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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Contributo alla consultazione sulle linee guida ANAC recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e limiti all’accesso civico generalizzato

Al dott. Cantone, Presidente ANAC

Consultazione

Schema di “Linee Guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico di cui all’art. 5 co. 2 del d.lgs. 33/2013

OSSERVAZIONI PRESENTATE DA

Laura Strano –  Community Facebook Trasparenza Siti Web PA

Carmela PaceMovimento Roosevelt

Massimo Di Rienzo –  Spazio Etico

Andrea Ferrarini – Libero professionista

Andrea Lisi – ANORC

PREMESSA

Il nostro contributo riguarda in primo luogo l’impianto metodologico utilizzato nella redazione delle Linee Guida, come documento di orientamento delle PA nell’attuazione del nuovo diritto di accesso alle informazioni da esse detenute.

Partiamo dall’assunto, contenuto opportunamente nell’introduzione del documento posto in consultazione, e cioè che “i limiti e le esclusioni previste dall’art. 5 bis del d.lgs. 33/2013, rappresentano eccezioni e come tali da interpretarsi restrittivamente” (punto 2.1).

Cosa ci aspetteremmo, a tal fine, da queste Linee guida?

In particolare tre cose, che non risultano essere presenti nell’attuale schema posto in consultazione:

  • Le Linee Guida dovrebbero contenere un modello di visualizzazione del “procedimento di accesso civico generalizzato”, cioè una semplificazione grafica delle “fasi” e dei “momenti decisionali” e di come dovrebbero essere organizzati per rendere più accettabile il rischio di cattiva gestione. Ad esempio, per la FASE 1 “input”, si dovrebbe indicare cosa deve contenere una istanza per mitigare il rischio in capo ai richiedenti di indicare erroneamente un procedimento, sia in capo agli operatori pubblici riceventi di valutare in maniera erronea a quale delle tre fattispecie corrisponde l’istanza di accesso. E così via per le altre fasi che introducono momenti di valutazione discrezionale, quale, ad esempio, la valutazione circa l’esistenza del “controinteressato” ed il “bilanciamento degli interessi”. Un esempio potrebbero essere le flowchart disponibili sul sito dell’ICO inglese.
  • Le Linee Guida per promuovere l’attuazione del nuovo diritto di accesso dovrebbero, inoltre, illustrare un numero significativo di esemplificazioni, dati, documenti e informazioni a cui non è stato possibile accedere in passato e che, invece, potranno essere oggetto di accesso generalizzato, spiegando, eventualmente, il diverso destino che tali istanze dovranno avere se presentate con il nuovo dispositivo normativo. A tale proposito si consiglia di utilizzare, ad esempio, i resoconti della Commissione per l’accesso, individuando casi risolti con il diniego all’accesso agli atti che, in caso di istanza di accesso generalizzato, dovrebbero concludersi con un accoglimento. Insomma, da un punto di vista metodologico, le Linee Guida dovrebbero offrire un vasto panorama di illustrazioni, schemi, rappresentazioni, semplificazioni, ecc, che esaltino un modello di accompagnamento oramai largamente praticato nel resto dei Paesi che adottano una normativa sull’accesso.
  • Le Linee Guida (o, alternativamente, una documentazione allegata), dovrebbero, infine, contenere suggerimenti e modelli per la corretta tracciabilità del processo decisionale e gestionale dell’operatore pubblico. A nulla, infatti, servirebbe un diritto di accesso generalizzato, se non venissero informati e formati gli operatori pubblici a gestire e conservarne correttamente la documentazione all’interno della quale si consolida il processo decisionale. Ad esempio, nel mondo sanitario, sarebbe opportuno fornire schede in cui si esemplifica la corretta registrazione degli incontri tra medici e informatori scientifici; anche in questo caso abbiamo dei validi esempi dal mondo anglosassone.
  • Le Linee guida dovrebbero spiegare alle amministrazioni come gestire la fase di contenzioso, almeno in alcuni casi particolari. Ad esempio: in caso di accoglimento parziale di una istanza di accesso per la quale è stato identificato un contro-interessato, come si deve comportare il PRCT, nel caso in cui il richiedente gli presenti istanza di riesame (chiedendo l’accoglimento totale), mentre il contro-interessato presenta direttamente ricorso al TAR (per chiedere che sia negato l’accesso?) Il RPCT deve aspettare l’esito del ricorso al TAR?
  • Le Linee guida costituendo la disciplina regolamentare per le Amministrazioni che non adottino un proprio Regolamento ed essendo in tal caso destinate sia ai dipendenti che ai cittadini, dovrebbero nell’allegato “ modalità per esercitare il diritto di accesso civico “essere più complete ed esaustive anche con riferimento alla tutela del cittadino richiedente o del cittadino controinteressato.

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Ciò premesso, si formulano le seguenti osservazioni, in ordine ai temi/paragrafi del documento messo in consultazione, secondo lo schema riportato nel modulo da Voi predisposto, al fine di facilitare l’inserimento dei contributi.

  1. L’accesso civico generalizzato: caratteristiche e funzioni

2.1 Introduzione

Eliminare il mero riferimento al FOIA, in mancanza di una compiuta declinazione, nelle Linee Guida in consultazione, di come vada configurato in Italia tale “nuovo sistema, in analogia agli ordinamenti aventi il Freedom of Information Act (FOIA), ove il diritto all’informazione è generalizzato e la regola generale è la trasparenza mentre la riservatezza e il segreto eccezioni”.

2.3 Distinzione fra accesso generalizzato e accesso agli atti ex L. 241/90

Si propone di eliminare l’ultimo paragrafo da “ nel rinviare …” a “ … documentale “ perché con detto paragrafo si fornirebbe, già nelle prime pagine, un criterio orientativo molto restrittivo, in base al quale in tutte le ipotesi in cui l’accesso agli atti ex L.241/90 sia stato negato, sarebbe negato anche l’accesso generalizzato, senza fare alcun cenno all’attività valutativa del pregiudizio concreto e del suo maggior peso rispetto al valore collettivo della trasparenza. L’anticipazione, in questa prima parte delle linee guida, di argomenti affrontati molto più avanti al punto 6.2.3, potrebbe inoltre indurre in errore e deresponsabilizzare le Amministrazioni che non proseguissero nella lettura completa delle Linee Guida. Si rammenta che le Linee Guida costituiranno il regolamento per tutte le Amministrazioni che non emanino una propria disciplina.

  1. Prime indicazioni operative generali per l’attuazione § 3

Adozione di una disciplina sulle diverse tipologie d’accesso § 3.1

Inserire nel Regolamento anche una sezione informativa sul diritto di accesso inoltrato al Responsabile anticorruzione titolare della Banca dati e una sezione sull’accesso alle informazioni ambientali, sì che le amministrazioni si organizzino perché i cittadini abbiano un’ampia informazione.

Adeguamenti organizzativi § 3.2

Aggiungere alla fine dopo “dati richiesti “ : “ferma restando l’individuazione del Responsabile del procedimento, ai sensi della vigente normativa, nomina importante perché il cittadino possa avere un interlocutore responsabile. “

  1. Ambito soggettivo e oggettivo di applicazione dell’accesso generalizzato

Ambito soggettivo

Ambito oggettivo

  1. Distinzione fra eccezioni assolute all’accesso generalizzato e “limiti” (eccezioni relative o qualificate) §5

5.1 Eccezioni assolute

5.2 Limiti (eccezioni relative o qualificate) § 5.2

Nell’attività valutativa delle amministrazioni il danno “specifico, concreto e diretto” agli interessi-limite, per prevalere e portare alla esclusione dell’accesso, deve essere valutato come più serio di quello che la mancata disclosure produrrebbe inevitabilmente alla collettività: Inoltre il processo logico seguito deve essere esplicitato chiaramente nella motivazione del diniego all’accesso.

Si richiama, a tal proposito, quanto suggerito da Mario Savino in Giornale Dir. Amm., 2016, 5, 593:

“Le tecniche più diffuse sono il “test del danno” e il “test dell’interesse pubblico”. La prima (harm test) richiede che l’amministrazione valuti se l’accesso possa danneggiare uno degli interessi-limite in modo “specifico, concreto e diretto” (natura del danno), nonché “ragionevolmente prevedibile” o “non meramente ipotetico” (probabilità del danno), secondo le formule più in voga nei FOIA. La seconda tecnica – public interest test – esige di considerare, in aggiunta, anche il danno che il diniego di accesso comporterebbe per l’interesse pubblico alla conoscenza delle informazioni: solo quando il primo (danno all’interesse-limite) è ritenuto più serio e probabile del secondo (danno all’interesse conoscitivo della collettività) l’accesso può essere negato.”

Alla lettera a) del quinto paragrafo del punto 5.2 nelle parole “tra gli interessi elencati all’art. 5, co. 1 e 2” si segnala un refuso: si tratta dell’articolo 5-bis e non dell’articolo 5, come indicato.

5.3 La motivazione del diniego d’accesso 

  1. Le eccezioni assolute 

6.1 Segreto di Stato

6.2 Altri casi di segreto o di divieto di divulgazione

6.2.1. Esemplificazione di casi di segreto e divieti di divulgazione

6.2.2. Eccezioni assolute in caso in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti, inclusi quelli di cui all’art. 24 c.1 della legge 241/90

6.2.3 Divieti di divulgazione espressamente previsti dal regolamento governativo di cui al co. 6 dell’art. 24 della legge 241 /1990 e dai regolamenti delle pubbliche amministrazioni adottati ai sensi del co. 2 del medesimo art. 24 § 6.2.3

Si consideri che l’art. 8 del D.P.R. 352/1992, cui le linee guida fanno riferimento, è tuttora in vigore “in via transitoria” in attesa dell’adozione del regolamento governativo (di cui all’art. 24 della legge 241/90) mentre il resto del DPR 352 è stato abrogato. Si offre alla considerazione dell’Autorità il fatto le disposizioni contenute nel citato articolo 8, nel prevedere che le amministrazioni emanassero i propri regolamenti in ordine all’esclusione dell’accesso a determinate tipologie di documenti, delimita l’ambito di tali regolamenti, stabilendo i criteri da utilizzare per valutare, sempre nel caso concreto e con riferimento ad un periodo temporale specifico, il pregiudizio che osterebbe all’accesso ai documenti.

Posto che con i regolamenti adottati all’epoca da alcune amministrazioni, in attuazione del D.P.R. n. 352/1992, erano state individuate ipotesi di esclusione, ai fini dell’accesso ex 241/1990, che dopo 25 anni e tante riforme in materia di trasparenza difficilmente potrebbero  attagliarsi all’innovazione dell’accesso civico del 2013 e dell’accesso generalizzato di quest’anno, si sperava che le linee guida ANAC fossero proiettate a far superare  le condizioni di incertezza delle amministrazioni e far loro compiere quel salto necessario ad attuare la recente riforma.

Ci aspettavamo un manuale di istruzioni per l’uso, seppure per un periodo sperimentale, invece, ci ritroviamo con indicazioni alquanto bizantine, talvolta molto contraddittorie,  del tipo “Nelle more dell’adozione di tale nuova disciplina e ferma restando l’attivazione immediata dell’esercizio dell’accesso generalizzato a partire da 23 dicembre 2016, le sole amministrazioni che abbiano adottato regolamenti in attuazione del D.P.R. 352/1992, contenenti esclusioni ai fini dell’accesso 241, sono autorizzate ad applicare, ove necessario, tali esclusioni anche ai fini dell’accesso generalizzato“.

In questa maniera si rischia di fornire alle amministrazioni, del tutto arbitrariamente, una sponda per trincerarsi dietro regolamenti emanati con riferimento ad altra normativa (art. 24, comma 4 peraltro non più in vigore) basata su un tipo di accesso che presuppone un interesse diretto, mentre qui, come per l’accesso civico introdotto nel 2013, si parla di un diritto di accesso che trova specifica giustificazione nell’interesse pubblico alla trasparenza.

Nulla vieta alle amministrazioni, nel ragionare se vi siano cause che ostano ad un accesso generalizzato da valutare in concreto, di ripercorrere percorsi logici già utilizzati in passato, inseriti o meno in regolamenti emanati per altre tipologie di accesso, magari per confermarli o discostarsene, a seconda del caso concreto e del raffronto tra il pregiudizio- limite e l’interesse pubblico alla trasparenza.

Cosa diversa è avallare che, laddove vi siano dei regolamenti già emanati, le PA (prevalentemente si tratta di Ministeri ed altri enti pubblici nazionali) applichino questi regolamenti anche all’accesso generalizzato, fino all’adozione di nuovi regolamenti, mentre le PA che non abbiano in passato emanato regolamenti in merito, nelle more dell’emanazione di proprie regole, applicano le linee guida dell’ANAC.

Questa impostazione conservativa, fatta di rinvii,  adatta più a depotenziare l’innovazione che ad accompagnarla e guidarla, appare peraltro andare ben oltre i poteri assegnati  – con il comma 6, dell’art. 5-bis  – all’ANAC che,  d’intesa con il Garante per la protezione dei dati personali e sentita la Conferenza unificata, dovrebbe solo adottare linee guida recanti indicazioni operative,  non certo prorogare l’entrata in vigore delle norme o autorizzare deroghe a questa o quella PA,  come sembrerebbe doversi intendere da una lettura del periodo riportato sopra in virgolettato ed anche da questo che segue: “In ogni caso, decorso il termine del 23 giugno 2017, le esclusioni previste nei regolamenti adottati in attuazione del D.P.R. 352/1992 non sono più applicabili con riferimento all’accesso generalizzato.”

6.2.4 Eccezioni all’accesso nei procedimenti tributari § 6.2.4

Si chiede di esprimere in maniera più semplice e con qualche esempio pratico cosa si intenda con il seguente periodo:

“Una volta divenuti accessibili, anche i dati ed documenti dei procedimenti tributari saranno poi soggetti all’applicazione dei limiti di cui all’art. 5 bis, co. 1 e 2.”

6.2.5. Eccezioni all’accesso concernente l’attività della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione

6.2.6 Eccezioni all’accesso nei procedimenti selettivi

  1. I limiti (esclusioni relative o qualificate) al diritto di accesso generalizzato derivanti dalla tutela di interessi pubblici

7.1. Sicurezza pubblica e ordine pubblico

7.2. Sicurezza nazionale

7.3 Difesa e questioni militari

7.4 Relazioni internazionali § 7.4

Laddove a titolo esemplificativo si riportano tra gli atti relativi all’ambito delle relazioni internazionali meritevoli di attenzione, ai fini dell’accesso generalizzato:

 “documenti concernenti le procedure relative alla negoziazione ed alla stipula di accordi ed atti internazionali con altri Stati, ove vi sia la necessità non solo di tutelare la necessaria riservatezza degli atti inerenti i negoziati, ma anche per salvaguardare l’integrità degli stessi rapporti diplomatici con i Paesi interessati, che potrebbero essere pregiudicati se tali atti fossero resi accessibili; ciò sempre che gli stessi documenti od atti non siano stati pubblicati nel corso di conferenze internazionali”

Per una comprensione maggiore, usando come esempio un caso recente di denegata ostensione dei documenti ufficiali, si domanda all’ANAC di specificare, a titolo illustrativo, se ritenga, che i dati sulla posizione italiana nei negoziati internazionali del genere TTIP e CETA, destinati a condizionare gli interessi economici e della sicurezza anche alimentare di imprese e cittadini, vadano esclusi o meno dall’accesso generalizzato, secondo quali criteri e con quali limiti temporali.

7.5 Politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato § 7.5

I contratti dello Stato, anche in ambito finanziario, una volta sottoscritti, devono, a nostro parere, essere tutti pubblici. Se è vero che gli equilibri di finanza pubblica sono tutelati dagli artt. 81, 97, 117 commi 2 e 3 e 119 Costituzione e che, dal 2012, abbiamo il vincolo della parità di bilancio, il bene collettivo richiede che sia la sottoscrizione del debito e dei contratti finanziari (il cui peso assorbe la metà del PIL),  sia la gestione delle risorse pubbliche siano il più trasparenti possibile ché il danno alla credibilità delle istituzioni e al potenziale di sviluppo del Paese, in caso di mancata disclosure, è evidentemente di portata incalcolabile.

Chiediamo all’ANAC di esprimersi sulle ipotesi di accesso generalizzato ai contratti stipulati dalle PA, anche nel settore dei prodotti finanziari e derivati, facendo qualche esempio concreto.

7.6 Conduzione di indagini sui reati e loro perseguimento

7.7 Regolare svolgimento di attività ispettive

  1. I limiti (esclusioni relative o qualificate) al diritto di accesso generalizzato derivanti dalla tutela di interessi privati

8.1 I limiti derivanti dalla protezione dei dati personali

8.2 Libertà e segretezza della corrispondenza § 8.2

Aggiungere, come esempio, il caso in cui la Commissione per l’accesso ha espresso l’avviso che l’Amministrazione debba consentire la visione del protocollo informatico ed il rilascio della password del programma di contabilità del Comune al consigliere comunale, con la motivazione che la finalità è valutare la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione. Pertanto richieste inerenti singoli atti e documenti sulla corrispondenza pubblica oggetto di accesso civico generalizzato, dovranno essere vagliati attentamente alla luce della finalità del decreto: controllo diffuso sull’operato della pubblica amministrazione e sull’uso delle risorse, fermo restando l’oscuramento dei dati sensibili e giudiziari.

8.3 Interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi proprietà intellettuale, diritto d’autore e segreti commerciali

  1. Disciplina transitoria § 9

Rinominare il titolo del punto § 9 da “Disciplina transitoria” a “Registro degli accessi”

Motivazioni espresse nei punti seguenti.

Eliminare il punto b)

Il decreto 97/2016 è entrato in vigore il 23 giugno 2016. Si elimini pertanto dalle linee guida l’introduzione del termine entro cui le Amministrazioni debbano dotarsi di un Regolamento, dato che la previsione di detto termine da parte di ANAC non è prevista dalla normativa e, nei fatti, procrastina ulteriormente l’operatività dell’istituto dell’accesso generalizzato, precostituendo un alibi dilatorio per le Amministrazioni.

Al punto c), doposia istituito presso ogni amministrazione un registro delle richieste di accesso presentate (per tutte le tipologie d’accesso)aggiungere: “L’elenco delle richieste presentate e il relativo esito vanno pubblicate nella sezione Amministrazione Trasparente sottosezione dati ulteriori o nella sottosezione Accesso civico.”

Motivazione:

Il Registro non può non essere pubblicato on-line nel sito web, perché diversamente sarebbe anacronistico e inutile.

Si propone di inserire nei c.d. dati ulteriori un registro-elenco delle istanze presentate e il relativo esito. Pubblicare l’elenco delle richieste di accesso civico generalizzato e dei relativi esiti nella sottosezione di Amministrazione Trasparente, c.d. dati ulteriori, è il minimo che si possa fare per dare senso e concretezza al disposto dell’art. 3 comma 1  del d.lgs 97/2016 che si cita testualmente “Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso civico, ivi compresi quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7. “

Se un dato è pubblico ma  non è pubblicato on-line, un cittadino del comune di Messina non potrà sapere se analoga richiesta è stata valutata positivamente dal comune di Bolzano o ancora peggio se in un Ministero non dovesse essere attuata l’auspicata organizzazione interna, l’ufficio interno x potrebbe non essere al corrente dell’esito di una richiesta inoltrata e già valutata negativamente dall’ufficio y, il che si pone in contrasto con i principi di trasparenza e semplificazione, aggravando inutilmente il sistema pubblica amministrazione. Nessun servizio si rende al cittadino che, ignaro dell’esistenza di precedenti richieste, reiteri istanze di accesso generalizzate già valutate ed esitate ma disconosciute. Questa non sarebbe trasparenza, sarebbe inutile e finta semplificazione.

ALLEGATO – MODALITA’ PER ESERCITARE IL DIRITTO DI ACCESSO CIVICO

Chi può presentare istanza di accesso civico ai sensi dell’aet. 5 del dlgs n. 33/2013?

E’ necessario motivare l’istanza di accesso civico?

Con quale modalità può essere presentata l’istanza di accesso civico?

Al punto c) specificare che le istanze possono essere inviate con posta elettronica ordinaria, unitamente alla copia in formato digitale del documento di identità.

Prima di ogni punto inserire “ovvero” per chiarire che si tratta di modalità alternative.

L’’uso del fax può essere consentito ma non è da incentivare per i costi di gestione che comporta la documentazione cartacea.

A chi deve essere indirizzata l’istanza di accesso civico?

Cosa si deve indicare nell’istanza?

Bisogna pagare per poter effettuare l’accesso civico?

Aggiungere dopo “supporti materiali” : “ si rammenta alle Amministrazioni che non è possibile predeterminare costi fissi in via preventiva e presuntiva come già peraltro affermato anche dalla Commissione per l’accesso, (Oneri economici connessi all’esercizio dell’accesso parere 8.35 del 19 dicembre 2014) e che, nel caso di istanze di accesso civico ai dati documenti e informazioni la cui pubblicazione è obbligatoria, non è richiesto alcun rimborso. 

Il soggetto destinatario dell’istanza è obbligato a darne comunicazione a eventuali soggetti controinteressati?

Quali sono i termini procedurali dell’accesso civico?

Eliminare il periodo “ovvero, nel caso in cui l’istanza riguardi dati, informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi del d. lgs. n. 33/2013”

Motivazione: Bisogna specificare che la pubblicazione sul sito istituzionale della PA dei dati o documenti trasmessi ai richiedenti, in virtù dell’accesso civico generalizzato, deve essere assicurata tempestivamente, anche se  l’istanza non riguarda informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria, e ciò nel pieno rispetto di quanto disposto dal comma 1 dell’art. 3 del d.lgs. 33/2013, che include tra i dati pubblici tutti quelli oggetto di accesso civico, senza fare distinzione tra accesso ex comma 1 o comma 2 dell’art. 5 del d.lgs 33/2013. 

Esistono rimedi alternativi al ricorso al giudice nel caso di rifiuto o mancata risposta da parte dell’amministrazione?

Dopo “dal comma 6” aggiungere “dell’articolo 5,”

Quando si parla del difensore civico, aggiungere che ”purtroppo il rimedio non è possibile in tutte le Regioni ; si auspica che laddove sia previsto dalla normativa vigente, leggi o Statuti regionali , in considerazione dei nuovi importanti compiti attribuiti le istituzioni si attivino per l’istituzione del difensore civico.”

L’ente destinatario della richiesta di accesso civico può chiedere un parere formale al Garante per la protezione dei dati personali?

E’ possibile in ogni caso ricorrere al giudice?

Integrare le informazioni aggiungendo : “Il ricorso deve essere proposto entro 30 giorni dalla conoscenza della determinazione impugnata o dalla formazione del silenzio, mediante notificazione all’amministrazione e ad almeno un controinteressato.  L’amministrazione può essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente a ciò autorizzato.

ALTRO:

Si suggerisce di inserire un’ultima parte alle Linee Guida, in considerazione che le stesse linee guida costituiranno Regolamento per tutte quelle Amministrazioni che non abbiano adottato un proprio regolamento o che, pur avendone adottato uno per la disciplina della L.241/90, non lo aggiornino in tempi brevi. In tal caso le stesse Linee Guida ANAC costituiranno il Regolamento di riferimento per il cittadino.

Questa parte che suggeriamo di aggiungere dovrebbe:

a) illustrare un numero significativo di esemplificazioni, dati, documenti e informazioni a cui non è stato possibile accedere in passato e che, invece, potranno essere oggetto di accesso generalizzato, spiegando, eventualmente, il diverso destino che tali istanze avrebbero avuto se fossero state presentate con il nuovo dispositivo normativo. A tale proposito si consiglia di utilizzare, ad esempio, i resoconti della Commissione per l’accesso. Insomma, da un punto di vista metodologico, le Linee Guida dovrebbero offrire un vasto panorama di illustrazioni, schemi, rappresentazioni, semplificazioni, ecc, che esaltino un modello di accompagnamento oramai largamente praticato nel resto dei Paesi che adottano una normativa sull’accesso.

b) Aggiungere ad esempio che i consiglieri comunali godono di un non condizionato diritto di accesso.

c) rammentare che il diritto garantito dall’articolo 10 del TUEL al cittadino residente di accedere agli atti degli enti locali non è condizionato alla titolarità in capo al soggetto accedente di una situazione giuridica differenziata , atteso che l’esercizio di tale diritto è equiparabile all’attivazione di un’azione popolare finalizzata ad una più efficace e diretta partecipazione del cittadino all’attività amministrativa dell’ente locale e alla realizzazione di un più immanente controllo sulla legalità amministrativa (Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, seduta del 27 settembre 2011. Conformi: seduta del 10 maggio 2011; seduta del 15 marzo 2011; seduta del 7 luglio 2011; seduta del 17 gennaio 2013).

d) rammentare le deroghe: richieste fornite ai fini dell’esercizio del diritto di difesa da cittadini o difensori muniti di mandato.

e) rammentare il principio di leale collaborazione istituzionale cui deve essere informata l’acquisizione di documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici .

f) rammentare che per l’accesso alle informazioni ambientali in attuazione della Convenzione di Aarhus, ratificata dall’Italia con la legge 108 del 16 marzo 2001, e ai sensi del decreto legislativo n. 195 /2005 chiunque, senza essere tenuto a dimostrare la sussistenza di un interesse giuridicamente rilevante, può accedere alle informazioni relative allo stato dell’ambiente e del paesaggio nel territorio nazionale.  

f) elencare i link utili:

  • Sito ANAC e linee guida
  • FAQ ANAC
  • Commissione di Accesso

Si presta il consenso alla pubblicazione integrale e non anonima sul sito dell’ANAC delle osservazioni dinanzi formulate e si acconsente con la trasmissione al trattamento dei dati personali secondo le modalità riportate sull’informativa reperibile all’indirizzo: http:://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/MenuServizio/privacy

 

 

 

 

 

 

 

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