SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

IL CODICE SORGENTE DELLA CORRUZIONE. SCHEDA PRODOTTO ELEARNING

 

BADGE_Codice_sorgenteIL CODICE SORGENTE DELLA CORRUZIONE.
Una lettura del fenomeno corruttivo attraverso il modello «evolutivo» proposto da @SPAZIOETICO

Corso in modalità ELEARNING che guida guida agenti pubblici e organizzazioni alla corretta comprensione del “fenomeno corruttivo”.

100% online
Tempi di fruizione: 8 ore
Erogazione corso: max 30 giorni dall’acquisto

ELEARNING FACTORY @SPAZIOETICO 
info@spazioetico.com

 

QUOTE DI ISCRIZIONE COSTO COMPLESSIVO CODICE MEPA**

(SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE)

50 partecipanti massimo Euro 2.000*

SE182

100 partecipanti massimo Euro 3.500*

SE183

200 partecipanti massimo Euro 6.000*

SE184

500 partecipanti massimo Euro 10.000*

SE185

*22% IVA ESCLUSA

** Su Mepa (https://www.acquistinretepa.it), effettuare un “cerca imprese” inserendo SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE. A seguito dell’esito della ricerca, cliccare su “SPAZIOETICO ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE”. In “SERVIZI-SERVIZI FORMAZIONE”, cliccare su “VAI AL CATALOGO”. Cercare il prodotto all’interno del CATALOGO.

In alternativa, contattare SPAZIOETICO (info@spazioetico.com) e verrete guidati nella scelta.

 

IL CORSO

Perché c’è bisogno di “un modello evolutivo”?

In Italia la Legge n. 190/2012 e tutti i Piani Nazionali Anticorruzione approvati da ANAC si occupano di prevenire il rischio di corruzione, non di gestire le dinamiche corruttive. E quindi sono orientate in modo prioritario ad introdurre politiche di controllo dell’azione amministrativa  e obblighi di trasparenza.

Sul fronte della repressione del fenomeno, invece, la strategia è introdurre forme sempre più forti di disincentivazione, aumentando le sanzioni penali, le pene accessorie e le sanzioni interdittive per le persone e le aziende riconosciute colpevoli di reati contro la pubblica amministrazione; potenziando il contrasto alla corruzione sul fronte delle indagini penali (agenti sotto copertura e intercettazioni); e infine rendendo più difficile l’accesso alle misure alternative di detenzione, al lavoro all’esterno del carcere e ai permessi premio peri cittadini che scontano una condanna per peculato, concussione, corruzione, induzione indebita. Sono queste, in estrema sintesi, le misure di repressione della corruzione introdotte dalla recente Legge n. 3/2019 (“Legge Spazza-corrotti”).

Nell’ottobre 2012, Jesper Johnsøn, Nils Taxell and Dominik Zaum hanno mostrato in una ricerca che solo in un numero irrilevante di casi le politiche di contrasto alla corruzione messe in campo dagli Stati hanno avuto successo. Nonostante siano state adottate convenzioni internazionali, normative nazionali e tutta una serie di misure, i numeri sono piuttosto sconfortanti.

Perché non funzionano?

La nostra tesi è che le politiche anticorruzione non funzionano, perché si basano su un modello teorico che spiega solo parzialmente il fenomeno corruttivo, ma che le orienta in modo assoluto a privilegiare la dimensione organizzativa della corruzione. Esse, infatti, sono state costruite esclusivamente sulla base del modello Principale-Agente.

Perché le persone si corrompono? Nessuno dei Piani Nazionali Anticorruzione approvati da ANAC cerca di rispondere a questa domanda. Tutto il sistema di prevenzione è orientato a ridurre i fattori di rischio nei processi, per impedire la corruzione. Ma è una lotta contro un nemico invisibile. Dove sono i corrotti contro cui i piani triennali di prevenzione della corruzione innalzano muri di procedure e accendono fari di trasparenza? Non si sa. E quando i reati di corruzione si verificano, ci si accorge che il sistema non era in realtà in grado di prevedere le dinamiche corruttive.

Dove sono i corrotti? Ce lo chiedono spesso le persone che partecipano ai nostri corsi. Persone che si sentono oneste e che vedono attorno a loro persone oneste. E se magari hanno conosciuto, nella loro vita lavorativa, un Agente pubblico disonesto, queste persone si chiedono se tutti abbiamo un prezzo, oppure se i corrotti sono delle “mele marce”, delle anomalie, delle persone nate male.

Perché le persone si corrompono?

Qualsiasi esperto di anticorruzione rimane muto davanti a questa domanda. Il non detto delle strategie di prevenzione della corruzione è che le persone oneste possono diventare disoneste. E tutto l’arsenale di regole, controlli, adempimenti della Legge 190/2012 serve a difendere le amministrazioni e i cittadini da persone che si credono oneste e che diventano corrotte, spesso senza saperlo.

Il non detto delle strategie di prevenzione è al centro del nostro modello di analisi dei fenomeni corruttivi: il “Modello Evolutivo”.

 

A chi è rivolto il corso?

Ai Responsabili della Prevenzione della Corruzione (RPCT) e a tutti gli agenti e le organizzazioni pubbliche

 

Tempi di fruizione

I tempi di fruizione per questo corso sono stimati in 8 ore

 

Contenuti del corso

  • Il Modello Principale-Agente
  • Il Modello Evolutivo
  • Corruzione spicciola, amministrativa e sistemica
  • Processi, interessi e valori: il triangolo della corruzione
  • Decisioni critiche, conflitto di interessi e dilemmi etici
  • Lo spazio economico
  • Lo spazio etico
  • Lo spazio delle regole
  • I pattern relazionali
  • Il codice sorgente della corruzione

 

 

 

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