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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Commento alla scheda n. 17 (Anticorruption Academy) del 3° Piano d’Azione OGP

OGP

La bozza del Terzo Piano d’Azione Nazionale è stata pubblicata il 16 luglio 2016 contestualmente al lancio del sito open.gov.it ed è sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio al 31 agosto.

In risposta alla consultazione dell’Open Government Partnership, abbiamo inserito un commento alla scheda 17 (Anticurruption Academy). Il commento può essere consultato direttamente sul sito dell’OGP.

IL COMMENTO ALLA SCHEDA N. 17 – ANTICORRUPTION ACADEMY

Esistono già esperienze significative di formazione generale con approccio valoriale. Chi scrive il commento è il promotore di spazioetico.com, che da marzo 2013 ha ideato e promosso un particolare modello di formazione (“dilemmi etici”) che si è dimostrato un approccio, oltre che innovativo, anche assai efficace.

Questa modalità di formazione viene realizzata fornendo ai corsisti (in aula o in modalità e-learning) una situazione di vita lavorativa quotidiana più o meno complessa su cui i corsisti stessi (individualmente o in gruppo) devono indicare le varie opzioni comportamentali e valoriali, così come le implicazioni di carattere disciplinare, le implicazioni che si scaricano sull’organizzazione e sull’individuo, la generazione di uno o più specifici rischi corruttivi. Tecnicamente l’approccio si chiama “Real-life scenario training“.

Questo tipo di formazione può essere utilizzata, anche, per la “determinazione” (a posteriori) delle regole di comportamento. Se concepita come laboratorio aperto, con metodologie socio-costruttiviste (cioè dove la conoscenza si forma attraverso il contributo dei partecipanti piuttosto che dal docente), è l’attività giusta per ragionare insieme almeno agli attori interni su quali regole servano veramente per quella specifica organizzazione, a valle di un processo di codificazione già avvenuto, ma ancora aperto.
Infatti, per come intendiamo noi la prevenzione della corruzione, i codici di comportamento non dovrebbero essere documenti “chiusi” (non lo dovrebbero essere mai in nessun caso). La virtù di un’organizzazione risiede, infatti, nella sua capacità di mettere in discussione le regole e, per il personale, di poter affrontare con il dovuto supporto la gestione dei dilemmi etici che quotidianamente si trova a fronteggiare.

La “formazione generale con approccio valoriale” è uno strumento di recupero di efficienza ed efficacia, nonché di credibilità complessiva, del settore pubblico in Italia. Il modello contiene tutti gli elementi che, attraverso la formazione valoriale, potranno essere trasferiti ai dipendenti pubblici in questa nuova prospettiva. Per questo crediamo che sia importante investire nello sviluppo di contenuti e modelli formativi per il settore pubblico che necessità (forse anche più di qualsiasi altro settore) di metodologie innovative in materia di formazione.

Detto questo, l’iniziativa Anticorruption Academy potrebbe opportunamente trasformarsi nella costruzione di una comunità professionale che, in prima battuta, raccolga quanto di buono è già stato realizzato e che sfrutti reti già ben strutturate di Responsabili della Prevenzione della Corruzione, della Trasparenza e di formatori che sono già stati formati ad utilizzare questa metodologia; faccio riferimento, ad esempio, alla comunità di formatori interni del Comune di Palermo e della Regione Siciliana che abbiamo formato più di due anni fa e che ha già erogato formazione con questo approccio a più di 20.000 dipendenti delle due amministrazioni citate (il progetto era di FormezPA (“Interventi a supporto dell’attuazione delle riforme della PA – Linea 3”).

Inoltre,con lo stesso FormezPA (con il medesimo progetto appena citato) abbiamo realizzato in due anni oltre 30 webinar sulle tematiche ad oggetto della presente iniziativa, con moltissime adesioni tra i dipendenti pubblici di ogni tipologia di amministrazione. E’ un bagaglio di esperienza e capacità che andrebbe messa a frutto.

L’esperienza di questi tre anni e mezzo di attività con circa 30.000 dipendenti pubblici coinvolti (i numeri sono calcolati per difetto perché non possiamo sapere, ad esempio, quanti dipendenti hanno consultato i webinar offline) ci mostra che la qualità della formazione erogata fa la differenza. La costruzione di un buon caso è il 70% della riuscita del corso, mentre ad esempio, un approccio giuridico non fornisce alcun valore aggiunto, anzi crea maggiore resistenza presso i dipendenti pubblici.

Sarebbe, a mio avviso, opportuno costituire una vera e propria Scuola di Etica e di Integrità pubblica sul modello dello United States Office of Government Ethics (https://www.oge.gov).
Una Scuola che sia anche una “comunità scientifica”, cioè un luogo di riflessione, confronto, dibattito, crescita professionale, dialogo con organizzazioni pubbliche e private, con le istituzioni e con altre comunità scientifiche nazionali ed internazionali. Un luogo all’interno del quale trovi sviluppo e disseminazione il modello di formazione che abbiamo chiamato “Il rafforzamento dello spazio etico”.

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