@spazioetico

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Sicilia, l’inizio di un lungo cammino

…ricevo con piacere da Patrizia Schifano, responsabile della linea 3 del progetto “Riforme della PA” di FormezPA e, molto volentieri, pubblico…

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Credo che l’esperienza professionale (ma anche umana) che ho realizzato con Massimo Di Rienzo tra ottobre e dicembre 2014, in Sicilia, rimarrà tra quelle che nel tempo si ricordano con soddisfazione e con piacere.

Sono tanti i motivi che la rendono fino adesso una esperienza molto positiva e “promettente” rispetto alle evoluzioni future, molto più di quanto non potessimo prevedere in fase di avvio vista la sperimentalità del progetto, la delicatezza del tema e l’assenza di esperienze analoghe già realizzate in Italia (almeno per quanto ne sappiamo!).

L’idea di formare i formatori sui temi dell’anticorruzione è, in sé, un’idea abbastanza scontata anche in considerazione di quanto indicato nel Piano Nazionale Anticorruzione, (3.1 Azioni e misure per la prevenzione  – 3.1.12 La Formazione)  “…le iniziative devono tener conto del contributo che può essere dato dagli operatori interni all’amministrazione, inseriti come docenti…”  e laddove si promuove, in un’ottica di valorizzazione delle risorse in organico all’amministrazione, di utilizzare il personale, a tutti i livelli, per realizzare interventi formativi per prevenire la corruzione, arrivando anche a indicare il coinvolgimento dei funzionari che operano all’estero o a contatto con l’estero, al fine di prevenire la corruzione nelle transazioni internazionali .

L’innovatività infatti non sta nel ricorrere alla rete dei formatori per trasmettere questi contenuti, ma nella sostanza dei contenuti stessi: tutti i temi affrontati hanno avuto carattere valoriale, la dimensione dell’INTEGRITÀ  è stata  l’oggetto prioritario che abbiamo cercato di “maneggiare con cura” nel corso dei laboratori realizzati. È stato un oggetto così importante e che ci ha coinvolto ben oltre il livello professionale e che ha richiesto una declinazione peculiare di alcuni sperimentati metodi e strumenti della formazione formatori. All’inizio ho pensato che fosse importante includere nel patto formativo con l’aula la condivisione dei criteri di fondo che avrebbero orientato la nostra azione, nostra in senso di staff e aula insieme ai responsabili delle due amministrazioni, nostri committenti interni in merito ai contenuti progettuali.

Sette punti sono stati proposti come principi-guida delle nostre scelte e dei nostri output intermedi e finali.

  1. adesione di tutti agli obiettivi, ai contenuti, al metodo, alla strategia di lungo periodo che necessariamente accompagna azioni di questo tipo (è l’inizio di un lungo cammino…)
  2. condivisione, come impegno a lavorare il più possibile insieme, dentro e fuori dall’aula, per fare sì che le cose possano succedere e che l’impostazione teorica dei tanti temi possa trovare una sua declinazione nelle soluzioni pratiche, collaborativamente individuate dal gruppo in formazione, da realizzare dentro l’amministrazione;
  3. sperimentazione, lo sforzo di accettare consapevolmente l’idea di muoversi all’interno di un progetto pilota,  affrontando un problema (realizzare iniziative di formazione valoriale in maniera diffusa nei due enti), senza partire  da un piano onnicomprensivo, ma lavorando ad aggiustare il tiro per approssimazioni successive (prevedendo successi e insuccessi);
  4. concorso al coinvolgimento  di più soggetti, tutti rilevanti ai fini della realizzazione degli obiettivi, a partire dalla risorse interne alle amministrazioni, cercando di allargare via via la cerchia degli interessati (e con lo sguardo costante ai non interessati!);
  5. integrazione  con i vari livelli organizzativi delle amministrazioni, tra amministrazioni,  tra amministrazioni e contesto esterno da ricercare anche quando le situazioni non sembrano proprio favorevoli;
  6. diffusione, dentro e fuori le amministrazioni, trovare e creare le occasioni per diffondere l’iniziativa e la cultura dell’integrità anche nel contesto sociale di riferimento, con una attenzione particolare agli studenti, alle scuole;
  7. continuità, individuare metodi e strumenti perché, anche quando il progetto di Formez PA sarà concluso, questa esperienza possa essere protratta e sviluppata nel tempo e costituisca la base comune per la pratica quotidiana del gruppo in formazione in merito ai temi valoriali.

Dopo il “patto” su questi punti, discussi nel corso delle prime ore del primo laboratorio, è iniziata la nostra bella avventura che ritengo riuscita e che è ancora in corso grazie alle attività formative che stanno realizzando a spron battuto Regione e Comune.  Abbiamo avuto notevoli  punti di forza da cui abbiamo tratto vantaggio nel corso dei sette laboratori, ma di questo vi parlerò nel prossimo post :o)

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