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lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Regione Siciliana e Comune di Palermo avviano il percorso di formazione valoriale

Foto 1 14Ieri, (29 aprile 2015) sono tornato da Palermo con ottime sensazioni. Il programma che abbiamo avviato lo scorso anno e che prevedeva la formazione di formatori interni alla Regione Siciliana e al Comune di Palermo sta dando primi interessantissimi frutti. I nostri corsisti hanno dato avvio ad una intensa attività di formazione in materia di anticorruzione, sperimentando in un contesto molto complesso (e per questo assai interessante) l’approccio “valoriale” che noi di @spazioetico stiamo promuovendo in linea con quanto stabilisce il Piano Nazionale Anticorruzione.

La storia. Un manipolo di formatori interni (15 del Comune di Palermo e 15 della Regione Siciliana) costituiscono un gruppo di lavoro a cui noi (quando parlo di noi parlo di chi vi scrive e cura questo blog e di Patrizia Schifano, responsabile della linea 3 del progetto “Riforme della PA” di FormezPA) trasferiamo, nei mesi tra settembre e dicembre 2014, contenuti e metodologia dell’approccio alla formazione valoriale, cioè la formazione all’etica e alla legalità sullo sfondo delle regole del Codice di Comportamento attraverso l’utilizzo di casi. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione del Comune di Palermo, avvocato Fabrizio Dall’Acqua e dalla Responsabile della Prevenzione della Corruzione della Regione Siciliana dottoressa Luciana Giammanco in collaborazione con il Responsabile della Formazione della Regione Siciliana dottor Antonino Cangemi, dirigente del Servizio Formazione e Qualificazione del Personale (responsabile dell’attuazione del Piano Formativo contenuto nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione della Regione Siciliana).

Foto 5Comune di Palermo. Più o meno alla fine di febbraio, dopo una intensa attività di preparazione (contenuti, programmi, materiali, ecc.) i 15 formatori, che intanto sono diventati un gruppo di 35, inizia ad erogare giornate “uniche” di formazione ai dipendenti del Comune. Aule da 35 persone, ogni giorno, tanto che attualmente sono stati formati più di 1.000 dipendenti. La tabella di marcia prevede che entro il 18 dicembre 2015 siano formati tutti gli 8.000 circa dipendenti del Comune (il Piano Nazionale Anticorruzione, infatti, prevede che questa formazione debba essere erogata a tutti i dipendenti).

Foto 6Regione Siciliana. Scelte diverse, sempre due formatori in aula (il Comune prevede un solo formatore), due giornate suddivise in maniera tale che la prima abbia un approccio più contenutistico e la seconda più un approccio valoriale (ma anche nella prima giornata ci sono spazi dedicati alla riflessione sull’etica e sui valori). Sono stati formati più di 500 dipendenti, ma sappiamo che si dovranno raggiungere almeno 16.000 dipendenti.

I risultati parziali. I primi dati sul gradimento sono davvero incoraggianti. Chi partecipa alla formazione mostra grande interesse sia per i contenuti che per la modalità. I casi sono, come sempre, reali, non c’è bisogno di inventare nulla. Quello che emerge, come affermava uno dei formatori regionali, è la sensazione che i dipendenti vorrebbero riflettere maggiormente su questi temi e che se si offre loro l’occasione, dimostrano una partecipazione e un interesse di gran lunga superiore a quella mostrata quando si somministrano contenuti tecnico-giuridici che ormai soffocano l’offerta formativa dedicata alla pubblica amministrazione. Un risultato importante, che avevamo auspicato con forza in sede di progettazione, è che il Responsabile della Prevenzione della Corruzione del Comune di Palermo ha potuto utilizzare alcune preziose informazioni emerse dall’aula per integrare il Piano Triennale del Comune di Palermo.

E’ importante sottolineare che tutta questa operazione ha e continuerà ad avere un costo pari a zero sia per il Comune di Palermo che per la Regione Siciliana. I formatori interni, infatti, non percepiscono alcun emolumento ulteriore rispetto al loro normale stipendio, né le casse regionali e comunali hanno dovuto versare alcunché per il percorso di formazione dei formatori che è stato realizzato con un progetto nazionale del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Ieri era l’occasione per il primo follow-up. Ne faremo altri perché crediamo che questa sperimentazione (unica in Italia per metodi, contenuti ed impatto) sia davvero il futuro della formazione su questi argomenti. Aiutare le persone a prendersi un momento per riflettere sulle regole e sul senso profondo della legalità, non come mera esecuzione di un dettato normativo, ma come convincimento e atteggiamento da trasferire al proprio gruppo di lavoro è la sfida che i nostri bravissimi formatori hanno deciso di intraprendere.

Spero di ospitare presto le loro dirette testimonianze. Li ho invitati a prendere nota di quello che succede, dei casi che vengono fuori e degli argomenti che destano maggiore attenzione. Il mio sogno di costituire un gruppo nazionale di formatori che si sperimentano sull’approccio valoriale e che si scambiano esperienze e conoscenze sta, grazie a questa iniziativa, diventando realtà.

 

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