@spazioetico

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

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@spazioetico. Tutti i numeri del 2017

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Come ogni anno, a @spazioetico si tirano le somme. 

Parliamo dell’anno che si è appena concluso, il 2017.  In totale, nel 2017 @spazioetico ha erogato circa 80 giornate formative.

I temi su cui abbiamo lavorato (in ordine di rilevanza) sono: Conflitto di interessi, Accesso civico generalizzato, Mappatura dei processi, Analisi e valutazione del rischio di corruzione, Clima etico, Whistleblowing, Codice di comportamento, Monitoraggio civico.

Le amministrazioni che ci hanno affidato uno o più percorsi formativi sono amministrazioni del Servizio Sanitario Nazionale (ASL e Ospedali) e Enti Locali (Comuni e Province), per un totale di 34 amministrazioni pubbliche.

Ma la novità di quest’anno è che abbiamo acquisito la professionalità e la capacità di Andrea Ferrarini.

Il “CHI SONO” è finalmente diventato “CHI SIAMO” e insieme  al prezioso contributo di Andrea e a comuni intuizioni, abbiamo sviluppato un modello di analisi della corruzione che prende in considerazione tre DIMENSIONI, che spiegano la complessità di questo fenomeno: la dimensione organizzativa, quella etica e quella economica. Ne parleremo in uno dei prossimi post.

Il nostro 2017 è stato l’anno del “CONFLITTO DI INTERESSI“. Molti nuovi casi, sia per la sanità che per gli Enti Locali e nuove scoperte per noi, ad esempio, abbiamo osservato come siano pericolose le “CONVERGENZE” di interessi ancor più che il conflitto. Inoltre, abbiamo capito che il conflitto di interessi c’è anche e soprattutto tra INTERESSI PRIMARI. Abbiamo inventato uno strumento per la COMPARAZIONE DELL’INTENSITA’ DEGLI INTERESSI, che sembra assai promettente. Abbiamo promosso l’idea degli INTERESSI-GUIDA, cioè di interessi che “attraggono” altri interessi e che determinano le scelte delle persone. Il caso del dottor Dall’Osso è diventato virale. Infine, abbiamo introdotto il termine “COLLEGAMENTO” di interessi in luogo del conflitto di interessi potenziale.

Per il 2018 contiamo di mettere a punto anche uno strumento di analisi e valutazione del conflitto di interessi per le amministrazioni. Ci siamo vicini ma la complessità dell’argomento merita un ulteriore approfondimento.

Per quanto riguarda lo spazio etico abbiamo realizzato un “QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DEL CLIMA ETICO” che è stato adottato già da alcune amministrazioni per rafforzare l’analisi del contesto interno dei Piani triennali di prevenzione della corruzione.

Abbiamo pubblicato numerose NUOVE RISORSE utili per le amministrazioni sia in fase di elaborazione del Piano triennale, sia in fase di formazione.

Parlando di trasparenza, il 2017 è stato l’anno dell’ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO. Oltre a tanta formazione erogata, abbiamo prodotto uno strumento che si è dimostrato assai efficace per una corretta gestione delle istanze da parte delle amministrazioni. Si tratta della “CHECK-LIST” che offre una sequenza logica di attività, entro cui leggere in modo sistematico (e coerente con i principi di trasparenza enunciati nel d.lgs. 3372013) le linee guida di ANAC la circolare del DFP e gli orientamenti del Garante della Privacy. 

Oltre alla check-list abbiamo commentato attraverso casi alcuni dei Pareri del Garante della Privacy, vero e proprio dominatore della scena. Abbiamo anche promosso una modalità di “valutazione dell’interesse a conoscere” basata sulla rilevanza e attualità dell’interesse stesso, il cosiddetto TEST DELL’INTERESSE PUBBLICO.

Ed ora i numeri del blog @spazioetico. Abbiamo più che raddoppiato gli accessi, ricevendo 21.494 visite alle nostre pagine, con circa 12.000 visitatori; una media giornaliera di 65 visite. 

Abbiamo molte altre cose in preparazione. Restate sintonizzati!

 

 

 

Nuove risorse disponibili su @spazioetico

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Carissimi lettori,

In vista della scadenza di gennaio 2018 per la presentazione degli aggiornamenti ai Piani triennali di prevenzione della corruzione, @spazioetico mette a disposizione NUOVE RISORSE sulle materie di maggior interesse.

Si tratta di 7 nuove presentazioni, scaricabili dal profilo SLIDESHARE che abbiamo realizzato (Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini) in quest’ultimo mese, frutto di interminabili chiacchierate tra di noi e di più di un centinaio di incontri con amministrazioni pubbliche nell’arco dell’anno 2017.

Abbiamo, in particolare, notevolmente approfondito un nuovo modello di analisi della corruzione che prende in considerazione tre “dimensioni. A noi sembra che affrontino meglio la complessità di questo fenomeno.

Le tre dimensioni sono: la dimensione organizzativa, quella economica e quella eticaE’ il cosiddetto “triangolo della corruzione”.

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Le presentazioni sono:

Tutte le presentazioni contengono uno o più “casi” o “dilemmi etici“.

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La corruzione è un “meme” (prima parte)

MASSIMO: Caro Andrea, che ne dici? Ci prendiamo una piccola pausa dal conflitto di interessi? “ALLEGGERIAMO” un po’?

ANDREA: Ma sì, dài. Che mi proponi?

MASSIMO: Un caso sulla “gestione del post-mortem” in ambito ospedaliero pubblico! Uno dei processi più esposti a rischio di corruzione, secondo un po’ tutti.

ANDREA: Alla faccia dell’”ALLEGGERIMENTO”! Va bene, allora immaginiamo un Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPCT) alle prese con questo processo. Cosa direbbe? Cosa farebbe?

 


Il dott. Mario Illuminati, RPCT dell’Azienda Ospedaliera di Caciucco, sta aggiornando l’analisi dei rischi del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione. Un lavoro molto impegnativo! Specialmente se lo si fa da soli, senza coinvolgere i dirigenti e il personale (amministrativi e sanitari), che gestiscono le diverse attività della ASL!

Il dott. Illuminati, quest’anno, vuole aggiornare il Piano inserendo misure specifiche in grado di gestire e azzerare il rischio di corruzione!

1aIl rischio di corruzione legato al post-mortem dipende dal fatto che ancora troppe persone muoiono in ospedale. Se le persone morissero in casa loro, questo rischio non ci sarebbe più.

Sta analizzando il processo di gestione del post-mortem (che il PNA 2015 include tra quelli “tipicamente” a rischio di corruzione) e si ricorda un passaggio del PNA, in cui si legge che “in Italia la maggior parte dei decessi avviene in ambito ospedaliero”. Il dott. Illuminati si ricorda di aver letto un articolo, in cui si diceva che nel Regno Unito, in Canada e negli USA stanno aumentando le persone che muoiono a casa loro … ed ha un idea che a suo parere è geniale.

1a“L’ospedalizzazione della morte” non è un dato di fatto indiscutibile, ma piuttosto (come scriveva Ivan Illich già nel 1976) è il prodotto di una iatrogenesi culturale, che ha ridotto il dolore (e la morte) a problema tecnico e lo ha privato del suo significato personale”.

Il dott. Illuminati, quindi, vorrebbe inserire nel PTPC un obiettivo “sfidante”: ridurre, entro il 2020, il numero dei decessi in ospedale, facendo crescere, attraverso corrette campagne di comunicazione e responsabilizzazione, il numero di famiglie che sceglieranno di portare a casa il proprio congiunto, nell’imminenza della sua morte.


 

MASSIMO: Accidenti Andrea, che strana idea! Per ridurre il rischio di corruzione nell’ospedale … si mettono i malati fuori dall’ospedale!

ANDREA: E’ vero Massimo! Sarebbe come se un’azienda licenziasse tutti i suoi operai, per ridurre il rischio che abbiano degli infortuni!

MASSIMO: Povero dott. Illuminati. Lo dovremmo avvertire che sta prendendo un bel granchio. Che ne dici di inventarci un caso divertente, da pubblicare su @spazioetico, per farlo ragionare …

ANDREA: D’accordo …  anche se con il post-mortem, come ti dicevo, c’è poco da divertirsi…

 


GEMELLI DIVERSI. UGUALI DI FRONTE ALLA MORTE… 

SEMPRONIOIl signor Sempronio Eutanasi è stato ricoverato nell’Ospedale di Caciucco, a seguito delle complicanze di una malattia oncologica.

Purtroppo, i medici, che lo hanno in cura dagli esordi della malattia, hanno decretato che non è più possibile fare nulla …

11-12-aIl signor Eutanasi ha un figlio, che si chiama Tizio, che vive a Caciucco e che è stato vicino al padre per tutta la malattia, insieme alla sua famiglia.

 

PRIMA PARTE: L’AVVICINAMENTO A TIZIO

5b.jpgDopo aver ricevuto la triste notizia, Tizio viene avvicinato da un infermiere del reparto, famoso per la gentilezza e l’umanità con cui tratta i pazienti ricoverati. “Mi dispiace molto per suo padre” gli dice “era un uomo forte, ma purtroppo non siamo riusciti a fare il miracolo …”.

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Lo so” dice Tizio “siete stati tutti molto umani e professionali. Sinceramente mi spiace per mio padre. Ma se è venuta la sua ora, è giusto non accanirsi con le cure. Tra l’altro per me e mia moglie è sempre più difficile conciliare il lavoro, i figli e le presenze qui in ospedale … non voglio neanche pensare quanto tempo dovremo perdere, io e mia moglie, per organizzare la camera ardente e il funerale”. 

5b.jpgLo capisco” dice l’infermiere “un padre non muore tutti i giorni. Per fortuna, ormai, qui in ospedale pensiamo a tutto noi, insieme alle pompe funebri”.

Veramente?” chiede Tizio, stupito. 11-12-a

5b.jpgCertamente! Se vuole, Le posso indicare il nome di una ditta di fiducia, che si occupa di queste cose e farle avere un preventivo. Ma non oggi … oggi suo padre è ancora tra noi! Le lascio il mio numero di telefono. Così mi può chiamare anche se non sono di turno”.

 

 

SECONDA PARTE: L’AVVICINAMENTO A CAIO

11-12-aTizio ha un fratello, gemello, che si chiama Caio. Tizio e Caio non si parlano da anni dopo aver litigato durante un pranzo domenicale in famiglia.

11ir12.jpgCaio da anni non vive più in Italia: si è trasferito in Canada da molti anni. Tuttavia, quando ha saputo delle gravi condizioni del padre, ha preso il primo volo ed è tornato a Caciucco.

Tizio e Caio, per evitare di incontrarsi (perché si odiano) vanno in ospedale in momenti diversi della giornata: Tizio durante la pausa pranzo e Caio all’ora di cena. Visto che sono uguali come due gocce d’acqua, tutti pensano che il signor Sempronio Eutanasi abbia un solo figlio, che viene a trovarlo due volte al giorno.

MartaUna sera, all’ora di cena, Caio viene apostrofato dalla signora che porta i pasti ai malati nelle camere. “Mi hanno detto di non portare da mangiare a suo padre … si è aggravato, vero? Povero signor Sempronio! Mangiava sempre tutto, anche se si lamentava della qualità del cibo”.

11ir12.jpgPurtroppo” dice Caio con voce rotta “Non c’è più nulla da fare! Mi spiace solo che debba morire qui in ospedale…

MartaMa non è mica obbligatorio morire in ospedale!” esclama la signora. “certamente … se non sapete come muovervi non vi autorizzano. Sa com’è, per l’ospedale è più comodo che le persone muoiano qui.

 

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E come posso fare per portarlo a casa?” chiede Caio.

 

Marta

 

Signore mio” risponde grave l’addetta ai pasti “deve compilare dei moduli e mandarli in diversi uffici. E poi deve chiedere anche il Nulla Osta al Comune, pre-avvisare le pompe funebri e chiamare i vigili del fuoco…

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Anche i vigili del fuoco?” chiede Caio allibito.

 

Marta

 

Certamente: le bare sono fatte di legno e per metterle in casa ci vuole una pre-verifica dei vigili del fuoco”.

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Accidenti” dice Caio grattandosi la barba “In Canada, dove abito io, non è così complicato. Basta dire all’ospedale che si porta a casa la persona”.

 

Marta

 

Signore mio” sospira la signora “qui in Italia siamo esperti nel rendere difficili le cose facili! Ad ogni modo, io conosco una associazione, tipo la Croce Rossa, ma privata, che, proprio per favorire i decessi fuori dall’ospedale, si occupa di richiedere tutti i permessi e può trasportare suo padre a casa”.

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Ma i vigili del fuoco? Contattano loro anche quelli?

Marta

 

Certamente e si occupano anche della bara, del funerale e di tutto il resto. A un prezzo contenuto. Ma bisogna fare presto…

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Ci penserò. Prima devo convincere mio fratello”.

 

 

TERZA PARTE: UNA GUERRA TRA POVERI

Il giorno seguente, l’infermiere e l’addetta ai pasti si incontrano per caso alla macchinetta del caffè.

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Come vanno gli affari?” chiede lui, ridendo sotto i baffi

Marta

 

Abbastanza bene … ho trovato un “pollo” che vuole far morire suo padre in casa. Ho già avvisato quelli dell’ambulanza. Perché secondo me stasera mi dice di sì. Poi loro fanno “la mezza” con le pompe funebri “Hora Pacis”, che fanno a loro volta “la mezza” con me. Tu invece?

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La solita routine: c’è il signor Eutanasi che sta per rendere l’anima al creatore e suo figlio mi ha chiesto se gli segnalo qualcuno delle pompe funebri. Mi sa che sta volta chiamo quelli della “Ora pro Nobis”, che è un po’ che non li chiamo… e forse riesco a farmi dare la mancia anche dal figlio!

Marta

 

Ma come!!!” esclama adirata la signora “il figlio del signor Eutanasi è venuto anche da me! Non è che mi stai rubando i clienti?

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Certo che no: è venuto prima da me… quindi sei tu, al massimo, che mi hai rubato il cliente!”

Marta

 

Sai cosa ti dico?” sospira l’addetta ai pasti “Secondo me ci sta facendo perdere solo tempo… e non sarebbe il primo. Dobbiamo capire se c’è qualche altro “collega” che gira per l’ospedale e cerca di farci le scarpe!

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Hai ragione” conclude l’infermiere “Pensa tu che fatica che bisogna fare, oggi giorno, per arrotondare lo stipendio… ai tempi di mio padre era tutto diverso!

 

 

QUARTA PARTE: EPILOGO

Intanto, in reparto, Tizio e Caio sono nella camera di loro padre. Si sono dati appuntamento in ospedale, per decidere il da farsi. Il signor Eutanasi sta dormendo, con il viso sereno. Probabilmente gli hanno dato dei sedativi. Le sue funzioni vitali sono costantemente monitorate su uno schermo, attaccato alla parete accanto al letto.

11-12-aSecondo me è meglio che lo lasciamo qui” dice Tizio con decisione “così fanno tutto quelli delle pompe funebri… ci pensa l’infermiere, che è tanto gentile”.

11ir12.jpgSì, però papà avrebbe voluto morire nel suo letto di casa… è un po’ più complicato: bisogna chiamare anche i vigili del fuoco. Ma quelli dell’ambulanza, che lo porteranno a casa, penseranno loro a tutto”.

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Io non ho tempo di stare a casa di papà, ad accogliere quelli che vengono a fare le condoglianze… la camera mortuaria dell’ospedale è molto più comoda”.

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Sei sempre il solito menefreghista”.

11-12-a

 

E tu sei sempre quello che complica le cose facili!

 

Tizio e Caio stanno per mettersi a litigare, quando vedono che Sempronio Eutanasi si sta agitando. L’uomo sembra essersi improvvisamente svegliato da un lungo sonno. Apre gli occhi, si toglie il respiratore, si mette seduto e li guarda con viso spiritato. Poi comincia a parlare, con una voce che sembra venire dall’oltretomba:

SEMPRONIO

 

Siete i soliti imbecilli! Io non so come ho fatto a mettere al mondo due figli così. Secondo me visto che siete gemelli, madre natura non aveva abbastanza cervello e ve ne ha messo metà a testa!”

 

Tizio e Caio guardano il padre “redivivo” senza parole. E il padre continua a parlare:

SEMPRONIOMa non vi siete accorti che quei due, l’infermiere e l’addetta mensa, vi stanno fregando? Fingono di aiutarvi, ma in realtà vi indirizzano a qualche ditta o qualche associazione di loro conoscenza, per prendersi un pezzo dei guadagni!”

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Ma allora… non dobbiamo chiamare i vigili del fuoco!” esclama Caio.

SEMPRONIO

 

Certo che no: secondo te i pompieri perdono il loro tempo a controllare le bare da morto?”

 

 

Tizio e Caio rimangono in silenzio, imbarazzati. Il padre ricomincia a parlare:

SEMPRONIOSe avessi tempo, chiamerei il notaio per rifare il testamento e diseredarvi. ma purtroppo, non ho più tempo. Siete fortunati! Sul testamento ho anche scritto le mie ultime volontà: voglio essere cremato. Ho anche scritto il nome della ditta da contattare. E’ la “Cinerem Reverteris”… conosco il titolare, il signor Lucio Fiamma. E’ uno che sa il fatto suo”.

 

Improvvisamente, Sempronio Eutanasi si accascia sul letto e muore. I figli lo guardano con le lacrime agli occhi, tirando un sospiro di sollievo…


 

ANDREA:  Allora? Come ti sembra?

MASSIMO: Mi sembra divertente e irriverente… forse il dott. Illuminati, quando lo leggerà, capirà un po’ di cose. Pubblichiamolo!


1aIl dott. Mario Illuminati, RPCT dell’Azienda Ospedaliera di Caciucco, ha appena finito di leggere il post di @spazioetico. Ed è visibilmente arrabbiato. “Accidenti!” esclama “Uno non fa in tempo ad avere una bella idea… e subito arriva qualcuno che gliela smonta! Io pensavo di risolvere il problema della corruzione post-mortem mandando i pazienti a morire a casa loro e cosa scopro? Che la corruzione “esce dalla porta” ed entra nell’ambulanza… Corruzione deambulante… non me lo sarei mai immaginato!”


 

MASSIMO: E’ proprio vero, caro il mio RPCT. La corruzione, secondo il Manuale di Integrity Action, è un “meme”, cioè un “fenomeno che evolve costantemente attraverso un processo di selezione naturale”. Per questo è così difficile da contrastare. Se tu inserisci una misura di prevenzione, pensando di risolvere il problema, non fai altro che aprire le porte a nuove e più evolute forme di corruzione. 

ANDREA: Perciò è così importante l’attività di monitoraggio delle misure! Già, io ho altri esempi di questo “memetismo” della corruzione. Te ne racconterò uno veramente diabolico in uno dei prossimi post di @spazioetico.


 MORALE (?) C’E’ PIU’ CORRUZIONE IN CIELO E IN TERRA, ORAZIO, DI QUANTA NE SOGNI LA TUA IATROGENESI CULTURALE!!!


 

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Il lato B della corruzione

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“Le strategie di prevenzione della corruzione falliscono perché non prendono in considerazione le esternalità (positive e negative) sia della corruzione, sia delle strategie stesse”.

Tempo fa ci siamo perduti in questa riflessione che abbiamo aggiustato così come la vedete qui sopra, dopo averla letta in un Manuale di Integrity Action (IA), un’organizzazione inglese che si occupa di integrità nella cooperazione allo sviluppo.

IA ha sviluppato l’idea che il fallimento delle riforme pubbliche in questa materia e, in generale, il motivo per cui l’integrità è qualcosa di così difficile da perseguire, dipende da cinque diversi motivi:

  • La corruzione è un “meme“. Un “meme” è un fenomeno che costantemente evolve attraverso un processo di selezione naturale,
  • Le riforme semplificano le esternalità della corruzione e delle riforme,
  • Le dimensioni (della comunità o del Paese) ed il tempo contano,
  • Esiste un problema di “asimmetria informativa” connaturato al rapporto di agenzia tra “principale” e “agente”,
  • I “riformatori”, spesso, sottovalutano i “boicottatori”.

Ci hanno colpito tutte e cinque e abbiamo provato ad approfondirle. In questo post mettiamo in fila, disordinatamente, le riflessioni sul secondo punto e, in parte, anche sul quinto e le adattiamo al contesto organizzativo di cui ci occupiamo, cioè, il Piano triennale di prevenzione della corruzione. Non si tratta, in questo caso, di una “riforma politica”, bensì di una “riforma organizzativa e culturale” delle amministrazioni pubbliche.

  1. La dimensione economica della corruzione e il concetto di “esternalità”

Il nostro modello di analisi della corruzione prende in considerazione tre “dimensioni”, che spiegano la complessità di questo fenomeno: la dimensione organizzativa, quella etica e quella economica. E’ il cosiddetto “triangolo della corruzione”.

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La dimensione organizzativa è sicuramente la più nota, e su di essa vertono le attività di valutazione e trattamento del rischio, richieste dal PNA (mappatura dei processi, misurazione del rischio, introduzione di misure generali e specifiche).

Per quanto riguarda la dimensione etica, è proprio su di essa che si è concentrata in questi anni l’attività di formazione di @spazioetico (dilemmi etici, disonestà delle persone oneste, ecc…).

La dimensione economica, invece, è poco conosciuta.

In economia, le esternalità sono costi o benefici che non vengono presi in considerazione quando si decide il prezzo di un bene o di un servizio. Esso possono essere negative e positive.

Se associamo questo concetto al mondo della corruzione, ci rendiamo conto che esistono esternalità negative e positive della corruzione che non sono particolarmente note.

 

     2. Le esternalità negative della corruzione

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La più sconosciuta delle esternalità negative è la “selezione avversa“, che si ha quando un “agente pubblico” attraverso la sua condotta corruttiva innesca un meccanismo che modifica le condizioni di concorrenzialità di una parte del settore privato locale, provocando una selezione dei concorrenti sfavorevole per la parte pubblica.

La selezione avversa è il vero effetto nefasto della corruzione. Al di là dello spreco di risorse, infatti, la corruzione si divora letteralmente una comunità locale, passo dopo passo.

Facciamo un esempio. Sappiamo tutti, anche il P.N.A. 2015 lo afferma, che il processo di gestione del cosiddetto “post-mortem” ospedaliero è particolarmente esposto al rischio di comportamenti corruttivi, proprio perché le asimmetrie informative presenti e le particolari condizioni dell’utenza possono indurre condotte illecite.

E’ il caso classico dell’operatore sanitario pubblico che orienta la scelta del familiare di una persona appena deceduta, per favorire un operatore economico privato con il quale si è precedentemente accordato.

Ebbene, tale comportamento, se reiterato nel tempo, ad esempio in presenza di una “prassi consolidata“, può innescare un meccanismo di selezione avversa.

L’operatore economico (o il cartello di operatori economici locali) che aderisce al patto corruttivo non verrà premiato perché il suo servizio è qualitativamente migliore oppure perché è più economicamente vantaggioso, ma perché egli può vantare una particolare relazione con l’agente pubblico.

Nel breve-medio periodo tale particolare situazione “seleziona” i competitor locali.

Gli operatori economici esclusi hanno due possibilità: autoescludersi, cambiando contesto o attività o chiudendo l’attività; oppure  adeguarsi al meccanismo perverso e organizzarsi, autonomamente o, a loro volta, in cartelli, per procurarsi posizioni privilegiate presso lo stesso agente pubblico o presso altri agenti pubblici.

Abbiamo moltissimi esempi in questo senso. Roma (ex-Mafia) Capitale, purtroppo. Un intero tessuto di cooperazione sociale viene distrutto dal meccanismo della selezione avversa. Per diversi anni, le organizzazioni vicine a Buzzi e Carminati si aggiudicano gran parte degli appalti dei Dipartimento Sociale di Roma. Questo innesca un meccanismo per cui altre organizzazioni vengono attratte dalla galassia e dal “metodo” Buzzi, mentre altre, semplicemente, spariscono dalla scena.

E qui entra in scena una seconda esternalità della corruzione, stavolta positiva.

 

  1. Le esternalità positive della corruzione

La corruzione, infatti, tende a generare una certa “stabilità sociale“, legata alla possibilità di produrre utilità (economiche e/o relazionali) a gran parte delle componenti in campo.

Anche qui possiamo fare mille esempi.

Ma visto che ci siamo, possiamo immaginare il particolare ambiente universitario che il ricercatore italo-inglese si è trovato di fronte e che lo ha portato a denunciare il comportamento di alcuni professori universitari a Firenze.

Non sappiamo, perché non frequentiamo abbastanza l’Università, se questo ambiente è anche “tipico”. Molti autorevoli commentatori dicono di sì. Cantone parla di un “deficit etico” nelle università. Se contasse qualcosa, noi di @spazioetico non siamo mai stati invitati a tenere alcun corso di formazione presso alcuna università. L’ambiente sembra “impermeabile“. Perché?

La denuncia del ricercatore ha avuto l’effetto di  rompere quella specie di “pace sociale”. In generale, il Whistleblowing è proprio questo, un atto di rottura con il gruppo, con la sua cultura e con i suoi codici sottostanti.  E’ un atto di “volontaria subordinazione” all’interesse pubblico.
Ora, se dovessimo esplorare questi contesti organizzativi ed il loro “clima etico“, non dovremmo mai dimenticare di considerare che quel “modello organizzativo” scoperchiato dal whisteblower in sintonia (forse) con la sua cultura di provenienza, era funzionale alla gran parte delle componenti in campo.

  • Ai professori che, attraverso un vero e proprio meccanismo di “cooptazione”, potevano scegliersi i loro candidati senza rischiare di vedersi assegnato personale “non controllabile”.
  • A molti dei ricercatori che utilizzavano a loro volta quel meccanismo di cooptazione per eludere processi realmente selettivi.
  • All’Università, immaginiamo, per mantenere una certa “pax sociale”, accontentando, di volta in volta, le vedettes accademiche (o “papaveri”, secondo la terminologia utilizzata in alcuni contesti locali) coinvolte.

Proprio perché favorisce questi meccanismi, il contesto universitario è ad altissimo rischio corruttivo e bene ha fatto A.N.AC. ad inserire uno specifico approfondimento nell’aggiornamento del PNA di quest’anno.

Anche in campo sanitario siamo pieni di esempi. Un’Azienda ospedaliera pubblica, tanto quanto un’azienda privata, ha un forte interesse ad avere i medici più bravi. I medici, a loro volta, potrebbero avere interesse ad utilizzare l’ospedale per scopi privati, come mostrano alcune recenti indagini.

Nel caso di Parma, emerso alle cronache nello scorso maggio e tuttora in fase istruttoria, sembra che esistesse un’organizzazione in grado di effettuare ricerca non autorizzata su pazienti in alcune strutture di Terapie del Dolore dell’Università di Parma e della Regione Emilia-Romagna, di organizzare convegni medici sul controllo diretto delle stesse aziende farmaceutiche ed anche pilotare le pubblicazioni scientifiche. L’organizzazione utilizzava i pazienti che accedevano ai centri della terapia del dolore per sperimentazioni illegali.

D’accordo con le società farmaceutiche coinvolte, si sperimentavano farmaci tenendo all’oscuro i pazienti (quindi in modo illegittimo); se tutto andava a buon fine si seguiva l’iter corretto, rivolgendosi alla commissione etica e facendo partire la sperimentazione ufficiale. In più c’era il business della formazione professionale dei medici, prevista dalla legge ma fatta in modo da favorire le aziende coinvolte nell’indagine.

A capo dell’organizzazione ci sarebbe un luminare nel campo della terapia del dolore, tanto da essere uno dei principali artefici della legge che regolamenta il settore. (fonte: Gazzettadiparma).

Interessi convergenti, quindi, in conflitto con l’interesse pubblico che, come dice il nostro Andrea Ferrarini è, per definizione, uno “spazio vuoto“, come un palloncino, che se non lo riempi di qualcosa, si sgonfia.

 

  1. Le esternalità negative delle strategie di prevenzione della corruzione

Se non bastasse questo, spesso le strategie di prevenzione della corruzione semplificano e banalizzano anche le esternalità negative delle misure di prevenzione della corruzione.

Di fronte a misure che non vengono adeguatamente pianificate e di cui non si valuta il rischio, l’organizzazione reagirà, nel breve-medio periodo, con comportamenti di boicottamento o di “congelamento“. Dal momento che l’approccio alla prevenzione della corruzione è prevalentemente normativo e formalistico, si carica il processo decisionale pubblico di ulteriori regole al fine di escludere, per quanto possibile, la discrezionalità degli agenti. L’idea è che il principale ingabbi il più possibile l’agente attraverso un controllo formale delle sue operazioni.

Ma questa dinamica può avere degli effetti collaterali potentissimi. Gli agenti non sono tutti uguali. Si possono immaginare reazioni diverse, come ritardi nei processi decisionali, eccesso di centralizzazione, gestione difensiva, morale basso, barriere contro la cooperazione inter-organizzativa, “strategie di adattamento” come la creazione di entità parallele al fine di evitare i controlli.

Inoltre, c’è il rischio dell’uso strumentale delle misure di prevenzione della corruzione. L’esempio classico è la misura della rotazione degli incarichi.

 

  1. Semplificare le esternalità, cioè, banalizzare la realtà

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“Be’ io farò di voi quattro!, un’armata veloce et ardita che sia veltro et lione al tempo istesso!” (Brancaleone)

Spesso il linguaggio dell’integrità è piuttosto banale. Onestà, imparzialità, parole ripetute come un mantra, come se la loro applicazione non imponesse alcun prezzo da pagare.

In questa materia occorre acquisire maggiore consapevolezza e scaltrezza, sia nelle analisi che nelle soluzioni.

Provate ad esaminare attentamente un processo ad alto rischio corruttivo. Quando ci entrate dentro veramente, vi accorgete di diverse anomalie, di profonde asimmetrie informative, di una certa opacità delle scelte, magari.

Ma quando avete a che fare con chi lo gestisce, tutto sembra in ordine, nessuno si lamenta di come sta in piedi quel processo, né dall’interno né dall’esterno.

E non vi spiegate perché succede questo.

Provate a considerare, allora, come si determinano le esternalità positive di un processo ad alto rischio corruttivo.

Come si fa? Si parte da una “ricognizionedegli interessi in campo.

  • L’interesse del cittadino/utente (la “parte debole” secondo il Manuale di Integrity Action) è di poter fronteggiare un bisogno garantendosi un “vantaggio competitivo” nei confronti di un altro cittadino/utente; in alcuni casi, il vantaggio competitivo si traduce nella realizzazione di una “mobilità sociale” che gli sarebbe preclusa altrimenti (vedi i casi di corruzione nei concorsi universitari). E’ una guerra tra poveri, ma tutti hanno interesse a vincerla.
  • L’interesse dell’operatore economico è lo stesso del cittadino/utente; in più ha bisogno di ridurre l’incertezza ed il rischio di impresa, consolidando o espandendo quote di mercato.
  • L’interesse dell’agente pubblico è ottenere vantaggi per sé o per terzi da una posizione di potere. In genere, si considera solo questo interesse nelle analisi del rischio monodimensionali che osserviamo.
  • Infine, vi sorprenderete a scoprire che alcuni di questi interessi sono promossi dall’organizzazione pubblica stessa, attraverso politiche o prassi organizzative esplicite o implicite. Ad esempio, l’interesse per un Ospedale pubblico ad avere “il luminare” e garantire numeri adeguati potrebbe rendere l’organizzazione più indulgente verso pratiche che favoriscono interessi privati; oppure, una certa propensione a sviluppare processi produttivi in grado di “remunerare” i soggetti economici che orientano la politica locale.

Questi processi sono “tenuti insieme” dalle esternalità positive, più che da procedure o regole organizzative. Esistono in quanto strumentali a garantire utilità al maggior numero di componenti.

 

  1. Conclusioni

brancaleone_3“Fatevi sotto, fatevi sotto ché non temo anco se arrovesciato!” [disse Brancaleone mentre combatteva appeso per il piede].

Perché è così difficile cambiare, ad esempio, amministrazioni come il Comune di Roma? Perché il destino delle università italiane sembra essere segnato da un declino ineluttabile?

Entrambi i contesti esprimono il massimo delle esternalità positive della corruzione. E lo fanno da moltissimo tempo. Ed entrambi i contesti non se la caveranno con misure generiche o con la retorica dell’onestà e dell’integrità.

Se tutti gli attori in campo (cittadini/utenti, imprese e pubblici ufficiali) ritengono convenienti le condotte corruttive (e i conflitti di interesse, che sono l’anticamera della corruzione) e le condotte corruttive hanno tempo per consolidarsi, si genera quello che la teoria dei giochi chiama “Equilibrio di Nash”: “Un gioco può essere descritto in termini di strategie, che i giocatori devono seguire nelle loro mosse: l’equilibrio c’è, quando nessuno riesce a migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento. Per cambiare, occorre agire insieme”.

john nasgL’Equilibrio di Nash, pertanto, è uno stato di cose in cui nessuna delle parti in causa ha interesse a modificare, da sola, il proprio comportamento. Esso dipende dal “guadagno” (pay-off) atteso dalle scelte. E cioè dagli interessi che tendono a muovere i cittadini, le imprese e gli agenti pubblici.

L’Equilibrio di Nash della corruzione è una “trappola” dalla quale potrebbe essere difficile (forse impossibile uscire).

Tuttavia, non è detto che l’equilibrio di Nash sia la soluzione migliore per tutti. Infatti, se è vero che in un equilibrio di Nash il singolo agente non può aumentare il proprio guadagno modificando solo la propria strategia, non è affatto detto che un gruppo di agenti, o, al limite, tutti, non possano aumentare il proprio guadagno allontanandosi congiuntamente dall’equilibrio.

A rompere l’equilibrio spesso ci pensano i Whistleblower, mettendo a rischio la propria carriera professionale e, a volte, la vita stessa.

E non è detto che un’organizzazione non possa decidere di farlo utilizzando la strategia di prevenzione della corruzione.

Ma la rottura di un equilibrio non è mai a costo zero. Chiunque voglia rompere l’equilibrio fronteggerà un periodo di entropia organizzativa. Si aspetti instabilità, con un alto tasso di conflittualità interna ed esterna, boicottaggio delle misure adottate e percezione di diminuita qualità dei servizi.

Pronti alla pugna?

 

 

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