@spazioetico

lo spazio dei comportamenti non esigibili per legge (Lord Moulton)

Il conflitto di interessi. Un caleidoscopio di situazioni a rischio. TERZA PARTE

(…leggi la PRIMA PARTE di questo articolo)

(…leggi la SECONDA PARTE di questo articolo)

TERZA PARTE: La curvatura del processo decisionale del decisore pubblico

Cosa si intende con la locuzione “l’interesse secondario tende a interferire con l’interesse primario”?

Consideriamo come assunto di partenza che il decisore pubblico è tenuto a garantire linearità al processo decisionale, e consideriamo questo aspetto come un valore fondamentale dell’etica delle scelte pubbliche.

Proviamo ora a capire come il conflitto di interessi ha la potenzialità di innescare dinamiche che generano una curvatura del processo decisionale.

La seguente figura (1) mostra come il decisore pubblico, se mantiene il suo processo decisionale all’interno di una certa linearità, è in grado di garantire una scelta imparziale, cioè, equidistanza dagli interessi secondari e promozione esclusiva dell’interesse pubblico (primario).

curvatura_1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viceversa, la seguente figura (2) mostra come il decisore pubblico, sottoposto alle dinamiche vettoriali delle forze scatenate dal conflitto di interessi, rischia di vedere curvato il suo processo decisionale. In questo modo non è in grado di garantire una scelta imparziale.

curvatura_2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Facciamo ora degli esempi concreti di come si possa generare una curvatura della linearità del processo decisionale pubblico in presenza di conflitto di interessi.

Nel primo caso, che chiameremo, “LA DOPPIA CURAVATURA” il soggetto responsabile della scelta agisce sotto l’influenza delle forze che curvano la linearità decisionale, ma, sotto la spinta di una erronea e tardiva “reazione etica”, sceglie di penalizzare il soggetto (i soggetti) che hanno contribuito a produrre tale curvatura.

E’ il caso, ad esempio, di un membro di una commissione di valutazione che ha la responsabilità di valutare le offerte pervenute in ragione di una gara pubblica e che scopre di essere in conflitto di interessi con uno degli operatori economici che hanno presentato un’offerta. Potremmo ipotizzare che il suddetto membro della commissione si trovi in una situazione di credito rilevante nei confronti dell’amministratore della ditta in questione. Tale situazione può generare un interesse secondario, infatti, il membro della commissione potrebbe avere interesse ad assegnare la gara all’operatore economico suddetto in ragione del fatto che, così facendo, l’amministratore avrà una opportunità in più per garantirsi la somma necessaria a saldare il debito nei suoi confronti.

Ora, poniamo altre due circostanze: che il fatto del rilevante credito sia una informazione che è ormai emersa alla notorietà dell’opinione pubblica. Inoltre, l’offerta dell’operatore economico risulta essere oggettivamente la migliore tra quelle pervenute (economicamente più vantaggiosa).

Come mostra la figura seguente (3), pur riconoscendo l’esistenza del conflitto di interessi e pur essendo il conflitto visibile anche agli occhi del pubblico, il membro della commissione decide di non astenersi perché si ritiene al di sopra di ogni sospetto e di poter agire salvaguardando la sua integrità. Per poter avvalorare agli occhi del pubblico la sua “tenuta etica”, il membro della commissione decide di penalizzare proprio l’operatore economico con cui si trova in conflitto di interessi (reazione tardiva). Così facendo, tuttavia, rischia di estromettere proprio l’operatore che aveva presentato l’offerta migliore (economicamente più vantaggiosa).

Questo processo, pertanto, rischia di compromettere la qualità e l’efficacia della scelta del decisore pubblico, risultando comunque parziale, cioè, non equidistante dagli interessi in gioco.

curvatura_3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel secondo caso, che chiameremo, “LA LINEARITA’ FALLACE” il soggetto responsabile della scelta agisce sotto l’influenza delle forze che, tuttavia, non curvano la linearità decisionale (il soggetto responsabile ha una “tenuta etica” e sceglie tutelando l’interesse pubblico). Ciononostante, permane un concreto rischio di indebolimento dell’immagine e della reputazione dell’amministrazione.

Riproponiamo lo stesso caso.

Come mostra la figura seguente (4), pur riconoscendo l’esistenza del conflitto di interessi e pur essendo il conflitto visibile anche agli occhi del pubblico, il membro della commissione decide di non astenersi e di premiare comunque l’operatore economico con cui si trova in conflitto di interessi, dal momento che l’offerta presentata dal suddetto operatore economico risulta essere la migliore.

Così facendo, pur tutelando l’interesse pubblico e compiendo una scelta imparziale, il decisore pubblico si espone al rischio di compromettere l’immagine e la reputazione dell’amministrazione, dal momento che è nota al pubblico la particolare relazione (di credito) che egli nutre nei confronti dell’amministratore della ditta vincente.

curvatura_4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, nel terzo caso, che chiameremo, “LA CURVATURA NON ETICA” il soggetto responsabile della scelta agisce sotto l’influenza delle forze che effettivamente riescono a curvare la linearità decisionale (il soggetto responsabile ha un “fallimento etico” e sceglie tutelando l’interesse secondario).

Riproponiamo lo stesso caso, con l’unica differenza che l’offerta dell’operatore economico NON risulta essere oggettivamente la migliore tra quelle pervenute (economicamente più conveniente o vantaggiosa a seconda del criterio di selezione).

Come mostra la figura seguente (5), pur riconoscendo l’esistenza del conflitto di interessi e pur essendo il conflitto visibile anche agli occhi del pubblico, il membro della commissione decide di non astenersi e di premiare l’operatore economico con cui si trova in conflitto di interessi, pur non essendo l’offerta del suddetto operatore economico la migliore.

Oltre al “fallimento etico” con la compromissione dell’interesse pubblico si verifica anche un “fallimento reputazionale” dell’amministrazione.

curvatura_5

(continua…)

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