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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Contributo di @spazioetico alla Consultazione sulle Linee Guida per l’adozione dei Codici di Comportamento negli enti del Servizio Sanitario Nazionale

Oggetto: Linee Guida per l’adozione dei Codici di comportamento negli enti del Servizio Sanitario Nazionale- contributo Spazio Etico

In riferimento alla consultazione di cui in oggetto, nel complimentarci per l’iniziativa,  esprimiamo, in un’ottica migliorativa, le seguenti osservazioni  generali sul documento e, in particolare, sulla metodologia di adozione delle Linee Guida ANAC sui Codici di comportamento.

Un documento di orientamento sui Codici di comportamento dovrebbe avere una sezione dedicata alla modalità di elaborazione e implementazione delle disposizioni riportate. E’ abbastanza noto (anche in letteratura internazionale – vedi Kaptein e altri) che l’adozione di regole di comportamento di per se non incide sulla qualità dei comportamenti. Assai più importante delle specifiche regole è la modalità di costruzione delle regole stesse e la diffusione verso la comunità di operatori interni che poi le devono rispettare.

In merito al primo punto (elaborazione delle regole), sarebbe auspicabile che in un documento come le Linee Guida venissero fornite metodologie e strumenti di coinvolgimento della componente professionale, con particolare riferimento alla complessità del mondo sanitario pubblico. Esistono molti approcci di tipo partecipativo che andrebbero promossi e finalmente attuati.

In merito al secondo punto (diffusione tra gli operatori), le Linee Guida dovrebbero contenere metodologie e strumenti di diffusione assai più sofisticati della mera formazione/aggiornamento di tipo normativo/giuridico. Nella prima pubblicazione del Piano Nazionale Anticorruzione (versione 2013) apprezzammo lo sforzo di includere diversi approcci formativi, con particolare riferimento alla modalità “formazione contenutistica con approccio valoriale” che indicava la strada per trasferire contenuti complessi come le regole del codice di comportamento. Ci sono esperienze rilevanti sul territorio nazionale di applicazione di tali metodologie che, come abbiamo avuto più volte occasione di verificare, fanno la differenza rispetto al coinvolgimento degli operatori interni. Pensiamo che un documento di orientamento come le Linee Guida dovrebbe, in maniera prevalente, illustrare queste buone pratiche e rinviare ad una specifica sezione on line del sito dell’Anac.

Si suggerisce  di richiamare la UNI/PdR 21:2016 ad oggetto “Sviluppo della cultura dell’integrità dei professionisti – Indirizzi applicativi”

Un ultimo appunto riguarda una pericolosa tendenza (peraltro in atto da sempre nel nostro Paese) e che registriamo anche in queste Linee Guida. Si tratta dell’illusoria quanto ingenua illusione che quante più regole possono essere inserite in un Codice, tanto più efficace sarà la misura. E’ stato ampiamente dimostrato da vari studi internazionali (su tutti, citiamo gli esperimenti di KATZ-NAVON T., “Safety climate in health care organizations. A multidimensional approach” (2005), proprio in ambito sanitario) che le persone hanno un limite di tollerabilità alle regole e che introdurre nuove disposizione finisce per immobilizzare la capacità decisionale delle persone (ipengiofobia). E’ un processo difficilmente arrestabile perché auto-rinforzante. Per le amministrazioni, la sfida è trovare il giusto equilibrio tra regole e responsabilità personale.

La nostra idea, pertanto, è di semplificare codici e regole, adottarne solo se strettamente necessarie e coinvolgere le persone in attività formative che permettano loro di applicare le regole di fronte a degli eventi critici, come nel caso dei “dilemmi etici”.

Si suggerisce, da un punto di vista generale, di integrare il testo delle linee guida con specifici articoli sulle pari opportunità, discriminazioni e molestie sul posto di lavoro con relativa previsione di un raccordo con il Comitato Unico di Garanzia e la consigliera di fiducia interna, sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e sulle violazioni in materia di protezione dei dati personali, sulla trasparenza e tracciabilità alla luce delle novità introdotte dalle modifiche al D.Lgs. n. 33 del 2013, sulle aziende ospedaliere universitarie, Si suggerisce:

  • sotto il profilo dell’ambito oggettivo di applicazione (punto 4.2) di modificare il termine “figure” in uffici e direzioni al fine di non sovraesporre le singole figure e di una maggiore efficacia dell’azione di prevenzione della corruzione e di  prevedere degli specifici audit indipendenti in materia;
  • sotto il profilo dell’ambito soggettivo di applicazione (punto 4,3, lett. b ), prevedere anche le figure degli specializzandi, tesisti, volontari servizio civile, volontari (in quanto operanti nei reparti delle strutture sanitarie e in quanto svolgono importanti attività a favore dei pazienti e degli utenti);
  • integrare il punto 4.2. lett. i) “i collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni/ o servizi che realizzano opere in favore dell’amministrazione” con la previsione anche di imprese che forniscono servizi a favore o in sinergia con l’azienda o di supporto alle finalità istituzionali dell’azienda o servizi agli utenti dell’azienda (in questo modo si amplia, nell’ottica di condivisione della cultura dell’etica e dell’integrità, l’ambito di applicazione);

In riferimento alla previsione della presa di atto (punto 4.2 ultimo comma), si suggerisce di non limitarla ai nuovi assunti (anche in considerazione del blocco delle assunzioni) ma di prevederla per tutti i dipendenti e di prevedere la trasmissione del testo via posta elettronica.

In riferimento alla previsione di un’adeguata attività di formazione dei soggetti destinatari, protesa al diffondersi della cultura dell’etica e dell’integrità, si suggerisce di prevedere: formazione di base; formazione/informazione, aggiornamento inerente a novità normative od organizzative, formazione su temi specifici, informazione/confronto con altre realtà e situazioni.

Si suggerisce la previsione di una procedura di revisione periodica del codice di comportamento con la partecipazione anche degli stakeholder e la pubblicazione on line di una relazione illustrativa delle modifiche apportate alla luce di eventuali innovazioni normative o contrattuali apportate, ovvero degli esiti dei monitoraggi e valutazione delle specifiche aree di rischio nonché sulla base delle segnalazioni delle condotte illecite.

Massimo Di Rienzo, Mauro Alovisio, Andrea Ferrarini

https://spazioetico.com

Licenza Creative Commons
Contributo di @spazioetico alla Consultazione sulle Linee Guida per l’adozione dei Codici di Comportamento negli enti del Servizio Sanitario Nazionale diMassimo Di Rienzo, Mauro Alovisio, Andrea Ferrarini è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://spazioetico.com/2016/11/21/contributo-di-spazioetico-alla-consultazione-sulle-linee-guida-per-ladozione-dei-codici-di-comportamento-negli-enti-del-servizio-sanitario-nazionale/.

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