SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Archivi Categorie: ELEARNING FACTORY

#stateacasa con SPAZIOETICO #2

2. LA TEORIA DELL’AGENZIA

di Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini

SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

 

LA CORRUZIONE NON E’ UN’EMERGENZA

Ogni giorno in Italia una nuova vicenda di corruzione sembra sconvolgere il mondo della politica, mentre l’opinione pubblica sembra sempre più assuefarsi a questi comportamenti. Si parla tanto di corruzione. E si dicono sempre più o meno le stesse cose:

  • “La corruzione è un’emergenza nazionale!”
  • “Ma quanto ci costa la corruzione?”
  • “E, come possiamo combatterla?”

Ma siamo sicuri che quando parliamo di corruzione pensiamo tutti alla stessa cosa?
La prima cosa da chiarire in maniera molto energica è che la corruzione non è un’emergenza. La corruzione c’è sempre stata e sempre ci sarà, nonostante encomiabili ma ingenui tentativi di spazzarla via. Quello che possiamo fare è tentare di ridurne gli effetti perversi, che sono numerosi, a volte palesi a volte oscuri, e che uccidono progressivamente e letteralmente una collettività.
L’unico sistema utile a ridurre gli effetti perversi della corruzione è conoscerne in profondità i meccanismi di base.

LA TEORIA PRINCIPALE – AGENTE

La corruzione è il costo strutturale di una relazione complessa e ineludibile che esiste tra l’amministrazione pubblica e gli agenti che la rappresentano, a tutti i livelli: la relazione tra PRINCIPALE e AGENTE.

principale_Agente 1

La Teoria Principale-Agente, elaborata negli anni ’70 nell’ambito delle scienze politiche ed economiche , studia la situazione in cui un soggetto o un ente (l’Agente) è in grado di prendere delle decisioni e/o di intraprendere delle attività per conto di un altro soggetto o ente (il Principale), ma le due parti (Principale e Agente) hanno interessi divergenti e informazioni asimmetriche (l’Agente ha più informazioni). In questa situazione, l’Agente potrebbe commettere un azzardo morale, cioè agire nel proprio interesse, ledendo gli interessi del principale. La deviazione dall’interesse del principale da parte dell’agente è incluso nei cosiddetti costi di agenzia.

RELAZIONE DI AGENZIA E CORRUZIONE

La Teoria Principale-Agente può spiegare diversi fenomeni. Ed è stata usata per spiegare anche i meccanismi corruttivi, che sono stati interpretati come l’azzardo morale dell’agente pubblico. Nel caso della corruzione spicciola o amministrativa, il Principale coincide con i vertici di una organizzazione pubblica (un governo o di un’amministrazione locale), mentre gli Agenti sono i funzionari pubblici, delegati a gestire gli uffici. Nel caso della corruzione politica, il Principale coincide con i cittadini, mentre gli Agenti sono i politici e gli amministratori delegati, attraverso il voto, a curare gli interessi dei cittadini. In entrambi i casi la delega genera asimmetria informativa e asimmetria di potere.

principale_Agente 2

L’Agente potrebbe avere interessi propri (che chiameremo secondari) che potrebbero andare in conflitto con gli interessi Principale (che chiameremo primari). Il modello spiega, in modo semplice, il “conflitto di interessi”, un fenomeno assai noto, specialmente nella sanità pubblica e privata.
Se l’asimmetria informativa è talmente ampia da far ritenere all’Agente che il Principale non gli chiederà conto del proprio operato, allora l’Agente potrebbe compiere un azzardo morale e promuovere i propri interessi secondari a discapito degli interessi primari. Questo spiegherebbe le condotte che, per il codice penale italiano, integrano il reato di peculato e di concussione, che possono verificarsi senza l’intervento di soggetti esterni oppure con l’intervento di un soggetto esterno, che però non trae vantaggio dalla commissione del reato.
Oppure l’agente potrebbe favorire i propri interessi secondari e gli interessi di un soggetto esterno. In questo caso l’azzardo morale presuppone una convergenza tra interessi secondari e uno scambio occulto, che secondo Alberto Vannucci è l’asse portante della corruzione . Infatti, secondo Vannucci, “ogni atto corruttivo si traduce in una violazione di regole ufficiali o vincoli informali da parte dell’Agente (il corrotto), che si realizza quando l’Agente esercita il proprio potere a beneficio di una terza parte (il corruttore) nell’ambito di uno scambio occulto che lede il Principale e che prevede, come contropartita a proprio vantaggio, un compenso” Attraverso la corruzione, quindi, gli agenti pubblici “creano e distribuiscono posizioni di rendita” ai privati e una parte del valore ricavato da tali posizioni di rendita viene redistribuito agli agenti pubblici sotto forma di compenso monetario (tangente) o di altra natura”

Per approfondire questo tipo di analisi, vi proponiamo un video, che è anche un esempio del nostro modo di intendere la formazione a distanza (F.A.D.)

 


Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.

#stateacasa con SPAZIOETICO #1

1. LA CORRUZIONE. STORIA DI UNA IDEA

di Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini
SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

 

Inizieremo questo percorso parlandovi di un medico. Si tratta di Bernard de Mandeville. Nato a Dordrecht nel 1670, presso Rotterdam, dopo la laurea in medicina si trasferì a Londra e qui esercitò, con eccellenti risultati, la professione medica, trascorrendo gran parte della vita pubblicando scritti in cui combatteva le convenzioni sociali e morali del tempo[1].

mandeville

Bernard de Mandeville

Non parlò di corruzione nei suoi scritti, ma alcune idee che espresse fanno ancora discutere coloro che si occupano di corruzione. Sosteneva che:

«Il vizio è tanto necessario in uno stato fiorente quanto la fame è necessaria per obbligarci a mangiare. È impossibile che la virtù da sola renda mai una nazione celebre e gloriosa… Se l’uomo fosse stato per sua natura umile e indifferente all’adulazione, il politico non avrebbe mai potuto raggiungere i propri fini, né avrebbe saputo che fare di lui. Senza i vizi la superiorità della specie umana non si sarebbe mai manifestata… ».

Rompendo un velo di ipocrisia che tuttora circonda il mondo degli “onesti”, cioè di coloro che si ritengono al di sopra di ogni rischio, Bernard de Mandeville sollevò una questione molto complessa che in tutte le epoche si è sempre posta alla base dell’esigenza di incriminare le condotte di corruzione e di punirle con una sanzione penale:

  • il disvalore sociale di tale comportamento presenta un substrato naturalistico oppure deriva da una artificiosa creazione dei sistemi giuridici allo scopo di tutelare le funzioni pubbliche di uno Stato?
  • La corruzione, cioè, appartiene alla categoria delle condotte, cosiddette, mala in se, cioè i delitti come, ad esempio, l’omicidio, oppure delle condotte mala quia prohibita, cioè le contravvenzioni, che vengono represse solo in rapporto alle mutevoli esigenze di comune ordine e sicurezza?

In parole ancora più semplici. Di fronte ad un evento corruttivo, la società è portata ad avere una reazione di naturale repulsione? Oppure è propensa ad accettarla? Oppure, ancora, finge di provare repulsione ma poi dimostra di non poterne fare a meno perché, in fondo, dalla corruzione derivano numerosi vantaggi?

corruzione_fa_parte_delle_condotte

E’ evidente che secondo la visione di Mandeville la corruzione fa parte delle condotte mala quia prohibita, nel senso che essa risulterebbe punita solo per volontà contingente dei gruppi politici dominanti ma non perché la società ne percepisca il disvalore, anzi la società, secondo la sua visione, ne trarrebbe vantaggi, in una certa misura.

Secondo un approccio giusnaturalistico la corruzione sarebbe invece un comportamento censurabile a priori, indipendentemente dalla presenza o meno di una norma. A quest’ultima concezione si è certamente ispirato Dante quando nel ventunesimo canto dell’Inferno ha collocato i corrotti (barattieri) nell’ottavo cerchio, tra gli indovini e gli ipocriti, immersi in un lago di pece bollente, ammassati gli uni sugli altri, privi di luce, condannati a un fuoco eterno, sui quali, appena osavano alzare la testa fuori del liquido, si gettavano i demoni con zanne e uncini.

Nella pece sono puniti quindi i barattieri, che nel lessico giuridico del Medioevo indicavano generalmente gli imbroglioni che arraffavano denaro sottobanco o ottenevano altri vantaggi con la frode e quindi, più nello specifico, anche i concussori o magistrati corrotti. Il contrappasso è piuttosto generico e consiste nel fatto che come in vita essi agirono al coperto invischiando le loro vittime, adesso sono immersi nel buio nero della pece

barattieri

A ben vedere, la corruzione come “idea” sembra un concetto strettamente legato alla nascita della “sfera pubblica” intesa come spazio di esercizio del potere politico e religioso ed i protagonisti di questa storia sono i soggetti che agiscono all’interno di tale sfera e che sono delegati alla gestione di attività che hanno un valore collettivo, cioè che sono[2]:

  • la relazione con le divinità (preghiere, sacrifici, ecc …),
  • l’applicazione della legge (sia essa di origine terrena o divina),
  • la difesa della comunità,
  • l’amministrazione degli interessi della comunità.

La corruzione è una storia di inquinamento, distorsione, alterazione di una funzione delegata a causa dell’intromissione di un interesse, economico o meno, che appartiene alla sfera personale e privata di chi assume quella delega. Un’intromissione tanto prepotente da rompere il patto che lega chi è stato delegato a chi ha esercitato la delega.

Così andò nel Paradiso terrestre, dove il Signore delegò la cura dell’albero della conoscenza, ma venne tradito dalla volontà di soddisfare un interesse che si perfezionò attraverso una relazione di scambio con il serpente “corruttore”. E così Adamo ed Eva tradirono il patto di fiducia che li legava creatore.

peccato_originale

Peccato originale

Albrecht Dürer  (1504)

Stranamente, “l’abuso di un potere delegato per fini privati” è la definizione attualmente più in voga, dopo che la corruzione ha subito numerosi tentativi di collocazione all’interno dei più svariati ambiti del sapere umano: la filosofia, la religione, l’economia e, ovviamente, il diritto.

Giudici e sacerdoti incarnavano nell’antichità il potere delegato. I primi rispondevano al re o all’Imperatore, i secondi a Dio.

Contro la corruzione dei giudici c’è da segnalare un noto versetto del libro dell’Esodo della Bibbia (23:8): “Non accetterai doni, perché il dono acceca chi ha gli occhi aperti e perverte anche le parole dei giusti”.

La cecità che coglie il giudice a seguito dell’intromissione di un interesse privato accompagnò per molto tempo l’immaginario collettivo dei Cristiani d’Europa, fino a giungere al Medioevo.

Nei Simulacri della morte (1538), una serie di disegni di Hans Holbein, viene ritratto uno strano gruppo di giudici. La figura centrale è il Presidente della Corte, accecato dai doni ricevuti e distratto dal prendere la giusta decisione. I giudici hanno le mani mozze affinché non possano afferrare i doni. Il contendente povero è solo e in disparte Il giudice porge la mano al ricco che è ripreso nell’atto di mettere la mano nella borsa. Nell’illustrazione completa, si vede la morte che viene a prendersi il giudice. Il messaggio di questa illustrazione ammonisce su come il dono legato alla corruzione (che aspetta una reciprocità) non può generare gratitudine, non ha libertà di movimento e aspetta solo di essere contraccambiato.

I disegni di Hans Holbein il Giovane (1497-1543) rielaborano il tema tardomedievale delle danze della morte e ne rinnovano l’iconografia. Attraverso queste immagini si esprime una feroce critica che si accanisce sulle figure emblematiche dell’epoca: la gerarchia ecclesiastica e quella mondana, dal papa all’imperatore, sono rappresentate accanto al re, il vescovo, il consigliere comunale, l’abate, il monaco, il commerciante, il proprietario terriero, il contadino, lo scienziato, il ricco, ecc. Gli elementi paganeggianti abbondano, dalla quiete nel paradiso alla cura con cui si rappresenta la natura, fino ai corpi dei risorti del “giudizio finale”, in cui non c’è traccia d’inferno.

hans holbein

Fonte: “Simulacri della morte. Hans Holbein il Giovane” (2003) . A cura di Paolo Thea, Mimesis Edizioni

Contro la corruzione dei sacerdoti, invece, si scagliò Lutero nel diciottesimo secolo. Prima della Riforma luterana, nella dottrina e nel diritto canonico l’idea che la chiesa fosse un’istituzione caratterizzata dal passaggio dei doni era solidamente radicata. Il sistema cattolico si caratterizzava per una reciprocità complessa e articolata, in cui a essere donate erano le cose più diverse, dalle candele di cera alla fede.

martin_lutero

Martin Lutero

C’era scambio tra laici e preti. I laici donavano calici, paramenti e stendardi e denaro, i preti ricambiavano con l’intercessione liturgica, le preghiere e la messa. Il denaro elargito per una messa era considerato un dono, così come le decime erano considerate un’offerta, un’oblazione delle primizie fatta dal popolo al Signore nella persona dei sacerdoti.

Negli scritti ufficiali nessuno metteva in evidenza il vincolo o l’obbligo che Dio assumeva in conseguenza del dono ricevuto (principio di reciprocità). Nei testi del XII° secolo “munus” non era associato a “remuneratio”, ma a “cor” (cuore). Ci si preoccupava di donare a Dio nella giusta disposizione di spirito illustrata dalle offerte dei Re Magi.

Nella pratica tuttavia, le cose stavano in maniera assai diversa. Andare a Messa rappresentava per il popolo un dono sotto forma di sacrificio necessario per avere in cambio un risultato positivo. Tuttavia, in queste forme di scambio, il sacrificio a Dio rappresentava il tentativo di placare la sua ira e di indurlo alla riconciliazione (proprio come in moltissimi schemi “pagani”).

In cosa tale sistema prestava il fianco alle critiche dei riformatori? Nel frequente degradarsi dei doni tradizionali in pagamenti imposti (peccato di simonìa), reso più acuto dalle invettive dei protestanti i quali accusavano i preti di far mercimonio di cose sacre: in una parola, nella “mercificazione della funzione sacerdotale” che imponeva una remunerazione indebita per la somministrazione di un sacramento.

simonia

Fonte: https://www.etimo.it

Il concetto di “mercificazione della funzione pubblica” fu alla base del Codice Napoleonico che, in gran parte, abbiamo ereditato e che riconduce la corruzione nell’ambito del diritto, con particolare riferimento al diritto penale.

Attraverso il patto corruttivo il funzionario pubblico vende un atto, cioè l’esito di un procedimento, così come un sacerdote vende un sacramento. Ci si allontana progressivamente dall’idea dell’abuso di una funzione delegata e dalle relazioni della sfera personale dell’Agente pubblico che tendono ad inquinare l’esercizio della sua funzione delegata. Si punta il dito, da una parte, sull’atto, cioè sull’oggetto del patto, dall’altra, sull’utilità economica che l’Agente ne ricava.

Un modo di vedere la corruzione di cui faremo fatica a liberarci.

 


Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.


[1] Aragona F., La corruzione nella storia (I parte). Il periodo greco e romano. GNOSIS 1/2017

[2] la corruzione nella storia:

http://eventipa.formez.it/sites/default/files/allegati_eventi/bitonto_30_11_2015.pdf

http://anticorruzione.eu/2015/03/corruzione-nella-storia-le-olimpiadi-dellantica-grecia/

SPAZIOETICO. Tutti i numeri del 2019

italia spazioetico

Le Regioni in cui ha operato SPAZIOETICO nel 2019

Come ogni anno a SPAZIOETICO si tirano le somme.

Parliamo dell’anno che si è appena concluso, il 2019.

A poco più di un anno di distanza dalla nascita dell’ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE “SPAZIOETICO”, abbiamo avuto il piacere di lavorare con 23 organizzazioni committenti, che abbiamo suddiviso come di seguito:

PERCORSI DI FORMAZIONE SPECIALISTICA:
– AREXPO s.p.a.
– ASL Roma 4
– Azienda Sanitaria U.L.S.S. n. 3 Serenissima (Veneto) 
– Azienda Sanitaria U.L.S.S. n. 7 Pedemontana (Veneto)
– Azienda Sanitaria U.L.S.S. n. 8 Berica (Veneto)
– Azienda USL Toscana sud est
– IN.VA. s.p.a.
– Provincia di Brescia

PERCORSI DI FORMAZIONE A DISTANZA (FAD):
– Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna “Bruno Ubertini” (IZSLER)
– Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari Provincia Autonoma di Trento

PERCORSI DI FORMAZIONE GENERALE:
– Azienda Ospedaliera Universitaria MEYER Firenze 
– ASL Napoli Sud
– Comune di Velletri
– Comune di Albano Laziale
– Comune di Aprilia 
– Comune di Cassino
– Comune di Terracina
– Comune di Triuggio 
– Provincia di Pistoia
– Siena Casa s.p.a.
– Unione di Comuni Montani Appennino Pistoiese

PERCORSI DI FORMAZIONE DI FORMATORI:
– Comune di Rho

PERCORSI DI FORMAZIONE SU ANTIRICICLAGGIO:
– Azienda USL di Modena

Nel 2019 sono stati 15.337 i visitatori unici del nostro blog, https://spazioetico.com/, con un incremento del 23% rispetto al 2018.

Argomento di maggior interesse per i nostri visitatori è stato senza dubbio il “conflitto di interessi“. Anche articoli come la “gestione dei dilemmi etici” e il “divieto di accettare doni, regali e altre utilità” sono risultati tra i più consultati, così come la nuova sezione dedicata alla “Formazione a distanza” della E-LEARNING FACTORY di SPAZIOETICO.

Per il 2020 miriamo a rafforzare i progetti di formazione e accompagnamento alle amministrazioni sui nostri temi, come l’analisi e la lettura del fenomeno corruttivo, la dimensione relazionale della prevenzione della corruzione (conflitto di interessi, ecologia delle relazioni dell’agente pubblico, ecc…), il whistleblowing, la trasparenza, l’antiriciclaggio. 

…con una attenzione in più a chi volesse intraprendere percorsi integrati di formazione in presenza e a distanza, oppure percorsi che prevedono un output di natura organizzativa, come Regolamenti o modifiche al Codice di Comportamento; percorsi che abbiamo già sperimentato nel 2019 con alcune organizzazioni e che ci hanno dimostrato la validità di questo modello di accompagnamento. 

Per il 2020 prevediamo, inoltre, di fornire percorsi di formazione e accompagnamento anche al settore privato. Il nostro modello di lettura del conflitto di interessi e la teoria della relazione di agenzia “estesa” si prestano meravigliosamente anche alle dinamiche tra interessi primari e secondari presenti  in aziende, multinazionali, ecc…

Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini vi augurano Buon Anno, pieno di soddisfazioni personali e professionali.

SPAZIOETICO partner dell’IZSLER nella formazione anticorruzione

L’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA ROMAGNA “BRUNO UBERTINI” (IZSLER) ha affidato a SPAZIOETICO, per i prossimi 3 anni, la realizzazione della formazione a distanza in materia di prevenzione della corruzione per i dipendenti ed i soggetti equiparati dell’Ente.

l’IZSLER è Il Centro di referenza a livello nazionale per la formazione in Sanità Pubblica Veterinaria e svolge diversi compiti, tra i quali: servizio diagnostico delle malattie degli animali e delle zoonosi, attività di controllo degli alimenti destinati all’uomo e agli animali, supporto analitico e consultivo dell’attuazione dei piani di profilassi, risanamento ed eradicazione, ricerca applicata in materia di igiene degli allevamenti e di miglioramento delle produzioni zootecniche e, quindi, del benessere animale, sorveglianza epidemiologica nell’ambito della sanità animale, igiene delle produzioni zootecniche e degli alimenti, ricerca sperimentale applicata e di base nell’ambito veterinario e degli alimenti.

Leggi il resto dell’articolo

Scoprite il vostro corso anticorruzione ideale, grazie al test di Spazioetico

di Massimo di Rienzo & Andrea Ferrarini

SCARICA IL TEST!

test_scopri la tua formazione ideale

Sicuramente tutti voi, navigando sui social network o su internet, vi sarete imbattuti in certi deliziosi test di personalità o di preveggenza, privi di qualunque pretesa scientifica: “Scopri la tua anima gemella”, oppure “Scopri il lavoro che fa per te” oppure ancora “Scopri se sei corretto o corrotto” e, infine: Il prossimo governo arriverà a mangiare il panettone?“.

Vi confessiamo che questi test hanno esercitato su di noi un fascino eccezionale, secondo unicamente a quello esercitato dagli oroscopi della settimana. Ne abbiamo fatti tantissimi questa estate, sotto l’ombrellone. 

Adesso anche noi di Spazioetico abbiamo deciso di inventare un test:

“Scopri qual è il tuo corso anticorruzione ideale”.

Leggi il resto dell’articolo

Tornano le PILLOLE di INTEGRITA’ di SPAZIOETICO!

PILLOLE

Correva l’anno 2013. Non esisteva ancora il Piano Nazionale Anticorruzione.

Con le PILLOLE DI INTEGRITA’ nasceva una debole ma agguerrita resistenza contro l’anticorruzione delle carte e dei fogli excel. Un percorso che ci ha portato lontano. Da allora SPAZIOETICO ha promosso senza tregua la visione di una prevenzione della corruzione fondata sul coinvolgimento, sulla consapevolezza e sulla responsabilità dei protagonisti. Ed è stata (e sarà ancora di più nei prossimi anni) una visione vincente.

Le PILLOLE, da sempre, sono pensate come forma di supporto ai Responsabili della prevenzione della corruzione delle amministrazioni che spesso trovano difficoltà nel veicolare i concetti di base della prevenzione della corruzione o che hanno bisogno di illustrare ai dipendenti dell’amministrazione, in maniera semplice ma efficace, concetti chiave come, ad esempio, la nuova definizione di “corruzione”, il conflitto di interessi, la trasparenza, il rischio di corruzione, il whistleblowing, il codice di comportamento, l’antiriciclaggio e così via.

Migliaia di dipendenti pubblici si sono formati attraverso le nostre PILLOLE. Ora, dopo più di sei anni abbiamo pensato di rivitalizzare quel percorso con le nuove PILLOLE DI INTEGRITA’.

Due nuove PILLOLE attendono di essere somministrate!


Ci sono diverse modalità di fruizione delle PILLOLE.

MODULO_ORDINE

Le PILLOLE DI INTEGRITA’ possono essere richieste a SPAZIOETICO compilando il MODULO di ORDINE.

Questa modalità è consigliabile per i Responsabili della prevenzione della corruzione che intendono organizzare incontri di formazione interni e vogliono utilizzare le Pillole.

 

udemy.png

 

Oppure, su UDEMY, la nota piattaforma di formazione a distanza, accedendo tramite il seguente COUPON:

Questa modalità è consigliabile per TUTTI, in particolar modo per chi intende acquisire conoscenze di base sul fenomeno corruttivo e sui principali strumenti di prevenzione della corruzione.

 

mepa.jpg

Infine, il prodotto può anche essere acquistato su MEPA, il mercato elettronico della pubblica amministrazione. Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Il codice relativo alla PILLOLA di INTEGRITA’ “Comprendere la corruzione” è SE501. Il codice relativo alla PILLOLA di INTEGRITA’ “La casa dei sogni” è SE502.


Di seguito, i video di presentazione delle PILLOLE.

 

 

Su UDEMY il corso su accesso civico generalizzato APERTO A TUTTI!

Da oggi il corso “GESTIRE L’ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO” della ELEARNING FACTORY di SPAZIOETICO è

APERTO A TUTTI!

e disponibile sulla piattaforma UDEMY, uno dei migliori marketplace per i corsi di formazione a distanza.

SCONTO del 50% sul costo del corso.

COUPON_ACG_50%

CLICCA SULL’IMMAGINE PER OTTENERE LO SCONTO.

Non solo le pubbliche amministrazioni potranno acquistare il corso su MEPA, ma anche:

  • singoli dipendenti pubblici, funzionari amministrativi di Enti Locali, Sanità pubblica e di ogni altra amministrazione pubblica, Ente o società controllata o partecipata, Ministero, amministrazione regionale, ecc…,
  • membri di organizzazioni civiche che utilizzano o intendono utilizzare l’accesso civico generalizzato come opportunità di partecipazione e controllo,
  • giornalisti,
  • consulenti ed esperti,
  • studenti,
  • CHIUNQUE sia curioso di approfondire la materia della trasparenza e della libertà di accesso.

Inoltre, il corso è consigliabile per singoli dirigenti e funzionari di amministrazioni pubbliche che vogliono migliorare la qualità della gestione delle istanze di accesso civico generalizzato. In particolare:

  • Responsabili della trasparenza,
  • Responsabili e funzionari dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP),
  • DPO (Data Protection Officer) o Responsabili della Protezione dei Dati (RPD),
  • Responsabili della prevenzione della corruzione,
  • Responsabili e Posizioni Organizzative di uffici pubblici,
  • Politici e amministratori, locali e nazionali.

Ecco un breve video di presentazione del corso.

 

IL CORSO
Cosa è l’Accesso Civico Generalizzato?

Il d.lgs 97/2016 ha introdotto l’istituto dell’accesso civico generalizzato. Si tratta di una modalità di accesso a dati e informazioni prodotte o detenute dalle pubbliche amministrazioni molto più ampio rispetto al passato.

L’accesso civico generalizzato riconosce a chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, l’accesso ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati, e salvi i casi di segreto o di divieto di divulgazione previsti dall’ordinamento.

Cosa è la checklist @SPAZIOETICO per la gestione delle istanze?

E’ elenco di domande giuste al momento giusto, da dare in mano agli uffici che gestiscono le istanze.

La checklist non decide al posto degli uffici, ma traccia il processo e lo rende tracciabile e replicabile.

Sono 14 PASSI, cioè 14 domande che devono essere svolte consecutivamente dall’ufficio che gestisce l’istanza di accesso civico generalizzato.

Perché un corso sull’accesso civico generalizzato?

Per le pubbliche amministrazioni italiane il nuovo canale di accesso rappresenta sia un’opportunità che una sfida.

Un’opportunità perché esso apre la strada all’instaurarsi di una nuova modalità di relazione che avvicina l’amministrazione ai cittadini/utenti e agli osservatori qualificati, migliorando la qualità dei processi partecipativi ed il controllo sull’operato e sui risultati della PA.

Una sfida perché il senso profondo del nuovo accesso civico generalizzato non risiede tanto nella disponibilità di un’amministrazione di “pubblicare” un’informazione o un dato o un documento, quanto piuttosto nella sua capacità di “mettersi al servizio” di chi richiede le informazioni con un atteggiamento di massima apertura.

Per accettare la sfida del nuovo accesso, le amministrazioni devono adottare adeguate soluzioni organizzative, quali, ad esempio, valorizzare risorse interne che dialogano con gli uffici che detengono i dati richiesti, raccogliere le richieste di accesso pervenute in un apposito registro, imparare a dialogare con i cittadini che richiedono dati e informazioni attraverso una cooperazione attiva, archiviare e catalogare dati e documenti per rispondere efficacemente alle richieste senza appesantire il lavoro degli uffici.

Prima di qualsiasi soluzione organizzativa, occorre che le amministrazioni comprendano che le istanze di accesso civico generalizzato debbono essere gestite con un atteggiamento diverso dal passato, dal momento che l’istituto viene introdotto all’interno di un contesto normativo che contempla altri meccanismi di accesso.

Organizzazione del corso

MODULO 1. ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO: LA NASCITA DI UN DIRITTO CHE NON C’ERA

  • La nascita di un diritto che non c’era
  • “Logica Accesso Civico Generalizzato” e “Logica 241”
  • La check-list @SPAZIOETICO per la gestione delle istanze di accesso civico generalizzato

MODULO 2. LA CHECK-LIST @SPAZIOETICO PER LA GESTIONE DELLE ISTANZE DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO: PASSI 1-4

2.1. PASSI 1, 2, 3, 4 della check-list @SPAZIOETICO

MODULO 3. LA CHECK-LIST @SPAZIOETICO PER LA GESTIONE DELLE ISTANZE DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO: PASSI 5-7

3.1. PASSI 5, 6, 7 della check-list @SPAZIOETICO

MODULO 4. LA CHECK-LIST @SPAZIOETICO PER LA GESTIONE DELLE ISTANZE DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO: PASSI 8-14

4.1. PASSO 8: Il test di pregiudizio

4.2. PASSO 9: Il test di interesse pubblico

4.3. PASSO 10: Il calcolo dei rischi e delle opportunità

4.4. PASSI 11-14: La decisione finale

MODULO 5. APPLICHIAMO LA CHECKLIST

  • Analisi di casi e esercitazioni pratiche

MODULO 6. CONCLUSIONI

  • La responsabilità di conoscere

IL WHISTLEBLOWING. Video di presentazione del corso in ELEARNING

Per informazioni sul corso:
https://spazioetico.com/2019/04/10/il-whistleblowing-scheda-prodotto-elearning/

Testo del video

Andrea Ferrarini (AF). Molti non sanno che a novembre del 2017 il Parlamento italiano ha varato una legge che stabilisce alcune regole utili a proteggere il pubblico dipendente che segnala o denuncia condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro.

Massimo Di Rienzo (MdR). Una di queste regole è che il dipendente in questione, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa che sia collegata alla segnalazione.

AF. Non se ne sa molto, è vero. Anche perché si fa una gran confusione su questo nuovo istituto.

MdR. A partire dal nome che gli è stato attribuito: WHISTLEBLOWING. Ma che significa?

AF. Significa “soffiare nel fischietto” e se ti iscriverai a questo corso scoprirai anche da dove proviene questa strana locuzione.

Sono sicuro che il Whistleblowing inneschi un’infinità di dilemmi etici. Da una parte il bene comune, l’integrità di un’organizzazione pubblica ed i diritti che deve garantire. Dall’altra la sicurezza individuale, la difesa contro possibili ritorsioni che, in alcuni contesti, non riguardano solo la sfera professionale del dipendente che segnala, ma anche la sfera personale.

MdR. Esatto. Proprio per la complessità e la delicatezza del comportamento di segnalazione, abbiamo bisogno di accompagnare quasi per mano chi parteciperà a questo corso ad esplorare tutte le possibili dinamiche. Per questo abbiamo deciso di iniziare questo nostro percorso introduttivo al corso sul Whistleblowing con una breve storia.

Il dottor Mario Rossi, ragioniere iscritto all’albo, è un funzionario che da poco lavora presso l’Ufficio Acquisti della Azienda Sanitaria Locale di Caciucco.

Nel preparare un disciplinare e leggendo alcuni documenti che l’Ente aveva prodotto, il dottor Rossi si imbatte in una serie di anomalie.

Si imbatte casualmente in tre diversi procedimenti di spesa.

Nel primo, la ASL ha affidato il servizio di pulizia di un immobile di sua proprietà, il Centro Congressi, ad una specifica ditta.

Il dottor Rossi verifica che il servizio non è stato affidato per gestire la pulizia di tutti gli immobili dell’Ente, ma solo per una specifica struttura, il Centro Congressi, per l’appunto.

Questa è la prima anomalia.

All’inizio non ci ha dato troppo peso, ma quello strano affidamento ha cominciato a scavare nella sua mente.

Ne aveva anche parlato con sua moglie.

Alcuni giorni dopo, il dottor Rossi nota che esistono, per la verità, altre due procedure di spesa non ancora definitivamente approvate.

In questo caso, l’Ente intende affidare, sempre alla stessa ditta e con due distinte procedure di acquisto, il servizio di pulizie di altri due immobili che ospitano ambulatori.

Questa è la seconda anomalia.

Il sospetto si acuisce quando il dottor Rossi osserva che la procedura che sta per essere utilizzata per la selezione del fornitore è, per tutte e tre le procedure di gara, l’affidamento diretto.

E questa è la terza anomalia.

Qui c’è qualcosa che non va.

Cosa fare?

AF. Allora Massimo, secondo te COSA FARA’ IL DOTTOR ROSSI? Ignorerà o Segnalerà? E se decidesse di non segnalare, violerebbe qualche regola?

Nel corso mostreremo tutte le possibili opzioni di segnalazione interna ed esterna che si trovano davanti al dottor Rossi.

MdR. Mostreremo il percorso di una segnalazione e la sua corretta gestione, sia da parte del superiore gerarchico che da parte dell’organizzazione.

AF. A cosa serve gestire correttamente una segnalazione?

MdR. Prima di tutto a tutelare il segnalante di fronte a possibili ritorsioni.

AF. Ho sentito parlare delle Policy di Whistleblowing? Ma di cosa si tratta?

MdR. Sono dei regolamenti che vengono adottati dalle amministrazioni per stabilire procedure certe di acquisizione e gestione delle segnalazioni. Ormai, quasi tutte le amministrazioni le hanno adottate.

Anche io ho una domanda per te Andrea. Ho difficoltà a capire l’oggetto di una segnalazione. Cioè, cosa dovrebbe esattamente se gnalare il dipendente nell’interesse dell’integrità della sua amministrazione?

AF. Iscriviti al corso e scoprirai questo e tante altre cose.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: