti pensano che il signor Sempronio Eutanasi abbia un solo figlio, che viene a trovarlo due volte al giorno.

MartaUna sera, all’ora di cena, Caio viene apostrofato dalla signora che porta i pasti ai malati nelle camere. “Mi hanno detto di non portare da mangiare a suo padre … si è aggravato, vero? Povero signor Sempronio! Mangiava sempre tutto, anche se si lamentava della qualità del cibo”.

11ir12.jpgPurtroppo” dice Caio con voce rotta “Non c’è più nulla da fare! Mi spiace solo che debba morire qui in ospedale…

MartaMa non è mica obbligatorio morire in ospedale!” esclama la signora. “certamente … se non sapete come muovervi non vi autorizzano. Sa com’è, per l’ospedale è più comodo che le persone muoiano qui.

 

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E come posso fare per portarlo a casa?” chiede Caio.

 

Marta

 

Signore mio” risponde grave l’addetta ai pasti “deve compilare dei moduli e mandarli in diversi uffici. E poi deve chiedere anche il Nulla Osta al Comune, pre-avvisare le pompe funebri e chiamare i vigili del fuoco…

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Anche i vigili del fuoco?” chiede Caio allibito.

 

Marta

 

Certamente: le bare sono fatte di legno e per metterle in casa ci vuole una pre-verifica dei vigili del fuoco”.

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Accidenti” dice Caio grattandosi la barba “In Canada, dove abito io, non è così complicato. Basta dire all’ospedale che si porta a casa la persona”.

 

Marta

 

Signore mio” sospira la signora “qui in Italia siamo esperti nel rendere difficili le cose facili! Ad ogni modo, io conosco una associazione, tipo la Croce Rossa, ma privata, che, proprio per favorire i decessi fuori dall’ospedale, si occupa di richiedere tutti i permessi e può trasportare suo padre a casa”.

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Ma i vigili del fuoco? Contattano loro anche quelli?

Marta

 

Certamente e si occupano anche della bara, del funerale e di tutto il resto. A un prezzo contenuto. Ma bisogna fare presto…

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Ci penserò. Prima devo convincere mio fratello”.

 

 

TERZA PARTE: UNA GUERRA TRA POVERI

Il giorno seguente, l’infermiere e l’addetta ai pasti si incontrano per caso alla macchinetta del caffè.

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Come vanno gli affari?” chiede lui, ridendo sotto i baffi

Marta

 

Abbastanza bene … ho trovato un “pollo” che vuole far morire suo padre in casa. Ho già avvisato quelli dell’ambulanza. Perché secondo me stasera mi dice di sì. Poi loro fanno “la mezza” con le pompe funebri “Hora Pacis”, che fanno a loro volta “la mezza” con me. Tu invece?

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La solita routine: c’è il signor Eutanasi che sta per rendere l’anima al creatore e suo figlio mi ha chiesto se gli segnalo qualcuno delle pompe funebri. Mi sa che sta volta chiamo quelli della “Ora pro Nobis”, che è un po’ che non li chiamo… e forse riesco a farmi dare la mancia anche dal figlio!

Marta

 

Ma come!!!” esclama adirata la signora “il figlio del signor Eutanasi è venuto anche da me! Non è che mi stai rubando i clienti?

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Certo che no: è venuto prima da me… quindi sei tu, al massimo, che mi hai rubato il cliente!”

Marta

 

Sai cosa ti dico?” sospira l’addetta ai pasti “Secondo me ci sta facendo perdere solo tempo… e non sarebbe il primo. Dobbiamo capire se c’è qualche altro “collega” che gira per l’ospedale e cerca di farci le scarpe!

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Hai ragione” conclude l’infermiere “Pensa tu che fatica che bisogna fare, oggi giorno, per arrotondare lo stipendio… ai tempi di mio padre era tutto diverso!

 

 

QUARTA PARTE: EPILOGO

Intanto, in reparto, Tizio e Caio sono nella camera di loro padre. Si sono dati appuntamento in ospedale, per decidere il da farsi. Il signor Eutanasi sta dormendo, con il viso sereno. Probabilmente gli hanno dato dei sedativi. Le sue funzioni vitali sono costantemente monitorate su uno schermo, attaccato alla parete accanto al letto.

11-12-aSecondo me è meglio che lo lasciamo qui” dice Tizio con decisione “così fanno tutto quelli delle pompe funebri… ci pensa l’infermiere, che è tanto gentile”.

11ir12.jpgSì, però papà avrebbe voluto morire nel suo letto di casa… è un po’ più complicato: bisogna chiamare anche i vigili del fuoco. Ma quelli dell’ambulanza, che lo porteranno a casa, penseranno loro a tutto”.

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Io non ho tempo di stare a casa di papà, ad accogliere quelli che vengono a fare le condoglianze… la camera mortuaria dell’ospedale è molto più comoda”.

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Sei sempre il solito menefreghista”.

11-12-a

 

E tu sei sempre quello che complica le cose facili!

 

Tizio e Caio stanno per mettersi a litigare, quando vedono che Sempronio Eutanasi si sta agitando. L’uomo sembra essersi improvvisamente svegliato da un lungo sonno. Apre gli occhi, si toglie il respiratore, si mette seduto e li guarda con viso spiritato. Poi comincia a parlare, con una voce che sembra venire dall’oltretomba:

SEMPRONIO

 

Siete i soliti imbecilli! Io non so come ho fatto a mettere al mondo due figli così. Secondo me visto che siete gemelli, madre natura non aveva abbastanza cervello e ve ne ha messo metà a testa!”

 

Tizio e Caio guardano il padre “redivivo” senza parole. E il padre continua a parlare:

SEMPRONIOMa non vi siete accorti che quei due, l’infermiere e l’addetta mensa, vi stanno fregando? Fingono di aiutarvi, ma in realtà vi indirizzano a qualche ditta o qualche associazione di loro conoscenza, per prendersi un pezzo dei guadagni!”

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Ma allora… non dobbiamo chiamare i vigili del fuoco!” esclama Caio.

SEMPRONIO

 

Certo che no: secondo te i pompieri perdono il loro tempo a controllare le bare da morto?”

 

 

Tizio e Caio rimangono in silenzio, imbarazzati. Il padre ricomincia a parlare:

SEMPRONIOSe avessi tempo, chiamerei il notaio per rifare il testamento e diseredarvi. ma purtroppo, non ho più tempo. Siete fortunati! Sul testamento ho anche scritto le mie ultime volontà: voglio essere cremato. Ho anche scritto il nome della ditta da contattare. E’ la “Cinerem Reverteris”… conosco il titolare, il signor Lucio Fiamma. E’ uno che sa il fatto suo”.

 

Improvvisamente, Sempronio Eutanasi si accascia sul letto e muore. I figli lo guardano con le lacrime agli occhi, tirando un sospiro di sollievo…


 

ANDREA:  Allora? Come ti sembra?

MASSIMO: Mi sembra divertente e irriverente… forse il dott. Illuminati, quando lo leggerà, capirà un po’ di cose. Pubblichiamolo!


1aIl dott. Mario Illuminati, RPCT dell’Azienda Ospedaliera di Caciucco, ha appena finito di leggere il post di @spazioetico. Ed è visibilmente arrabbiato. “Accidenti!” esclama “Uno non fa in tempo ad avere una bella idea… e subito arriva qualcuno che gliela smonta! Io pensavo di risolvere il problema della corruzione post-mortem mandando i pazienti a morire a casa loro e cosa scopro? Che la corruzione “esce dalla porta” ed entra nell’ambulanza… Corruzione deambulante… non me lo sarei mai immaginato!”


 

MASSIMO: E’ proprio vero, caro il mio RPCT. La corruzione, secondo il Manuale di Integrity Action, è un “meme”, cioè un “fenomeno che evolve costantemente attraverso un processo di selezione naturale”. Per questo è così difficile da contrastare. Se tu inserisci una misura di prevenzione, pensando di risolvere il problema, non fai altro che aprire le porte a nuove e più evolute forme di corruzione. 

ANDREA: Perciò è così importante l’attività di monitoraggio delle misure! Già, io ho altri esempi di questo “memetismo” della corruzione. Te ne racconterò uno veramente diabolico in uno dei prossimi post di @spazioetico.


 MORALE (?) C’E’ PIU’ CORRUZIONE IN CIELO E IN TERRA, ORAZIO, DI QUANTA NE SOGNI LA TUA IATROGENESI CULTURALE!!!


 

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Verso una formazione “COMPL-ETICA”

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La promozione di sempre maggiori standard di legalità nelle organizzazioni pubbliche e private non sembra arrestare il verificarsi di scandali di corruzione e di situazioni di ampia e diffusa illegalità. E’ un problema di falsa percezione o ci sono delle ragioni più profonde? Ad esempio, quanto conta la formazione? E quanto conta come si fa formazione in questo settore?

Quando si tratta di promuovere l’integrità attraverso la formazione, le organizzazioni pubbliche e private fronteggiano lo stesso dilemma: privilegiare la diffusione tra i dipendenti delle procedure adottate in risposta ai rischi e delle norme che si applicano ad un determinato ambito, oppure promuovere l’autonomia decisionale e la capacità dei dipendenti di categorizzare correttamente un evento?

La formazione alla conformità (o compliance aziendale”) in ambito privato e la cosiddetta “formazione specialistica” in ambito pubblico si concentrano su quello che un dipendente non dovrebbe fare. Pensiamo al tema delle incompatibilità nel pubblico oppure alle politiche di gestione dei doni e altre utilità in ambito privato.

L’ethics training in ambito privato o la “formazione valoriale” in ambito pubblico, invece, si concentrano su quello che i dipendenti dovrebbero fare in termini di corretta identificazione di un evento critico e di gestione dell’evento stesso. Questa tipologia di formazione raggiunge la massima utilità se affrontata attraverso i “dilemmi etici” che pongono i dipendenti di fronte a situazioni reali e che “allenano” allo sviluppo e alla manutenzione dello spazio etico.

Per molto tempo i due approcci sono stati totalmente alternativi. Anche a causa della difficoltà di reperire specialisti che possedessero uno spettro di competenze tali da assorbire entrambi i campi.

In realtà molti osservatori ritengono che una combinazione dei due approcci sia la soluzione migliore, se si pensa che le attuali piattaforme tecnologiche per la formazione consentono di svolgere la formazione alla conformità aziendale a distanza, mentre la formazione valoriale garantisce i risultati migliori se fatta in presenza.

Facciamo un esempio. Sia in ambito pubblico che privato il conflitto di interessi è un tema centrale. La formazione alla conformità definisce i confini normativi e procedurali delle varie incompatibilità che si generano dal conflitto di interessi. La conformità, inoltre, illustra il quadro procedurale all’interno di cui i dipendenti si devono muovere (segnalazione e astensione). Questo tipo di formazione, pertanto, potrebbe essere utilmente svolta online perché, dopotutto, si tratta di fornire informazioni.

Ma sappiamo bene che il conflitto di interessi è piuttosto sfuggente. Ancor prima di saper cosa fare, i dipendenti devono saper “categorizzare” esattamente gli eventi che minacciano la loro imparzialità o che mettono in discussione l’imparzialità dell’organizzazione agli occhi di un osservatore interno o esterno. Questa è la vera sfida. Per “costruire” delle lenti di osservazione appropriate i dipendenti devono essere inseriti in una formazione che privilegi l’utilizzo di “scenari reali”. Hanno anche bisogno di un gruppo che li aiuti ad elaborare i rischi che alcuni eventi possono generare. Per questo, la formazione valoriale deve essere realizzata in presenza. I casi o i dilemmi che vengono utilizzati devono essere appropriati per la realtà in cui si sta operando e necessitano, pertanto, di revisioni costanti e di un dialogo approfondito con chi gestisce, all’interno dell’azienda o dell’amministrazione pubblica, la strategia di promozione dell’integrità.

Immaginiamo un caso, anche piuttosto semplice.

Il dottor Bianchi è un medico specialista di di nefrologia pediatrica. Lavora all’Unità Operativa Dipartimentale di un’Azienda Ospedaliera pubblica.

Un giorno il dottor Bianchi viene invitato a entrare a far parte del CdA di un’associazione di pazienti dializzati. L’invito proviene dal signor Verdi, padre di un bambino dializzato, mirabilmente curato anni prima dallo stesso dottor Bianchi.

Il signor Verdi spera che, grazie all’inserimento del dottor Bianchi nel CdA, l’associazione potrà consolidarsi più stabilmente all’interno della U.O. La competenza del dottor Bianchi, in effetti, è largamente riconosciuta, tanto da essere un punto di riferimento per molte decisioni che vengono prese dall’Ospedale.

Il dottor Bianchi deve decidere se accettare o meno.

  • Come categorizza questo evento (l’invito ricevuto) il medico specialista? 
  • Come categorizza questo evento l’Azienda Ospedaliera? 
  • Come categorizza questo evento il contesto sociale di riferimento? 

I problemi nascono, infatti, se le tre componenti non sono allineate nella esatta categorizzazione di un evento come questo. Il medico specialista potrebbe non identificare alcun rischio, oppure considerare il sentimento di amicizia e vicinanza con il padre del bambino prevalente rispetto alle regole aziendali, salvo poi vedere messa in discussione la propria imparzialità e quella dell’Azienda, quando sarà chiamato a svolgere un’attività o ad assumere decisioni in cui potrebbe essere coinvolta l’associazione.

Capire quale comportamento ci si aspetta che tenga un medico specialista in simili circostanze è un problema importante e per questo diffondere le informazioni sulla corretta procedura di gestione di un conflitto di interessi è cruciale. Tuttavia, se il medico specialista non sa categorizzare esattamente l’evento e non sa riconoscere i rischi rispetto al processo in cui opera, la formazione potrebbe essere inutile. 

In Blind Spots (2011), Max Bazerman e Ann Tenbrunsel dimostrano in maniera brillante come la rimozione dell’etica nei processi decisionali abbia condotto a scandali, corruzione, addirittura catastrofi, come il disastro dello shuttle Challanger. La conformità è essenziale in un’organizzazione, dal momento che rende chiari i confini entro cui ci si può muovere; tuttavia, se la formazione si riduce ad essere un mero trasferimento di regole e procedure, si finisce per compromettere l’autonomia decisionale dei dipendenti.

Il campo dell’etica dei comportamenti (behavioutal ethics) è ricco di promesse. Si tratta di capire come le persone decidono quando si trovano a fronteggiare un dilemma etico. C’è molta distanza tra la percezione delle regole in astratto ed il comportamento in concreto delle persone, soprattutto se si considerano i diversi contesti lavorativi in cui siamo immersi.

Il valore aggiunto di realizzare in presenza la formazione valoriale risiede anche nel coinvolgimento delle leadership dell’organizzazione. Conosciamo l’importanza dell’impegno o del disimpegno della dirigenza, con particolare riferimento al settore pubblico. Solo attraverso la formazione in presenza saremo in grado di esaltare la centralità del ruolo dirigenziale, sempre che i casi siano ben costruiti.

La combinazione di formazione alla conformità e all’etica (COMPL-ETICA) richiede tempo, denaro e capacità di pianificazione e gestione. Richiede passione da parte dei responsabili aziendali e di quelli pubblici, nonché impegno da parte dei vertici aziendali o della componente politica delle amministrazioni pubbliche.

Ma, d’altra parte, siamo sicuri che, alternativamente, una formazione spot sulla normativa o sulle procedure sia in grado di determinare alcun cambiamento?

Sondaggio, miglioriamo insieme @spazioetico!

Vorremmo raccogliere opinioni, critiche, suggerimenti in merito al nostro blog. Potrai aiutarci a capire come migliorarlo.

Ti chiediamo di rispondere a poche, semplici domande. Vogliamo capire quali sono le esigenze dei nostri vecchi e nuovi lettori (che crescono costantemente di numero).

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