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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Il dilemma dell’INPS – parte 1: Lo strano caso del Comune di Miracolato

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di Massimo Di Rienzo & Andrea Ferrarini

Carissimi lettori di @spazioetico. Molti di voi saranno saltati sulle sedie quando hanno letto la notizia dei premi ai medici INPS che negano l’invalidità. Ne ha parlato la stampa nazionale. Si tratta di un’iniziativa che rientra nel Piano della performance dell’INPS, al centro di roventi polemiche, soprattutto da parte dell’Ordine dei Medici.

Come spesso accade in Italia, sulla questione si è acceso un rovente dibattito, con prese di posizione anche da parte del Ministero della Sanità. Un dibattito tanto acceso, quanto superficiale, in cui ciascuna parte non comprende le ragioni dell’altro e vuole dividere il mondo in “buoni” e “cattivi”. Ma da cui emerge un conflitto profondo (che è più generale e trascende il dibattito in corso) tra l’interesse primario alla riduzione delle spese pubbliche e quindi del debito pubblico (interesse molto rilevante in questi tempi di spread alle stelle!) e il diritto dei cittadini alla salute e all’integrazione sociale ed economica (diritti che hanno un rilievo costituzionale).

Abbiamo deciso di analizzare questa vicenda (e gli interrogativi che essa suscita) usando gli strumenti sviluppati da Spazioetico nel corso di questi anni. Il riconoscimento dell’invalidità civile è un procedimento complesso, che coinvolge molti soggetti (medico di base, medici specialisti, ASL, INPS) e che è sicuramente esposto a rischio di corruzione e azzardo morale. Per questo crediamo di avere qualcosa da dire su questo tema, soprattutto per fornire degli argomenti e delle riflessioni che possono contribuire ad un approccio meno superficiale a questi temi.

Cominciamo oggi, raccontandovi un caso, liberamente ispirato a questa vicenda.


… Andrea: Caro Massimo, non vedo l’ora di raccontarti “Lo strano caso del Comune di Miracolato”, una storia che ho scritto ispirandomi alle recenti polemiche innescate dalla scelta dell’INPS di premiare i medici che negano l’invalidità! L’ho ambientato nella Penisola Ditaliana…

Massimo: Anche io sono abbastanza curioso … nella Penisola Ditaliana accadono sempre cose incredibili!


penisola ditaliana

La nostra storia si svolge nel cuore della penisola ditaliana, una buffa penisola a forma di mano che si allunga nel Mar Mediterribile e sembra fare il solletico alle sue acque. La Repubblica Ditaliana, essendo molto piccola, è suddivisa in sole due regioni: La RUBERIA, il cui capoluogo è Porto Brigante; e la FREGOZIA, il cui capoluogo è Barattopoli. I fatti narrati in questa storia sono pura opera di fantasia e quindi ogni riferimento a cose, persone, città o enti previdenziali è (provvidenzialmente) casuale.

IDPS logo

I Ditaliani sono un popolo semplice, che non ama le complicazioni. E quindi hanno un unico Ente pubblico, l’IDPS (Istituto Ditaliano Pensioni e Sostegni), che eroga ogni tipo di prestazione sociale: pensione di vecchiaia, pensione di invalidità, cassa integrazione, mobilità, indennità di disoccupazione, fondo di garanzia TFR e crediti da lavoro, Bonus Bebè, ecc … L’IDPS deve sborsare un sacco di soldi, ma ha pochissime entrate, a causa della scarsa propensione dei ditaliani verso il pagamento delle tasse e dei contributi.

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Una delle principali voci di spesa dell’IDPS sono le pensioni di invalidità, per via del fatto che i Ditaliani hanno una sfortuna incredibile e contraggono un sacco di malattie invalidanti. In alcune zone del paese questa sfortuna si concentra in modo crudele. Nel paese di Miracolato, ad esempio (situato a nord-ovest della penisola ditaliana, nella regione Ruberia), il 30% della popolazione è cieca assoluta, oppure è priva di tutti e quattro gli arti.

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L’elevato numero di invalidi a Miracolato attira la curiosità di Fulvio Ficcanaso, un giornalista che lavora per il noto quotidiano Gazzetta di Porto Brigante. Ficcanaso si reca nel paese e realizza un reportage fotografico, intitolato “Il Paese dei Miracolato – indagine sui falsi invalidi”. Il giornalista è rimasto a Miracolato per una intera settimana, senza riuscire a trovare alcuna persona priva di vista o priva di tutti e quattro gli arti.

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Anzi! Gli abitanti di Miracolato amano molto lo sport all’aria aperta e vanno in gran numero a correre nei parchi!

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Fulvio Ficcanaso, nel suo reportage intervista anche Ausonio Astuti, di professione oculista. Che dichiara: “qualche anno fa ho deciso di spostare a Miracolato il mio studio… Le statistiche dicevano che c’erano un sacco di ciechi e ipovedenti. E invece non ho neanche un cliente! Anche mia moglie che gestisce un negozio di ottica vende solo occhiali da sole!

Il reportage si conclude con una nota di ironia: “Non vogliamo assolutamente affermare che a Miracolato non ci siano mai stati invalidi!” scrive il giornalista “probabilmente, questo paese è miracolato di nome e di fatto: un intervento sovrannaturale oppure una fortunata congiunzione astrale, ha ridato la vista, le gambe e le braccia ai suoi abitanti. Ci auguriamo che l’autore di tale miracolo si palesi e riceva il giusto riconoscimento per gli atti miracolosi compiuti!”

La magistratura apre un’inchiesta e scopre che a Miracolato la maggior parte delle pensioni di invalidità sono state concesse a persone sane, che avevano prodotto certificati medici falsi e corrotto le commissioni di valutazione. Metà del paese finisce agli arresti domiciliari.

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Gli inquirenti, grazie alle dichiarazioni alcuni falsi invalidi pentiti, riescono anche a risalire alla “mente” di questa clamorosa truffa ai danni delle casse dell’IDPS: è Nazareno Jesulli, un truffatore di Porto Brigante, un povero cristo già noto alla giustizia per aver commercializzato vino prodotto con l’acqua dell’acquedotto cittadino e grossi quantitativi di pani e di pesci di provenienza ignota. L’uomo, secondo i giudici, garantiva il riconoscimento dell’invalidità alle persone sane, in cambio di denaro, che in parte teneva per sé e in parte usava per corrompere i Medici dell’IDPS e gli altri componenti delle commissioni di valutazione.

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L’opinione pubblica reagisce con indignazione ai risultati delle indagini: diverse associazioni di disabili prendono posizione contro l’IDPS e ARSS Ruberia (L’azienda Regionale per i Servizi Sanitari), che gestiscono le commissioni incaricate di riconoscere le situazioni di invalidità civile: secondo le associazioni, le commissioni sono fuori controllo e ci sono rischi per i diritti delle persone. Un sistema “impazzito”, che riconosce invalidità inesistenti, può fare anche il contrario: non riconoscere l’invalidità a chi ne avrebbe diritto.

Anche il Governo Ditaliano prende posizione, accusando l’IDPS si spendere un sacco di soldi per pagare pensioni di invalidità non dovute, aggravando il già grave deficit delle casse dello Stato.

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Claudio Contabile, il Presidente dell’IDPS, dapprima non rilascia dichiarazioni o si limita a dire che l’Istituto ha piena fiducia nell’operato della magistratura e che la gestione dei processi, nonostante la presenza di qualche mela marcia, garantisce i più alti standard di legalità. Ma poi, vedendosi attaccato da tutte le parti, decide di mettere in atto una strategia che, a suo dire, consentirà di ridurre il numero delle irregolarità commesse dai Medici IDPS. La strategia viene esposta dal Presidente Contabile al responsabile del personale, dott. Pino Presenze.

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“Tutti pensano che quello dei falsi invalidi sia un problema etico. E invece è un problema economico! I medici IDPS trovano conveniente rilasciare false invalidità, in cambio di tangenti e intanto l’IDPS si svena per versare soldi a chi non li merita!

Il nostro interesse primario è anche ridurre ridurre l’indebitamento dell’Istituto. E per farlo daremo dei soldi ai nostri medici… L’Idea è semplice! Li premieremo quando negano l’invalidità, così a loro non converrà più chiedere soldi illegalmente per riconoscere invalidità inesistenti… Visto che ci siamo noi che, legalmente, li paghiamo per togliere le invalidità!”

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L’idea del Presidente viene recepita nel Piano della Performance IDPS 2018 – 2020: al fine di contribuire alla riduzione del debito pubblico ditaliano, il Piano infatti assegna ai medici, quale obiettivo di performance, la revoca delle prestazioni di invalidità civile.

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Purtroppo, l’opinione pubblica e il Governo non reagiscono bene alle scelte operate dall’IDPS! Le associazioni dei disabili gridano allo scandalo: l’IDPS premia i medici che negano alle persone il loro diritto al riconoscimento dell’invalidità civile! Il Governo, da parte sua, ribadisce l’impegno, per garantire l’inclusione sociale e lavorativa dei disabili.

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Questa volta, anche l’Ordine Ditaliano dei Medici prende posizione, dicendo che i medici non si comprano e che i diritti delle persone (specialmente quando hanno a che fare con la salute) vengono prima di qualunque altra cosa. Gli obiettivi di Performance dell’IDPS, insomma, entrano in conflitto con la deontologia professionale!

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Claudio Contabile, come al solito, non si scompone. Ma proprio non capisce dove stia il problema. La gente non è mai contenta pensa tra sé “si lamenta se l’IDPS riconosce troppe invalidità, a volte inesistenti. Ma si lamenta anche se l’IDPS cerca di ridurre il numero delle invalidità riconosciute!”

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Nel frattempo, gira voce che Nazareno Jesulli sia evaso dal Carcere di Porto Brigante ed abbia ricominciato a fare affari. Adesso però non va più dalle persone sane, facendosi pagare per garantire il riconoscimento di una invalidità non dovuta. Adesso va da chi avrebbe davvero diritto all’invalidità, ma ha paura di perderla, a causa degli obiettivi di performance decisi dal dottor Contabile, presidente dell’IDPS, l’Istituto per le Pensioni e i Sostegni della sfortunata Repubblica Ditaliana!


 

Massimo: …Andrea, mi sa che la storia ti ha un po’preso la mano e hai descritto una situazione un po’ diversa da quella reale …

Andrea: In effetti, hai ragione. Diciamo che ho semplificato un po’ i termini della questione, anche per divertire i nostri lettori. Credo però che questa storia aiuti a capire come si muovono gli interessi in gioco e gli errori che potrebbero essere stati commessi dall’INPS.

Massimo: In effetti, sì! La storia sembra suggerire che l’IDPS ha considerato solo l’interesse primario alla riduzione della spesa pubblica, senza tenere in alcun conto altri interessi primari del Principale Delegante (i cittadini): il diritto all’integrazione sociale e lavorativa e il diritto alla tutela della salute.

Andrea: Esatto! A questo punto abbiamo tutte le informazioni per analizzare gli interessi in gioco ed identificare eventuali dilemmi e rischi di corruzione.

VAI ALLA SECONDA PARTE. 

Il dilemma INPS – parte 2: il catalogo degli interessi in gioco

 

 

 

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