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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

La partecipazione può combattere la radicalizzazione

Finalmente una interpretazione non banale del motivo che spinge i giovani europei a radicalizzarsi. Con un suggerimento a promuovere la partecipazione e la passione dei giovani.

Si tratta del discorso dell’antropologo, Scott Atran, sullo jihadismo giovanile, tenuto presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Scott_Atran

La popolare idea di “scontro di civiltà” tra l’Islam e l’Occidente è tristemente fuorviante. L’estremismo violento non rappresenta un revival delle culture tradizionali ma piuttosto il loro collasso, giacché i giovani privati di ogni stella polare, slegati da ogni millenaria tradizione, si dimenano in cerca di un’identità sociale che offra gloria e ricchezza di significato.

Come contrastare questa dinamica sociale e culturale?

Atran individua 3 condizioni:

1) IDEALISMO
La prima condizione: offrire ai giovani qualcosa che li faccia sognare, un significato che possano dare alla vita attraverso lo sforzo, il sacrificio e il cameratismo. È quello che offre l’ISIS.

2) REALIZZAZIONE
La seconda condizione: offrire alla gioventù un sogno positivo e individuale con una concreta possibilità di realizzazione.

3) OPPORTUNITA’
La terza condizione: offrire ai giovani l’opportunità di creare le proprie iniziative locali. A questo proposito, Atran sostiene che: “Le ricerche di scienze sociali indicano che le iniziative locali, nate con una partecipazione in scala ridotta, sono meglio dei programmi nazionali, su vasta scala, per ridurre la violenza. Non importa con quale agenzia governativa intendiate incentivare questo aspetto. Fate in modo che la gioventù sia coinvolta nella ricerca di modi significativi di trattare le loro questioni personali, siano esse questioni di oppressione e marginalizzazione politica, di mancanza di opportunità economiche, di traumi legati all’esposizione alla violenza oppure di problemi di identità ed esclusione sociale“.

Ricerca di identità, di passione e di partecipazione. Ecco cosa cercano i giovani che si avvicinano al Califfato. Nulla di più lontano dal nichilismo con cui vengono descritti. Occorre fornire alternative valide altrimenti il rischio di bruciare due generazioni è più che attuale.

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