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Civico97 pubblica un rapporto sulla partecipazione politica e civica alla strategia di prevenzione della corruzione

civico_97

Si sa, uno degli elementi di maggior debolezza fin qui ampiamente notati e descritti delle strategie locali di prevenzione della corruzione è stata l’assenza o lo scarso coinvolgimento della componente politica e della componente civica, tanto che ANAC ha cercato di correre ai ripari con il PNA 2016, (anche se di bene altri correttivi si sente il bisogno).

L’associazione Civico97, nata il 13 gennaio 2016 da alcuni studenti del Master APC dell’Università di Pisa, ha realizzato, proprio su questo argomento, un documento di monitoraggio dal titolo “Rapporto sulla partecipazione politica e civica nei comuni della Provincia di Firenze”.

L’idea di questo rapporto nasce dalla volontà di focalizzarsi su una precisa area geografica del nostro Paese per dimostrare come pubbliche amministrazioni di differente grandezza affrontino gli adempimenti in materia di anticorruzione in modo differente.

Il monitoraggio vuole, da un lato, approfondire la capacità delle amministrazioni locali di coinvolgere in maniera sempre maggiore i propri organi di indirizzo politico nella definizione dell’azione di prevenzione della corruzione al proprio interno e, dall’altro, cerca di valutare l’attenzione dimostrata dalla Cittadinanza quando le sia data la possibilità di dare il proprio contributo nella formulazione della politica di prevenzione e contrasto della corruzione.

Dal punto di vista pratico Civico97 ha organizzato il proprio lavoro in modo tale da verificare che il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2016/18 sia stato adottato, specificando la data della sua approvazione, rilevando la partecipazione di tutti gli organi di indirizzo e focalizzandosi sul coinvolgimento della Cittadinanza nella sua elaborazione“. (fonte: Civico97)

Si legge nelle conclusioni del rapporto: “Il 94% degli enti ha adottato  il P.T.P.C. 2016/18 mediante  la sola delibera di Giunta Comunale. Tale dato  rappresenta  forse  l’elemento che meglio descrive lo scarso coinvolgimento degli organi di indirizzo dell’elaborazione del Piano ed è una chiara fotografia della realtà e la vera ragione della presente ricerca. 
L’elaborazione del P.T.P.C.,  infatti,  deve essere occasione di dibattito e ragionamento all’interno della Maggioranza di governo dell’ente, dell’Opposizione, delle forze politiche e dei cittadini; inoltre divenire argomento su cui accendere la luce e su cui animare il dibattito e la passione politica”.

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