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Barcellona adotta l’Anti-Corruption Complaint Box per le segnalazioni dei cittadini

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La città di Barcellona è la prima metropoli europea a dotarsi di un sistema che invita i cittadini a mandare informazioni rilevanti su comportamenti corruttivi o di maladministration ed in maniera totalmente anonima.

La piattaforma è gestita da Xnet, un progetto di attivisti che lavora dal 2008 sui temi della democrazia e delle nuove tecnologie.

La  Anti-Corruption Complaint Box (“Bústia Ètica” in Catalano – #BústiaBonGovernBCN), questo il nome dello strumento, utilizza un sistema di protezione dell’anonimato (come Tor e GlobaLeaks).

Di seguito, alcune considerazioni tratte dal sito fonte della notizia

Che cosa è l’l’Anti-Corruption Complaint Box?

E’ uno strumento attraverso cui i cittadini possono segnalare eventi corruttivi e altre pratiche che vengono ritenute dannose per il buon governo della città di Barcellona.

Si tratta di un dispositivo digitale gestito dal Comune di Barcellona, ispirato a simili meccanismi della società civile (come la casella di posta XnetLeaks) e messo in opera con la consulenza di membri della Xnet che fanno parte dal Consiglio consultivo dei cittadini del Comune di Barcellona.

Mediante questo sistema, i cittadini possono inviare elementi di sospetto e prove di casi per i quali essi ritengano che il Comune debba indagare.

Dopo aver ricevuto le segnalazioni, il Comune è tenuto a rispondere e indagare su quelle che sono ritenute fondate, o inviarle ad altra autorità. La persona che presenta la denuncia si riserva il diritto o meno di rivelare la sua identità; riceverà informazioni di follow-up.

Per quale ragione si è scelta l’opzione “anonimato”?

Prima di tutto, dovrebbe essere chiaro che l’anonimato delle fonti in un’indagine non è una novità. Evidentemente, se le informazioni inviate da un cittadino finiscono in un procedimento penale, allora non potranno più essere anonime.

La pubblica amministrazione dovrà, quindi, effettuare una denuncia ufficiale e la segnalazione anonima sarà servita semplicemente per far emergere quel fatto (che non sarebbe mai emerso senza questo meccanismo).

Questa modalità non differisce  dal modo in cui la stampa ha sempre lavorato: le informazioni provengono da fonti che rimangono anonime perché sono vulnerabili.

È compito della persona/istituzione che riceve le informazioni, di approfondire svolgendo indagini per far emergere ulteriori elementi che rendano solidi gli argomenti di accusa.

Tale articolazione permette di correggere una delle maggiori disuguaglianze esistenti: l’asimmetria che esiste tra il cittadino, che ha interesse all’erogazione del servizio e la pubblica amministrazione.

Ed ora un rapido commento. Noi che siamo “cittadini romani” osserviamo queste novità con un certo distacco (non vorrei dire cinismo, ma l’ho detto). L’introduzione di tali sistemi, tuttavia, non renderebbe meno vivace la già movimentata vita di amministratori e tecnici all’ombra del Campidoglio. Perciò, perché non provare?

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